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Il materiale pubblicato ha lo scopo di permettere il rapido accesso a consigli, suggerimenti e rimedi di carattere generale che medici e libri di testo sono soliti dispensare per il trattamento dei Reumatismi; tali indicazioni non devono in alcun modo sostituirsi al parere del medico curante o di altri specialisti sanitari del settore che hanno in cura il paziente.

REUMATISMI : rimedi, cosa fare,cosa mangiare etc.

Vengono definiti reumatismi alcuni sintomi disagevoli che colpiscono il sistema articolare.
Quasi sempre caratterizzati da dolore intenso (solo in movimento o anche da fermi), rigidità e scarsa funzionalità generale, talvolta si irradiano a livello muscolare, tendineo, legamentoso, osseo e viscerale.

Rimedi Reumatismi
Sono la conseguenza di alcune malattie reumatiche (degenerative come l'artrosi, infiammatorie come l'artrite) e patologie metaboliche anche ereditarie (ad esempio l'iperuricemia/gotta, il diabete ecc).
I reumatismi colpiscono sessi e fasce d'età differenti a seconda della causa. In senso assoluto, risultano più coinvolti gli anziani.
Altri fattori predisponenti sono: malattie autoimmuni, obesità, necrosi ossea, fratture, osteomieliti ecc.
I reumatismi non devono essere confusi con i sintomi di patologie completamente diverse come: polimiosite, sclerodermia, polimialgia ecc
Talvolta si accompagnano a rossore, gonfiore ed edema.
I rimedi sono preventivi e palliativi; è molto difficile che la causa scatenante dei reumatismi si rimetta totalmente.

Cosa Fare
In presenza di storia familiare conclamata (soprattutto parenti diretti), chi ha il sospetto di poter contrarre certe patologie responsabili dei reumatismi (se possibile) dovrebbe adottare una prevenzione specifica. Questa può comprendere:
Attività motoria.
Dieta.
Diagnosi precoce: in certi casi è semplice (ad esempio nell'artrosi), in altri più complicata. Poiché i reumatismi sono sintomi abbastanza generici, la prima diagnosi può essere sbagliata e traviare da una cura specifica.
Risoluzione del problema: di nuovo, può variare in base all'agente scatenante. Alcune malattie possono essere curate o bloccate, altre prevedono solo il controllo della flogosi e del dolore. I rimedi possono essere suddivisi in:
Ginnastica.
Massaggi e fisioterapia.
Interventi naturali.
Farmaci.
Interventi chirurgici.

Cosa NON fare
Ignorare la possibile ereditarietà.
Seguire uno stile di vita sedentario: la mobilità favorisce la lubrificazione delle articolazioni, lo stimolo meccanico di crescita/mantenimento e il supporto muscolare (alleggerendo l'articolazione stessa).
Praticare sport al limite della ragionevolezza: non dimentichiamo che col passare degli anni le cartilagini articolari non si rigenerano con la stessa efficienza.
Non seguire le terapie specifiche per alcune malattie:
Dieta: ad esempio per il diabete e l'obesità.
Farmaci: ad esempio per l'iperuricemia/gotta.
In fase acuta, praticare attività motorie intense: possono innescare un processo infiammatorio più intenso e richiedere tempi di guarigione maggiori, pregiudicando il trofismo dell'apparato muscolare.
Scartare a priori l'evenienza di un trattamento perenne.
Rifiutarsi di praticare ginnastica specifica, massaggi, riabilitazione o di sottoporsi a chirurgia: il rischio è di peggiorare la condizione generale ed esporre maggiormente le altre articolazioni ai reumatismi.

Cosa Mangiare
Non esiste una dieta contro i reumatismi, anche se certe patologie metaboliche possono essere controllare soprattutto con la terapia alimentare.
In particolare, la dieta è necessari in caso di:
Iperuricemia/gotta: in passato si consigliavano diete scarsissime di purine, ovvero le molecole principalmente responsabili della sintesi di acido urico. Quest'ultimo, accumulandosi nelle articolazioni, dà origine ai reumatismi da gotta. Oggi si tende a prediligere terapie farmacologiche più efficaci ed evitare diete drastiche tendendo sotto controllo il peso.
Diabete mellito tipo 1 e 2: il diabete scompensato è correlato a ogni tipo di disturbo, tra i quali anche i reumatismi. E' necessario:
Intraprendere una dieta che include la percentuale minima di carboidrati tollerata dall'organismo.
Consumare porzioni con carichi glicemici moderati.
Prediligere gli alimenti a basso indice glicemico.
Escludere i cibi ricchi di glucidi raffinati e aumentare la quantità di fibra totale.
Obesità: anch'essa come il diabete predispone ai reumatismi. Si correla a un aumento dell'infiammazione nel sangue, a un aumento del carico articolare, a una maggior predisposizione per varie patologie ecc. E' necessario:
Intraprendere una dieta ipocalorica ma equilibrata e associata alla pratica di attività motoria.
In tutti i casi, è anche consigliabile:
Favorire l'assunzione di acidi grassi essenziali omega 3: sono responsabili della riduzione dell'infiammazione sistemica e combattono ogni tipo di patologia metabolica. Ne sono ricchi il pesce azzurro (sarde, sgombro, palamita, alletterato ecc), le alghe, alcuni semi oleosi (di lino, di kiwi, di vinaccioli ecc) e relativi oli di estrazione.
Ottimizzare l'assunzione di altre molecole antinfiammatorie:
Vitamine e minerali: vitamina A (ortaggi e frutti rossi-arancioni, latticini), vitamina C (frutta acidula, peperoni, lattuga), vitamina E (germe dei cereali e semi oleosi), zinco e selenio (carne, fegato, molluschi, latticini).
Polifenoli: tutti gli ortaggi, i frutti, i semi oleosi, i cereali integrali e i legumi.

Cosa NON Mangiare
Non esiste un elenco di alimenti sconsigliati.
Tuttavia, potrebbe rivelarsi utile evitare:
Diete ricche di cibi conservati o solo cotti
Diete monotematiche.
Diete vegane o prettamente carnivore.
Eccesso di alcolici.
Eccesso di grassi saturi: wurstel, hamburger, formaggi grassi, panna ecc.
Eccesso di grassi idrogenati: snack dolci, patatine fritte, altri snack salati, prodotti da forno commerciali ecc.
Eccesso di alimenti dolci: confezionati e non confezionati.
Eccesso di acidi grassi omega 6 rispetto agli omega 3: sono contenuti soprattutto in alcuni semi della frutta secca, ragion per cui si consiglia di aumentare selettivamente gli omega 3 assumendo prodotti della pesca e semi/oli specifici.
NB. Gli ultimi quattro gruppi di nutrienti, se presenti in eccesso, tendono ad aumentare i paramenti dell'infiammazione.

Cure e Rimedi naturali
I rimedi naturali per i reumatismi sono di vario genere:
Integratori: soprattutto a base di omega 3 e acido gamma linolenico (omega 6 non essenziale). Le ragioni sono le stesse descritte nel paragrafo del “Cosa Mangiare”.
Fitoterapia: basata sull'utilizzo di estratti o piante intere, ha principalmente un ruolo antinfiammatorio. I più utilizzati per via orale sono:
Acido boswellico.
Curcumina.
Artiglio del diavolo (non privo di effetti collaterali).
Attività motoria: regolare, poco intensa, di tipo misto (aerobico e di forza, ponderata in relazione al caso). Dev'essere finalizzata a:
Mantenimento dell'efficienza muscolare.
Mobilità articolare.
Massaggi e fisioterapia: utili soprattutto laddove l'attività motoria non è ben praticabile a causa di: dolore, carenza di tono muscolare ecc.
Cure termali e fanghi: il calore “umido” risulta essere benefico per le articolazioni. Non è chiara la ragione medica, ma entrambi sembrano alleviare sia l'infiammazione che il dolore.
Cure Farmacologiche
I rimedi farmacologici per i reumatismi cambiano in base alla patologia che li scatena.
Le categorie sono:
Antinfiammatori non steroidei: anche detti FANS, servono principalmente a ridurre la flogosi e il dolore. Vengono assunti per via orale. Alcuni esempi sono:
Paracetamolo: ad esempio Acetamol, Tachipirina, Sanipirina, Efferalgan, Normaflu.
Ibuprofene: ad esempio Brufen, Moment, Subitene.
Naproxene: ad esempio Aleve, Naprosyn, Prexan, Naprius.
Indometacina: ad esempio Difmetre, Indom, Liometacen.
ecc.
Antidolorifici i: quando il dolore e troppo intenso. Vengono assunti per via orale.
Corticosteroidi: utilizzati soprattutto nell'artrite, possono avere diversi effetti collaterali; tuttavia, possono rallentare il danneggiamento articolare.

Prevenzione
La prevenzione dei reumatismi è piuttosto limitata.
L'insorgenza dipende sopratutto dalla predisposizione genetica dell'individuo.
Ciò nonostante, sia il momento di esordio che la gravità possono differenziarsi in base alle variabili comportamentali e ambientali.

Si rende necessario:
Mantenere un peso normale.
Garantire lo stato nutrizionale complessivo.
Assicurare una buona efficienza muscolo-scheletrica.
Tenere sotto controllo altre eventuali patologie infiammatorie.
Trattamenti medici
I trattamenti medici non farmacologici contro i reumatismi sono specifici verso l'agente scatenante.
Il più utilizzato è quello chirurgico, che può essere necessario soprattutto in presenza di:
Artrite reumatoide e gottosa: quando le calcificazioni articolari o i depositi urici sono tali da impedire definitivamente i movimenti,e pertanto devono essere rimosse.
Artrosi: per inserire protesi sostitutive all'esaurimento della cartilagine e/o della necrosi ossea.
Più raramente in altre situazioni, ma non mancano i casi limite e le eccezioni.

30/12/2019

COME DIGERIRE IL CENONE DI CAPODANNO CON TRE SPEZIE DAI POTERI SGONFIANTI
1) Semi di fi*****io
Per contrastare il gonfiore e la pesantezza addominale possiamo utilizzare i semi di fi*****io. Questi sono molto conosciuti per le loro capacità digestive.
Si tratta di una spezia che possiede grandi proprietà diuretiche, antinfiammatorie, antiossidanti e sgonfianti.
Per digerire i pranzi di Capodanno potete prepararvi una bella tisana:
fate bollire in un pentolino un po' di acqua
versate un cucchiaio di semi di fi*****iolasciate in infusione per cinque minuti circa
bevetela ancora calda
Beneficerete di un grande sollievo a livello addominale e favorirete la digestione.
2) Cannella
Sono moltissime le proprietà digestive della cannella, una spezia che è particolarmente utile:
per la sua capacità di regolare il transito intestinale,
per ridurre il gonfiore addominale
per eliminare i gas causa di meteorismo.
Per aiutarvi nella digestione del pranzo di Natale sono particolarmente efficaci una tisana o un decotto alla cannella.
3) Zenzero
Lo zenzero ha moltissime proprietà, tali da definirlo un vero e proprio antibiotico naturale:
protegge il cuore
fa bene alla circolazione
fa bene all'intestino
è efficace contro la gastrite
ha benefici contro la flatulenza
riduce la produzione di gas intestinali
aiuta a combattere la cattiva digestione
Per digerire il pranzo di Natale? Preparate una calda tisana allo zenzero.
fate bollire in un pentolino un po' di acqua
aggiungere 2 o 3 pezzi di radice di zenzero fresca
lasciatela in infusione per qualche minuto
aggiungete alla fine anche una scorza di limone non trattato

12/12/2019

HAI L'INFLUENZA?
ECCO COSA FARE AI PRIMI SINTOMI

Dall'influenza si guarisce prima e meglio se ci si cura adeguatamente fin dall'esordio della sintomatologia e se si rispetta un periodo di riposo di alcuni giorni. Ecco che cosa fare per combattere i virus patogeni ed evitare il contagio di altre persone.
Ai primi sintomi dell'influenza, riposare innanzitutto e
bere molto.Stare lontani dagli altri per evitare contagi

Dall'influenza si guarisce prima e meglio se ci si cura adeguatamente fin dall'esordio della sintomatologia e se si rispetta un periodo di riposo di alcuni giorni. Ecco che cosa fare per combattere i virus patogeni ed evitare il contagio di altre persone.

Siete alla fine di un pomeriggio di un giorno faticoso, come tanti. Stanchi, stanchissimi. Ma, oggi, anche indolenziti. Con la testa pesante, un inizio di mal di gola e una vaga sensazione di nausea. Mancava giusto il primo starnuto. Eccolo. E un inizio di naso arrossato. Sono i sintomi tipici di una malattia da raffreddamento, con ogni probabilità un'infezione da parte del virus dell'influenza. Inutile illudersi che passi in una notte.

Neanche quest’anno avete provveduto per tempo alla vaccinazione, unica vera arma di prevenzione, e l’influenza è arrivata: quasi impossibile sfuggire, del resto, nei mesi che vanno da novembre a marzo. Tra poche ore la febbre salirà (fino a 38,5-39°C, se siete sfortunati anche a 40°C). I segnali sono chiari e l’evoluzione del quadro clinico prevedibile. Non resta che rassegnarsi, cercando di ricordare che cosa si deve fare per arginare i danni e limitare le sofferenze.

Ai primi sintomi dell'influenza, riposare innanzitutto
Testa pesante, stanchezza, dolori diffusi, e magari tosse, starnuti, raffreddore o brividi. La sintomatologia è inequivocabile: siete stati colpiti dal virus dell'influenza. Curarsi subito permetterà di arrivare prima e meglio alla piena guarigione, mentre qualche accorgimento pratico aiuterà a evitare il contagio di familiari e amici, che ve ne saranno indiscutibilmente grati.

Non desiderate altro che mettervi a letto? Perfetto. Perché in caso di influenza il riposo è la migliore medicina. Permette all’organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus dell'influenza con la massima efficienza per guarire presto e bene.

Avevate in programma un incontro di lavoro irrinunciabile, la cena con gli amici, il concerto atteso da mesi, il week-end sulla neve già pagato? Pazienza, sarà per un'altra volta, e nessuno ne farà un dramma perché con la vostra assenza avrete evitato di favorire la trasmissione di una delle malattie infettive più diffuse tra adulti e bambini e particolarmente rischiosa per chi soffre di malattie croniche, in particolare di tipo respiratorio (asma, enfisema, BPCO ecc.) e cardiovascolare (coronaropatie, insufficienza cardiaca ecc.).

Per alcuni giorni (in media da tre a sette) tutto ciò che dovete fare è restare tranquillamente a casa, in un ambiente confortevole, ma non troppo caldo; affaticarvi il meno possibile; mangiare cibi sani e digeribili, ma nutrienti, anche se non avete appetito e cercare di bere il più possibile, ma a piccoli sorsi, in caso di febbre alta, nausea e vomito, per evitare la disidratazione; aumentare l’assunzione di vitamine, attraverso tanta frutta e verdura fresche, spremute e succhi di frutta e/o integratori multivitaminici e di sali minerali.

Come già accennato, quando si ha l'influenza è importante bere molti liquidi, soprattutto se avete la febbre alta e sudate molto, per evitare di andare incontro a stati di disidratazione più o meno significativa, che aumentano la debilitazione e riducono la capacità dell'organismo di contrastare i microrganismi patogeni.

In proposito, va ricordato che a rischiare maggiormente la disidratazione e i suoi effetti sfavorevoli sono soprattutto i bambini più piccoli e gli anziani, che sono anche le due categorie di persone che percepiscono meno lo stimolo della sete e vanno, pertanto, invitate a bere spesso acqua o qualunque altro liquido sia gradito (succhi di frutta, camomilla, tisane, tè leggero, latte, brodi ecc.).

Inoltre, dal momento che qualunque infezione fa sentire un po' deboli e giù di corda, non è una br**ta idea farsi coccolare un po’, pur senza esasperare i familiari con continue lamentele e richieste che, dopo un paio di giorni, potrebbero suscitare una certa irritazione più che affetto ed empatia.

Sia per migliorare la respirazione sia per abbassare la concentrazione nell’aria dei virus dell'influenza e ridurre, così, la probabilità di trasmissione ad altre persone, è consigliabile aerare periodicamente la stanza che vi ospita, facendo attenzione a non prendere freddo. Sempre per evitare di sparpagliare troppi microrganismi patogeni nell'ambiente, è importante evitare di gironzolare continuamente per casa aumentando il rischio di contagiare il partner, gli eventuali figli o, peggio, i nonni, che potrebbero andare incontro a fastidi più seri in caso di infezione influenzale.

Anche lavarsi le mani spesso con acqua e sapone o gel disinfettanti, usare biancheria separata in bagno e mettere in lavastoviglie bicchieri, tazze e posate immediatamente dopo l'uso sono buone strategie di prevenzione in ambito familiare, da rispettare durante tutta la durata dell'influenza (o di altre malattie infettive da raffreddamento, anche meno importanti).

Premesse queste norme comportamentali, passiamo ai rimedi farmacologici che possono aiutare ad alleviare i disagi maggiori. Febbre e malessere generale in primis, ma anche il rischio di convulsioni nei bambini più piccoli predisposti, in caso di episodi febbrili caratterizzati da bruschi innalzamenti e altrettanto repentine riduzioni della temperatura corporea.

Su questo fronte, se avete più di 16 anni e non soffrite di patologie croniche che impongono l’assunzione di farmaci specifici, per qualche giorno potete affidarvi tranquillamente a un principio attivo della categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

I FANS, come per esempio ibuprofene, ketoprofene e acido acetilsalicilico, agiscono da antipiretici, antinfiammatori e analgesici, e la loro efficacia e sicurezza sono comprovate da un uso consolidato su decine di milioni di persone in tutto il mondo. Ogni singola assunzione vi permetterà di abbassare rapidamente la temperatura corporea, alleviare i dolori osteomuscolari e il mal di testa e di stare complessivamente meglio.

Alcuni FANS sono indicati anche per l'uso come antipiretici e antidolorifici nei bambini, fin dai primi anni di vita, ma in questo caso è sempre preferibile interpellare il pediatra prima di somministrare il farmaco e ricevere dal medico precise indicazioni sul dosaggio da impiegare (stabilito in base al peso e all'età) e sui tempi della cura (intervallo tra le somministrazioni e giorni totali di terapia).

Esistono anche altri farmaci che possono aiutare ad alleviare i sintomi dell'influenza. Vediamo per cosa possono essere utili.
Antidolorifici
Riducono cefalea, mal di gola e dolori ai muscoli e alle ossa
Antipiretici e antinfiammatori
Riducono l’infiammazione e la febbre
Sedativi della tosse
Inibiscono lo stimolo della tosse
Decongestionanti nasali
Riducono la produzione di muco
Mucoliti ed espettoranti
Favoriscono l’espettorazione riducendo la viscosità delle secrezioni catarrali

Sia negli adulti sia nei bambini, prima di assumere antipiretici è bene verificare con l'aiuto di un termometro affidabile la temperatura corporea presente: in generale, se la temperatura è inferiore a 38,0°C, non si dovrebbero usare farmaci per abbassarla perché, entro certi limiti, la febbre è una reazione fisiologica dell'organismo che aiuta a combattere i microrganismi patogeni e favorisce la guarigione. Tuttavia, se il malessere associato all'influenza è notevole o in caso di bambini che tendono ad avere convulsioni, gli antipiretici possono essere impiegati anche in caso di febbre modesta (37,5-38°C).

Una febbre molto elevata (superiore a 39,0-39,5°C), d'altro canto, deve essere sempre guardata con sospetto, soprattutto se non scende dopo 2-3 dosi di antipiretico (opportunamente distanziate nel tempo) e se si associa a uno stato di prostrazione evidente, specie nei bambini e negli anziani. In questi casi, va sempre interpellato il medico per una valutazione competente e per svolgere gli approfondimenti del caso.

La stessa febbre alta deve, invece, indurre a recarsi direttamente al Pronto soccorso se a esserne interessati sono neonati nel primo anno di vita o donne in gravidanza oppure se si associa a:
difficoltà respiratorie severe (soprattutto in bambini, anziani e persone con malattie croniche)
confusione mentale o rigidità nella parte posteriore del collo (potrebbe trattarsi di meningite).
In tutti questi casi si tratta di situazioni ad alto rischio, che potrebbero richiedere cure intensive e che non è il caso di sottovalutare.

Quando assumere farmaci sintomatici e per quanto tempo?
Come si diceva, FANS e altri antipiretici sono farmaci efficaci, sicuri, generalmente ben tollerati e ampiamente collaudati: per questa ragione possono essere acquistati senza ricetta medica e usati in un contesto di autocura, con evidenti vantaggi pratici soprattutto nella stagione delle malattie da raffreddamento. Naturalmente, per trarne i massimi benefici senza inconvenienti di alcun tipo, è necessario imparare a usarli bene.

La principale, ben nota, avvertenza relativa ai FANS è di non prendere questi farmaci a stomaco vuoto, soprattutto se tendete a soffrire di acidità gastrica o di malattia da reflusso gastroesofageo. Per evitare problemi, è sufficiente mangiare un pezzo di pane, qualche cracker o un paio di biscotti poco prima di assumere la compressa o il granulato effervescente. In presenza di una spiccata ipersensibilità gastrica o in caso di altre specifiche condizioni, per prevenire fastidi si può associare al FANS, su consiglio del medico, un gastroprotettore.

Il secondo aspetto chiave da considerare per il corretto trattamento della febbre e degli altri sintomi dati dal virus dell'influenza è che si deve sempre seguire la posologia riportata sul foglietto illustrativo inserito nelle confezioni o le indicazioni del proprio medico. Riguardo alla durata, di norma, la terapia con FANS può essere seguita per 4-5 giorni, periodo solitamente sufficiente per rimettersi in sesto. Se così non fosse o se la sintomatologia addirittura peggiorasse (soprattutto sul fronte respiratorio), meglio interpellare subito il medico per una visita di controllo e le ulteriori terapie del caso. Potrebbero essere intervenute complicanze da trattare in modo mirato.

Ultima avvertenza fondamentale: mai assumere antibiotici se non sono stati specificamente prescritti. Contro l’influenza non servono e debilitano l’organismo, riducendo le possibilità di eliminare i virus dell'influenza e, quindi, quelle di guarire in fretta. Quando il medico ritiene necessario un ciclo di terapia antibiotica, è consigliabile abbinare al trattamento l'assunzione di fermenti lattici probiotici, che aiutano a prevenire una destabilizzazione della microflora intestinale e i relativi fastidi gastroenterici (in particolare, la diarrea).

25/11/2019

I CIBI DA EVITARE PER COLORO CHE SOFFRONO DI MAL DI TESTA

Ti capita spesso di soffrire di mal di testa? Questo disturbo è molto frequente e può peggiorare quando ci troviamo sotto stress. Lavorare in luoghi chiusi e male areati, così come la br**ta abitudine di bere poca acqua possono costituire due ulteriori aggravanti in grado di influire sul mal di testa e si tende a tenere poco in considerazione i piccoli rimedi utili a migliorare la nostra salute. Lo stile di vita infatti si dimostra una grande e fondamentale medicina che ti permetterà di stare meglio giorno dopo giorno, migliorando il tuo benessere quotidiano con semplicità grazie alle buone abitudini e i rimedi naturali.

Perché alcuni cibi scatenano l'emicrania?
I disturbi che vengono genericamente definiti come “mal di testa” racchiudono in realtà un universo molto complesso e diversificato: attualmente sono ancora in corso molti studi nel tentativo di chiarire la natura gli attacchi, che possono durare più giorni e ripresentarsi periodicamente. Le cause scatenanti non sempre sono univoche e chiare da definire anche se spesso possono racchiudere aspetti psicologici o legati allo stress, che oggi sappiamo avere un grande peso nel mal di testa, così come elementi legati all'alimentazione.

Quali cibi sono considerati a rischio per l'emicrania? Fra i maggiori indiziati, dalle ricerche emergono gli alimenti che contengono tiramina, che influisce sul rilascio di noradrenalina stimolando l'aumento dei battiti cardiaci e della pressione sanguigna. Un apporto elevato di cibi contenenti tiramina nei soggetti in terapia con farmaci inibitori della mono-amino-ossidasi, IMAO, utilizzati per il trattamento della depressione, sembrano avere un ruolo importante nel favorire l'insorgere di emicrania e cefalea con sintomi che comprendono sensazione di nausea, palpitazioni, ipersudorazione, aumento della temperatura corporea, irritabilità, fino ad alterazioni della coscienza.

Scoperta da un neurologo di fronte alle reazioni della moglie legate all'assunzione di formaggio, la Cheese Syndrome è una crisi ipertensiva causata dall'assunzione di cibi ricchi di tiramina, come formaggi e pesce (in particolare tonno, sgombro, sardine) in soggetti con insufficienza primaria di MAO o che seguono cure con farmaci anti-MAO (antidepressivi). Questo accade poiché l'istamina non viene degradata in modo corretto, dunque l'organismo rimane maggiormento esposto al rischio di intossicazione.

QUALI SONI I CIBI DA EVITARE PER CHI SOFFRE DI MAL DI TESTA?

1. Aringhe e pesce "a carne rossa": analizzando il tessuto muscolare di specie ittiche a carne rossa sono state rilevate le quote più alte di istidina libera, precursore dell’istamina. Fra i pesci più a rischio troviamo sgombro, tonno, sardina, aringa, lampuga, acciuga (in particolare acciughe all'olio, acciughe salate e pasta di acciughe). Fondamentale è consumare il pesce fresco e conservare alla temperatura del ghiaccio fondente per tempi ridotti. Non a caso fra i sintomi della sindrome sgombroide, nota anche come Mal di sushi e indicata come Histamine Fish Poisoning (HPF), troviamo anche l'emicrania, oltre a vertigini, prurito, crampi, arrossamento del viso e del collo, nausea.

2. Estratto di lievito: in 100 g di alimento sono presenti 150 mg di tiramina.

3. Latticini: un prodotto come il cheddar contiene 146 mg di tiramina su 100 g, mentre un formaggio tipo Emmenthal ne presenta 51 mg ogni 100 g. Dai formaggi nazionali come grana (29 mg di tiramina per 100 g di prodotto) e pecorino (24 mg di tiramina per 100 g) ai prodotti celebri Oltralpe è bene fare attenzione, in particolare quando si tratta di formaggi stagionati e fermentati. Per esempio, il contenuto di tiramina su 100 g di prodotto è pari a 20 mg per il Camembert e 18 mg nel Brie.

4. Patate: su 100 g di prodotto è possibile riscontrare un contenuto medio pari a 84 mg di tiramina. Fra i vegetali con le quote più alte di tiramina troviamo verdure come gli spinaci, i cavoli e i pomodori, che sempre più spesso sono anche fra i maggiori indiziati per quanto riguarda allergie e intolleranze.

Un consiglio pratico? Chiediti in quale stagione ti trovi… e acquista solo i vegetali del periodo. Spesso l'abitudine e la presenza di ogni tipo di ortaggio facilmente disponibile sui banchi del supermercato influisce sul consumo di ingredienti, come zucchine e pomodori, che finiamo per consumare tutto l'anno (e in dosi eccessive). Punta sui prodotti locali e solo di stagione, eviterai l'abuso gustando una qualità migliore.

5. Frutta: non tutta ovviamente, in questa categoria risulta più alta la percentuale di tiramina in frutti come avocado, prugne, fichi, frutta secca e uva, che contiene mediamente 69 mg di tiramina ogni 100g di prodotto.

6. Cioccolato: ricco di antiossidanti preziosi, tuttavia può influire negativamente sulla salute aumentando problemi di sovrappeso, ipertensione, stati infiammatori. Limitare il cioccolato bianco o al latte, abituando il piacere dei sensi al gusto amaro stimola la produzione di serotonina producendo l'effetto di un antidepressivo naturale. Tuttavia, quando è in eccesso, la serotonina può influire sulla comparsa dell'emicrania: il cioccolato è da evitare durante gli attacchi ed è fortemente consigliato ridurre le dosi, puntando a un quadratino una tantum, per chi soffre di mal di testa ricorrenti.

7. Alcol: vino invecchiato e birra possono influire sul mal di testa a causa del contenuto di tiramina, implicata nei sintomi tipici dell'ubriachezza. Inoltre, l'acol funziona da vasodilatatore. Una buona abitudine è evitare il consumo eccessivo di alcol, scegliere sempre prodotti di grande qualità e bere un bicchiere di acqua per ogni bicchiere di vino, per esempio durante i lunghi pasti delle feste, in cui è facile esagerare.

QUALI SONO I CIBI CHE AIUTANO A COMBATTERE IL MAL DI TESTA?

Anche il gelato può essere causa di mal di testa, lo sapevi? Non tanto per il contenuto delle sostanze con cui è prodotto, bensì a causa del freddo, che stimola i nervi del palato.

Caffè: sì o no? Dipende. Nei soggetti che assumono grandi quantità di caffè si è visto che una breve sospensione è in grado di scatenare l'emicrania: l'effetto è quello di una vera e propria astinenza. Il rapporto fra caffeina e mal di testa però è ancora argomento di studio. Su gran parte dei tessuti dell'organismo la caffeina esercita un'azione vasodilatatrice, evidente nei distretti vascolari periferici, a livello coronarico e polmonare. Tuttavia, sul sistema nervoso, a livello cerebrale, la caffeina ha un effetto vasocostrittore, contrario alla vasodilatazione che appare correlata con la cefalea, e sembrerebbe quindi avere un leggero effetto analgesico.

Bevi un bicchiere d'acqua e tieni a portata di mano in borsa una bottiglia da sorseggiare nell'arco della giornata: la disidratazione può aumentare i sintomi legati al mal di testa. Spesso dimentichiamo di bere e non ci rendiamo conto che dietro un fastidio come il mal di testa può nascondersi un semplice problema di disidratazione, accentuato da ambienti male areati o in cui la temperatura è troppo alta. Ecco un motivo in più per spalancare la finestra o uscire a fare una passeggiata, rimedio utile anche quando la causa della cefalea è muscolo tensiva.

Porta in tavola alimenti ricchi di acqua, sotto forma di zuppe, creme di verdura e vellutate. Evita di aggiungere formaggi da grattugiare in quantità e al posto dei latticini per insaporire sfrutta il potere delle spezie, disintossicanti e in grado di influire sulla pressione sanguigna.

Indirizzo

Casalnuovo Di Napoli

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:30

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