04/01/2026
GENITORI, STIAMO SBAGLIANDO INTERRUTTORE!
C'è un errore di base nell'atteggiamento educativo di molti genitori cresciuti nell'epoca dell'inganno digitale. C'è un'interpretazione sbagliata della vitalità del bambino, che da auspicata tensione verso la salute ("il bambino è vivo e vitale!") sta diventando un intralcio ed un fastidio per la quiete dei genitori.
I bambini hanno bisogno di esperimersi tramite il loro caos creativo, tramite giochi di fantasia e di ruolo; hanno bisogno di correre e di farsi male per imparare il loro corpo, hanno bisogno di gustare, di protestare, hanno bisogno di faticare a pensare e ad aspettare. Hanno bisogno di immaginare, di sognare, di sentire la privazione e di conquistare.
L'immersione della mente bambina nell'inganno digitale li sta spegnendo, sta depotenziando le funzioni cognitive, fisiche ed emotive.
Molti genitori stanno utilizzando il digitale per addomesticare i figli, per non farli protestare, per non avere fastidio.
Stiamo uccidendo gradualmente più generazioni e gli effetti sono già evidenti: boom di diagnosi neuropsichiatriche, incremento esponenziale di adolescenti nei servizi sanitari psichiatrici.
Stiamo suicidando presente e futuro.
Lasciamo che i bambini gridino, lasciamo che ci diano fastidio, portiamoli all'aperto. È rassicurante vederli incollati ai videogiochi o sui social, ci calma l'ansia. Ma la nostra assenza peserà per tutta la vita e questo vuoto sarà riempito da fantocci elettronici.
Per questo occorre che si spenga l'interruttore giusto: quello delle tecnologie, non quello della vitalità.