07/02/2026
Da psicologa, più che chiedermi "era giusto cambiare l'inno?" mi chiedo: che emozione ha generato?
L'inno nazionale non è solo una struttura musicale da rispettare alla perfezione.
E un simbolo.
E i simboli vivono se riescono ancora a parlare alle persone.
Laura Pausini non ha cantato l'inno "come si è sempre fatto".
Lo ha cantato come si canta una canzone dell'anima.
Più intimo, più emotivo...
E proprio per questo, per molti, più vicino.
C'è chi l'ha amata e chi l'ha rifiutata.
È normale: quando tocchi qualcosa di identitario, tocchi anche la parte più profonda di noi.
Per alcuni l'inno è rigidità, forma, tradizione.
Per altri è emozione, pelle d'oca, riconoscimento.
Personalmente mi è piaciuto.
Perché in un evento come l'apertura delle Olimpiadi -
davanti al mondo intero -
la vera bravura di un artista non è eseguire, ma trasmettere.
E l'emozione, quando è autentica, unisce più di qualsiasi perfezione tecnica.
Forse non era "solo" un inno.
Forse era un invito a sentirci parte, ognuno a modo suo.
E anche questo, psicologicamente, è appartenenza I