10/04/2025
La scuola può e deve educare, ma non può sostituirsi alla famiglia nel trasmettere quei valori essenziali che insegnano a stare al mondo: il rispetto, la pazienza, il senso del limite, la gestione della frustrazione. Quando questi pilastri mancano, ogni intervento scolastico – per quanto creativo, empatico o strutturato – diventa una toppa su un tessuto fragile.
Ho incontrato alunni straordinari, capaci di empatia, responsabilità e spirito critico, e spesso ho scoperto che alle spalle avevano famiglie presenti, non perfette, ma consapevoli del proprio ruolo educativo. Ho incontrato anche bambini smarriti, con adulti assenti o troppo impegnati a delegare alla scuola il compito di crescere un figlio. In quei casi, il lavoro dell’insegnante diventa anche quello di rimettere insieme pezzi, di offrire un esempio, una parola, una presenza, empatia, che compensi – per quanto possibile – un vuoto educativo.
Ritengo che uno dei grandi malintesi del nostro tempo sia la convinzione che educare significhi istruire. Ma educare è, prima di tutto, accompagnare alla vita. E questo compito, imprescindibilmente, comincia tra le mura di casa.
G. R. ❤️🌹