Tempo Yoga

Tempo Yoga Percorsi di yoga e meditazione online e in presenza a Bologna e Casalecchio. Incontri di gruppo pers

I corsi settimanali di Yoga e Meditazione continuano regolarmente in giugno.Approfondimenti:Sabato 6 giugno: Yoga e Medi...
28/05/2026

I corsi settimanali di Yoga e Meditazione continuano regolarmente in giugno.

Approfondimenti:
Sabato 6 giugno: Yoga e Meditazione, confronto tra induismo e buddhismo, teoria.
Sabato 20 giugno Yoga e Meditazione Vipassana, pratica.

In luglio pratichiamo la prima, la seconda e l'ultima settimana.

Sabato 11 luglio seminario estivo di Yoga e Meditazione nella Yurta nel bosco a Sasso Marconi, Bo. C'è ancora qualche posto.

In agosto pratichiamo la prima e l'ultima settimana, per poi riprendere regolarmente a settembre.

Le sedi delle lezioni sono a Casalecchio di Reno, Borgo Panigale e Zola Predosa.

Per informazioni sugli orari delle lezioni, scrivimi su whatsapp: 3481202025 Patrizia
www.tempoyoga.it

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L'ASSENZA DI SENSOLa vita umana, fondamentalmente ed essenzialmente, è caratterizzata dall’assenza di senso.Ciò non sign...
27/05/2026

L'ASSENZA DI SENSO

La vita umana, fondamentalmente ed essenzialmente, è caratterizzata dall’assenza di senso.
Ciò non significa che l’umano non sia incline a donare un senso all’insensato, perché questo fa pur parte della sua natura, ma questo senso è sempre un atto creativo e soggettivo che non riguarda, appunto, il piano assoluto, ma solo quello relativo.

La "gettatezza", come la chiama Heidegger, è invece una condizione universale: l’uomo è “gettato nell’esistenza”, patendola attraverso le sue tonalità emotive fondamentali.
Questa gettatezza, appunto, è intrinsecamente “colorita” dall’assenza di senso fondamentale che, se mal compresa, può portare l’uomo alla disperazione e alla follia.

Fondamentalmente il Buddhismo e tutte le pratiche affini, caratterizzate dal tentativo di comprendere nell'essenza la natura della condizione umana, giungono a questa presa di coscienza:
la vita umana, sul piano assoluto, non ha senso.
Sul piano relativo, invece, la vita ha il senso che ha per me, ma non per un altro.
Ognuno cioè trova, di volta in volta o, più stabilmente attraverso una consapevolezza profonda, qualcosa per cui vivere e in cui trovare senso.

Finché porremo il nostro senso nelle cose erronee, inevitabilmente soffriremo quando ci verranno tolte o verranno a mancare.
Se ci illuderemo che il senso del vivere esiste in maniera assoluta, patiremo quando il sapore della gettatezza, costrizione, ineluttabilità, impermanenza, ci verrà a bussare.

C’è però un “modo” di stare nel non-senso che può salvarci dall’insensatezza e risvegliare in noi un sentire di profonda libertà e accettazione.
Quando di fronte all’assenza di senso, sorge un sapere "che è così".
E quando, accanto a questo sapere, il senso di inevitabilità, invece che una prigione, diviene libertà, alleggerimento, fiducia, abbandono.

In fondo è questo che sempre cerchiamo nelle pratiche, nei percorsi, nelle filosofie e nei maestri: una via per risolvere l'insensatezza, fare pace con l’impotenza e l’ineluttabilità e trovare un modo di vivere la vita in maniera più significativa possibile.
Per saperne di più sui corsi di meditazione e gli incontri individuali di counseling sistemico scrivimi: 3481202025 Whatsapp

foto di Yasin Yüzgeç su Pexels

COS'è IL COUNSELING SISTEMICO INTEGRATO ALLA MEDITAZIONE?Si tratta di un percorso individuale molto potente, da integrar...
26/05/2026

COS'è IL COUNSELING SISTEMICO INTEGRATO ALLA MEDITAZIONE?

Si tratta di un percorso individuale molto potente, da integrare alla pratica di yoga e meditazione, che si serve del potenziale della consapevolezza come strumento di conoscenza, comprensione e superamento della sofferenza.

Una sessione di counseling individuale si sviluppa intorno ad una domanda o tematica circoscritta e, in questo specifico approccio, affonda la sua visione nella cornice sistemica e nella filosofia del Buddhismo.

Nelle sessioni, attraverso un percorso che delineeremo insieme, attraverso il dialogo, andremo a riconoscere, e poi a realizzare, come alcune convinzioni erronee su cui fondiamo il nostro sguardo, stiano contribuendo a nutrire e a perpetrare la sofferenza e le difficoltà nelle quali ci sentiamo bloccati.

Attraverso il discernimento, l'ascolto e la meditazione di consapevolezza, andremo a riconfigurare tali convinzioni trasformando il nostro sguardo e il nostro sentire.
Generando una maggiore pace e accettazione di ciò che non possiamo cambiare e agendo concretamente attraverso piccoli passi, laddove il cambiamento è possibile.

Lavoreremo sul piano cognitivo, ristrutturando pensieri erronei;
Sul piano del sentire, riconoscendo le emozioni che ci sono e come interagiscono con la qualità dei nostri pensieri;
Porteremo consapevolezza sul nostro dialogo interno;
Cercheremo pratiche concrete da fare per un periodo di tempo utile ad una progressiva trasformazione;
Sperimenteremo effetti concreti delle nostre azioni, volte ad un cambiamento. ..
Gli incontri durano 1 ora e 30 e sono su appuntamento. Per saperne di più scrivimi su whatsapp 3481202025 la prima chiacchierata è conoscitiva.
https://tempoyoga.it/counseling-sistemico-relazionale/

Cari/e, alcune novità sui corsi e iniziative nel mese di giugno.CALENDARIO CORSI: Yoga lunedì 18.15 Borgo Panigale: 8, 2...
25/05/2026

Cari/e,
alcune novità sui corsi e iniziative nel mese di giugno.

CALENDARIO CORSI:
Yoga lunedì 18.15 Borgo Panigale: 8, 22 e 29 giugno.
Yoga venerdì 18.15 Casalecchio viene posticipato alle 19.00: 5 e 26 giugno.
Yoga venerdì 13.00 Zola Predosa: 5, 19 e 26 giugno.

Restano INVARIATI e REGOLARI gli altri corsi:
Martedì 9.30 a Zola, Mercoledì 18 e 19.30 a Borgo e Giovedì 9.30 a Casalecchio.
Tutti i corsi vengono confermati con un minimo di 4 partecipanti in presenza.

APPROFONDIMENTI SABATO Casalecchio:
Yoga teoria e pratica: sabato 6 giugno 9.30-12.30 Confronto Yoga e Buddhismo;
Yoga e Meditazione: sabato 20 giugno 9.30-12.00

COUNSELLING INDIVIDUALE:
La sessione si sviluppa intorno a una domanda o tematica circoscritta all'interno dell'approccio sistemico, nella cornice filosofica del Buddhismo.
Andremo a riconoscere, e poi a realizzare, come alcune convinzioni erronee su cui fondiamo il nostro sistema, stiano contribuendo a nutrire e a perpetrare la sofferenza e le difficoltà nelle quali ci sentiamo bloccati.
Attraverso il discernimento, l'ascolto e la meditazione di consapevolezza, andremo a riconfigurare tali convinzioni trasformando il nostro sguardo e il nostro sentire, generando una maggiore pace e accettazione di ciò che non possiamo cambiare e agendo concretamente attraverso piccoli passi, laddove il cambiamento è alla nostra portata. Gli incontri durano 1 ora e 30, su appuntamento.

SEMINARIO ESTIVO 11 luglio Yurta Mohan (Sasso Marconi) 9.00-17.00
Sono rimasti POCHISSIMI POSTI, invito chi vuole aggiungersi a non attendere troppo per la prenotazione. E' possibile seguire il seminario anche in diretta Zoom.
Chi non ha mai meditato o seguito un approfondimento teorico, è caldamente invitato a partecipare almeno ad un incontro, PRIMA del seminario estivo.
Per altre informazioni e domande, scrivetemi su whatsapp 348 120 2025
Un grande abbraccio.
foto di Rene Strgar su Pexels

Noi umani siamo esseri desideranti e il desiderio è una spinta naturalmente vitale. Così siamo portati a desiderare con ...
22/05/2026

Noi umani siamo esseri desideranti e il desiderio è una spinta naturalmente vitale.
Così siamo portati a desiderare con forza ciò che accende il nostro animo.
A muoverci per ottenere risposta ai nostri desideri, pensando che una volta conseguiti, finalmente saremo compiuti.
Saremo felici.

Impariamo a scegliere, trattenere, costruire, difendere sogni e progetti, in virtù del nostro desiderare.
Immaginiamo uno scenario vitale e soddisfacente, e poi raccogliamo tutte le nostre forze per dirigerci verso.

E così cresciamo, pensando che deviare da un desiderio, da un progetto, da come ce lo siamo immaginato, sia qualcosa di sbagliato, persino devastante.

Non siamo preparati a questo: deviare dalla traiettoria nella quale abbiamo riposto gran parte delle nostre speranze di felicità.
Ci appare una sconfitta, ci sembra di perdere qualcosa di significativo e sentiamo di aver fallito.

Tuttavia, alle volte, accade che la vita ci venga a bussare.
Prima sussurra, talvolta urla, che qualcosa non sta funzionando.
Ci fa intuire che, continuare sul tragitto segnato dalla nostra immaginazione, rischia di portarci verso un punto cieco, verso qualcosa che non ha più senso per noi.

Pur di non affrontare la necessità del cambiamento e assaporare il senso di fallimento che ne deriva, ci capita di trascorrere anni della nostra vita, senza prenderla davvero in mano, senza fare ciò che sarebbe giusto per noi.

Indecisione, paura dello sconosciuto, incapacità di arrenderci alle cose come sono.
Impossibilitati nell'assumerci la responsabilità di un cambiamento, anche quando il luogo in cui siamo non ci rende più felici.
Quando il sogno è diventato la nostra gabbia.

Poi la vita, a volte, ci porta altrove.

Ci strappa dalle immagini che avevamo costruito.
Ci toglie persone, luoghi, certezze.
Ci obbliga a lasciare andare versioni di noi stessi che credevamo definitive.
Ed è lì che nasce una paura molto profonda: non tanto perdere ciò che avevamo, ma non sapere più chi saremo senza. Se ce la faremo senza.

Lo sconosciuto spaventa perché fuori dalla logica del controllo.
Non promette nulla.
Non garantisce che ciò che verrà sarà migliore di ciò che abbiamo perso.

Eppure, guardando indietro, forse le svolte più importanti della nostra vita non sono nate dai piani riusciti, ma dalle deviazioni.
Dagli strappi.
Dalle strade che non avremmo mai scelto.

Forse crescere significa anche questo:
accettare che non tutto ciò che si allontana è una sottrazione.
Che alcune cose finiscono non per punirci, ma per permetterci incontrare noi stessi in un modo più autentico.
Per impedirci di restare troppo piccoli rispetto a ciò che potremmo diventare.

Lasciare andare non è smettere di amare.
Non è arrendersi.
È smettere di opporsi con tutta la forza al movimento della vita.

E forse, col tempo, si impara anche ad avere fiducia in questo:
che certe porte si chiudono non perché abbiamo sbagliato strada, ma perché la strada continua più avanti, dove ancora non sappiamo vedere.

- Siedi immobile nel luogo in cui non importa essere superiore o inferiore agli altri. Qual è la cosa più importante del...
20/05/2026

- Siedi immobile nel luogo in cui non importa essere superiore o inferiore agli altri.
Qual è la cosa più importante della tua vita?
Quando le foglie dei pensieri cadono e il vento porta via i fiori dell'illusione,
non c'è più nulla dietro cui correre o altro da cui fuggire.
Libero dalle tue preferenze e idee,
verifichi sorpreso che ciò che consideravi più importante,
quello che stai cercando disperatamente,
non era altro che un'illusione svanita senza lasciare traccia.
Non è rimasto nient'altro.
E all'improvviso vedi davanti a te i peschi in fiore,
e quei fiori riempiono tutto l'universo.
L'intero universo è pieno della cosa più importante della tua vita. -
Kōdō Sawaki.
Sabato 23 maggio 9.30-12.00 Yoga e Meditazione a Casalecchio di reno e online su Zoom 🪷🙏 info: 3481202025 whatsapp Patrizia
foto di nikolett emmert su Pexels

DIALOGO INTERNO come ci rivolgiamo a noi stessiIl modo in cui parliamo a noi stessi, dice molto sul "luogo" del cammino ...
18/05/2026

DIALOGO INTERNO come ci rivolgiamo a noi stessi

Il modo in cui parliamo a noi stessi, dice molto sul "luogo" del cammino in cui siamo.
Dice molto sul grado di sofferenza di cui patiamo.

Le convinzioni a cui ci affidiamo determinano i nostri sentimenti, gli esiti dei nostri rapporti, il mondo che vediamo e realizziamo.

Il dialogo interno parla delle nostre parti.

Rappresenta l'insieme di versioni che ci compongono, che compongono la nostra soggettività.

Spesso lo ignoriamo, ma l'essere umano è un sistema complesso.
Un sistema vissuto da una molteplicità di bisogni, spesso ambivalenti, contraddittori, eppure tutti, in qualche modo, legittimi e sensati.

Il più delle volte, se ci osserviamo onestamente, in noi troviamo pensieri contrapposti e desideri ambivalenti.

Spinte apparentemente inconciliabili, se non opposte.

Il fatto è che in tali situazioni, non sapendo come gestire la complessità, finiamo per semplificarla sentendoci sbagliati.

Pensandoci in errore o inopportuni.

E se invece che sbagliati fossimo semplicemente umani?

Se invece che semplici e lineari, fossimo solo l'espressione di sistemi complessi che necessitano un approccio creativo anziché escludente?

Se sul piano materiale possiamo ottenere solo una cosa per volta, perché per avere una, devo escludere l'altra,
sul piano immateriale possiamo pensare la compresenza di più istanze, anche contrapposte.

Pensare e concepirle due cose opposte, nella compresenza.

Per farlo occorre imparare a moltiplicare lo sguardo.
Dando spazio alle tanti parti di noi che ci abitano.

Guardarle e farle parlare.

Saperle ascoltare senza prendere parte.

Saper stare di fronte a loro mentre si confrontano nelle rispettive diversità.

Trovare il modo di lasciarle coesistere insieme,
ognuna col suo spazio, piccolo o grande che sia.

E poi...
imparare a volere bene a ognuna di loro.
A volere bene anche alle parti scomode.

Quelle che ci hanno costretto a cambiare.
A saltare nel vuoto.
A fronteggiare il dolore di ciò che non è più,
e il terrore di ciò che non è ancora.

Tutto questo per iniziare un processo di profonda integrazione.
Accettazione.
Verità e amore verso noi stessi.
Per saperne di più e iniziare insieme un percorso scrivimi, ti darò indicazioni sugli incontri di counseling sistemici con cui affronteremo tutto questo.
Whatsapp 348 120 2025 Patrizia

- I momenti brutti che ho avuto nella mia vita sono stati solo di natura cosmologica. Una volta durante la notte mi sono...
15/05/2026

- I momenti brutti che ho avuto nella mia vita sono stati solo di natura cosmologica.
Una volta durante la notte mi sono alzato, sono venuto in questa stanza e ho guardato in faccia la mia paura, con attenzione, e la crisi si è risolta.
Non è facile, perché in quel momento ti senti un essere sbattuto nel nulla, non hai legami con niente.
È la notte oscura di San Giovanni della Croce, sofferenze che sembrano insormontabili, insopportabili, e che invece puoi superare in un batter d’occhio.
Basta ricordare che siamo impermanenti.
Noi pensiamo di essere eterni, questa è la nostra disgrazia.
A scuola non c´insegnano a morire; sulla morte invece gli antichi egizi hanno costruito una civiltà -.
Franco Battiato
Prossimo appuntamento di Yoga e Meditazione, sabato 23 maggio 9.30-12.00 a Casalecchio di Reno e online su Zoom. Info su whatsapp 3481202025 Patrizia ❤️

ESISTENZA e VITAEsiste un dolore fondamentale, che poi è il fatto più radicale con cui l'umano deve confrontarsi nella s...
14/05/2026

ESISTENZA e VITA

Esiste un dolore fondamentale, che poi è il fatto più radicale con cui l'umano deve confrontarsi nella sua vita.

Esistere, ed essere gettati nell'esistenza, esposti e vulnerabili alla morte.

Esistere, in un mondo di cose cangianti, di cose che non durano oltre l'istante e, in questa mutevolezza, non sapere a cosa appoggiarsi.

Così, l'umano, per sopportare questo fatto fondamentale e capacitarsi, ha creato delle vie: filosofia, poesia, arte, religione, spiritualità...

Tutte espressioni di un tentativo di comprendere, dare senso, uscire dallo sgomento a cui questo fatto ci inchioda, nostro malgrado.

Nel rapporto che l'individuo intrattiene con questo fatto, si gioca la sua esistenza.

Ovvero: ciò che mi dico, quello che provo e ciò che faccio in rapporto alla gettatezza, all'essere vivo, nella consapevolezza della morte e dell'impermanenza.

Le vie spirituali cercano di fornirci degli strumenti per affrontare questo fatto fondamentale nel modo più lecito possibile, al fine di liberarci dalla sofferenza, intesa come rapporto erroneo con l'esistenza.

Restiamo umani, esposti e vulnerabili, ma affrontiamo questo dolore originario in maniera lecita.
Le vie ci dicono che possiamo ridurre notevolmente la sofferenza, fino ad emanciparci da essa.

Intorno a questo fatto fondamentale che riguarda l'umano nella sua condizione esistenziale, ci sono poi le nostre storie personali: le narrazioni, le biografie, ciò che ci diciamo, ciò di cui siamo convinti, ciò per cui patiamo o ci rallegriamo, ovvero c'è la soggettività, l'individuo.

Da un lato la filosofia, dall'altro la psicologia.
Da un lato la condizione umana, universale, dall'altra la mia storia personale, la soggettività che si esprime nella mia relazione con me stesso e con il mondo.

Due livelli inevitabilmente intrecciati e interdipendenti.

Quello che credo fermamente e di cui mi convinco sempre di più è che più sono capace di emanciparmi dalla mia soggettività, tanto più ho accesso alla dimensione esistenziale nella sua liceità.

Tanto più affronto bene e in maniera conforme la dimensione relazionale, il mio rapporto con me stesso e con il mondo, tanto più ho accesso alla dimensione spirituale conoscitiva.

Per la mia esperienza, non c'è un modo per bypassare la soggettività e la sofferenza relazionale delle nostre vite di individui.
Allo stesso tempo non c'è modo di accedere alla dimensione esistenziale, in maniera conforme, se non si attraversa quella relazionale in maniera etica.

Occorre fare un lavoro sinergico:

Ripulire la nostra soggettività dagli errori di sguardo, dalle convinzioni illusorie, da pretesa, illusione e amarezza.

Insieme a ciò, coltivare la consapevolezza come strumento conoscitivo, attraverso gli strumenti che le pratiche e le filosofie più antiche ci insegnano.

Lavorare se stessi, trasformarsi nel profondo.

Emanciparci, in parte, dalla nostra soggettività, per interfacciarci con il fatto fondamentale di esistere e instaurare con esso un rapporto lecito.

Questa è la fine della sofferenza.

Essere esposti alla morte, ma non esserne terrorizzati.

Non doversi più ottundere, distrarre.

Non dover più rimuovere questa consapevolezza perché angosciante.

Non dover fuggire da sé stessi e da certi pensieri.

Imparare a stare di fronte al dolore.

A volte piangere di commozione e gratitudine, per il solo fatto di esserci.

A volte inchiodati allo sgomento, dimorare nella profonda consapevolezza che nulla può annientarci nell'essenza.

Sapere e sentire che, finché sono vivo, devo inchinarmi umilmente a questa possibilità che mi è stata concessa,
e godere di briciole di bellezza.
Approfondiremo tutto questo negli incontri di MEDITAZIONE:

Ogni mercoledì 18.00 a Borgo Panigale;
Sabato 23 maggio, 9.30-12.00 Yoga e Meditazione a Casalecchio.
Tutte le lezioni sono in contemporanea su Zoom.
Sabato 11 luglio seminario estivo a Sasso Marconi.
Info: whatsapp Patrizia 348 120 2025

Indirizzo

Via Andrea Costa
Casalecchio Di Reno
40100

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 11:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 11:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 11:30

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