Elpidio Cecere - Psicologo

Elpidio Cecere - Psicologo Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Direttore del TCE - Therapy Center e Scrittore
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Il Dottor Elpidio Cecere è uno Psicologo Clinico, Direttore Scientifico del TCE - Therapy CEnter e Formatore Riconosciuto a livello Nazionale ha tenuto lezioni nel prestigioso Senato Della Repubblica Italiana. Esperto in Analisi Applicata del Comportamento presso l’Unint(Università degli Studi di Roma). Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione(BECK). L'esperienza acquisita sul campo, nel corso degli ultimi 10 anni di attività gli ha permesso di diventare Responsabile della cooperativa "La luce di una stella", relatore e docente per il Miur, la regione Campania e corsi online, docente del tour "Disablità in Movimento" in tutt'Italia oltre ad essere presidente dell'Associazione Oltre il Limite.

27/02/2026

Tony Pitony e Ditonellapiaga ti hanno sorpreso?

27/02/2026

Succede davvero 🤣

26/02/2026

Metti LIKE se hai pensato alla sua età!

Quanti anni ha?

26/02/2026

Mi metto quello che trovo e mi siedo sul divano…

25/02/2026

Se mi dici “Opera” io mi metto all’Opera!

“Cosa ti ricordi dei tuoi primi 5 anni?”

25/02/2026

La reazione del mio paziente parlando con la sua ansia dopo che gli detto

“L’ansia non si elimina ma bisogna gestirla…”

25/02/2026

Testo che arriva dritto.
Look perfetto.
Lei tagliente, sicura, magnetica.
Ballerine che animano il palco e un ritmo che ti entra sotto pelle.
Performance costruita per restare impressa. Perfetta per l’Eurovision.

Il Festival ha già il suo vincitore?

“Ma ho come l’impressione

Di non potermi controllare

E allora te lo dico (che fastidio!)

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)

L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito

Facciamoci una foto (che fastidio!)

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)

Scambiamoci il numero, ti scriverò

Ma sotto quel sorriso, dico

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!”

24/02/2026

In questo video inedito dell’incendio al Cran Montana colpisce un dettaglio: una ragazza è sulle spalle di un ragazzo mentre il materiale prende fuoco, ma la festa continua come se nulla stesse accadendo.

Dal punto di vista psicologico, il comportamento di un ragazzo di 16-18 anni in una situazione del genere può essere spiegato attraverso diversi fattori tipici dell’adolescenza:

1. Sottovalutazione del rischio

Durante l’adolescenza il cervello è ancora in fase di sviluppo, soprattutto la corteccia prefrontale, responsabile della valutazione del pericolo e del controllo degli impulsi. Questo può portare a:
• percepire il rischio come lontano o improbabile
• pensare “non succederà niente di grave”
• reagire con ritardo davanti a segnali di pericolo

2. Effetto gruppo (conformismo sociale)

In un contesto di festa, con musica alta e tante persone intorno, il comportamento individuale è fortemente influenzato dal gruppo. Se nessuno scappa o mostra panico immediato:
• il ragazzo può interpretare l’evento come “normale” o sotto controllo
• tende a seguire l’atteggiamento collettivo
• si affida inconsciamente alle reazioni degli altri per capire se c’è davvero pericolo

3. Sovrastimolazione e confusione

Musica, luci, adrenalina e distrazione possono ritardare la percezione del pericolo reale. All’inizio il fuoco potrebbe sembrare:
• un effetto scenico
• qualcosa di momentaneo
• parte dell’animazione della festa

4. Sensazione di invulnerabilità tipica dell’età

Molti adolescenti hanno una percezione di “invincibilità” psicologica. Non è incoscienza volontaria, ma una fase evolutiva in cui:
• il bisogno di appartenenza supera la prudenza
• l’emozione prevale sull’analisi razionale
• si tende a vivere il momento senza proiettarsi sulle conseguenza

È importante sottolineare che, in situazioni improvvise, anche molti adulti possono avere una reazione iniziale di blocco o negazione. Il cervello, davanti a qualcosa di inatteso, può impiegare alcuni secondi per “accettare” che ciò che sta vedendo è davvero un pericolo.

Nel caso di un adolescente, questi meccanismi sono ancora più accentuati.

23/02/2026

Quando succedono momenti così, il tempo sembra rallentare. Non è più televisione, non è più scaletta, non è più spettacolo. È qualcosa di umano che irrompe dentro un rituale collettivo.

Sul palco del Festival di Sanremo tutto è costruito, preparato, illuminato. Eppure basta una voce che si spezza per far crollare la scenografia emotiva. Quando Carlo Conti ricorda Pippo Baudo e dice che è il primo Festival senza di lui, non sta solo parlando di un’assenza fisica. Sta parlando di una radice. Di qualcuno che ha rappresentato l’inizio, la guida, la legittimazione.

Perdere un maestro è diverso dal perdere un collega. Il maestro è la prova vivente che tu puoi diventare ciò che sogni. È lo sguardo che ti ha visto quando ancora non eri nessuno. Quando quella presenza non c’è più, resta una gratitudine piena, ma anche un senso sottile di smarrimento. È come se una parte della tua storia non potesse più essere confermata da chi l’ha vissuta con te.

In quei momenti la commozione non è debolezza. È continuità. È il segno che il legame esiste ancora, anche nell’assenza. La voce rotta dice: “Sono qui grazie a te”. E il pubblico lo sente, perché ognuno ha avuto o ha qualcuno che è stato un faro.

L’abbraccio di Laura Pausini aggiunge un altro livello: quando l’emozione trabocca, serve un corpo vicino che la contenga. È un gesto semplice, ma racconta che il dolore non è solitario, che la memoria può essere condivisa.

Forse è questo che rende quei momenti così potenti: non stiamo assistendo al ricordo di un personaggio famoso. Stiamo vedendo un uomo che, davanti a milioni di persone, lascia spazio alla gratitudine e alla mancanza. E in quell’istante, il Festival smette di essere solo uno show. Diventa un luogo in cui le generazioni si toccano, anche quando una non c’è più.



23/02/2026

Vincenzo Schettini, il professore della Fisica si faceva filmare dagli studenti mentre spiegava in classe e pubblicava i video su YouTube; secondo quanto emerso, l’engagement (like, commenti, visualizzazioni) avrebbe avuto un peso nel clima valutativo.

Oggi quei video sono stati oscurati e la vicenda ha acceso polemiche.

Il fattore psicologico centrale non è solo l’uso dei social, ma l’intreccio tra bisogno di riconoscimento, confusione dei ruoli e asimmetria di potere. I social offrono gratificazione immediata e possono spingere a trasformare la lezione in performance.

Quando però chi detiene il potere di valutare coinvolge studenti nella propria esposizione pubblica, si crea una dinamica delicata: anche senza pressioni esplicite, l’autorità può influenzare i comportamenti.

In più, la reazione collettiva di oggi riflette un cambiamento culturale: ciò che anni fa poteva sembrare innovazione ora viene letto alla luce di maggiore sensibilità verso confini, consenso e tutela dei minori.

Cosa ne pensi?





22/02/2026

Vero o Falso?

Carlo Conti, chiede alla giornalista Giorgia Cardinaletti se vuole essere coconduttrice dell’ultimo giorno del Festival di Sanremo insieme a Laura Pausini.

La reazione è vera o falsa?

Basandoci solo sui segnali che descrivi (senza un’analisi tecnica approfondita del video), direi che i segnali sono coerenti con una reazione spontanea, più che costruita.
Vediamo i tre punti 👇

1️⃣ Ripetizione della parola “grazie”
Quando una persona ripete una parola semplice (“grazie, grazie, grazie”), spesso sta:
prendendo tempo per elaborare
regolando un’emozione improvvisa
riempiendo un vuoto cognitivo momentaneo
È un classico segnale di sovraccarico emotivo positivo o imbarazzo autentico.
Chi recita tende ad avere frasi più strutturate, non ripetizioni così automatiche.
👉 Questo punto gioca a favore della spontaneità.

2️⃣ Risata imbarazzata
La risata nervosa compare spesso quando:
non sappiamo se la situazione è seria o scherzosa
siamo colti di sorpresa
vogliamo scaricare tensione
È una risposta fisiologica molto comune. Se la risata è breve, spezzata, non troppo “pulita”, è tipica di un’emozione genuina.
👉 Anche questo è compatibile con autenticità.

3️⃣ Sguardo laterale fuori camera
Questo è interessante. Guardare oltre la telecamera, soprattutto in collegamento, può indicare:
ricerca di conferma visiva
bisogno di capire se l’altro sta scherzando
attivazione cognitiva (“sto davvero vivendo questa cosa?”)
Non è un classico segnale di menzogna. Anzi, in contesti di sorpresa è molto frequente.
👉 Anche questo segnale è coerente con una reazione reale.

🧠 Cosa penso nel complesso?
I tre segnali messi insieme raccontano una dinamica emotiva tipica della sorpresa autentica con imbarazzo positivo.

Attenzione però:
nessun singolo comportamento è una prova assoluta di verità o falsità. L’analisi del linguaggio del corpo funziona solo in cluster (insieme di segnali) e nel contesto.
Nel caso che descrivi, il cluster è coerente con:
- sorpresa
- emozione
- lieve imbarazzo
- elaborazione in tempo reale

Quindi, sulla base dei segnali riportati, direi che è molto probabile che la reazione sia spontanea ❤️

Indirizzo

Piazza Amico, 9 Caserta
Caserta
81100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 18:00

Telefono

+393293655229

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