Riserva Indie

Riserva Indie Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Riserva Indie, Piazza 2 Giugno 14, Carrara.
(1)

Riserva Indie è il programma in onda su Contatto Radio Popolare Network dedicato al mondo indie e ai suoi derivati con ospiti in studio e mini live...Perchè la radio è partecipazione Riserva Indie è anche un blog con interviste e contenuti extra che potete trovare all'indirizzo http://riservaindie.blogspot.com/ e un canale spotify con , la playlist con i dischi della settimana selezionata dalla nostra redazione e ascoltabile su https://open.spotify.com/playlist/0Z0z9rBbiyUCwmIa9YWFZw

Qualche anno fa c’era questa discussione sugli artisti che ripropongono i successi di gioventù. Beh, non contatemi, non ...
06/01/2026

Qualche anno fa c’era questa discussione sugli artisti che ripropongono i successi di gioventù. Beh, non contatemi, non ne faccio parte. Ho dovuto battermi per non essere considerato tale. Considerala una mia piccola battaglia personale contro tutto ciò che ne è conseguito. Penso di aver perso un certo numero di fan negli ultimi 10 anni, tutti quelli che volevano ancora sentire le cose dei Jam. A questo punto se ne sono andati tutti, magari a sentire la band di Bruce Foxton [ex membro dei Jam] o altre realtà che li possono rendere felici in questo senso.
Ne è valsa la pena perché si è dimostrata la cosa giusta da fare. Se semini in quella direzione, segui un piano che ti sei fatto, o quello che vorresti realizzare, da qualche parte arrivi. Ci arrivi. Certo, poi è facile farsi traviare da gente che ti dice ‘Forse dovresti fare così, o potresti fare colà. O suonare come quel vecchio album. No, devi seguire la tua vision, sempre se ce l’hai ancora.

Paul Weller da
https://www.sentireascoltare.com/news/paul-weller-non-sono-un-artista-da-museo-e-ho-pagato-un-prezzo-per-questo/?fbclid=IwAR0rkl8ciytcjIHzs4Dpe62jpbdtc4vB4uALGLObXLaw05wZOrsdR4RMjXc

Oggi è possibile fruire di qualsiasi cosa in un attimo e gratuitamente, ma è anche vero che questo porta molto spesso ad...
06/01/2026

Oggi è possibile fruire di qualsiasi cosa in un attimo e gratuitamente, ma è anche vero che questo porta molto spesso ad ascolti senza concentrazione, rapidi, non proprio ottimali sul piano della resa sonora. Come tutto ciò che si può ottenere con troppa facilità, la musica ha perso valore. Escono “dischi” che non sono davvero “dischi”, bensì file per produrre i quali sono stati effettuati investimenti minimi: tutto viene caricato in rete in modo bulimico.

Gli artisti? Non guadagnano più nulla dai dischi, che di fatto sono diventati poco più che gadget, le piattaforme li pagano due spiccioli e per campare – si parla logicamente di indipendenti, non di mattatori del mercato – devono suonare continuamente dal vivo, saturando pure il settore live. Tutto è partito dalla digitalizzazione della musica e con il formato CD – che pure apprezzo, anche se per ragioni anagrafiche il vinile ha un sapore speciale – e da allora il degrado è stato inarrestabile.

Federico Guglielmi da
https://hvsr.net/news/2025/piccoli-coccodrilli-da-mani-mounfield-a-ornella-vanoni-con-federico-guglielmi

Quello che oggi viene pubblicato dall’industria discografica è un prodotto creato da una comunità di tantissimi fabbri d...
05/01/2026

Quello che oggi viene pubblicato dall’industria discografica è un prodotto creato da una comunità di tantissimi fabbri di note (anche molto abili), da pochi artigiani della musica e da rari artisti.�Il risultato è che, invece di poter beneficiare di un’uguaglianza di opportunità, ci ritroviamo a subire una conformità di espressione. Fin quando l’intento principale dietro a un lavoro artistico sarà pilotato dal miraggio della popolarità e dall’accumulo di ricchezza personale (come meta e convalida del proprio operato), purtroppo rimarremo prigionieri di un déjà-vu di note e di progressioni armoniche nell’ottaedro della musica popolare...

C’è bisogno, da parte dell’artista, di una seria gavetta, dello studio necessario per acquisire una tecnica elevata dello strumento preferito e l’imprescindibile padronanza del linguaggio musicale. Questi elementi permettono di esprimere e sviluppare quanto più precisamente la scintilla creativa iniziale, senza però rimanere prigionieri della tecnica stessa. Non ci sono scorciatoie...

Essere gettati in un mare in tempesta sapendo che l’alternativa è imparare a nuotare o annegare perché non c’è nulla e n...
05/01/2026

Essere gettati in un mare in tempesta sapendo che l’alternativa è imparare a nuotare o annegare perché non c’è nulla e nessuno cui aggrapparci. Questa è la sensazione che dà l’ascolto dell’esordio eponimo dei Santamante. La band, composta da Paola Micieli, in arte Dalai, alla voce, Xabier Iriondo (Afterhours) alle chitarre, Gino Sorgente alla batteria elettronica e Davide Andreoni al synth basso e organo elettronico è potente nel suono e viscerale nei testi. “Ora mi sono stancata di aspettare e guardare la mia pelle sanguinare” canta Dalai nel pezzo d’apertura “Vivere nella mia testa”. Il pulsare incessante della sezione ritmica elettronica spiana la strada alla discesa nel labirinto della psiche alla ricerca affannosa di un filo d’Arianna che si è ormai spezzato. A seguire deflagra la quasi title track “Amante Santa” con un sound bombastico che culmina nel riff poderoso di Xabier su cui si inerpica la voce che ripete in un crescendo di ossessiva disperazione “dimmi come mi vuoi”. “Facciamo piano” è un pezzo imperniato sulla fragilità che porta a non scegliere restando intrappolati nelle proprie convinzioni. “Corpi su corpi” aumenta i battiti per minuto ed è la traccia più carnale dell’album, una mano che prima sfugge e poi cerca il contatto accarezzando febbrile la nudità emotiva indifesa dell’amante. “Amarti sempre” dirada la trama sonora consentendo di cogliere al meglio le doti canore di Dalai.

La recensione e l'intervista completa ai a cura di .luca su
https://riservaindie.blogspot.com/2026/01/santamante-buona-la-prima-per-la-band.html

Per quanto riguarda il Rock, come per tutti i generi musicali, ha sempre avuto una sua specifica missione. Il Rock era l...
05/01/2026

Per quanto riguarda il Rock, come per tutti i generi musicali, ha sempre avuto una sua specifica missione. Il Rock era la musica con cui solitamente ci ribellavamo verso i nostri genitori. Ricordo che quando ero più piccolo mettevo sempre la musica ad alto volume e i miei genitori puntualmente venivano e mi dicevano di abbassare. Oggigiorno, quando i miei figli ascoltano musica Rock, vado lì a chiedergli di alzare. Per cui, la fase di ribellione nella musica Rock è praticamente finita. Ecco perché ritengo che tale ribellione risieda più nei testi, oggi. E questo penso sia il motivo per cui l’Hip-Hop è così popolare: le nuove generazioni hanno bisogno di ribellarsi.

L’intervista a Richard Kruspe dei Rammstein tratta da
https://www.truemetal.it/heavy-metal-news/nightshade-ecco-il-nuovo-singolo-zero-matter-gravity-107031

Dopo dieci anni di prove, sudore, frustrazione e piccoli spunti su cui costruire, felici di aver trovato una piccola ven...
04/01/2026

Dopo dieci anni di prove, sudore, frustrazione e piccoli spunti su cui costruire, felici di aver trovato una piccola vena d’oro nel 1998 i Perturbazione autoproducono la loro opera prima, cantata interamente in inglese. Il pezzo da cui partì quell’avventura chiamata “Waiting to happen” fu “Violet”, composta nel 1992. Ascoltandola oggi colpisce come già fosse presente e a fuoco la complessa semplicità nella costruzione delle canzoni. L’iniziale “See the sky above” risente, come ci ha confermato lo stesso Tommaso, dei ripetuti ascolti dei R.E.M. In effetti la voce di Tommaso Cerasuolo suona molto simile a quella del frontman della band di Athens, sia nella scrittura che nel timbro. Quattro anni più tardi, con la consapevolezza di avere gambe più solide su cui camminare ecco che esce “In circolo”, con Santeria /Audioglobe. E’ l’epoca storica in cui il cantato indie rock in italiano aveva già trovato sponda, per citare due band di grande successo, nei Marlene K***z e negli Afterhours e quindi, grazie anche ai Perturbazione, l’esigenza del pubblico di capire i testi accompagnati al rock in voga stava finalmente trovando una risposta. Il brano d’apertura “La rosa dei 20” è una tenera canzone d’amore, non banale, non troppo strafottente, bensì gentile. Quella gentilezza rock che diventerà la cifra stilistica della formazione torinese. A trainare l’album è però “Il senso della vite”, veloce, giovane e sbarazzina. Trovare il verso giusto non sarà tutto nella vita, ma aiuta di sicuro.

la rivoluzione gentile del rock italiano a cura di Luca Stra su
https://riservaindie.blogspot.com/2025/03/perturbazione-la-rivoluzione-gentile.html

“Cesso maleodorante e divisivo”
04/01/2026

“Cesso maleodorante e divisivo”


Chissà che tempo avremo noiNelle giornate che si accorcianoE la bellezza ci riguardaCosì saremo svegli fino all’albaTu l...
04/01/2026

Chissà che tempo avremo noi
Nelle giornate che si accorciano
E la bellezza ci riguarda
Così saremo svegli fino all’alba

Tu lasciami godere
Con te
Del privilegio di ascoltare

Il silenzio del mattino

Il silenzio della sera

Il silenzio della notte

Niccolò Fabi - Il silenzio del mattino Live► *VIDEO CREDITS*Parole e musica di Niccolò Fabi Hanno suonato Niccolò Fabi, Roberto Angelini, Alberto Bianco, Fil...

It’s the end of the world as we know itIt’s the end of the world as we know itIt’s the end of the world as we know it, a...
03/01/2026

It’s the end of the world as we know it
It’s the end of the world as we know it
It’s the end of the world as we know it, and I feel fine


La mia è la generazione più piccola. Siamo schiacciati dalla generazione precedente e da quella successiva. Ecco perché ...
03/01/2026

La mia è la generazione più piccola. Siamo schiacciati dalla generazione precedente e da quella successiva. Ecco perché i nostri grandi autori, musicisti e artisti sono stati marginalizzati ed etichettati come alternativi. Oggi un cantante può emergere da SoundCloud e nel giro di un anno può trovarsi a suonare di fronte a 25 mila persone o a fare da headliner in un festival. Venticinque anni fa non sarebbe accaduto. Se amavi la musica, ti capitava di seguire certi gruppi per quattro, cinque, sei anni prima che il grande pubblico s’accorgesse della loro esistenza.

Tratto da
https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/beck-larte-della-fuga/486485/

Oggi 29 anni fa i Litfiba pubblicavano “Mondi Sommersi”.Voci filtrate, chitarre trattate, suoni industriali e ritmi ball...
02/01/2026

Oggi 29 anni fa i Litfiba pubblicavano “Mondi Sommersi”.

Voci filtrate, chitarre trattate, suoni industriali e ritmi ballabili; per la prima volta in un disco dei Litfiba fanno capolino sintetizzatori e drum machine; ma anche il piglio è sinuoso e l’incedere caustico, equivoco e sornione: i Nostri prendono le distanze dall’etno/world posato e maturo di Spirito e si mettono a fare i ciofani. Ma se c’è una degenerazione più odiosa delle altre nella mentalità piccolo-borghese questa è proprio il giovanilismo, e Pelù/Renzulli ci cascano con tutte le scarpe. La quarta e ultima opera da loro dedicata agli elementi (siamo all’acqua) a tratti è cafona e dagli U2 – sempre loro – prende come detto il piglio di Achtung Baby ma anche la tamarragine del succitato Pop. Modaiola e ansiosa di stare sul pezzo fin dalla copertina: in questo periodo si parla molto di Tibet (a maggio si terrà negli States un concertone stile Live Aid) e che ci mostra la cover? Un bambino con un saio tibetano, ovvio.

Tratto da
https://www.sentireascoltare.com/recensioni/litfiba-mondi-sommersi/?amp

C’è tantissima invidia, c’è rancore, ma soprattutto c’è tantissimo immobilismo. E internet, che pure ha tanti vantaggi n...
02/01/2026

C’è tantissima invidia, c’è rancore, ma soprattutto c’è tantissimo immobilismo. E internet, che pure ha tanti vantaggi nell’ambito della comunicazione e che anche io uso tantissimo magari per riascoltarmi delle cose di catalogo, ha peggiorato questa situazione: tiene a casa le persone, non le fa essere presenti e sicuramente le rende più innocue, da un certo punto di vista. E invece di sfogare la rabbia e il rancore con le invettive che si leggono in rete tutti i giorni, non fa altro che alimentarle, perché nutre l’immobilismo e non provoca alcun tipo di reazione.

L’intervista a Manuel Agnelli da
https://francescolocane.com/tag/nostro-anche-se-ci-fa-male/

Indirizzo

Piazza 2 Giugno 14
Carrara
54033

Sito Web

https://twitter.com/Riservaindie, https://www.contattoradio.it/programmi/riserva-i

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Riserva Indie pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Riserva Indie:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Our Story

Riserva Indie è il programma in onda su Contatto Radio Popolare Network dedicato al mondo Indie nel senso più ampio del termine.