Presidente Associazione Italiana Balbuzie - Aibacom APS

Presidente Associazione Italiana Balbuzie - Aibacom APS Pagina creata su suggerimento Facebook per facilitare i contatti. Mi occupo di balbuzie da sempre.

Prima della mia perché affetto da una balbuzie molto severa; poi di quella degli altri come terapeuta per 16 anni e infine come volontario.

AIUTARE NON COSTA NIENTEMagari hai già fatto un’altra scelta e vi sono tante altre associazioni benemerite, naturalmente...
19/05/2022

AIUTARE NON COSTA NIENTE
Magari hai già fatto un’altra scelta e vi sono tante altre associazioni benemerite, naturalmente.
Ma se ancora ci stai pensando, tienici presente per favore: la nostra è una piccola associazione, costituita 35 anni fa. Abbiamo realizzato molti progetti e riusciamo ancora ad andare avanti proprio grazie al 5 per mille. Dal 1987 siamo diventati un punto di riferimento per chi balbetta e per le loro famiglie, un vero faro nel buio in cui il nostro disturbo era confinato fino ad allora.
Si tratta dell’Associazione Italiana Balbuzie (www.balbuzie.it), una no profit ex Onlus e oggi APS, Associazione di Promozione Sociale.
Il 5 per mille non sostituisce l’8 per mille e non comporta costi aggiuntivi per il contribuente. Se lo vorrai, potrai quindi destinarci il 5 per mille firmando sulla denuncia dei redditi il riquadro relativo al “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative”, specificando il nostro codice fiscale: 93040160504.
Se hai solo il CUD e non sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, puoi comunque scegliere di destinare il 5x1000 all’AIBACOM APS. Occorre solo sottoscrivere la dichiarazione e indicare il codice fiscale 93040160504.

Sarò grato a chi vorrà condividere il post.

Sabato, domenica e lunedì – 23-24-25 aprile – la nostra Associazione sarà presente a Lucca per un evento culturale di gr...
20/04/2022

Sabato, domenica e lunedì – 23-24-25 aprile – la nostra Associazione sarà presente a Lucca per un evento culturale di grande spessore: "La cultura innalza la città", organizzato da Lucca Città di Carta.
Avremo uno stand condiviso con altri autori e, oltre ai libri della locandina, ne avremo altri, anche rivolti ai bambini.
Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/luccacittadicarta/

Al lavoro!Cascina, sede dell’Associazione Italiana Balbuzie (www.balbuzie.it).Finalmente posso catalogare i tantissimi l...
23/02/2022

Al lavoro!
Cascina, sede dell’Associazione Italiana Balbuzie (www.balbuzie.it).
Finalmente posso catalogare i tantissimi libri: un po’ portati da casa (non tutti, s’intende), molti altri donati da persone che ringrazio sentitamente, soprattutto di Pisa, Cascina e lungomente pisano.
A noi i libri servono per farli leggere ad alta voce, utilizzando apposite tecniche, a gruppi di bambini, adolescenti e adulti come aiuto al loro percorso verso una fluenza via via sempre migliore.
Ma l’idea che stiamo accarezzando è quella di organizzare – soprattutto per bambini e ragazzi – incontri aperti anche ai normofluenti, ovviamente con scopi diversi: leggere fa sempre bene.
Ho letto il mio primo libro “per grandi” quando avevo dieci anni e ancora oggi mi piace sentire il profumo dei libri sulle mani.
Aggiungo qualche frase di chi ne sapeva più di me…
“Un libro dev’essere un’ascia per rompere il mare ghiacciato che è dentro di noi”, Franz Kafka
“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”, Irving Stone
“Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia”, Luis Sepúlveda
“Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”. Marguerite Yourcenar
“Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla”, Tiziano Terzani
“Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere”, Michel Foucault
“I libri sono l’alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia”, Marco Tullio Cicerone (vissuto un centinaio d’anni avanti Cristo…).

Che nel 2022 vi sia ancora gente ignorante, insensibile, cattiva come questo individuo fa capire quanto sia difficile pe...
14/02/2022

Che nel 2022 vi sia ancora gente ignorante, insensibile, cattiva come questo individuo fa capire quanto sia difficile per la nostra associazione no profit (Associazione Italiana Balbuzie, www.balbuzie.it) portare avanti un discorso di cultura e di sensibilizzazione.
"Appena sostituito, l'attaccante della squadra di casa, Patrick Cutrone, è stato ripreso in panchina mentre si lasciava andare a un'offesa: "Caxxo di balbuziente di m....". Nella squadra avversaria, il Cagliari, il portiere Alessio Cragno è effettivamente affetto da questo disturbo del linguaggio".
Ecco il video: https://video.repubblica.it/sport/serie-a-l-offesa-di-cutrone-dell-empoli-al-portiere-del-cagliari-cragno-balbuziente-di-m/408110/408819?ref=RHTP-BS-I308886389-P5-S1-T1

Dopo la testimonianza di Aldo Gaudino che uscirà sul numero del giornale della nostra associazione attualmente in stampa...
08/12/2021

Dopo la testimonianza di Aldo Gaudino che uscirà sul numero del giornale della nostra associazione attualmente in stampa, ecco anche quella di Francesco Piola, che mi ha autorizzato a riportare il nome e cognome.
Sono molto importanti le testimonianze di ragazzi che non si vergognano nel parlare della loro difficoltà e spero di riceverne altre anche da persone più grandi.

"Ciao, sono Francesco, ho 18 anni e vivo a Parma.
Fino alla seconda superiore non avevo mai parlato della mia balbuzie con nessun estraneo alla famiglia e spesso preferivo stare zitto quando mi venivano i blocchi, così nessuno notava che balbettassi, nonostante che la mia balbuzie non sia grave.
Nessuno, a parte la mia famiglia, sapeva che fossi andato a fare uno di quei corsi organizzati da uno degli istituti specializzati, poi ho trovato il ‘coraggio’ di parlarne a qualche amico. In questa scelta mi ha anche aiutato avere partecipato ad alcuni incontri presso l’Associazione Italiana Balbuzie che ha sede a Cascina.
Adesso dico tranquillamente che vado a fare questo tipo di incontri anche se ne naturalmente lo faccio con chi ho maggiore confidenza.
Balbetto più nelle lingue straniere che in italiano, ma nonostante ciò ho deciso di fare l’ultimo anno scolastico all’estero, in Irlanda. All’inizio non balbettavo perché parlare in inglese non mi veniva subito spontaneo e quindi mi preparavo le cose da dire, ma dopo un mesetto circa ho iniziato a balbettare perché appunto mi veniva spontaneo parlare nella loro lingua.
Anche in Irlanda ho avuto il coraggio di parlare della mia balbuzie e mi ricordo in particolare tre momenti.
Una volta ne ho parlato in classe come esempio di resilienza. Ne avevo già parlato con i miei “genitori” irlandesi e il discorso era venuto abbastanza naturale, partendo dalla caratteristica italiana di gesticolare. L’ultima volta che ne ho parlato è stato con un francese che mi ha chiesto come mai sgranassi gli occhi quando parlavo. Un altro amico, irlandese, rispose che pensava fosse normale fare così quando uno parlava una lingua straniera, ma no, quella era proprio balbuzie.
Recentemente ho litigato con mia sorella che mi ha offeso, senza pensarci, giudicando il mio modo di parlare. Non è tanto quello che ha detto che mi ha offeso ma il fatto che fossi tornato da pochi giorni da uno di quei corsi organizzati. In quel momento non ho neanche trovato le parole per risponderle a tono, così me ne sono andato in camera mia. Però, in un secondo momento, abbiamo chiarito la situazione.
Adesso non utilizzo quasi più parole parassite per nascondere questo mio "difetto", magari si nota di più che balbetto ma mi sento meglio perché non ho più addosso quell'ansia del dover parlare subito che mi attanagliava.
E comunque la mia fluenza sta migliorando anche grazie a questa mia maggiore disinvoltura acquisita man mano che la mia balbuzie non mi imbarazza più così tanto."

Oggi, sabato 20 novembre, è stata la Giornata Mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Noi dell’Aibacom l’a...
20/11/2021

Oggi, sabato 20 novembre, è stata la Giornata Mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Noi dell’Aibacom l’abbiamo festeggiata nel migliore dei modi: ospitando bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni provenienti da ogni parte della Toscana. Ma a volte ne abbiamo anche di molte altre regioni, alcune lontanissime.
La nostra sede di Cascina – pulita e igienizzata, ognuno con la mascherina, termometro e gel per le mani in bella vista, la colomba della pace di Picasso appesa al muro – ha avuto ancora modo di ospitare un incontro di mantenimento della fluenza in presenza.
Non sappiamo fino a quando potremo ancora tenerne, dopo molti organizzati a distanza…
La psicologa Rebecca Cantini e il sottoscritto continueranno la loro attività, in un modo o nell’altro, questo è sicuro.
Per le prossime settimane sono in programma anche gli incontri con gruppi di adolescenti e adulti.
Non sarà facile fermarci...

Balbuzie, uno spunto per riflettere(www.balbuzie.it)Ci è arrivato su Whatsapp un messaggio di Andrea, un ragazzino 13enn...
15/11/2021

Balbuzie, uno spunto per riflettere
(www.balbuzie.it)

Ci è arrivato su Whatsapp un messaggio di Andrea, un ragazzino 13enne. A volte restiamo spiazzati anche noi, rispondere è difficile non conoscendo per niente chi ci scrive e non siamo contenti di noi stessi se ci limitiamo a poche parole d’incoraggiamento.
Ecco il messaggio: “A volte, quando balbetto mentre sto raccontando una cosa qualsiasi, gli altri dopo poco vanno via o cominciano a parlare d’altro fra loro.
Mi sento escluso da tutti perché ho questo peso, la balbuzie.
A volte, quando sono con qualche amico, lui non mi ascolta, non vede l’ora che arrivi qualcun altro e alla fine trova una scusa e mi lascia lì.
Allora mi sento come un cane che viene abbandonato per la strada…”.

Testimonianze simili ne riceviamo diverse, oppure ci vengono raccontate da bambini e ragazzi davanti ai genitori, che ogni volta rimangono sconvolti da queste 'rivelazioni' mai raccontate prima. A volte anche gli adulti aprono il cuore parlando con noi...
Quando chiedo se ne hanno mai parlato con qualcuno, se si sono confidati con un compagno, con un insegnante o almeno con i genitori (con gli amici i più grandi), nove volte su dieci le risposte sono queste, più o meno:
“Ho troppa vergogna a parlarne”.
“Mi prenderebbero ancora più in giro”.
“Mi giudicherebbero un debole”.
“Una volta mi hanno deriso e preso a spintoni”.
“Tanto non gliene frega niente a nessuno”.
Questo riferito ad amici e compagni di scuola.
Oppure, riferendosi invece ai genitori:
“Loro non pensano che balbetti così tanto”.
“Non mi va di dar loro altre preoccupazioni, ne hanno già tante...”
“Dicono che passerà”.

Ecco, vorremmo poter fare di più, vorremmo creare un’organizzazione più efficiente, ma abbiamo bisogno di un numero maggiore di soci per poter assumere almeno una persona per un lavoro part time di segreteria e una psicologa che dia la propria disponibilità per un servizio di ascolto e sostegno a chi si rivolge a noi.
Per la parte puramente tecnica siamo organizzati da anni con i gruppi di mantenimento (bambini, adolescenti e adulti) seguiti gratuitamente da professionisti del settore, uno dei fiori all’occhiello della nostra Associazione (l'altro è il nostro contributo sostanzioso alla ricerca specifica).
Ma sentiamo impellente il bisogno di fare di più...

Si parla di balbuzie.La testimonianza di Aldo, appena 17 anni.Mi aveva autorizzato a mettere nome e cognome, ma trattand...
13/11/2021

Si parla di balbuzie.
La testimonianza di Aldo, appena 17 anni.
Mi aveva autorizzato a mettere nome e cognome, ma trattandosi di minorenne ovviamente non l'ho fatto. Ho tolto anzi anche la città.

"Ciao, sono Aldo e ho 17 anni.
La mia convivenza con la balbuzie nasce all’incirca da quando ho cominciato a parlare e il mio rapporto con essa è stato sempre altalenante. Sono sempre stato consapevole che a chi mi circonda la mia balbuzie non rechi alcun fastidio perciò, non l’ho mai vissuta come un limite. Nonostante ciò, però, ho da sempre cercato di fare qualcosa per migliorare la mia fluenza e infatti oggi posso dire di aver fatto passi da gigante, ricordando come parlavo fin dai primi anni di scuola.
Ma sebbene fossi sicuro di non avere un reale problema limitante, quando arrivava il momento di doverne parlare con qualcuno ecco che il castello delle mie sicurezze crollava. Soprattutto fino a qualche anno fa quando la domanda più comune rivoltami dai miei coetanei era la seguente: ”Ma perché parli così?”. Io, estremamente imbarazzato, accusavo il troppo stress o la tensione per la scuola, senza mai citare la parola balbuzie. In quei momenti avrei voluto sotterrarmi.
Ma da questa estate posso dire di essere cambiato. Ho frequentato il mio primo corso residenziale con altri ragazzi balbuzienti e qui, soprattutto grazie a loro, ho acquistato una vera sicurezza, una reale consapevolezza che la balbuzie non è un male che mi affligge ma una caratteristica della mia persona, da accettare e su cui lavorare. Parlare con loro di balbuzie sembrava la cosa più facile del mondo ma poi, una volta uscito da quella che noi chiamiamo Balbettopoli e ritornato alla vita reale, le cose sembravano potersi fare più complesse. E invece no, stranamente avvertivo la necessità di parlare di balbuzie con qualcuno, ma non solo per mio bisogno, ma anche per quello dell’altro. Ho compreso che il nostro mondo, nel mio caso la scuola, è completamente ignorante su questa tematica. I professori e gli altri compagni non sanno, giustamente, come comportarsi nel momento di un mio evidente blocco, perciò ignorano completamente il problema facendo finta di niente, quando invece parlarne con me sarebbe di grande aiuto per entrambi.
Per questo ho deciso di raccontare alla prof di filosofia un po’ della mia vita scolastica “nascosta”. Le ho raccontato di tutte quelle volte in cui, alla domanda di un professore, io pur conoscendo la risposta non ho alzato la mano perché sapevo che avrei balbettato. Infatti come tramanda lo psicologo Wendell Johnson “La balbuzie è tutto ciò che si fa per non balbettare, essa diminuisce quanto meno si cerca di nasconderla”. Abbiamo discusso sulla rapidità con la quale talvolta, durante una verifica orale, si richiede la risposta immediata dell’alunno (soprattutto nel periodo di DAD dove questo era necessario per attestare la validità dell’interrogazione). Già per uno come me rispondere immediatamente, cercando di non balbettare, è impossibile; in più sapere che questo è necessario aumenta lo stato d’ansia all’ennesima potenza. Ognuno di noi, poiché siamo diversi, ha bisogno di un proprio agio, dei propri tempi e non deve esserci nulla di male in questo.
Un consiglio per i non balbuzienti che mi leggeranno: sappiate aspettare, siate in grado di ascoltare e soprattutto non ignorate il problema pensando che, parlandone, mettereste a disagio il balbuziente. Anzi, è il contrario. La crescita individuale è fondamentale nella vita ma la vera maturità la si raggiunge con il dialogo e con il confronto.
Un messaggio per tutti i balbuzienti dal profondo del cuore: siate voi stessi, non c’è nulla di male in ciò che siete, vivete la vostra vita non ignorando il problema, ma riconoscendolo e andando comunque avanti a testa alta. Se le parole non escono come vorreste va bene lo stesso, questo non influirà assolutamente sul valore della vostra persona. Spesso la balbuzie può rappresentare un limite sul piano linguistico e su questo qualcosa si può fare, ma ripeto, questo non è importante. La cosa fondamentale è che non diventi mai un limite psicologico, perché questo sarebbe un vero problema. Non rinunciate mai a qualcosa solo per la paura di parlare, non rinunciate mai a parlare solo per la paura di balbettare. Cogliete ogni opportunità. Amate mettervi sempre in discussione con gli altri, non avete nulla in meno di loro. Vivete e non abbiate paura di farlo".

22 Ottobre: oggi è la giornata mondiale di consapevolezza sulla balbuzie (Awareness Day).La nostra associazione (www.bal...
22/10/2021

22 Ottobre: oggi è la giornata mondiale di consapevolezza sulla balbuzie (Awareness Day).
La nostra associazione (www.balbuzie.it) l’ha celebrata per molti anni con iniziative in diverse città italiane, dal Nord al Sud, da Lecce o Salerno a Milano, Torino e Asolo, non trascurando il Centro: Roma, Firenze, Pisa…
Nel 2020 e quest’anno non siamo riusciti ad organizzare un evento in presenza per le difficoltà che tutti conosciamo.
A questo link (https://isad.isastutter.org/) potrete trovare informazioni e le iniziative organizzate dall’International Stuttering Association, l’organizzazione mondiale di cui la nostra Associazione è membro attivo.
Si potrà anche registrarsi per poter partecipare ad una conferenza on line.
Chi volesse avere notizie sulle balbuzie potrà trovarle, oltre che sul nostro sito, sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/Aibacom-APS-Associazione-Italiana-Balbuzie-157691207585473) e sulla mia pagina di Presidente (https://www.facebook.com/presidente.aibacom).
Sarò grato a chi vorrà mettere un like alle due pagine.
Nella foto: un Awaeness Day di alcuni anni fa a Roma al Teatro Orione con mille biglietti venduti: conferenza informativa nel pomeriggio e grande spettacolo con Filippo Timi, Nicolò Fabi, Simone Cristicchi, Andrea Pieroni, Kledi Kadiu, Simone Di Pasquale, Roberto Angelini e diversi altri.

Come aiutiamo chi balbetta? In molti modi:– anzitutto facendo informazione e sensibilizzazione su questa nostra caratter...
29/09/2021

Come aiutiamo chi balbetta? In molti modi:
– anzitutto facendo informazione e sensibilizzazione su questa nostra caratteristica poco conosciuta e poco "attenzionata";
– sostenendo, anche finanziariamente, la ricerca specifica (oltre 29.000 euro negli ultimi 14 anni);
– dando vita a gruppi di auto-aiuto, anche se negli ultimi tempi è molto difficile perché le persone preferiscono incontrarsi in chat;
– pubblicando libri;
– inviando il nostro periodico, "Libera la parola" ai soci e non solo;
– programmando incontri di vario tipo per favorire l'informazione e la vita sociale dei soci;
– ospitando gratuitamente da anni, presso la nostra sede, di gruppi omogenei per età al fine di migliorare la fluenza di chi vi partecipa.
Sarò grato a chi vorrà condividere il post.

Era l'ora!Dopo un anno e mezzo di incontri on-line a causa del lockdown, finalmente siamo tornati a quelli in presenza n...
19/09/2021

Era l'ora!
Dopo un anno e mezzo di incontri on-line a causa del lockdown, finalmente siamo tornati a quelli in presenza nella sede della nostra Associazione a Cascina.
Una bella sistemata alla sede, sgombrata una scrivania dove erano appoggiati almeno 400 libri, igienizzati i due ambienti... ed eccoci tornati alla nostra attività, offerta gratuitamente, con gruppi bambini, adolescenti e adulti. Si 'lavora', come molti sanno, per arrivare a una migliore fluenza con persone afflitte da balbuzie.
Ieri era il turno dei più giovani: ne sono arrivati solo 9, da tutta la Toscana, perché altri 7-8 avevano altri impegni. In futuro dovremo fare due turni nello stesso pomeriggio del sabato per dividere i partecipanti in due gruppi omogenei per età.
Aggiungo che erano presenti ragazzini da molte città della Toscana, ma non ve n'era neanche uno della Provincia di Pisa: vero che i romani dicevano che nessuno è profeta in patria ma è assurdo che proprio chi abita a Pisa o addirittura a Cascina sia scettico quando viene a conoscenza che la nostra Associazione si trova proprio qui, in una cittadina di provincia, anziché a Roma, a Milano...
Vaglielo a spiegare che l'affitto di una sede a Roma costerebbe 4 o 5 volte tanto e che, soprattutto, per me non sarebbe facile lavorare praticamente tutti i giorni in una città diversa da Cascina...
www.balbuzie.it

Balbuzie: aneddoti in campeggioAlla fine degli anni ‘90 la nostra Associazione aveva dato vita ad un’iniziativa che risc...
16/09/2021

Balbuzie: aneddoti in campeggio

Alla fine degli anni ‘90 la nostra Associazione aveva dato vita ad un’iniziativa che riscosse un buon successo: per qualche anno, in estate, andammo in vacanza in campeggio. Diverse decine di noi, di tutte le età e anche con la presenza di intere famiglie, partecipavano con gioia a queste spedizioni nel profondo Sud: c’era allora un grandissimo campeggio a Sibari, sullo Jonio, con una spiaggia e una pineta lunghe 7 chilometri.
Ci veniva assegnata un’area tutta per noi, piazzavamo le tende in cerchio e al centro, con qualche variante di anno in anno, facevano la loro comparsa: un lunghissimo tavolo che Rocco usava per incollare la carta da parati, dove mangiavamo ammucchiati pur non standoci tutti; una cucina militare da campo portata da un ragazzo del Napoletano; tende enormi che accoglievano chiunque ne fosse sprovvisto…
Credo che quello di Sibari fosse a quei tempi il campeggio più grande d’Italia: migliaia e migliaia di persone in un’aerea immensa.
Un giorno scomparve il figlio di Massimo, un bambino di 8 anni. Ovviamente i genitori si spaventarono molto e tutti noi, preoccupati, cominciammo a cercarlo. Ma del bambino nessuna traccia. Dopo oltre due ore lo vedemmo arrivare per mano a un giovane del personale. Tirammo un sospiro di sollievo e tutti gli chiedemmo come avesse fatto a trovarci.
E lui, bello tranquillo: “Sono andato all’ingresso, ho chiesto dove erano i balbuzienti e mi hanno portato qui”.
Elementare Watson!

Un’altra volta si segnalò la figlia di Massimo, lei di 13 anni. Eravamo tutti riuniti in cerchio una sera, a giocare, a scherzare, a cantare… una festa insomma, come ogni sera. La ragazzina, approfittando di un momento di silenzio, chiese al padre: “Papà, fino a quale età si può diventare balbuzienti?”. Il padre la guardò sorpreso e rispose: “Mah, credo fin verso i 14 anni…”. E lei ribatté, tutta contenta: “Allora faccio ancora in tempo a diventare balbuziente anch’io?”. Ancora più interdetto il padre le chiese il perché di quelle strane domande e lei: “Perché si sta così bene con voi che voglio balbettare anch’io!”.
De gustibus…

Ultimo aneddoto per questa volta. All’interno del campeggio c’era un buon ristorante e qualche sera alcuni di noi vi andavano per la cena. Quella sera eravamo una ventina. Rocco, un calabrese simpaticissimo sempre pronto a farci divertire, a un certo punto cominciò a raccontare una barzelletta: “In una funivia erano accalcate molte persone. A un certo punto, mentre scendeva lungo un canalone, si staccò un cavo e la funivia rimase pericolosamente in bilico. Uno del personale invitò tutti a spostarsi su un lato e solo un carabiniere rimase al suo posto…”. Avevo notato accanto a noi una coppia di giovani con due bambini, visibilmente seccati per la nostra vivacità. Appena Rocco nominò la parola ‘carabiniere’, notai il padre dei bimbi farsi più attento e più scuro… Rocco intanto terminava la barzelletta: “A questo punto l’inserviente apostrofò il carabiniere: si sposti anche lei, faccia da contrappeso! E il carabiniere: Faccia da contrappeso a me?! Come si permette, faccia da c..o!”. L’uomo accanto noi ormai aveva le orecchie in fiamme ed era visibilmente imbelvito. Ma Rocco volle aggiungere la classica ciliegina: “Sempre stupidi questi carabinieri!”.
Ecco, a quel punto l’uomo, dando un colpo alla mano della moglie che cercava di trattenerlo, si avvicinò al nostro tavolo, si presentò come il brigadiere Cacace (mi sembra) e invitò Rocco a dargli i documenti.
Ci volle tutta la mia diplomazia (una volta un amico mi disse che se mi fossi dato alla carriera ecclesiastica sarei diventato almeno papa…) per calmare il brigadiere. Gli dissi che ero figlio di carabiniere, che il povero ragazzo della barzelletta non era molto normale e per metterci una pietra sopra dovemmo offrire il gelato a tutta la famigliola…

Nella foto: io (naturalmente) mentre mi divertivo da matti. Bei tempi!

Indirizzo

Viale C. Comaschi 100/C
Cascina
56021

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Io e la balbuzie

La balbuzie ha segnato pesantemente la mia infanzia e la mia adolescenza, condizionando sopratutto gli studi e i rapporti con gli altri.

Ho cominciato ad occuparmene dopo i 21 anni, riuscendo faticosamente a raggiungere una buona fluenza solo dopo sei corsi di rieducazione e dopo aver dato vita, quando avevo 27 anni, al primo gruppo di autoaiuto in Italia. Ci incontravamo ogni sabato pomeriggio, con altri giovani della Toscana, a Empoli in una saletta che affittavamo presso l’Hotel Leon d’oro, se ricordo bene.

In seguito, dopo un periodo lavorativo in enti mutualistici, ho frequentato corsi di formazione per conoscere la balbuzie anche dal punto di vista scientifico e ho lavorato come logoterapeuta presso l’unico centro allora esistente dal 1983 fino al 1996.

Intanto, nel 1987, avevo fondato con alcuni amici la prima associazione in Italia che si occupasse di balbuzie: si chiamava “La Lingua Amara” e in seguito, nel ‘96. prese il nome di “Associazione Italiana Balbuzie e Comunicazione” (AIBACOM), divenuta Onlus a partire dal 2006.