13/11/2021
Si parla di balbuzie.
La testimonianza di Aldo, appena 17 anni.
Mi aveva autorizzato a mettere nome e cognome, ma trattandosi di minorenne ovviamente non l'ho fatto. Ho tolto anzi anche la città.
"Ciao, sono Aldo e ho 17 anni.
La mia convivenza con la balbuzie nasce all’incirca da quando ho cominciato a parlare e il mio rapporto con essa è stato sempre altalenante. Sono sempre stato consapevole che a chi mi circonda la mia balbuzie non rechi alcun fastidio perciò, non l’ho mai vissuta come un limite. Nonostante ciò, però, ho da sempre cercato di fare qualcosa per migliorare la mia fluenza e infatti oggi posso dire di aver fatto passi da gigante, ricordando come parlavo fin dai primi anni di scuola.
Ma sebbene fossi sicuro di non avere un reale problema limitante, quando arrivava il momento di doverne parlare con qualcuno ecco che il castello delle mie sicurezze crollava. Soprattutto fino a qualche anno fa quando la domanda più comune rivoltami dai miei coetanei era la seguente: ”Ma perché parli così?”. Io, estremamente imbarazzato, accusavo il troppo stress o la tensione per la scuola, senza mai citare la parola balbuzie. In quei momenti avrei voluto sotterrarmi.
Ma da questa estate posso dire di essere cambiato. Ho frequentato il mio primo corso residenziale con altri ragazzi balbuzienti e qui, soprattutto grazie a loro, ho acquistato una vera sicurezza, una reale consapevolezza che la balbuzie non è un male che mi affligge ma una caratteristica della mia persona, da accettare e su cui lavorare. Parlare con loro di balbuzie sembrava la cosa più facile del mondo ma poi, una volta uscito da quella che noi chiamiamo Balbettopoli e ritornato alla vita reale, le cose sembravano potersi fare più complesse. E invece no, stranamente avvertivo la necessità di parlare di balbuzie con qualcuno, ma non solo per mio bisogno, ma anche per quello dell’altro. Ho compreso che il nostro mondo, nel mio caso la scuola, è completamente ignorante su questa tematica. I professori e gli altri compagni non sanno, giustamente, come comportarsi nel momento di un mio evidente blocco, perciò ignorano completamente il problema facendo finta di niente, quando invece parlarne con me sarebbe di grande aiuto per entrambi.
Per questo ho deciso di raccontare alla prof di filosofia un po’ della mia vita scolastica “nascosta”. Le ho raccontato di tutte quelle volte in cui, alla domanda di un professore, io pur conoscendo la risposta non ho alzato la mano perché sapevo che avrei balbettato. Infatti come tramanda lo psicologo Wendell Johnson “La balbuzie è tutto ciò che si fa per non balbettare, essa diminuisce quanto meno si cerca di nasconderla”. Abbiamo discusso sulla rapidità con la quale talvolta, durante una verifica orale, si richiede la risposta immediata dell’alunno (soprattutto nel periodo di DAD dove questo era necessario per attestare la validità dell’interrogazione). Già per uno come me rispondere immediatamente, cercando di non balbettare, è impossibile; in più sapere che questo è necessario aumenta lo stato d’ansia all’ennesima potenza. Ognuno di noi, poiché siamo diversi, ha bisogno di un proprio agio, dei propri tempi e non deve esserci nulla di male in questo.
Un consiglio per i non balbuzienti che mi leggeranno: sappiate aspettare, siate in grado di ascoltare e soprattutto non ignorate il problema pensando che, parlandone, mettereste a disagio il balbuziente. Anzi, è il contrario. La crescita individuale è fondamentale nella vita ma la vera maturità la si raggiunge con il dialogo e con il confronto.
Un messaggio per tutti i balbuzienti dal profondo del cuore: siate voi stessi, non c’è nulla di male in ciò che siete, vivete la vostra vita non ignorando il problema, ma riconoscendolo e andando comunque avanti a testa alta. Se le parole non escono come vorreste va bene lo stesso, questo non influirà assolutamente sul valore della vostra persona. Spesso la balbuzie può rappresentare un limite sul piano linguistico e su questo qualcosa si può fare, ma ripeto, questo non è importante. La cosa fondamentale è che non diventi mai un limite psicologico, perché questo sarebbe un vero problema. Non rinunciate mai a qualcosa solo per la paura di parlare, non rinunciate mai a parlare solo per la paura di balbettare. Cogliete ogni opportunità. Amate mettervi sempre in discussione con gli altri, non avete nulla in meno di loro. Vivete e non abbiate paura di farlo".