Valeria Randisi Psicologa e Psicoterapeuta

Valeria Randisi Psicologa e Psicoterapeuta Mi occupo di difficoltà emotive di adulti, bambini, adolescenti e di diagnosi e trattamento di disturbi specifici dell'apprendimento.

Mi occupo principalmente del benessere dei bambini e degli adolescenti, li aiuto a superare momenti di difficoltà emotiva e, nel caso dei disturbi dell'apprendimento, ad attuare un percorso individualizzato per migliorare le loro competenze nello studio. In pratica, in ciascuna persona che mi richiede aiuto, trovo i punti di forza, analizzo il modo in cui funziona e concordo una strategia adeguata a superare problemi e momenti difficili, sia a scuola che nella vita in generale.

24/02/2025

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21/05/2020

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L'ELABORAZIONE DEL LUTTO NELL'INFANZIAMoltissimo si potrebbe scrivere sul lutto e sulle implicazioni che esso ha nello s...
29/04/2020

L'ELABORAZIONE DEL LUTTO NELL'INFANZIA
Moltissimo si potrebbe scrivere sul lutto e sulle implicazioni che esso ha nello sviluppo di un bambino, scopo di questo articolo non è esaurire tutte le possibili vicende e la varietà di manifestazioni che possono sopraggiungere dopo la morte di un genitore, ma di trovare un filo di comprensione comune a chi subisce un'esperienza così devastante. Proverò di seguito a dare delle indicazioni di massima, descrivere il turbinio di emozioni che invadono i più piccoli e le differenze con il processo di lutto in un adulto. Innanzitutto bisogna specificare che la morte intesa come assenza ineluttabile, non è un concetto presente fin da subito.

Fino a 3 anni i bambini dipendono totalmente dai loro genitori e pertanto se uno dei due muore, soprattutto se è la madre ad andarsene, i ricordi saranno tracce sensoriali legate al modo in cui veniva curato il suo corpo, come si sentiva quando veniva abbracciato per addormentarsi.... Freud diceva che il lutto è un enigma e ciò è tanto più vero, quanto più si è piccoli. Lo stesso padre della psicoanalisi definiva queste tracce sensoriali ( non definibili come ricordi) simili alle sensazioni che ci rimango impresse dopo un brutto sogno.

Dai 3 ai 5 anni la morte è qualcosa di reversibile e infatti molti bimbi fantasticano di poter rivedere il defunto o chiedono quando ritornerà.

Dai 5 ai 9 anni il concetto di morte può essere già stato sperimentato (con quella di un animale domestico o di un nonno) assume le connotazioni di una vita parallela e viene gradualmente meno l'idea di un'assenza “ momentanea”.

Dai 9 anni in su il concetto di morte è sentito come condizione irreversibile.

COSA SUCCEDE NELLA MENTE DI UN BAMBINO PICCOLO QUANDO UN GENITORE MUORE?

La mente di un bambino è popolata da fantasie, molte per noi impensabili. Fra queste, una delle più comuni è la paura che un genitore muoia lasciandoli soli. Possiamo immaginare quanto debba essere devastante vedere che ciò che temeva si è realizzato. L'impatto di un lutto dipende da tanti fattori: l'età del bambino, il tipo di morte ( malattia, morte cruenta, suicidio, omicidio), i rapporti fra i membri familiari rimasti, le risorse e la struttura psicologica del genitore ancora in vita .....

Il problema fondamentale è che nell'infanzia (dalla nascita ai 10 anni circa) l'apparato mentale ed emotivo sono estremamente vulnerabili e le funzioni mentali non sono ancora del tutto strutturate né stabilizzate per riuscire a contenere un'esperienza terribile come quella della morte.

Alla nascita i bambini sono totalmente dipendenti dagli adulti che se ne prendono cura, soprattutto dalla madre che è fondamentale per la sopravvivenza. Per tale motivo se un genitore muore nei primi tre anni di vita del bambino, non rimarranno veri e propri ricordi ma tracce sensoriali legate a quei primi momenti di cura, al momento della pappa, del bagnetto...ogni perdita riguarda il corpo e parti vitali di essa.
Quanto più la morte di un genitore è precoce, tanto più le tracce sono di ordine sensoriale che oltrepassa i ricordi propriamente detti o li si può raggiungere solo a posteriori. L'espressione “angosce impensabili” indica proprio che la sofferenza è sperimentata solo a livello corporeo.

Possiamo fondatamente pensare che il vissuto del lutto in un bambino sia un malessere intenso e indecifrabile. Il mondo esterno appare minaccioso, pericoloso perché le paure più intense hanno preso forma; si ha l'impressione che chi è rimasto non capisca, sia ostile, esigente e comunque non riesce a fare le stesse cose nello stesso modo in cui le faceva chi è andato via. La rabbia per ciò che poteva essere e non è stato; la colpa che nasce fantasticando che chi è morto è andato via per qualche azione sbagliata che il piccolo ha commesso; parti di sé stesso investite nella relazione che si aveva con il defunto non funzionano più, sono annichilite.

L'apparato mentale del bambino però non riesce a contenere questi vissuti così intensi e non riesce ad incanalarli in pensieri. L'adulto è in grado di riconoscere e nominare le emozioni che sente, di usare il pensiero per arginare la rabbia e il dolore, sa connettere le tracce dei legami vissuti con immagini e parole (cioè di dare forma a ciò che noi chiamiamo ricordi) può descrivere il suo malessere verbalmente e condividerlo con chi gli sta intorno, un bambino no. Più l'età è bassa, meno tutte queste funzioni sono state acquisite e stabilizzate.

Un bambino tenta di liberarsi di questo terremoto interiore e lo fa attraverso le manifestazioni più svariate e irriconoscibili che sceglierà inconsciamente secondo la struttura personale e secondo ciò che l'ambiente gli suggerisce e consente. Spesso i bambini si mostrano d'un tratto sereni come se nulla fosse accaduto, in realtà la loro mente sta solo “staccando la spina”, sta prendendo tregua da uno sconvolgimento a cui non sa far fronte. Per Winnicott la capacità di lutto è un punto di arrivo. Essa è frutto di un processo maturativo che può o non può emergere da uno stato di depressione potenziale ad alto rischio.

Per quanto detto appare evidente che se gli adulti risignificano quanto accaduto nel tempo, molto lentamente, ciò vale ancora di più per un bambino.
Parti di noi continuano a funzionare e altre non rispondono più. Dopo un lutto grave, c'è un tempo che viene chiamato di limbo, uno stato sospeso nel quale lasciare andare i progetti non realizzati, le capacità sviluppate a metà, i pezzi di vita latenti e mai nati. In quel tempo sospeso, a nostra insaputa qualcosa di decisivo sta maturando: o ci si pietrifica o la vita prende nuove forme.

Clicca sul pulsante, inserisci i tuoi dati e ti invierò un piccolo e-book sul lutto.
Se vuoi maggiori informazioni scrivi a valeriarandisi@virgilio.it oppure su messenger.

Anch'io partecipo all'iniziativa di solidarietà sociale promossa da Assomensana, offrendo una seduta di supporto psicolo...
18/03/2020

Anch'io partecipo all'iniziativa di solidarietà sociale promossa da Assomensana, offrendo una seduta di supporto psicologico gratuita, contattandomi per email: valeriarandisi@virgilio.it

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La situazione straordinaria che stiamo vivendo ci sta costringendo a cambiare le nostre abitudini, ad allungare le distanze anche con chi ci è solitamente più vicino.

E’ senza dubbio una situazione di emergenza non solo sanitaria. Ed è per questo che grazie alla rete di psicologi che ci seguono su tutto il territorio nazionale, abbiamo deciso di organizzare delle sedute di supporto psicologico gratuito.

Se senti di aver bisogno, puoi richiedere assistenza a questo link ⬇️
https://www.assomensana.it/Servizio-di-Supporto-Psicologico-Assomensana/

Come insegnare il piacere di leggereUna difficoltà grande dei genitori è quella di insegnare ai figli il piacere di legg...
16/03/2020

Come insegnare il piacere di leggere

Una difficoltà grande dei genitori è quella di insegnare ai figli il piacere di leggere.

E' consigliabile:

- dedicare un momento della giornata alla lettura ( adulti compresi)
- fornire qualche alternativa di generi di libri, non un enorme quantità
- il libro non deve essere un'alternativa alla tv o ai giochi elettronici
- non rendere la lettura un obbligo
- fare annoiare i bambini e lasciare in giro solo libri come alternativa ( funziona!)

Perché è così importante motivare alla lettura?

Innanzitutto il libro e la lingua scritta ad oggi sono il principale mezzo di comunicazione e il rapporto con il testo scritto accompagna tutta la vita scolastica di tutti i bambini;
inoltre più si legge, più è facile arricchire il proprio vocabolario, imparare a scrivere correttamente e stimolare curiosità e conoscenza.

Un libro è una finestra sul mondo e amplia il proprio modo di vedere le cose.

Quando cominciare ad insegnare a leggere?

Già da quando sono piccoli, i bambini sono attratti dalle figure e dai colori. Sarebbe opportuno che già dai 2- 3 anni i bambini avessero un numero esiguo di libri da sfogliare insieme al genitore. Per rendere piacevole il momento di lettura, è meglio prendere il bimbo in braccio e iniziare a raccontare qualcosa che richiami le figure. L'abbraccio e il suono della voce stimolano il bambino alla percezione della lingua e alla "prosodia" cioè all'intonazione delle parole che comunicano vari sentimenti con espressioni diverse.

Meglio iniziare con libri ricchi di immagini, li trovate in vendita come libri sonori e/ o tattili.

In un secondo momento, quando hanno già 4 o 5 anni si può abituarli alla lettura di qualche storia.
Ci sono tantissime fiabe che hanno anche lo scopo di educarli o hanno un effetto quasi "catartico" sulle tipiche paure dei bimbi più piccoli.

Con l'entrata alla scuola primaria il bimbo imparerà a leggere. Si possono stabilire alcune giornate per fare visita alle biblioteche e scegliere qualche libro insieme. Non è necessario avere una grossa quantità di libri, meglio procedere con una piccola varietà in modo che possa provare varie alternative di generi per poi scoprire qual è quello che preferisce.

Potrebbe capitare, soprattutto all'inizio, che il bambino si stanchi di leggere e chieda al genitore di farlo al posto suo. Potreste procedere con una lettura alternata che aiuta il bambino nell'intonazione e diventa piacevole anche come momento di contatto affettivo con il genitore. Infine è sempre bene dare l'esempio e trasmettere la passione per la lettura, mostrando al bambino che anche a voi adulti piace leggere e dedicare il tempo libero ad un buon libro piuttosto che a tablet, pc e cellulari.

In questo modello familiare i genitori sacrificano qualsiasi desiderio per rendere la vita del figlio quanto più agiata ...
08/01/2020

In questo modello familiare i genitori sacrificano qualsiasi desiderio per rendere la vita del figlio quanto più agiata possibile. L'idea è quella che un giorno i figli otterranno i successi sperati e magari i sogni irrealizzati dei genitori. I figli crescono attratti dagli stereotipi di facili successi e guadagni per i quali però non sono abituati a fare nessun tipo di fatica. [ 121 more words ]

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Genitorialità intermittente Come la definizione stessa lascia immaginare, in questo modello di interazioni familiari reg...
28/10/2019

Genitorialità intermittente Come la definizione stessa lascia immaginare, in questo modello di interazioni familiari regna l'incostanza e il dubbio. I genitori sono capaci di prendere decisioni e individuare le soluzioni ai problemi ma non riescono a mantenere quanto stabilito, oscillando costantemente e in modo imprevedibile fra rigidità e morbidezza. Dall'altra parte anche i figli saranno a volte ubbidienti e altre provocatori fino a far perdere il controllo ai genitori che a quel punto cederanno e cambieranno modalità di soluzione. [ 80 more words ]

Genitorialità intermittente Come la definizione stessa lascia immaginare, in questo modello di interazioni familiari regna l'incostanza e il dubbio. I genitori sono capaci di prendere decisioni e individuare le soluzioni ai problemi ma non riescono a mantenere quanto stabilito, oscillando costantem...

Indirizzo

Parco Talon
Casalecchio Di Reno
40033

Orario di apertura

Lunedì 13:00 - 21:00
Martedì 09:30 - 11:00
Mercoledì 13:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 11:00
Venerdì 13:00 - 21:00

Telefono

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