Psicologa - dott.ssa Giovanna Ventriglia

Psicologa - dott.ssa Giovanna Ventriglia - Psicologa clinica

Uscita del libro del Dott. Rino VentrigliaCROCEVIA DEL PERDONOPerdere e ricostruire la fiducia nelle relazioni Con un sa...
10/01/2026

Uscita del libro del Dott. Rino Ventriglia

CROCEVIA DEL PERDONO
Perdere e ricostruire la fiducia nelle relazioni

Con un saggio della Dott.ssa Rita Della Valle

18/10/2025

🔴 Comunicato stampa congiunto sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole

Le Presidenti e i Presidenti degli Ordini degli Psicologi di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto prendono una posizione chiara e netta in merito al DDL del 23 maggio 2025 del Ministro Valditara.

🎓 L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte dei professionisti della salute attività educative su questi temi significa privare bambini e adolescenti di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita.

🧠 L’educazione sessuo-affettiva, quando è adeguata all’età e scientificamente fondata, contribuisce a relazioni sane, alla prevenzione di bullismo e violenza di genere, e al benessere psicologico delle giovani generazioni.

👥 Gli Ordini regionali sopra menzionati esprimono profonda preoccupazione per le implicazioni culturali e sociali derivanti dalle limitazioni previste nel DDL “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”.

Chiediamo che la voce degli psicologi e delle psicologhe venga ascoltata nelle sedi parlamentari competenti, per ribadire l’importanza di un’educazione affettiva e sessuale tempestiva, continuativa e basata sulle evidenze scientifiche.

📢 La tutela dei minori passa anche — e soprattutto — attraverso la conoscenza, l’ascolto e la costruzione di contesti educativi sicuri e consapevoli.

24/08/2025

🎯 La psicoterapia non è magia. È impegno. È presenza. È scelta.
Entrare in terapia è un atto di coraggio. Ma restarci con serietà è un atto d’amore verso se stessi.
🧩 Non basta “parlare”. La trasformazione avviene quando ci si mette in gioco davvero:
Quando si porta in seduta ciò che fa male, anche se scomodo.
Quando si accetta di guardare dentro, senza filtri.
Quando si è disposti a mettere in discussione vecchi schemi.
Quando si lavora anche fuori dalla seduta, riflettendo, osservando, sperimentando.
💬 La psicoterapia è un processo attivo. Il terapeuta non “aggiusta”. Accompagna. Ma il cambiamento nasce dal tuo impegno, dalla tua disponibilità a stare nel processo, anche quando è faticoso, anche quando non si vedono subito i risultati.
🛠️ È come costruire una casa: Ogni seduta è un mattone. Ogni riflessione è cemento. Ogni scelta consapevole è un passo verso una struttura più solida, più autentica, più tua.
🌱 Il cambiamento non accade per caso. Accade quando scegli di esserci, con tutto ciò che sei, e con il desiderio autentico di capire e crescere.

09/08/2025

Quello che nessuna scuola di psicoterapia ti insegna

Non l’ho imparato nei master, né nei convegni internazionali, né nei libri di tecnica.
L’ho capito una notte di molti anni fa, in una stanza senza orologi, con una donna seduta davanti a me che tremava come se la sua pelle non fosse più un posto sicuro.
Non c’era divano di design, niente aromaterapia, nessuna luce calda studiata ad arte. Solo due sedie, un silenzio spesso e il coraggio disperato di chiedere aiuto.
Non avevo strumenti miracolosi, avevo solo la mia presenza. E ho scoperto che, a volte, è abbastanza.

Non è stato il giorno in cui ho ricevuto il mio primo attestato che sono diventato psicoterapeuta.
È stato il giorno in cui ho smesso di voler “aggiustare” le persone per imparare a stare con loro, anche quando non c’era nulla da fare se non restare.

La psicoterapia che amo è nata così: in stanze piccole, con la paura che si poteva toccare con mano, e con la fiducia che qualcuno ti concede solo quando gli dimostri che non scapperai.
Non importano i protocolli, i test standardizzati o le mode del momento. Quello che conta è sapere che, quando il mondo dell’altro sta crollando, tu sei lì.

Nei manuali ti insegnano le tecniche, i modelli, i protocolli. Ma nessuno ti dice che ci saranno sedute in cui l’unica cosa che potrai offrire sarà un fazzoletto, o il permesso di piangere senza sentirsi sbagliati.
Nessuno ti dice che ti porterai a casa frammenti delle storie che ascolti: frasi, sguardi, respiri interrotti… e che a volte ti sveglierai di notte pensando a come sta quella persona.

Ho un cassetto pieno di biglietti, disegni, piccoli oggetti che i pazienti mi hanno lasciato. Non hanno valore per il mondo, ma per me sono il promemoria che ogni storia che ho ascoltato ha lasciato un segno.
E che anche se non puoi salvare tutti, puoi provare. Sempre.

La verità è che nessuna università ti prepara al momento in cui un paziente ti guarda e ti dice: “Non ce la faccio più”.
Nessuno ti spiega come restare in quella frase senza riempirla di consigli prematuri, come sopportare il peso di una pausa che sembra infinita.
Eppure è lì, in quell’istante sospeso, che capisci di essere nel posto giusto: presente, umano, vivo.

Perché la psicoterapia non è (solo) far star meglio le persone.
È onorare il loro dolore, restare accanto mentre imparano a respirare di nuovo, credere in loro anche quando loro non ci riescono.
È sapere che, quando usciranno da quella porta, forse non sarà cambiato tutto… ma qualcosa sì.

Non puoi guarire ogni ferita.
Ma puoi fare in modo che nessuno debba affrontarla da solo.
E questo, per me, vale più di qualunque teoria.

Enrico Chelini

Pare che la bellezza di una perla sia la risposta organica a un dolore.Le perle si formano dentro alcune ostriche o moll...
07/08/2025

Pare che la bellezza di una perla sia la risposta organica a un dolore.

Le perle si formano dentro alcune ostriche o molluschi bivalvi, quando un corpo estraneo – come un granello di sabbia o un parassita – penetra nella conchiglia. Il mollusco, ferito, comincia a ricoprirlo con strati e strati di madreperla, come a dire: “non ti posso cacciare, ma posso trasformarti”.
E così, piano piano, nasce una perla: non per bellezza, ma per sopravvivenza.

Io quelle perle le ho viste.
Le ho viste a scuola, ogni volta che il dolore entrava senza bussare…
e qualcuno rispondeva con grazia.

Una volta aveva gli occhi di Romina.
L’avevamo trovata che si perdeva, come solo ci si può perdere a 16 anni,
quando porti dentro dipendenze che nessuno vuole mai vedere.
Sembrava sabbia nella carne.
Ma un giorno l’ho rivista in classe. Occhi bassi, mani che tremavano, ma lì.
A ricoprire quel granello con qualcosa di suo.
A diventare, piano, una perla.

Un’altra volta era nelle mani di Giovanni.
Aveva perso un figlio.
Eppure ogni mattina veniva a scuola.
Non perché non sentisse il dolore. Ma perché ci costruiva attorno qualcosa.
Una battuta, una mano sulla spalla, una spiegazione paziente.
I suoi alunni erano le sue perle.
E lui lo sapeva: il dolore può diventare bellezza, se lo tieni stretto senza lasciarti affondare.

Le perle non nascono dal lusso, ma da un’intrusione. Da qualcosa che ha rotto l’equilibrio, che ha fatto male, che ha scomposto il tranquillo mondo dentro una conchiglia.

E allora il mollusco non scappa. Non può.
Fa l’unica cosa che può fare: risponde.
Risponde a quel dolore ricoprendolo di bellezza. Di madreperla.
Lo trasforma in qualcosa che, se lo guardi, pensi: vale la pena.
Anche se all’inizio ha fatto un male cane.

E succede anche a noi.

Succede quando ami qualcuno, e quel qualcuno ti scavalca i muri, entra dove non doveva, e ti fa paura. E poi succede che invece di chiuderti, apri. E cominci a costruire qualcosa di bello intorno a quella ferita.

Succede quando perdi qualcuno. Quando tutto sembra spezzarsi.
E invece, piano piano, ci fai un guscio nuovo attorno. Ci metti dentro ogni ricordo, ogni parola, ogni risata. E ne nasce una perla chiamata memoria.

Succede quando sbagli. Male. Male forte.
E poi ti rialzi. E ti dici: non posso cancellare quello che è successo, ma posso dargli una forma diversa.
E allora lo trasformi. In lezione. In svolta. In forza.

Perché sì, è vero: le ferite non sempre guariscono.
Ma possono diventare bellezza stratificata.
Come le perle.
Come certi sorrisi.
Come certe anime che hanno imparato ad amare proprio da lì: da dove hanno smesso di difendersi.

- Alfonso D’Ambrosio -

30/07/2025

➡️ OPEN DAY

SABATO 27 SETTEMBRE

“Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo Analitico Transazionale ad orientamento Psicodinamico” - CENTRO LOGOS

➡️ Per informazioni/prenotazioni:

📞 0823520892
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Orari di segreteria:
lunedì, mercoledì, venerdì ore 9:00 - 12:00

La motivazione non è sempre un fuoco che brucia forte: a volte è una scintilla silenziosa che resiste quando tutto intor...
24/07/2025

La motivazione non è sempre un fuoco che brucia forte: a volte è una scintilla silenziosa che resiste quando tutto intorno sembra spegnersi. Non nasce solo dall’entusiasmo, ma dalla scelta di non arrendersi, anche nei giorni in cui nulla sembra avere senso.

È la voce interiore che non urla, ma insiste. È la forza che ci rialza quando la volontà vacilla, il ricordo del perché abbiamo iniziato, anche quando il traguardo è ancora lontano.

La vera motivazione non cerca conferme: cresce nella coerenza tra ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. -Salvo Noè-

04/07/2025
“Il lutto non è un attimo. Non è un’ombra che svanisce semplicemente perché il tempo passa. Resta, si trasforma e divent...
27/03/2025

“Il lutto non è un attimo. Non è un’ombra che svanisce semplicemente perché il tempo passa. Resta, si trasforma e diventa un compagno silenzioso per chi ha perso una persona amata. Il mondo vorrebbe credere che il dolore abbia una data di scadenza, che prima o poi svanirà, ma la verità è che la perdita non si limita a portar via qualcuno - trascina con sé anche frammenti della vita di prima, riscrivendo le fondamenta stesse della nostra esistenza.

Quando qualcuno se ne va, il mondo non si ferma. Il tempo continua a scorrere, la gente va avanti, le stagioni cambiano. Ma per chi resta, tutto cambia. I luoghi un tempo pieni di risate ora risuonano del peso dell’assenza. I momenti condivisi lasciano un’impronta incompleta. Non si piange solo l’assenza - si piange la perdita di ciò che è stato, la perdita di tutto ciò che avrebbe potuto essere.

Alcuni chiedono: «Stai ancora soffrendo?» come se il tempo potesse alleggerire l’amore che è esistito. Ma il lutto non è né una corsa né un peso da misurare in giorni o mesi. Si intreccia all’anima, riflesso della profondità di un amore dato e ricevuto.

Eppure, nel cuore stesso del dolore, c’è una resilienza. Una forza silenziosa nel portare con sé i ricordi, nell’imparare a vivere in un mondo che non è più lo stesso. Il lutto non è una prigione, ma un modo per onorare ciò che è stato perso continuando ad andare avanti. È la prova che l’amore non si estingue. Si trasforma.

Lasciate, dunque, che il lutto esista. Che sia vissuto senza vergogna. Non è una debolezza, ma l’eco di un amore che si estende oltre la perdita. Alcuni non capiranno, ma chi sa, riconosce che il lutto non è un rifiuto di andare avanti - è la testimonianza di un amore che non si cancellerà mai”.

-Anne Dugar-

✨Per un mondo che oggi, più che mai, ha bisogno di sognare
16/12/2024

✨Per un mondo che oggi, più che mai, ha bisogno di sognare

"Nonna, cosa si fa se si è disperati?""Si cuce bambina mia. A mano, lentamente. Gustandosi ogni onda creata con le propr...
03/12/2024

"Nonna, cosa si fa se si è disperati?"
"Si cuce bambina mia. A mano, lentamente. Gustandosi ogni onda creata con le proprie dita."
"Cucire fa allontanare la disperazione?"
"No. Cucendo tu la decori. La guardi in faccia. L'affronti. Le dai forma. L'attraversi. E vai oltre."
"Davvero è così potente cucire a mano?"
"Certo cara. La gente non cuce più e per questo è disperata. Le sarte sanno che con ago e filo puoi affrontare qualsiasi situazione buia riuscendo anche a creare dei meravigliosi capolavori. Mentre muovi le tue mani è come se muovessi la tua anima in modo creativo. Se ti lasci trasportare dal ritmo ripetitivo del rammendo e del ricamo entri in un vero e proprio stato meditativo. Riesci a raggiungere altri mondi. Ed il groviglio di fili emotivi dentro di te si ammorbidisce. Senza fare null'altro."
"Cosa s'impara cucendo?"
"Ad affrontare ogni punto. E basta. Senza pensare al punto successivo. Ci si focalizza sul punto presente, ad ogni cucitura. Che poi è quello che ci sfugge nella vita quotidiana. Siamo disperati perché pensiamo sempre al futuro. E così facendo il ricamo diviene disarmonico, confuso, poco curato."
"Si ma nonna... le preoccupazioni e le paure come si fanno a vincere con il cucito?"
"Bambina mia. Non le devi vincere. Le devi solo accoglierle. E comprenderle. Cucendo tessi la trama della tua vita con le tue mani, sei tu a creare l'abito adatto a te stessa. Cucendo ti colleghi a quel filo sottilissimo che appartiene a tutta l'umanità e ai suoi misteri. Cucendo ti trasformi in un ragno che tesse la sua ragnatela raccontando silenziosamente al mondo tutti i segreti della vita. Intrecciando i fili, intrecci i tuoi pensieri, le tue emozioni. E ti colleghi al divino che è in te e che tiene in mano l'inizio del filo."

-E. Bernabè-

Io li chiamo eventi-ponte.Sono quelle prove della vita che mettono un confine netto tra il prima e il dopo.In seguito a ...
15/11/2024

Io li chiamo eventi-ponte.
Sono quelle prove della vita che mettono un confine netto
tra il prima e il dopo.
In seguito a questi accadimenti non siamo più gli stessi,
tutto di noi è cambiato.
Quando siamo chiamati a vivere un evento-ponte
entriamo in un tunnel buio,
doloroso,
senza fine.
Ci sentiamo persi, annientati, sfiniti,
ma percepiamo ugualmente dentro di noi
una piccola scintilla divina,
un inafferrabile senso di pienezza.
Come se tutto il vuoto sentito
fosse la brocca per una nuova energia vitale in arrivo.
Gli eventi-ponte giungono all'improvviso
per scuotere la nostra interiorità,
come un temporale estivo che sorprende, spaventa,
ma disseta l'aridità del terreno.
Che sia benedetto ogni evento-ponte,
che ognuno di noi trovi la fiducia nel viverlo,
che i poeti giungano a tesserne le lodi,
che il mondo accorra a sostenere i coraggiosi viaggiatori
di questi sacri e misteriosi baratri dell'anima.
Siamo nati per questo:
per inoltrarci nei nostri abissi interiori
e scoprirci barcaioli di sponde.
Siamo con te, percorritore di ponti,
creatore di arcobaleni,
maestro di vita.
Non sarai solo nei tuoi passi.
Ci vorrà tempo, pazienza e grande fede nell'esistenza,
ma tutto, vedrai,
si ricamerà di senso.
La tua anima sa ❤

-Elena Bernabè-

Indirizzo

Via Pizzetti 18
Casapulla
81020

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

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