30/08/2018
Arriva subito al dunque Ken Robinson con il suo libro “The Element”! La creatività e il talento non sono un accessorio dell’essere umano, ma una facoltà fondamentale per l’adattamento, tanto quanto l’intelligenza. Non mancano certo gli esempi e le storie di vita “straordinarie” di personaggi famosi, e non, a fare da corredo al messaggio di questo interessantissimo testo. Robinson, inglese e californiano di adozione, è da anni impegnato nel campo dell’educazione e a giudicare da questa pubblicazione e dai numerosi interventi e convegni tenuti in giro per il mondo, proprio non riesce a mandar giù l’idea che l’essere umano accetti di tenere sotto chiave le proprie attitudini e i propri talenti. Responsabili di questa deviazione “obbligata” verso una conformazione più meccanica e produttiva, sarebbero, fin dall’infanzia, la scuola, la famiglia e il gruppo dei pari. Tutto ciò avviene, ovviamente, inconsapevolmente dal momento che l’educazione del singolo rappresenta il microcosmo dell’educazione dell’intera società: se l’intera società, oggi, ha come obiettivo da perseguire quello della produttività e della competizione economica, ecco che, per un “piccolo cucciolo di uomo” non c’è altro avvenire da prospettare se non quello di creare una macchina che produce. Il prezzo? La perdita, o meglio la messa in stand by di quello che Sir Robinson chiama "l’elemento", ovvero quella particolare attitudine che distingue ogni essere umano e che, se stimolato, contribuisce alla vera realizzazione della propria identità e del proprio talento creativo. Musica, pittura, cinema, scultura, cucina, matematica, biologia, geologia, si potrebbe continuare per ore dal momento che quando si parla di talento e di creatività non necessariamente ci si deve fermare al concetto di arte, bensì a qualsiasi area che permetta la naturale e spontanea realizzazione dell’individuo. Il sistema scolastico attuale, per l’autore, altro non è che un precoce e generale “apprendistato” per un avvenire che, a prescindere dal canale professionale, servirà a far girare l’economia; solo i più caparbi, quelli che in tutto e per tutto resistono e si ribellano a qualsiasi forma di strutturazione della propria indole creativa, riescono a vedere il loro “elemento”. Tutti gli altri sono vittime inconsapevoli di un sistema ancora più inconsapevole che, come una macchina ben oleata, non può permettersi intoppi o soste. Molti ci riescono da soli a trovare la loro strada, altri avranno la fortuna di trovare persone (come insegnanti o familiari) che identificano per loro l’elemento permettendogli di dargli vita. Il libro di Ken Robinson è uno spunto a riflettere su come l’essere umano si sia autoimposto un limite all’espressione della propria intelligenza creativa e come, a partire da una rivoluzione del sistema educativo, l’essere umano potrebbe vivere un risveglio che a sua volta potrebbe essere parte della soluzione alle tante forme di malessere psicologico che sempre di più lo sovrastano.