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Tempo Yoga Percorsi di yoga e meditazione online e in presenza a Bologna e Casalecchio. Incontri di gruppo pers

IMPOTENZA e COMPASSIONECi sono alcuni stati dell'animo che possono schiudersi solo se interiormente ci posizioniamo in u...
21/11/2025

IMPOTENZA e COMPASSIONE

Ci sono alcuni stati dell'animo che possono schiudersi solo se interiormente ci posizioniamo in una precisa angolazione del cuore, della mente e dell'anima.
Stati significativi che sorgono quando in noi sono mature determinate condizioni; equilibri di forze, convinzioni fondamentali e un certo tipo di sguardo.
Uno di questi stati significativi è quello che il buddhismo chiama "compassione" e che il cristianesimo chiama "amore".
La compassione è una particolare tonalità emotiva significativa e disvelatrice che porta con sé un certo tipo di sguardo sul mondo. Al sentire della compassione non si può giungere attraverso un atto della volontà o un ragionamento, perché la compassione è come un frutto che si dona dopo faticosissimi tentativi di arare il campo, innaffiarlo, seminare e attendere il passaggio delle stagioni.
La compassione è frutto di innumerevoli battaglie interiori, di posizionamenti dell'anima e dello sguardo, in cui siamo stati capaci di rinunciare a noi stessi per arrenderci alla realtà.
In questo senso la compassione è intimamente connessa ad un'altra delle forze radicali caratteristiche dell'umano nel suo rapporto con l'esistenza: l'impotenza.
Nel rapporto che stabilisco intimamente con l'impotenza, semino le condizioni per generare e far fiorire la compassione o le condizioni affinché questa non fiorisca.

La compassione è connessa all'"aprire le mani", al lasciar andare il controllo, alla resa, al riconoscimento dell'umana condizione e alla comprensione profonda dell'impotenza. Impotenza come comprensione che l'individuo arriva fino ad un certo punto con le sue volizioni e che il più delle volte, deve arrendersi all'evidenza della vita, delle sue forze, alle sue fluttuazioni e cambiamenti, all'impermanenza e alla gratuità.
La compassione non fiorisce laddove abbiamo i pugni stretti e i denti serrati, dove ha sede la pretesa e l'immedesimazione. Non può generarsi in terreni pieni di odio e desiderio di controllo e affermazione. In un cuore chiuso e in una mente controllante non c'è spazio quindi per la compassione...

Detto questo, quello che è in nostro potere è tentare di risvegliare in noi lo sguardo della consapevolezza dal quale riconoscere il punto in cui siamo... Questo richiede un atto di coraggio, un accogliere la vergogna e la paura e un desiderio più radicale di verità su noi stessi.
Una volta riconosciuti i nostri limiti e le nostre maschere e una volta viste essere, il cammino verso l'accoglienza dell'impotenza è già iniziato.

Come suggerisce il buddhismo, non sono mai gli eventi in sé stessi ad essere problematici per noi, ma è il nostro rapporto con essi.
Se dunque posso guardarmi dentro, vedere il punto in cui sono, in tutti i suoi difetti e limiti, in ciò che non mi piace di me... e posso riconoscerli come il mio punto di partenza, accoglierli e volermi bene lo stesso... allora da qui in poi il cuore si apre un pò di più, il respiro riprende spazio, la paura si scioglie e posso cominciare ad amare anche ciò che apparentemente non è in mio potere cambiare.
La cosa miracolosa è che appena sono capace di questo "gesto dell'anima" immediatamente qualcosa in me cambia e si trasforma nella direzione della pace e della contentezza... (...)

Ci vediamo domani sabato 22 novembre alle 10.45 con l'appuntamento mensile di MEDITAZIONE a Casalecchio e online su Zoom. Prossime date: Sabato 13 e 20 dicembre. INFO: Whatsapp Patrizia 3481202025 https://tempoyoga.it/meditazione/

foto Aleksandr Neplokhov: Pexels

DESIDERIO e PAURA Noi umani siamo abitati da alcune forze fondamentali, forze radicali che ci spingono a vedere il mondo...
20/11/2025

DESIDERIO e PAURA

Noi umani siamo abitati da alcune forze fondamentali, forze radicali che ci spingono a vedere il mondo in certi modi, ad agire e a sentire in una certa maniera. Queste forze ci accomunano in quanto individui, ma le gradazioni con cui vivono in noi e i loro esiti sono differenti quante sono le differenze tra le persone. Due forze fondamentali che orientano le nostre vite sono il desiderio e la paura.

Il "desiderio" è una spinta volitiva, creativa e generatrice. Una forza interiore che ha a che fare con l'espressione vitale e l'espansione, ci proietta verso oggetti da conseguire per realizzare ed esprimere noi stessi.
La "paura" invece è una spinta protettiva, di ritrazione, si attiva quando incontriamo un pericolo, reale o potenziale e agisce per proteggerci e metterci in salvo, dunque è una forza contenitiva.

Queste due forze sono costitutive dell'essere umano, della sua evoluzione e sopravvivenza. Tuttavia il buddhismo e la filosofia ci mettono in guardia: il rapporto che instauriamo con queste forze e gli effetti che si generano in relazione a questo rapporto, possono essere più o meno leciti e conformi o più o meno distruttivi e generatori di sofferenza.

Questo rimanda a una continua ricerca di una retta postura interiore...

E' lecito vivere il desiderio come una spinta vitale e creativa, ma fino a che punto siamo disposti a difendere quel desiderio e a quali prezzi?
Vivere la paura come protezione è assolutamente lecito, ma quando ci sta davvero difendendo da un pericolo e quando invece si attiva automaticamente per mie contrazioni o visioni illusorie?

Nel dialogo di queste due forze è inscritta la mia biografia, la mia identità, la mia vita. Queste due forze, le gradazioni con cui vivono e si esprimono in me, parlano del mio mondo, della realtà che contribuisco a creare giorno per giorno.
Parlano di ciò che a senso e valore per me, di come cerco di stare in dialogo con le cose, con me stesso e con l'altro. Del mio coraggio, del mio sguardo, del mio attaccamento e avversione, della mia capacità di abbandono e compassione. Nel dialogo tra queste due forza si inscrive la mia vita... (...) ❤
Approfondiremo tutto questo nei prossimi incontri di MEDITAZIONE: sabato 22 novembre, 13 e 20 dicembre. INFO: 348 120 2025 Whap Patrizia https://tempoyoga.it/meditazione/
foto el jusuf: pexels

IL MONDO COME E' E IL MONDO COME APPAREEsistono i fenomeni, gli eventi del mondo, i fatti ed esistono i significati che ...
16/11/2025

IL MONDO COME E' E IL MONDO COME APPARE

Esistono i fenomeni, gli eventi del mondo, i fatti ed esistono i significati che attribuiamo ad essi, il nostro modo di interpretare gli eventi, di signficarli, di dargli valore.
Esiste quindi l'accadere e poi il significare, il fatto e poi la mia lettura del fatto, l'evento e poi la mia attribuzione di senso.

A partire dalla mia lettura degli eventi, cambia il mondo che sperimento, il quale avrà certe caratteristiche e qualità e non altre, mi susciterà certe emozioni e non altre, sarà portatore di certe convinzioni e non di altre.

Da come interpreto il mondo, il mondo diventa la mia esperienza del mondo.
Il "mondo" (i fatti, gli eventi, gli accadimenti) quindi non va inteso come qualcosa di oggettivamente valido per tutti allo stesso modo, ma come il personale e soggettivo modo di guardare il mondo.

Il buddhismo ci insegna che i fenomeni, ovvero gli elementi dell'esistenza, non costituiscono un problema di per sé per l'umano e che il problema può nascere nella relazione che instauriamo con questi eventi, un rapporto più o meno "lecito", più o meno conforme nei confronti dell'esistenza.

Ma cosa significa in questo senso "lecito" e "conforme"...? E' ciò che indaghiamo insieme nella pratica meditativa, quando osserviamo noi stessi nella nostra relazione primaria e fondamentale con gli elementi dell'esistenza... ❤

Il prossimo incontro di approfondimento di meditazione sarà sabato 22 novembre a Casalecchio e online. Per partecipare: whatsapp: 3481202025 Patrizia https://tempoyoga.it/meditazione/
Foto di cottonbro studio: Suono sospeso - Pexles

INTENSITà - DISAGIO e MEDITAZIONETutta la nostra vita è improntata al "fare", raramente abbiamo a disposizione dei momen...
15/11/2025

INTENSITà - DISAGIO e MEDITAZIONE

Tutta la nostra vita è improntata al "fare", raramente abbiamo a disposizione dei momenti di "vuoto" e di silenzio, e pure se li abbiamo, spesso siamo impreparati a viverli. Siamo per lo più scomodi nel vuoto, impreparati a relazionarci con esso. Nel vuoto solitamente entriamo in angoscia, a volte panico oppure ci annoiamo a tal punto da doverci continuamente distrarre o da cedere all'addormentamento in cui la mente si assopisce.
Il "qui ed ora", l'essere semplicemente presenti a sé stessi, sentirsi esistere mentre solo respiriamo e stare... è uno stato che ci coglie impreparati poiché freme di una intensità che non capiamo, che non sappiamo gestire e in cui non sappiamo come stare...
E spesso in questi casi utilizziamo l'unico strumento di cui disponiamo: il fare e quindi l'azione e la fuga oppure lo stare nel rimuginio della mente che cerca di capire l'incomprensibile mistero.
Nel primo caso mi distraggo dal "problema" spostando l'attenzione su altro, generalmente fuori da me, nell'azione che è più una reazione, nel secondo caso sembro focalizzarmi sul problema, ma non faccio altro che girare a vuoto peggiorando l'angoscia e il senso di smarrimento.
Non è con l'azione-reazione (distrazione e movimento) che affrontiamo davvero l'angoscia e il disagio interiore.
Non è con lo stare, inchiodandoci al rumiginio della mente, che comprendiamo il nostro disagio e troviamo soluzione.
Occorre cercare una terza via, quella dell'osservazione di tutto questo. La meditazione ci permette di coltivare la consapevolezza, alla quale sono associate delle forze: la forza della visione e quella della compassione. Solo così abbiamo qualche opportunità per "sfondare" il muro della mente e iniziare a dialogare con quel disagio/intensità che in noi stessi freme e che ci coglie impreparati... ❤

Prossimi appuntamenti di meditazione: sabato 22 novembre, 13 e 20 dicembre. Info: 3481202025 Watsp Patrizia
foto Andras Stefuca: Pexels

BUDDHISMO E VITA QUOTIDIANALe parole del Buddha e gli insegnamenti del Dharma vanno sperimentati in prima persona, propr...
12/11/2025

BUDDHISMO E VITA QUOTIDIANA

Le parole del Buddha e gli insegnamenti del Dharma vanno sperimentati in prima persona, proprio adesso, nella nostra condizione di esseri umani.
E la meditazione come laboratorio interiore, ci fornisce la possibilità di portare maggiore chiarezza e precisione su questi aspetti: come stiamo con noi stessi nell'immobilità del corpo e nel silenzio? Se mi siedo e per un pò sto con me, è un'esperienza che mi turba, con la quale so rapportarmi, è piacevole...? cosa trovo quando sto semplicemente in compagnia di me stesso?...

Certo, questa domanda possiamo rivolgercela sempre, anche nella nostra quotidianità, osservando come stiamo quando siamo soli, privati del fare... quando per un pò possiamo astenerci dai ruoli o negli spazi in cui rimaniamo senza un apparente scopo o compito da eseguire... Osservare cosa proviamo in tali circostanze, come occupiamo il nostro tempo e su cosa portiamo la nostra attenzione. Ci rivolgiamo all'esterno, all'interno, cosa sentiamo e cosa ci diciamo? ...

In tutto questo non c'è un giudizio, poiché se ricado nel giudizio, sto ricadendo nel terreno dell'immedesimazione e dell'Io, ancora lontano dall'essenza meditativa... qui c'è solo un umile ma desiderante tentativo di osservazione e conoscenza, un tentativo che vuole passare dall'esperienza e non dalle parole.

Per capire il buddhismo e l'essenza del suo messaggio sul rapporto tra dolore e sofferenza e sulla possibilità di emanciparci da questa condizione, è necessario fare luce sulla propria situazione di partenza, perché è solo riconoscendola, legittimandola e attraversandola, che posso tentare un cammino sensato di cambiamento...
Osservarsi e poi capire davvero cosa intende il Buddha con "sofferenza", cosa significa nel concreto delle nostre vite... non solo quando un evento catastrofico ci viene a interpellare... ma nelle nostre scelte quotidiane, a cosa "decidiamo" di aderire interiormente, su cosa posiamo la nostra attenzione, a cosa ci affidiamo per trovare soluzioni, quali pensieri "scegliamo" come fondanti e ai quali crediamo, a cosa diamo spazio...
Partire da sé e poi capire cosa il Dharma ci vuole indicare... solo così avremo qualche speranza di trovare una chiave per comprendere e "superare" noi stessi...

Ci vediamo questo venerdì 19.30 per meditare insieme e sabato 22 novembre per l'incontro mensile di Yoga e meditazione. Per conoscere il calendario degli incontri: https://tempoyoga.it/meditazione/
Foto di Alexander Grigorian, Pexels

06/11/2025

"Il gatto che si lecca una zampa,
un pezzo di pane e un raggio di sole...
e tutto andava a posto..."

Una storia sulla bellezza che si affaccia dietro allo sguardo, quando i nostri occhi sono pronti a riconoscerla... e ad accogliere il miracolo... ❤

DOLORE e SOFFERENZAIl dolore può anche essere inevitabile, ma il fatto di soffrire o meno dipende da noi. Nascita, vecch...
04/11/2025

DOLORE e SOFFERENZA

Il dolore può anche essere inevitabile, ma il fatto di soffrire o meno dipende da noi. Nascita, vecchiaia e malattia sono naturali. È possibile non soffrire a causa loro quando le accettiamo come parte della vita.
Se osserviamo a fondo la nostra sofferenza possiamo chiederci cosa abbiamo fatto, o stiamo tuttora facendo per contribuirvi, su quali convinzioni ed emozioni stiamo fondando la nostra comprensione.
Questo non significa che la nostra sofferenza non sia reale, ma che possiamo attenuarla invece di accentuarla e persino trasformarla.
Il Buddha ha usato l’immagine di essere colpiti da una freccia. Quando arriva anche la seconda freccia, il dolore non solo raddoppia ma può essere dieci volte più intenso. Dunque, quando siamo in preda al dolore, fisico o mentale che sia, possiamo riconoscerlo come tale, accettarne il suo corso, senza aggiungere sofferenza, reazione che ne amplifica l'intensità.
Possiamo respirare insieme col dolore
Inspirando riconosco che c'è dolore.
Espirando lascio che sia e mi rilasso.
In questo modo faccio pace con il dolore, riconoscendolo come elemento dell'esistenza, nella sua natura impermanente lo attraverso, osservandolo depositarsi come tutto il resto e sorrido.
ispirato a Le quattro verità dell’esistenza di Thích Nhất Hạnh
Vi ricordo questo sabato 8 novembre l'incontro di YOGA e MEDITAZIONE a Casalecchio di reno e online. Info Patrizia, whatsapp: 3481202025
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foto di Tomas Anunziata: Pexels

MEDITAZIONE e VITA- La maggior parte delle persone non conosce l'essenza della pratica della meditazione. Pensano che la...
01/11/2025

MEDITAZIONE e VITA

- La maggior parte delle persone non conosce l'essenza della pratica della meditazione.
Pensano che la meditazione camminando, la meditazione seduti e ascoltare i discorsi di Dharma siano la pratica, ma queste sono solo gli aspetti formali della pratica.
Uno degli aspetti più profondi della pratica avviene al di fuori dei momenti formali, per esempio quando la mente incontra un oggetto dei sensi, il luogo in cui si esercita il contatto sensoriale.
Quando le persone dicono cose che non ci piacciono, c'è rancore, se dicono cose che ci piacciono, proviamo piacere. Questo è il posto giusto per fare pratica. Come facciamo ad allenarci con queste cose?
Questo è il punto cruciale.
Se andiamo in giro a inseguire la felicità e a fuggire dalla sofferenza tutto il tempo, possiamo esercitarci fino al giorno in cui moriamo e non realizzare mai il Dharma, è inutile.
Quando sorgono piacere e dolore, come useremo il Dharma per "liberarci" di loro? Questo è il punto della pratica.-

da "Vivere nel mondo" di Ajahn Chah
Prossimo incontro di Yoga e Meditazione: sabato 8 novembre a Casalecchio e online, info: 3481202025 whatsapp🪷
foto di Pham Khoai su Pexels

LA SOFFERENZA- Per quarantacinque anni, il Buddha ripeté ripetutamente: "Insegno solo la sofferenza e come trasformarla"...
29/10/2025

LA SOFFERENZA

- Per quarantacinque anni, il Buddha ripeté ripetutamente: "Insegno solo la sofferenza e come trasformarla".
Quando riconosciamo e accettiamo la nostra sofferenza, il Buddha, ovvero il Buddha dentro di noi la osserverà, scoprirà cosa l'ha causata e prescriverà un corso d'azione che la trasformerà in pace, gioia e liberazione.
La sofferenza è il mezzo che il Buddha usò per liberarsi, ed è anche il mezzo con cui possiamo liberarci.
L'oceano della sofferenza è immenso, ma se ti giri, puoi vedere la terra.
Il seme della sofferenza dentro di te può essere vigoroso, ma non aspettare di esaurire tutta la sofferenza prima di poter essere felice.
Quando un albero in giardino si ammala, devi prendertene cura, ma non trascurare gli alberi sani.
Anche se il tuo cuore è pieno di dolore, puoi godere delle meraviglie della vita: il bellissimo tramonto, il sorriso di un bambino e l'abbondanza di fiori e alberi. La sofferenza non è tutto; per favore, non lasciarti imprigionare dalla tua stessa sofferenza.
Se hai mai provato una fame estrema, sai che avere del cibo è un miracolo.
Se hai sofferto un freddo intenso, conosci il valore del calore.
Se hai sofferto, sai apprezzare gli elementi paradisiaci che sono presenti.
Se ti concentri solo sulla tua sofferenza, ti perderai il paradiso.
Non ignorare la tua sofferenza, ma non dimenticare di godere delle meraviglie della vita, per il tuo bene e per quello di tutti gli esseri.-
Da "Il cuore degli insegnamenti del Buddha", Thich Nhat Hanh
Ci vediamo stasera h 18 per la meditazione e a seguire la pratica yoga. Info: 3481202025 whatsapp Patrizia ❤🪷🙏
foto di Can Ceylan: Pexels

DISAGIO E MEDITAZIONE Nel Buddhismo viene chiamato "dukkha" quello stato di disagio e di agitazione originaria che tutti...
24/10/2025

DISAGIO E MEDITAZIONE

Nel Buddhismo viene chiamato "dukkha" quello stato di disagio e di agitazione originaria che tutti noi patiamo, più o meno consapevolmente e in gradazioni diverse, in quanto esseri umani, sottoposti alle leggi del vivere e del morire.
Nella meditazione, "costretti" all'immobilità del corpo e al silenzio, questa condizione di agitazione si evidenzia e sembra crescere evidenziandosi a dismisura. Tutto in noi freme... Prendendo sapori emotivi e strade peculiari a ciascuno, ma ognuno di noi, nelle occasioni in cui si ferma con sé stesso, nella solitudine e nel silenzio, si trova a fare i conti con questo stato di disagio, confusione, vuoto. Chiaramente c'è chi sta più comodo in questa condizione e chi la avverte persino come terrorizzante e dolorosa... Fatto sta che, in un modo o nell'altro, generalmente il nostro sistema si attiva per aggirare questa condizione, attraverso il movimento del corpo o la distrazione della mente.
Meditando, sviluppiamo la forza che ci permette di avvicinarci interiormente a sentire questo disagio e a poterci dialogare, fino a riconoscere tutte le nostre strategie
di gestione e contenimento... Con l'emergere della forza della consapevolezza e della visione nel cammino, progrediamo fino ad acquisire la capacità di "stare" nella maniera più retta possibile in questa condizione iniziale, emancipandoci in gran parte da essa...

Per approfondire questi temi e la pratica meditativa, ci troviamo questa sera 19.30, domani 10.45 e mercoledì alle 18.00.
Info e prenotazioni WhatsApp Patrizia 3481202025 https://tempoyoga.it/meditazione/

Foto di Sergio Benavides: Pexels

21/10/2025

Ogni giorno siamo sospesi sul bordo dell'ignoto con la mano serrata sull'appiglio.
Non sappiamo se arriverà il riposo o la fatica, il sorriso o la ferita, il piacere o la pena.
Forse ci verrà chiesto di nascere ancora.
O forse sarà domani la data segreta del morire.

Ma noi rimaniamo lì, oscillando nel vento, con il cuore in ascolto.

Ogni esperienza, anche la più dolorosa, è un passo della misteriosa danza dell'esistere.
Ogni incontro, anche quello che ci lacera, è una nuova poesia scritta sul ciglio del vuoto.
Tutto ciò che attraversiamo serve a ricordarci che siamo sensibili, che siamo fragili, che siamo vivi.

Non siamo qui a riscuotere il diritto alla salvezza.
Non siamo qui per garantirci, a colpi di successi, di stare al sicuro.
Non siamo qui per controllare il vorticare delle cose, né per diventare i presuntuosi artefici degli eventi.
Non siamo qui per vincere, per conquistare.

Siamo qui per imparare a sentire.

Per imparare ad abbracciare con tenerezza anche il limite, anche la vergogna, anche il terrore, anche la follia.
Per imparare a cullare anche la sofferenza come struggente parte di noi.

Nulla è inutile, nulla è fuori posto.

Ogni lacrima, ogni abbraccio mancato, ogni gioia improvvisa, ogni perdita, ogni caduta, ogni rinascita, sono solo la voce del divino che ci chiama.

Ci sta convocando alla sua mensa.
Il sacro altare dell'umano.

Lì dove ci ritroviamo sperduti
nel mistero della luce e dell'ombra,
del rancore e della gratitudine,
del dolore e della gioia.

Ma non importa...
Siamo dove dobbiamo essere.

Tutto serve al canto della carne.


LL'amore amorevole
Grazie per condivisioni e commenti.

STATI e SIGNIFICATINelle pratiche contemplative come lo Yoga e la Meditazione che hanno un approccio serio, il corpo vie...
16/10/2025

STATI e SIGNIFICATI
Nelle pratiche contemplative come lo Yoga e la Meditazione che hanno un approccio serio, il corpo viene esplorato come mezzo conoscitivo.
Le posture, le tecniche respiratorie, le pratiche di concentrazione e consapevolezza, passano tutte attraverso l'attenzione e la percezione, il più precisa possibile, al corpo.
Vi è un corpo fisico, quello della muscolatura e della struttura ossea che viene studiato e orientato attraverso la ricerca della postura corretta in un delicato equilibrio di allineamenti e nel giusto rapporto tra tensione e rilassamento.
Poi vi sono "corpi sottili" che hanno a che fare con la qualità energetica del momento, con lo stato emotivo e mentale in cui siamo, regolato da un equilibrio di forze che generano un certo "stato di presenza"
Il corpo sottile in questo senso ha a che fare con il nostro mondo interiore e con la qualità della nostra concentrazione, mentre gli stati vengono intesi come particolari condizioni della mente-corpo-emozione-concentrazione nei quali siamo immersi.
In ogni stato è possibile accedere a certi tipi di esperienza, ma è negli stati contemplativi in cui la nostra consapevolezza è salda e la nostra attenzione estremamente focalizzata, che possiamo accedere a livelli, più o meno profondi, di conoscenza. Essendo una conoscenza realizzativa, questa ha sempre a che vedere con una certa qualità della mente intuitiva, in rapporto ad un sentire significativo, nella piena consapevolezza...
E' qui che si apre la domanda, in rapporto alla pratica introspettiva, di cosa significhi "capire" e di come questo evento si doni alla consapevolezza... in cosa consiste il capire e come possiamo riconoscere di "aver compreso" qualcosa di significativo?...

Ci vediamo nei prossimi appuntamenti di Yoga e Meditazione: questo venerdì h 19.30 e sabato 25 ottobre alle 9.30, a Casalecchio e online. Info: 3481202025 Whatsapp Patrizia https://tempoyoga.it/meditazione/

Foto di Miriam Alonso: Pexels

Indirizzo

Via Andrea Costa
Casalecchio Di Reno
40100

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 11:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 11:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 11:30

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Chi sono

Sono sempre stata una bambina esuberante, molto dolce ma anche irascibile. Un’infanzia sicuramente non idillica per via delle tensioni molto accese tra i miei genitori, acuite dal contesto popolare del sud Italia in cui sono cresciuta. Fortunatamente la mia famiglia non si è mai opposta a farmi studiare e permettermi di incanalare tutta quell’energia esplosiva che mi caratterizzava, nell’espressività e, anche se la mia passione per il canto e la scrittura non è stata accolta dalla mia famiglia, a sei anni mi sono iscritta ad un corso di danza. Il mio carattere esuberante e la mia indole creativa spingono mia madre ad incoraggiare il mio interesse che durerà 10 anni con lo studio della danza moderna e 4 con la danza classica. Nonostante le mie doti fisiche nelle discipline del movimento, in adolescenza decido di accantonare lo studio della danza per dedicarmi agli studi, così mi iscrivo al liceo linguistico dove, con la letteratura e la filosofia, riprendo a coltivare l’interesse per la poesia a cui mi dedicavo fin da bambina.

Le grandi domande filosofiche che da sempre mi accompagnavano, mi portano ad appassionarmi alla lettura dei poeti tra Ottocento e Novecento (Baudelaire, Rimbaud, D’Annunzio, Leopardi, Montale, Calvino, etc) e alla composizione poetica che ancora oggi mi accompagna e mi alimenta nei momenti più salienti della mia vita. Durante il liceo inizio ad appassionarmi alle letture di Pascal, Schopenauer, Kant, Kierkegaard, Cartesio e ai presocratici, cercando risposta alle mie domande esistenziali e sulla natura della mia esperienza come essere umano.

Nel 2005 mi iscrivo al corso di studi in Filosofia presso l’Università di Bologna laureandomi nel 2011 in Estetica con una tesi su “La danza: forma significativa del sentire” un approfondimento alle teorie di S. Langer.

Delusa dall’ambiente universitario che non sembrava accogliere e far fiorire i quesiti filosofici che restavano invece relegati all’ambito testuale, decido di non proseguire la magistrale (che concluderò solo successivamente) e di approfondire lo studio attraverso il corpo, cercando nell’arte quelle risposte che non trovavo nella sola speculazione filosofico-accademica. Seguo stage di danza contemporanea, arti marziali, contact improvisation. Mi appassiono ai linguaggi del teatro fisico e di strada e prendo parte a progetti teatrali (Living Theatre Europa) e a residenze creative di teatro danza (Biennale di Venezia 2012 e 2013 con Peeping tom e Arkradi Zaides).