Psicologia e Psicoterapia Dr.ssa Letizia Servillo

Psicologia e Psicoterapia Dr.ssa Letizia Servillo Studio di Psicoterapia, ricevo su appuntamento presso lo studio sito in Casalnuovo di Napoli Questa pag. La dr.ssa effettua anche terapie on line.

La Dott.ssa Letizia Servillo effettua consulenze psicologiche ad orientamento sistemico-relazionale ed è specializzata nel lavoro clinico con adulti, adolescenti, coppie e famiglie. non offre consulenze tramite messaggi privati, si consiglia di contattare la dr.ssa e fissare un appuntamento.

🧠 La corteccia prefrontale è la centrale di comando delle emozioni.Nei bambini e negli adolescenti è ancora in via di sv...
11/01/2026

🧠 La corteccia prefrontale è la centrale di comando delle emozioni.

Nei bambini e negli adolescenti è ancora in via di sviluppo: è quella parte del cervello che aiuta a modulare gli impulsi e i comportamenti eccessivi, a prevedere le conseguenze, a decidere con consapevolezza.

👉 Ecco perché un bambino non “fa i capricci per dispetto”, ma sta cercando – nel modo più in linea con il suo temperamento (per questo c'è tanta diversità comportamentale) – di regolare ciò che sente.
Serve tempo, pazienza, e soprattutto adulti presenti che sappiano accompagnarlo.

💬 Aiutare un bambino a dare un nome a ciò che prova non è solo educazione emotiva:
è costruzione di cervello, è cura delle relazioni, è futuro.

📣 Ma tutto parte da noi.
Perché la vera rivoluzione oggi è l’alfabetizzazione emotiva degli adulti:
quella che insegna a non rispondere con il giudizio, ma con la presenza.
A non spegnere l’emozione, ma a insegnare a reggerla ed esprimerla in modalità socialmente più accettabili ("lo so ti ha dato fastidio e questo può generare rabbia, ma proviamo a...")

💓 Perché dietro ogni urlo, ogni scatto, ogni crisi…
c’è un cervello che sta imparando. E un cuore che chiede aiuto.

“Qui non si parla di ferite. Si parla di sopravvivenza.Sono un medico, ma davanti a questi ragazzi il camice pesa più de...
08/01/2026

“Qui non si parla di ferite. Si parla di sopravvivenza.
Sono un medico, ma davanti a questi ragazzi il camice pesa più del solito. Perché non stiamo curando solo corpi ustionati, stiamo cercando di tenere in piedi vite giovani che in una notte hanno visto crollare ogni certezza.

Quando sono arrivati, molti erano in condizioni critiche. Ustioni estese, vie aeree compromesse, corpi provati dal fumo e dal calore. Alcuni erano sedati, altri coscienti ma confusi, spaventati, incapaci di capire dove si trovassero o cosa fosse appena successo. In quei momenti la priorità è stabilizzare, proteggere, guadagnare tempo. Ogni gesto deve essere rapido, preciso, perché anche pochi minuti possono cambiare tutto.

Dal punto di vista chirurgico intervenire subito è stato fondamentale. Operarli precocemente, rimuovere il tessuto danneggiato, ridurre il rischio di infezioni: è l’unico modo per dare al corpo una possibilità reale di reagire. Alcuni oggi sono stabili, altri affrontano un percorso ancora lungo, fatto di più interventi, attese, dolore. Le sale operatorie restano aperte, anche nei giorni festivi, perché per loro il tempo non aspetta.

Ma le ferite più difficili non sono quelle che si medicano.

Questi ragazzi portano dentro immagini che non si cancellano, paura che riaffiora nel silenzio della notte, domande senza risposta. C’è chi si sveglia disorientato, chi chiede degli amici, chi non riesce ancora a parlare. Per questo il supporto psicologico è parte della cura tanto quanto la chirurgia. Aiutarli a ritrovare un equilibrio, a non sentirsi soli, a dare un nome a quello che provano è fondamentale quanto un intervento in sala operatoria.

Io li guardo e penso che nessun ragazzo dovrebbe imparare così quanto è fragile la vita.
Nessuno dovrebbe diventare grande in mezzo al fuoco.

Noi continueremo a curarli, ogni giorno, senza fermarci.
Ma il percorso vero sarà lungo. E non finirà quando le ferite sulla pelle si chiuderanno.

Perché certe notti non passano.
Restano dentro. E bruciano piano.”

—Dott. Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano.💔

😔Crans-Montana. Ora la tragedia ha un volto. E fa ancora più male. Le 40 vittime dell’incendio di Capodanno nel locale L...
05/01/2026

😔Crans-Montana. Ora la tragedia ha un volto. E fa ancora più male.

Le 40 vittime dell’incendio di Capodanno nel locale Le Constellation sono state identificate.
Erano giovani, erano il futuro. Ora sono nomi, fotografie, assenze che bruciano.

Accanto a loro, circa 120 feriti. Alcuni con il corpo devastato dalle ustioni. Addirittura, si legge, irriconoscibili 😔.

Tutti, quasi 160 famiglie,con l’anima attraversata da un dolore che non ha voce.
160 destini spezzati o segnati, in una notte che doveva essere di festa.

Chi è sopravvissuto porterà a lungo il peso di quel momento: il panico, la corsa, il fumo che toglieva il respiro, gli occhi che cercavano una via d’uscita che forse non c’era. Una pelle da ricostruire, a brandelli, che continua a bruciare anche se il fuoco è ormai spento 😔

Non c'è cura immediata per chi ha visto la morte così da vicino.
Il corpo guarisce, a volte. Ma il trauma resta.
Nei sogni, sulla pelle, nelle pieghe e nelle ombre dei silenzi.

L’adolescenza è l’età in cui si crede di poter volare, che si ha tutta la vita davanti, della superficialità e ogni serata sembra unica ed infinita.

Il 2026 è iniziato con un silenzio assordante.
Un silenzio che chiede giustizia, ma anche ascolto.
Perché nessuna superficialità vale una vita.

Oggi piange chi è rimasto, chi è sopravvissuto, e chi dovrà imparare a vivere ancora, portando il peso di una notte in cui il tempo si è bruciato.

Un orologio bloccato nell'effetto sliding doors, innescato nella mente di molti genitori, con il tormentoso ritornello "e se....?“.

Rip 🙏🙏

A   guardiamo più a lungo i nostri ragazzi.Li vediamo assenti, dietro uno schermo.  Silenziosi. Connessi, ma non con noi...
26/12/2025

A guardiamo più a lungo i nostri ragazzi.

Li vediamo assenti, dietro uno schermo.
Silenziosi. Connessi, ma non con noi.
Ci chiediamo cosa stiano facendo, cosa stiano .
E ci preoccupiamo. Ma spesso non sappiamo cosa in cambio.

Spegnere uno senza accendere un è come chiedere al vuoto di riempirsi da solo.

In adolescenza, la di è centrale (Erikson, 1968): se il è l’unico luogo in cui un ragazzo si sente , toglierlo equivale a togliergli l’ .

A Natale parliamo di : , , .
Ma ai ragazzi non basta sentirli dire.
I valori non si spiegano, si sperimentano.

Le neuroscienze lo confermano: solo l’esperienza concreta attiva i circuiti della motivazione profonda (Damasio, 1994).

Fare il bene non è teoria. È azione che educa.

Chiede tempo, presenza, responsabilità.
Tre cose che mancano proprio dove cresce il .

Un gesto di volontariato, anche solo per un giorno, può restituire a un ragazzo ciò che più cerca:
un ruolo, uno scopo, una relazione reale.

Non è morale.
È prevenzione.
È educazione affettiva.
È cura generativa.

«Da bambino ero considerato poco intelligente. In seconda elementare venni bocciato perché ritenuto incapace di imparare...
10/12/2025

«Da bambino ero considerato poco intelligente. In seconda elementare venni bocciato perché ritenuto incapace di imparare. Quando oggi insegno, parlo sempre a quel bambino che ero, a quel me stesso che si sentiva escluso e smarrito. È per lui che semplifico, spezzo i concetti in parti piccole, li mastico fino in fondo per renderli comprensibili. In ogni persona a cui mi rivolgo cerco quello sguardo assente, quel senso di estraneità che conoscevo bene. Ed è a lui che spiego, ripeto, rielaboro, fino a che tutto acquisti un senso.»
— Massimo Recalcati, L’ora di lezione

Oggi, dopo anni, quella sensazione di inadeguatezza nei bambini più fragili non è scomparsa. Anzi. Nonostante norme, documenti, regolamenti pensati per tutelare e includere, tanti piccoli continuano a sentirsi “sbagliati”.

Sono psicologa da quasi vent'anni e ho incontrato molti di questi bambini.

Bambini che si sentono “meno”, che crescono nel dubbio di non essere abbastanza. E, purtroppo, solo in rari casi ho visto adulti capaci di incontrarli davvero, di aiutarli a trasformare quello sguardo su di sé.

Così, dopo tante iniziative, buone intenzioni e spazi che dovrebbero essere inclusivi ma a volte diventano ghetti, vorrei parlare proprio a loro: a quei bambini che non si sentono visti.

Vorrei dirgli che anche se oggi si sentono inadatti, esiste uno spazio in cui potranno sentirsi riconosciuti.

Perché la vita, pur mettendoci spesso alla prova, sa anche restituirci occasioni giuste.

E ognuno, prima o poi, trova un incontro, uno sguardo, una relazione che gli ricorda quanto vale. Sempre.
✨♥️

"Per crescere (bene) un bambino ci vuole un intero villaggio" (proverbio africano) In occasione della  , Il Triangolo de...
22/11/2025

"Per crescere (bene) un bambino ci vuole un intero villaggio" (proverbio africano)

In occasione della , Il Triangolo del Mondo del Bambino, che si ispira al modello ecologico di Brofenbrennen, ha preso vita colorandosi di emozioni!

Durante un laboratorio formativo esperienziale con i docenti, abbiamo dato forma ai bi-sogni evolutivi di bambini e bambine, esplorando insieme il significato profondo di cura, educazione e inclusione (le tre dimensioni che formano i lati del triangolo).

Attraverso parole semplici ma dense — ascolto, empatia, accoglienza, bi-sogni, regole, partecipazione, riconoscimento delle emozioni, diritti e doveri, responsabilità condivisa — abbiamo riflettuto su ciò che davvero serve per crescere bene, quando ci si prende cura insieme.

Un triangolo che si colora di relazioni, possibilità e consapevolezza.

Un punto di partenza per percorsi futuri che coinvolgeranno anche Bambini e famiglie, in spazi di confronto e costruzione condivisa, strumenti indispensabili per affrontare le emergenze sociali sempre più preoccupanti di oggi.

Perché crescere un bambino è un atto sociale e corale.

« Nelle culture tossiche, le persone dimostrano la loro intelligenza abbattendo gli altri.Nelle culture sane, le persone...
18/11/2025

« Nelle culture tossiche, le persone dimostrano la loro intelligenza abbattendo gli altri.

Nelle culture sane, le persone usano la loro intelligenza per sostenere gli altri.

La conoscenza e la competenza non sono armi da brandire. Sono risorse da condividere. »

Adam Grant, professore di psicologia organizzativa, divulgatore scientifico

I bambini non imparano a calmarsi da soli.Imparano attraverso di noi. Attraverso quello che facciamo, come respiriamo, c...
14/11/2025

I bambini non imparano a calmarsi da soli.
Imparano attraverso di noi. Attraverso quello che facciamo, come respiriamo, come stiamo accanto.
E questo cambia tutto.

✨ La co-regolazione non è una tecnica da genitori perfetti.
È il modo in cui il cervello dei bambini si sviluppa:
tramite il tono della nostra voce, la nostra presenza, il nostro sistema nervoso.

🧠 Le neuroscienze e la teoria dell’attaccamento lo confermano:
- Quando l’adulto è regolato, il bambino si calma.
- Quando l’adulto è in tempesta, il bambino si perde con lui.
Non per colpa. Ma per biologia.

La domanda vera non è:
So restare sempre calmo?”*
Ma:
“So tornare?” So riparare, offrire di nuovo sicurezza, contatto, presenza.

Perché sì:
👉 La calma è contagiosa.
👉 L’agitazione anche.
E tutto parte dall’adulto.

🟥 Educazione Sessuale Vietata: Ma il Corpo Non Si CancellaIl DDL di cui si discute non vieta l’educazione affettivo-emoz...
25/10/2025

🟥 Educazione Sessuale Vietata: Ma il Corpo Non Si Cancella

Il DDL di cui si discute non vieta l’educazione affettivo-emozionale-relazionale, ma SOLO quella sessuale.

E proprio per questo è importante fermarsi a riflettere:
𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧’𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨, 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐨, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀?

Parlare di sessualità non significa incentivare comportamenti, ma aiutare bambini e adolescenti a comprendere ciò che sentono, ciò che vivono, ciò che li attraversa.
Significa offrire parole dove altrimenti ci sarebbe silenzio.
E nel silenzio, spesso, crescono vergogna, confusione, paura.

Scindere il corpo dalle emozioni rischia di trasmettere un messaggio implicito:
che il corpo è qualcosa da cui difendersi, da non nominare.
𝐂𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐨 fisico 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨.

Ma il corpo se non se ne parla. Continua a parlare attraverso comportamenti, disagi, silenzi.

E questo è solo la punta dell’iceberg.

Un iceberg che affonda le sue radici in una scuola che, da anni, confina il corpo su una sedia, limitando movimento, espressione, contatto.

In un sistema che troppo spesso 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨𝐫𝐞𝐨 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, perché il corpo che si muove, sente e reclama attenzione... diventa un .

Educare significa accompagnare. Non censurare.
E il corpo ha diritto di parola — anche a scuola.

🟢 Non ag-giusto bambini. Cerco di dare loro il giusto  .Come psicoterapeuta, non vedo nei bambini dei problemi da risolv...
21/10/2025

🟢 Non ag-giusto bambini. Cerco di dare loro il giusto .

Come psicoterapeuta, non vedo nei bambini dei problemi da risolvere.
Non cerco di correggere, normalizzare o cancellare un comportamento “difficile”.
Cerco di ciò che quel comportamento sta cercando di dire.

Un bambino che si agita, che fa fatica a concentrarsi, che si chiude o si arrabbia…
non è rotto. Sta . A modo suo, con il linguaggio che ha: il corpo, il gioco, il silenzio, lo sguardo.

Il mio lavoro non è farlo diventare “bravo”, “tranquillo” o “uguale agli altri”.
È offrirgli uno spazio dove possa senza paura, sentirsi accolto, contenuto, ascoltato.

In terapia, non in-segno al bambino come dovrebbe essere, come spesso implicitamente richiedono genitori, famigliari, diversi docenti quando si rivolgono ad uno specialista.

Lo accompagno a scoprire chi è.
A sentirsi , anche nelle sue fatiche.
E a costruire, nel tempo, una nuova in sé e negli altri.

Spesso i genitori arrivano con la preoccupazione che ci sia qualcosa da sistemare.
Ma piano piano, insieme, impariamo a :
non più per “aggiustare”, ma per .

Per ascoltare il ritmo unico di quel bambino, la sua storia, il suo modo di stare al mondo.

🎯 𝐒𝐔𝐏𝐏𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐏𝐒𝐈𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐎 𝐨 𝐏𝐒𝐈𝐂𝐎𝐓𝐄𝐑𝐀𝐏𝐈𝐀? 𝐅𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚!Capita spesso di usare i due termini come sinonimi, ma sono   ...
12/10/2025

🎯 𝐒𝐔𝐏𝐏𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐏𝐒𝐈𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐎 𝐨 𝐏𝐒𝐈𝐂𝐎𝐓𝐄𝐑𝐀𝐏𝐈𝐀? 𝐅𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚!

Capita spesso di usare i due termini come sinonimi, ma sono per .

Ecco le principali differenze 👇

🔹 𝙎𝑼𝙋𝑷𝙊𝑹𝙏𝑶 𝑷𝙎𝑰𝘾𝑶𝙇𝑶𝙂𝑰𝘾𝑶

• È un e limitato nel tempo
• Mira ad accompagnare la persona in momenti di , , o difficoltà specifiche
• Aiuta nella e nella ricerca di pratiche
• È svolto da uno psicologo abilitato, ma non richiede la formazione in psicoterapia

🔹 𝙋𝑺𝙄𝑪𝙊𝑻𝙀𝑹𝘼𝑷𝙄𝑨

• È un più lungo e profondo;
• Lavora sulle cause più radicate della sofferenza psichica e sui modelli relazionali disfunzionali
• È necessaria per affrontare disturbi psicopatologici, traumi, dipendenze, problematiche relazionali e ;
• Può essere svolta solo da uno psicoterapeuta (psicologo o medico con specializzazione quadriennale in psicoterapia)

💡 𝙄𝙣 𝙨𝙞𝙣𝙩𝙚𝙨𝙞: 𝙞𝙡 𝙨𝙪𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙥𝙨𝙞𝙘𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙘𝙤 𝙖𝙞𝙪𝙩𝙖 𝙖 𝙤𝙧𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙨𝙞, 𝙡𝙖 𝙥𝙨𝙞𝙘𝙤𝙩𝙚𝙧𝙖𝙥𝙞𝙖 𝙖𝙞𝙪𝙩𝙖 𝙖 𝙩𝙧𝙖𝙨𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙧𝙨𝙞.

"La felicità è una torta e tutti vogliono una fetta. A me non interessa: io voglio la ricetta."  – Poeti della seraPerch...
08/10/2025

"La felicità è una torta e tutti vogliono una fetta. A me non interessa: io voglio la ricetta." – Poeti della sera

Perché accontentarsi di elemosinare briciole, quando possiamo imparare a impastarla da soli?

Chi conosce la ricetta della felicità non vive aspettando che qualcuno gliene dia un pezzetto: la cucina, la sforna e, se vuole, la condivide.

Non è questione di avere, ma di sapere fare.

E allora sì, meglio imparare a cucinarla… così non restiamo mai a digiuno.

Indirizzo

Casalnuovo Di Napoli
80013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

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