31/10/2025
Nella quiete di questi giorni, nei silenzi in cui il mio corpo impara a muoversi lento, nel "sempre meno" che mi rigenera, rare sono le uscite che faccio, scelte con estrema parsimonia ed attenzione.
In questo momento è così, che proprio non ho bisogno di riempire, di affollare le mie giornate, ma di ritmi lenti, di delicatezza, di ritirarmi un po'.
E vado a cantare: canti della tradizione popolare di tutto il mondo, molti trasmessi solo di voce in voce, parole semplici, che parlano di terra, di vita dura, di lotta, di solidarietà, di amori che si aspettano, di donne, di uomini.
Ogni volta impariamo un canto, ma le nostre serate si aprono giocando, improvvisando creativamente, uniti in cerchio, collaborando.
La mia voce si unisce alle altre, l' incanto della polifonia mi immerge in un bagno in acqua calda di memorie ancestrali: momenti già vissuti nei campi, nei villaggi, stretti intorno ad un fuoco, per celebrare, riunire, a sacralizzare.
Torno alla gioia antica di condividere emozioni che abbandonano la parola per farsi suono, ognuno col suo, in corpi che vibrano, diversi ed unici, ognuno con la sua storia.
E tutto e tutti, magicamente, trovano la strada per intrecciarsi, tanti fili che si accordano agli altri creando un' unica trama, voci che soffiano all' unisono.
Allora la mia cura diventa la vita stessa, in ciò che mi concedo, in ciò che fa vibrare la mia Anima, nella Bellezza ed Armonia a cui mi espongo, al mio cuore che si apre, alle lacrime di gioia che scendono inaspettate perché in me gioie e dolori sono liquidi allo stesso modo e proprio non ne vogliono sapere di stare dentro.
La cura per me è sentirmi e sentirla tutta questa benedetta Vita.
🪶 Sara
P.s. Grazie dal profondo del mio cuore a Giulia Attanasio, meravigliosa insegnante della Terra dei Canti ed ai miei compagni/e di avventura✨
Negli spazi accoglienti di Via Baltea 3 a Torino, dove lì fuori è sempre festa.