19/04/2026
L'ETICA IN LACAN: NON CEDERE SUL PROPRIO DESIDERIO
Secondo l'analisi di Lacan nel Seminario VII, l'etica della psicoanalisi si fonda su un unico, radicale imperativo: non cedere sul proprio desiderio.
Cedere significa tradire la propria verità più intima, quella che emerge dalla nostra fondamentale incompletezza (la "mancanza-a-essere").
Lacan descrive la "struttura del cedimento" in due modi principali, che in realtà sono due facce della stessa medaglia:
1) Il tradimento di sé, che si verifica quando il soggetto stesso rinuncia a seguire la propria "via", deviando da ciò che intimamente lo muove per paura, convenienza o per conformarsi a un ideale esterno. È un auto-tradimento.
2) La tolleranza del tradimento altrui, che avviene quando il soggetto accetta che un'altra persona significativa (un genitore, un partner, un insegnante o persino un terapeuta) tradisce la sua attesa fondamentale: quella di essere riconosciuto nel suo desiderio, ovvero nella sua "mancanza".
Alla base della "struttura del cedimento sil proprio desiderio" vi è, per Lacan, il conflitto cruciale tra il Bene, imposto dall'Altro, e il Desiderio soggettivo.
Questi è il lcuore dell'insegnamento di Lacan: si cede sul proprio desiderio quasi sempre in nome di un "Bene", quel "Bene" che è sempre qualcosa di esterno, un insieme di norme, valori o aspettative imposte da altri ("lTe lo dico, devi farlo per il tuo bene").
Alla base della pretesa di sapere quale sia il Bene dell'Altro, o di credere che l'Altro sappia quale sia il proprio Bene, c'è sempre l'aspettativa di una soluzione "piena", che miri a riempire ogni vuoto, a saturare la mancanza e a prevenire ogni "falla" nell'esistenza del soggetto. Per sua natura, il Bene è rassicurante e conformista.
Il "Desiderio", al contrario, nasce proprio da quel vuoto, da quella mancanza. Seguire il proprio desiderio significa accettare di essere "mancanti", di non avere tutte le risposte, e agire in conformità con questa verità soggettiva, anche quando è scomoda o va contro le convenzioni.
Per questo, scegliere la via del "Bene" imposto dall'Altro significa inevitabilmente cedere sul proprio desiderio.
Colui che impone il Bene, anche con le migliori intenzioni, si pone come colui che "sa" cosa è giusto per l'altro, negando di fatto l'unicità del suo desiderio.
Lacan è categorico: chi impone il "Bene" è colui che tradisce. Il soggetto del tradimento non è mai il soggetto del desiderio.
L'esempio supremo di chi non cede è Antigone. Le viene offerto un "Bene" chiaro e razionale: salvarsi la vita obbedendo alla legge della città rappresentata da Creonte. E tuttavia, lei rifiuta questo bene in nome del suo desiderio irremovibile: dare degna sepoltura al fratello Polinice, un atto che la definisce nella sua essenza.
Scegliendo di seguire il proprioo desiderio fino alle estreme conseguenze, Antigone si afferma come soggetto etico per eccellenza, anche a costo della vita.
In sintesi, la vera etica, per Lacan, non consiste nel perseguire un Bene Universale e prestabilito, ma nel rispettare e preservare quella "mancanza" fondamentale che ci costituisce, sia in noi stessi che negli altri.
Questo è un monito potente, specialmente per chi si trova in una posizione di influenza (genitore, terapeuta, partner): l'obiettivo non è "riempire" l'altro con il nostro concetto di bene, ma lasciargli lo spazio per far esistere il suo desiderio. L'etica sta nel custodire quel vuoto, non nel tentare di saturarlo.
Egidio T. Errico