Dott.ssa Giuseppina De Cristofaro Psicologa

Dott.ssa Giuseppina De Cristofaro Psicologa Studio di Psicologia e Psicodiagnostica

L’8 marzo non è solo una festa.È la domanda sul mondo che stiamo lasciando alle bambine che cresceranno dopo di noi.    ...
08/03/2026

L’8 marzo non è solo una festa.
È la domanda sul mondo che stiamo lasciando alle bambine che cresceranno dopo di noi.

04/03/2026

Essere madri è correre una maratona senza pubblico!

Ogni mattina, una madre si sveglia e il mondo la vede, semplicemente, “a casa con il bambino”.
Quello che nessuno vede è: nutrire, cambiare, calmare, anticipare, ricordare, pianificare, prevenire.
È una sequenza infinita di micro‑azioni che non si fermano mai, un lavoro invisibile e faticoso, un carico mentale costante, e soprattutto una routine che non ha mai un traguardo definitivo: ogni gesto apre la porta al prossimo, ogni cura genera nuove responsabilità, e il lavoro non si conclude mai davvero!
Davvero c’è ancora chi non lo considera un lavoro?

Illustrazioni di 🤍

Essere romantici oggi è controcultura🫀
03/03/2026

Essere romantici oggi è controcultura🫀

🎤 Le pagelle PSICOLOGICHE di Sanremo 2026!Non è chi canta meglio o peggio, non sto facendo la classifica dei più bravi.H...
27/02/2026

🎤 Le pagelle PSICOLOGICHE di Sanremo 2026!

Non è chi canta meglio o peggio, non sto facendo la classifica dei più bravi.
Ho selezionato chi si mostra davvero sul palco e come il loro modo di stare lì ci parla di emozioni, identità e relazioni con il pubblico.

🌟 Ho creato quattro categorie psicologiche, sfoglia il carosello per scoprirle tutte!

Chi secondo te ha dominato la scena?
Chi ti ha fatto vibrare o riflettere?

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🎤 Le pagelle PSICOLOGICHE di Sanremo 2026 🌟Non è chi canta meglio o peggio, non sto facendo la classifica dei più bravi....
27/02/2026

🎤 Le pagelle PSICOLOGICHE di Sanremo 2026 🌟

Non è chi canta meglio o peggio, non sto facendo la classifica dei più bravi.
Sto leggendo chi si mostra davvero sul palco e come il loro modo di stare lì ci parla di emozioni, identità e relazioni con il pubblico. 😎

Ho creato quattro categorie psicologiche, sfoglia il carosello per scoprirle tutte!

Chi secondo te ha dominato la scena?
Chi ti ha fatto vibrare o riflettere?



26/02/2026

Parlare di salute mentale e di solitudine in pubblico è sempre un atto delicato. Arisa ha citato Mia Martini e l’idea che, se ci fossero stati i social, la sua storia sarebbe stata diversa.

Ma qui bisogna fare una distinzione importante: la morte di una persona non può essere ridotta a un singolo fattore esterno. La fragilità, il dolore, il contesto relazionale e le condizioni psicologiche si intrecciano in modi complessi, spesso invisibili agli occhi degli altri.

Il su!c!d|o non è mai un atto isolato e ridurre questa complessità a “se ci fossero stati i social” rischia di annacquare la realtà di chi lotta con il proprio dolore, facendola sembrare più semplice di quanto non sia. Peggio ancora per coloro che restano e si confrontano con un lutto del genere!

La tecnologia può certamente offrire strumenti di vicinanza e sostegno, ma non sostituisce mai il sostegno umano, la cura professionale e la rete di relazioni autentiche.

Sanremo non è solo un festival di musica: è un palcoscenico che amplifica ogni parola, ogni gesto, ogni tema. Per questo parlare di dolore, vulnerabilità e salute mentale qui richiede consapevolezza, responsabilità e delicatezza.

Se vogliamo parlare di questi temi, dobbiamo riconoscere la complessità del dolore che non può essere semplificata in un principio di causa-effetto!

Video di .it



Tramite la musica possiamo sentire senza difenderci.Perché non stiamo parlando “di noi”.Stiamo parlando di una canzone.(...
25/02/2026

Tramite la musica possiamo sentire senza difenderci.
Perché non stiamo parlando “di noi”.
Stiamo parlando di una canzone.
(Comodissimo, no?)

E tu? Quale è la canzone che senti più tua di questo festival? 👇🏼

23/02/2026

In questi giorni sta circolando il video di Punch, un cucciolo di macaco giapponese dello Ichikawa City Zoo.
È stato rifiutato dalla madre alla nascita e viene ripreso mentre si aggrappa costantemente a un peluche che trascina con sé.

Parto da qui per un motivo preciso: il comportamento che osserviamo non è solo moolto tenero ma è coerente con un sistema biologico che conosciamo bene.

Secondo la teoria dell’attaccamento di John Bowlby, ogni mammifero nasce con un sistema motivazionale che si attiva in condizioni di pericolo, stress o separazione.
La funzione è semplice: cercare prossimità a una figura di riferimento per ristabilire sicurezza.

Nei piccoli, la sicurezza non è un concetto astratto.
È regolazione fisiologica: frequenza cardiaca, livelli di stress, attivazione del sistema nervoso.

Quando la figura primaria è disponibile e prevedibile, il sistema si calma.
Quando manca, il sistema rimane attivo e aumenta la ricerca di contatto o di stimoli che forniscano stabilità.

Nel video vediamo un cucciolo in assenza della madre che mantiene una vicinanza costante a uno stimolo stabile, il peluche. Non è una diagnosi. È un comportamento di ricerca di sicurezza osservabile.

Portato sull’essere umano, il meccanismo è lo stesso:
da neonati non siamo in grado di autoregolarci. Abbiamo bisogno di una figura che ci aiuti a farlo.

Se questa figura è coerente, si costruisce quella che Bowlby definiva “base sicura”: posso esplorare il mondo perché so che posso tornare.

Se invece la presenza è incerta o assente, il sistema può rimanere iperattivato (paura costante di perdere il legame) oppure disattivarsi (apparente autosufficienza emotiva).

Il punto non è il peluche.
Il punto è che l’attaccamento è un sistema biologico orientato alla sicurezza relazionale.

Ed è lo stesso sistema che, nell’essere umano, continua a influenzare il modo in cui viviamo le relazioni anche da adulti.

Molte persone crescono con l’idea che il loro valore sia proporzionale a quanto sopportano, capiscono, risolvono.Se sei ...
17/02/2026

Molte persone crescono con l’idea che il loro valore sia proporzionale a quanto sopportano, capiscono, risolvono.
Se sei “bravo”, sei degno. Se mostri fatica o bisogno, rischi di sentirti in difetto.

Psicologicamente succede sempre la stessa cosa: interiorizzi ruoli che non ti appartengono e reprimi bisogni legittimi.

Questi sei diritti servono a interrompere quel circuito.
Non per ribellione.
Non per egoismo.
Ma per smettere di misurare il tuo valore con il livello di tolleranza o disponibilità verso gli altri.

Quale per te risulta più difficile da mettere in pratica?



Ho passato anni a pensare che l’amore fosse quello che ti travolge, quello che ti fa perdere il controllo, il sonno, un ...
13/02/2026

Ho passato anni a pensare che l’amore fosse quello che ti travolge, quello che ti fa perdere il controllo, il sonno, un po’ di lucidità.
In fondo ci hanno insegnato così: se non ti smuove, non è vero amore. Se non ti destabilizza, non è abbastanza.
Poi cresci. E inizi a chiederti se quella sensazione di costante allerta sia davvero passione o piuttosto abitudine al caos.

La forma adulta dell’amore non assomiglia a un incendio. Assomiglia a una scelta.

Te ne accorgi quando la vita smette di essere leggera e diventa concreta e capisci se accanto hai davvero qualcuno capace di reggere la complessità senza trasformarla in un conflitto.

Forse è meno cinematografica. Sicuramente è meno rumorosa.
Ma quando hai conosciuto abbastanza rumore, inizi a riconoscere il valore di ciò che resta stabile.
E a un certo punto non desideri più qualcuno che ti faccia perdere l’equilibrio.
Desideri qualcuno con cui costruirlo.

“L’importante è che il bambino stia bene.”Se lo senti dire, fermati un attimo.Non perché il piccolo non sia fondamentale...
11/02/2026

“L’importante è che il bambino stia bene.”
Se lo senti dire, fermati un attimo.

Non perché il piccolo non sia fondamentale, ma perché spesso la frase dimentica chi lo ha messo al mondo.
Il corpo, le paure, la stanchezza, la solitudine di una madre non sono dettagli: sono parte della storia.

Un bambino che sta bene cresce meglio quando la madre sta bene. Punto.
Non perfetta. Non instancabile. Sostenuta.
Sostenuta emotivamente, fisicamente, socialmente.
E non sono alternative.
Sono la stessa storia.

💬 E tu, ti sei sentita sostenuta dopo il parto?
Tagga chi pensi possa aver bisogno di questo post🤍

Siamo diventati genitori della TIN prima ancora di essere il papà e la mamma di Carlotta.Carlotta è nata il 22/12.Io l’h...
05/02/2026

Siamo diventati genitori della TIN prima ancora di essere il papà e la mamma di Carlotta.

Carlotta è nata il 22/12.
Io l’ho conosciuta due giorni dopo, alla Vigilia di Natale, nel bel mezzo della terapia intensiva neonatale.

Abbiamo passato lì tutte le feste.
Natale, Santo Stefano, Capodanno.
Mentre fuori il mondo faceva il mondo, noi contavamo saturazioni, grammi presi, respiri regolari, a chiedere ogni volta se “andava tutto bene”. E a tornare a casa senza di lei.

Il nostro battesimo alla genitorialità è stato, come quello di tanti altri genitori che abbiamo conosciuto in reparto, fatto di attese, silenzi, solitudine e protocolli.
In TIN scopri che la genitorialità non inizia sempre con un abbraccio, un fiocco fuori la stanza d’ospedale, o messaggi di auguri.
A volte inizia con l’impotenza, con l’affidamento totale a medici e infermieri pediatrici e con la fiducia forzata nei tempi di un corpo minuscolo.

Prima ancora di sentirci madre e padre, siamo diventati genitori che osservano, aspettano e chiedono permesso.

Eppure, dentro quell’attesa forzata, qualcosa è nato lo stesso.
Non nel modo che avevamo immaginato, non nei tempi che avremmo scelto, ma con una forza silenziosa e ostinata.

Forse è stato questo il nostro primo vero atto di cura: restare.
Restare lì, ogni giorno, anche senza certezze.
E aspettare che Carlotta ci insegnasse come diventare, finalmente, sua madre e suo padre..
anche da dietro un vetro.

Benvenuta.. da adesso in poi sii gentile ed abbi coraggio 🎀

Indirizzo

San Marcellino, Via Napoli N. 36/A
Caserta
81030

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About me

Laureata con Lode in Psicologia clinica all’Università Federico II di Napoli. MASTER IN PSICODIAGNOSTICA CLINICA E GIURIDICO-PERITALE C.I.F.RI.C. S.r.l. Centro Italiano Formazione Ricerca e Clinica in Medicina e Psicologia, Napoli (Italia) MASTER IN ETNOPSICHIATRIA E PSICOLOGIA DELLA MIGRAZIONE Istituto A.T. Beck, Roma (Italia) SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE (in formazione) Istituto A.T. Beck, Caserta (Italia)

PUBBLICAZIONE: De Cristofaro, G. (2017). Lo Stato islamico: Propaganda e Reclutamento 2.0. Edizioni Melagrana, Caserta.

CONFERENZE: Presentazione orale al "15th European Congress of Psychology" Amsterdam, The Netherlands, 11-14 July 2017 Titolo: Community Psychology in a changing world Autori: Convenor: Caterina Arcidiacono Presenters: Donata Francescato, Caterina Arcidiacono, Giuseppina De Cristofaro, Francesca Esposito, Jaqueline Akhurst Discussant: Wolfgang Stark, Liz Cunningham Tematiche: Life changing events; migration, integration, adaptation;

Presentazione orale al "10th European Congress of Community Psychology" Newcastle, England, 18-20 October 2017 Titolo: "Western Women Fighting For Isis: Which Fascination?"