01/02/2026
ESISTE UNA PAROLA CHE SVELI IL DESIDERIO?
Cos'è il desiderio? Nella psicoanalisi lacaniana, il desiderio è concepito come un effetto della parola, ossia come la scalfittura, la faglia, la beanza che la parola dell'Altro incide nel soggetto a cui viene destinata.
Lacan dice che si parla sempre a qualcuno e che l'atto stesso di parlare a qualcuno si configura come domanda rivolta all'Altro. Ogni qualvolta qualcuno ci rivolge la parola lascia in noi un segno, modifica il nostro stato, apre una faglia, che spesso può avere il sapore di una ferita. Non a caso si dice che le parole possono ferire.
La parola dunque è sempre domanda e la domanda incide sempre un segno nell'Altro, vi lascia sempre una ferita.
Ora, è proprio nella ferita come effetto della parola che si produce e si articola il desiderio, che, per questo, possiamo dire, ha dunque la struttura della mancanza, la consistenza della ferita.
Non ci può essere desiderio se non a partire dalla ferita, da quella ferita primordiale che Freud ha chiamato castrazione. Il desiderio è la figura della castrazione, della mancanza irriducibile.
Causare il desiderio nell'Altro significa inevitabilmente anche ferirlo un po': non a caso quando ci innamoriamo - l'amore è causato dal desiderio - spesso diciamo: "mi hai colpito al cuore". L'immagine del "colpo di fulmine" è la freccia con la quale Cupido colpisce direttamente il cuore.
Il desiderio è dunque quella ferita ad opera della parola e che ci segna come soggetti: sopportare il desiderio è allora come sopportare una ferita beante: per questo vorremmo guarirla, ossia soddisfare il desiderio, una volta per tutte.
Ma la parola, pur essendo fondamentale nella nostra esperienza, in quanto causa, non può mai esprimere completamente il desiderio del soggetto. Per poterlo nominare, sarebbe necessaria una parola che non funzioni come parola, una parola al di fuori del linguaggio stesso. Una possibilità che è logicamente impossibile!
La domanda causa il desiderio e il desiderio a sua volta causa la domanda, ma, ovviamente senza potervi entrarel Il desiderio, dice Lacan, è sempre "l'aldilà della domanda"
Nonostante ciò, il nevrotico continua a nutrire la speranza che esista un modo per esprimere il proprio desiderio in modo diretto e senza ambiguità. Questa illusione porta ad un incessante tentativo di cercare una parola che possa "svelare" il desiderio, ma ogni tentativo è destinato a rivelarsi vano, poiché il linguaggio stesso è strutturato in modo tale da non poter catturare l'essenza del desiderio. E' per questo che Lacan dice che "il desiderio è articolato, ma non articolabile"
In questo senso, il desiderio rimane sempre parzialmente inafferrabile, sfuggente, intriso di un significato che non può essere completamente articolato.
La frustrazione e l'angoscia che ne derivano sono parte integrante dell'esperienza umana, riflettendo la complessità del nostro rapporto con il linguaggio e con noi stessi.
Il dott. Egidio Errico Psicoterapeuta a Salerno, si occupa di diagnosi e trattamento di disturbi psichici Chiama per prenotare un appuntamento.