13/04/2026
In terapia mi capita spesso di incontrare persone che arrivano con disturbi di ansia.
E che nel tentativo di uscirne da soli hanno già messo in atto una serie di strategie molto strutturate: controllano continuamente le sensazioni corporee, evitano alcune situazioni, cercano conferme all’esterno, provano a bloccare o correggere i pensieri.
Il punto è che queste strategie non sono casuali, sono coerenti con il bisogno di proteggersi.
Solo che, nel tempo, finiscono per avere un altro effetto e diventano comportamenti che mantengono il problema invece di eliminarlo.
È così che l’ansia si stabilizza, non tanto per la sua intensità iniziale, ma per il modo in cui viene trattata.
Per questo il lavoro non ha nulla a che vedere col “togliere” l’ansia, ma dal riconoscere con precisione cosa succede subito dopo che si attiva, e da lì iniziare a modificare la risposta.
Se ti riconosci in questo funzionamento, prova a fare un passaggio in più: la prossima volta che senti l’ansia salire, invece di intervenire subito, fermati un momento e osserva quale strategia stai per mettere in atto.
E tu? Ti rivedi nei comportamenti descritti?