Dr.Francesco Milone Psicoanalista

Dr.Francesco Milone Psicoanalista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dr.Francesco Milone Psicoanalista, Servizio di salute mentale, Via G. Marconi, 37. Na, Casoria.

La psicoanalisi attraverso la sua clinica consente al paziente una ripartenza, una rinnovata soggettività da mettere in gioco nella nostra società contemporanea che si va connotando via via, sempre più complessa nelle relazioni sociali.

ESISTE UNA PAROLA CHE SVELI IL DESIDERIO?Cos'è il desiderio? Nella psicoanalisi lacaniana, il desiderio è concepito come...
01/02/2026

ESISTE UNA PAROLA CHE SVELI IL DESIDERIO?

Cos'è il desiderio? Nella psicoanalisi lacaniana, il desiderio è concepito come un effetto della parola, ossia come la scalfittura, la faglia, la beanza che la parola dell'Altro incide nel soggetto a cui viene destinata.

Lacan dice che si parla sempre a qualcuno e che l'atto stesso di parlare a qualcuno si configura come domanda rivolta all'Altro. Ogni qualvolta qualcuno ci rivolge la parola lascia in noi un segno, modifica il nostro stato, apre una faglia, che spesso può avere il sapore di una ferita. Non a caso si dice che le parole possono ferire.

La parola dunque è sempre domanda e la domanda incide sempre un segno nell'Altro, vi lascia sempre una ferita.

Ora, è proprio nella ferita come effetto della parola che si produce e si articola il desiderio, che, per questo, possiamo dire, ha dunque la struttura della mancanza, la consistenza della ferita.

Non ci può essere desiderio se non a partire dalla ferita, da quella ferita primordiale che Freud ha chiamato castrazione. Il desiderio è la figura della castrazione, della mancanza irriducibile.

Causare il desiderio nell'Altro significa inevitabilmente anche ferirlo un po': non a caso quando ci innamoriamo - l'amore è causato dal desiderio - spesso diciamo: "mi hai colpito al cuore". L'immagine del "colpo di fulmine" è la freccia con la quale Cupido colpisce direttamente il cuore.

Il desiderio è dunque quella ferita ad opera della parola e che ci segna come soggetti: sopportare il desiderio è allora come sopportare una ferita beante: per questo vorremmo guarirla, ossia soddisfare il desiderio, una volta per tutte.

Ma la parola, pur essendo fondamentale nella nostra esperienza, in quanto causa, non può mai esprimere completamente il desiderio del soggetto. Per poterlo nominare, sarebbe necessaria una parola che non funzioni come parola, una parola al di fuori del linguaggio stesso. Una possibilità che è logicamente impossibile!

La domanda causa il desiderio e il desiderio a sua volta causa la domanda, ma, ovviamente senza potervi entrarel Il desiderio, dice Lacan, è sempre "l'aldilà della domanda"

Nonostante ciò, il nevrotico continua a nutrire la speranza che esista un modo per esprimere il proprio desiderio in modo diretto e senza ambiguità. Questa illusione porta ad un incessante tentativo di cercare una parola che possa "svelare" il desiderio, ma ogni tentativo è destinato a rivelarsi vano, poiché il linguaggio stesso è strutturato in modo tale da non poter catturare l'essenza del desiderio. E' per questo che Lacan dice che "il desiderio è articolato, ma non articolabile"

In questo senso, il desiderio rimane sempre parzialmente inafferrabile, sfuggente, intriso di un significato che non può essere completamente articolato.

La frustrazione e l'angoscia che ne derivano sono parte integrante dell'esperienza umana, riflettendo la complessità del nostro rapporto con il linguaggio e con noi stessi.

Il dott. Egidio Errico Psicoterapeuta a Salerno, si occupa di diagnosi e trattamento di disturbi psichici Chiama per prenotare un appuntamento.

29/11/2025

VUOI ESSERE TECNO-PSICOLOGO?

«Sappiate che, nelle profondità dello Stato, oscure officine lavorano alacremente alla messa a punto di un prototipo ancora segreto, destinato a mettere progressivamente da parte gli psichiatri di un tempo: lo psichiatra che, in nome della sua autonomia professionale, resiste alla sua gerarchia; e lo psicanalista geniale, che deve la sua clientela solo al passaparola; e lo psicanalista liberale, che deve rendere conto solo al suo analizzante.
Gli psicanalisti buttateli al secchio! Spazio al techno-psicologo!
Il techno-psicologo non avrà il compito di accogliere ciascuno nella singolarità del suo desiderio: che perdita di tempo! Che pessimo rapporto costi-benefici! E poi, guarire con le parole è stregoneria! No, il techno-psicologo non ascolta, conta, calibra, confronta. Osserva i comportamenti, valuta i disturbi, individua i deficit. Autonomia zero: obbedisce ai protocolli, fa quello che gli viene detto, raccoglie dati, li consegna ai gruppi di ricerca. Gli apparati dello Stato sono presenti fin dai primi passi della sua formazione ( Università ) e lui rimarrà loro sottomesso nel corso del tempo attraverso valutazioni periodiche. La verità è che il tecnico-psicologo non è uno psicologo: è un agente di controllo sociale totale, a sua volta sotto costante sorveglianza. Lo so: sembra fantascienza. Nemmeno Stalin ha osato tanto. Ancora più forte della Stasi: quella metteva microfoni, qui ti collegano direttamente un tecnico al cervello. »
Jacques-Alain Miller
(Polemica: morte agli psichiatri? Le Point, n. 1868, 3 luglio 2008)

CENTRO PSICOANALISI APPLICATA

“Quando Freud silura gli ideali “p. 51 in L’esperienza di Serge Cottet ed Rosemberg & Sellier . [...] Freud , che, secon...
13/08/2025

“Quando Freud silura gli ideali “p. 51 in L’esperienza di Serge Cottet ed Rosemberg & Sellier . [...] Freud , che, secondo Romain Rolland, aveva “ trascorso gran parte della sua vita a distruggere le sue illusioni e quelle dell’umanità “ , si qualificava lui stesso come “distruttore d’illusioni “. Ammettendo che le società occidentali sopravvivono solo attraverso “ideali desolanti” in cui esse confidano sempre, il potere dissolvente della psicoanalisi ha fatto vacillare il loro fondamento. L’ostilità di cui la psicoanalisi è oggetto, nel 1925, risponde al potere iconoclasta di cui Freud si è fatto servitore . La religione , la morale , la filosofia sono “costruzioni di soccorso (“Hilfskonstruktionen”), narcotici destinati a sopportare la vita , altre forme dell’oppio dei popoli. A causa dell’importanza incomparabile data alla vita sessuale “ si scagliarono contro la psicoanalisi come se essa avesse attentato alla dignità del genere umano . Denunciando una società ipocrita con una lezione di “sincerità “ , la psicoanalisi suscita una resistenza nella cultura che ha la medesima struttura di quella del nevrotico: “A causa di queste critiche la psicoanalisi è stata considerata ‘nemica della civiltà ‘ e messa al bando in quanto ‘socialmente pericolosa.

05/08/2025

Studi Lacaniani

Che le suggestioni ricevute durante l’analisi personale non si esauriscano con la conclusione di quest’ultima, che i processi di ristrutturazione dell’Io proseguano spontaneamente nell’analizzato e che tutte le sue successive esperienze vengano utilizzate nel nuovo senso di cui egli si è impadronito. Ciò si verifica effettivamente, e, nella misura in cui si verifica, è quel che rende l’analizzato idoneo a diventare analista.

Sigmund Freud, Analisi terminabile e interminabile – Costruzione nell’analisi, Biblioteca Boringhieri 1937, Torino, 1977, cit., p. 65.

Iung la grande delusione di Freud Già nel 1909, malgrado fossero ancora molto amici, c’era della tensione che serpeggiav...
26/07/2025

Iung la grande delusione di Freud

Già nel 1909, malgrado fossero ancora molto amici, c’era della tensione che serpeggiava sotto il loro rapporto. Un giorno Freud stava rimproverando Jung per il suo interesse nello spiritualismo e lo metteva in guardia dal rischio di essere sopraffatto dalla “marea nera del fango dell’occultismo”. Jung provò una sensazione di caldo bruciante al diaframma e, allo stesso tempo, i due uomini udirono un forte suono proveniente dalla libreria. Jung suggerì che quello fosse un esempio di “esteriorizzazione catalitica”, in risposta alla reazione scettica di Freud, Jung predisse che sarebbe accaduto un secondo evento e infatti si sentì un altro suono che scosse Freud considerevolmente.

Da quel momento le loro strade divennero sempre più separate fino a che si ebbe la rottura definitiva nel 1912 con le dimissioni di Jung da presidente del congresso

Lacan ha detto che un padre è colui che riesce ad unire e non contrappporre il desiderio alla legge.Ma di quale legge si...
21/07/2025

Lacan ha detto che un padre è colui che riesce ad unire e non contrappporre il desiderio alla legge.
Ma di quale legge si parla, in psicoanalisi?
Della legge della castrazione simbolica che sancisce una alleanza con il desiderio

06/07/2025

«Lacan si sbarazza così di ogni concezione ingenua, psicologistica, del linguaggio: il linguaggio non si esaurisce affatto in una facoltà soggettiva che si acquisisce evolutivisticamente mediante l’esperienza e la memoria. All’opposto, l’idea di Lacan sostiene non che l’uomo impari a parlare ma che è il linguaggio che parla l’uomo, nel senso che l’essere dell’uomo dipende strutturalmente dall’orizzonte del linguaggio. Il linguaggio non è dunque un mero strumento della comunicazione ma è un campo, una rete, una struttura che determina il soggetto. È questo il carattere “primordiale” che Lacan, come per Heidegger, non è l’uomo che parla, ma il linguaggio; è il linguaggio che fa l’uomo».

Di Ciaccia, Recalcati, p. 45.

18/06/2025

«C’è forse per un uomo qualcosa di più imbarazzante del corpo di una donna? A tal punto che persino Platone se n’è accorto. Se n’è accorto nel Simposio dove racconta a livello mitico – è molto comodo il mito ed è anche indispensabile – che essi facevano un sol corpo – ma disgraziatamente questo non si è mai più visto, dopo. Freud, cascando nel tranello, ci racconta che Eros è la tendenza verso l’Uno. Ora, tutta la questione sta proprio qui – il reale è, chiaramente, due».

J. Lacan, Il fenomeno lacaniano, in «La psicoanalisi», 24 (1998), pp. 17-18.

Dal post di studi Lacaniani

24/05/2025

«Se il soggetto è quello che io vi insegno, cioè il soggetto determinato dal linguaggio e dalla parola, questo significa che il soggetto, in initio, comincia nel luogo dell’Altro in quanto lì sorge il primo significante. Ora, che cos’è un significante? Ve lo ripeto da abbastanza tempo per non doverlo articolare di nuovo qui – un significante è ciò che rappresenta un soggetto. Per chi? Non per un altro soggetto, ma per un altro significante» [J. Lacan (1964), Il seminario, Libro XI, I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi, p. 193].

Studi Lacaniani

6 Maggio 18566 Maggio 2025Buon compleanno Sigmund Freud
06/05/2025

6 Maggio 1856
6 Maggio 2025
Buon compleanno Sigmund Freud

Postato da Aurora Maria Giusti Quella che Lacan chiamava una rettifica soggettiva, è il cambiamento dell'economia del go...
23/03/2025

Postato da Aurora Maria Giusti

Quella che Lacan chiamava una rettifica soggettiva, è il cambiamento dell'economia del godimento inconscio, è ciò che permette a qualcuno di smettere di incolpare gli altri per le loro miserie nevrotiche e di assumersi la responsabilità da parte propria nel farsi soffrire di fronte alla propria infelicità. L'atto analitico non è qualcosa che fa l'a… Altro...

17/02/2025

Jacques Lacan
"Lontani dalle mete di Freud"

Domanda: Professor Lacan, si sente parlare sempre più spesso di crisi della psicoanalisi: Sigmund Freud, si dice, è un sorpassato, la società moderna ha scoperto che la sua dottrina non basta a comprendere l’uomo, né a interpretare a fondo il suo rapporto con l’ambiente, con il mondo.

Jacques Lacan: Storie.
Primo: la crisi. Non c’è, non può esserci, la psicoanalisi non ha affatto raggiunto i suoi limiti, anzi. C’è ancora tanto da scoprire, nella pratica e nella dottrina.
In psicoanalisi non esistono soluzioni immediate, ma solo la lunga, paziente ricerca dei perché.
Secondo: Freud. Come si fa a giudicarlo superato, se ancora non l’abbiamo interamente capito? Di certo sappiamo che ha fatto conoscere cose nuovissime, mai neppure immaginate prima di lui. Dai problemi dell’Inconscio all’importanza della sessualità, dall’accesso al simbolico alla soggezione alle leggi del linguaggio.
La sua dottrina ha messo in questione la verità, una faccenda che riguarda tutti e ciascuno, personalmente. Altro che crisi.
Ripeto: siamo lontani dalle mete di Freud. Anche perché il suo nome è servito a coprire molte cose, ci sono state deviazioni, gli epigoni non hanno sempre seguito fedelmente il modello, si è creata confusione.
Dopo la sua morte, nel’39, anche certi suoi allievi hanno preteso di fare psicoanalisi in modo diverso, riducendo il suo insegnamento a qualche formuletta banale: la tecnica come rito, la pratica ristretta al trattamento del comportamento, e, come meta, il riadattamento dell’individuo al suo ambiente sociale.
Cioè la negazione di Freud, una psicoanalisi di comodo, da salotto. Lui l’aveva previsto. Diceva: ci sono tre posizioni insostenibili, tre impegni impossibili, governare, educare, e fare psicoanalisi.
Oggi, non importa chi ha responsabilità di governo, e tutti si pretendono educatori. Quanto agli psicoanalisti, ahimè, prosperano. Come i maghi e i guaritori. Proporre alla gente di aiutarla significa il successo assicurato e la clientela fuori dalla porta. La psicoanalisi è altro.

Lacanpertutti,

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