La preposizione

La preposizione In principio era la relazione. Alla fine, saranno ancora la relazioni.

04/03/2026

Quanto tempo passi in natura?

I giorni in cui lavoro da casa, prima o dopo pranzo esco a passeggiare con Otta. Per circa un'ora camminiamo in collina in silenzio - lei annusando, io guardandomi intorno e srotolando i pensieri.

Per quanto io preferisca - e di molto - le giornate in presenza a quelle in remoto, devo ammettere che di questa passeggiata sto iniziando a sentire talmente la necessità da avvertirne la mancanza ogni qual volta non lavoro da casa.
Del resto, come scrive Andrea Bariselli, "stare nella natura non è solo un gesto fisico, è un atto mentale".

Il cervello umano non è progettato per l'iperstimolazione continua a cui lo sottoponiamo. L'esposizione a un ambiente naturale, anche solo per 15 minuti, ci permette di ripristinare le risorse cognitive ed emotive.
Stare in natura riduce stress e ansia; migliora attenzione, concentrazione e regolazione emotiva; aumenta creatività, flessibilità cognitiva e problem solving; favorisce il contatto sociale.

Insomma, se puoi, cerca di fare ogni giorno (o quasi) una passeggiata tra i filari, nel bosco, in spiaggia o al parco.
Ne abbiamo bisogno - ancor di più di questi tempi.

Sentiamo spesso parlare di attaccamento sicuro, evitante o ambivalente in riferimento a persone adulte - per altro come ...
25/02/2026

Sentiamo spesso parlare di attaccamento sicuro, evitante o ambivalente in riferimento a persone adulte - per altro come se si trattasse di pattern che possiamo riconoscere in autonomia, in noi e nel/nella partner.

L'attaccamento adulto esiste, ma "funziona" in modo diverso da quello infantile.
Inoltre, ha una sua specifica categorizzazione e può essere valutato attraverso strumenti appositi.

L'AAI (adult attachment interview) è appunto uno strumento di analisi e valutazione dell'attaccamento adulto.
Consiste in un'intervista che raccoglie la storia relazionale infantile e ne esplora la rappresentazione mentale.
Può essere uno strumento prezioso nei percorsi psicologici ma non fornisce una diagnosi o un'etichetta personale.

Per approfondire, puoi leggere qui:

Qui è dove spiego cos’è il dialogo socratico e come lo utilizzo nei percorsi di consulenza HR e di formazione

Una delle domande che sto ricevendo più spesso, negli ultimi mesi, è: cosa fa una psicologa? cosa significa fare un perc...
11/02/2026

Una delle domande che sto ricevendo più spesso, negli ultimi mesi, è: cosa fa una psicologa? cosa significa fare un percorso di supporto psicologico?

Ho provato a rispondere con un blog post, spero di esserci riuscita:

Qui è dove racconto cos'è e come funziona un percorso di consulenza filosofica

Filosofia, pedagogia e psicologia sono spesso concepite come antagoniste.Io invece credo che siano discipline sorelle e ...
28/01/2026

Filosofia, pedagogia e psicologia sono spesso concepite come antagoniste.
Io invece credo che siano discipline sorelle e che la loro integrazione possa essere preziosa.

Ci credo talmente che non solo le ho studiate tutte e tre, ma ho anche scelto di fare di tutte e tre una professione.
Consulente filosofica, formatrice e psicologa: ebbene sì, questa è la mia job title.

Lo racconto bene (spero!) nel nuovo sito:

Piacere, sono Francesca Di Cesare, psicologa ad Aosta, anche filosofa e formatrice, impegnata nell’ambito delle relazioni umane.

06/01/2026

Mi (ri)presento.

Piacere, sono Francesca - Fra, fra, la preposizione.

Sono una formatrice, consulente filosofica e psicologa. Mi occupo principalmente di relazioni.
Integro strumenti, discipline e ambiti professionali diversi perché credo che per svolgere una professione di cura occorra saper accogliere e rispettare la complessità dell'umano (e del reale).

Questa è la mia terza vita professionale, iniziata nel 2020 con l'apertura della partita iva e la nascita del progetto La preposizione.
Nella seconda sono stata educatrice, in prevalenza nell'ambito minori e famiglie. Nella prima sono stata drammaturga e trainer per una compagnia teatrale.
Nel mio cammino, ho seguito sempre un'unica stella polare: le persone e le relazioni tra loro.

Mi occupo di benessere lavorativo, legami familiari, percorsi di vita, mondi filosofici e fioritura.
Lavoro (online e in presenza) con individui, coppie, famiglie e con scuole, servizi educativi ed ETS.
Offro supporto psicologico e alla genitorialità, consulenza filosofica, formazione e consulenza HR.

Credo nella curiosità, negli errori, nel pensiero critico e nella consapevolezza. Mi impegno per praticare delicatezza e divertimento in tutto ciò che faccio.
Adoro studiare, passeggiare con Otta, leggere romanzi, chiacchierare. Per pensare, vado in montagna.

26/11/2025

Mi sono fatta un upgrade.
Lunedì scorso, dieci anni e mezzo dopo la laurea in Psicologia, ho dato l'esame di abilitazione.
E ieri - il giorno del mio compleanno - ho ricevuto l'esito, che è positivo.

Intanto, ho fatto l'upgrade pure al mio ufficio, che ora è proprio lo studio di una psicologa.
E ho preparato l'upgrade del sito web, che è anche un upgrade dei servizi.

Quindi, dall'anno prossimo lo studio sarà aperto, il sito sarà online e i nuovi servizi saranno attivi.
Nel frattempo, restano (e resteranno) disponibili formazioni, supervisioni e consulenze - individuali e per ETS, servizi educativi e scuole.
Per info, richieste e prenotazioni, puoi scrivere a fra@lapreposizione.com

24/10/2025

Non puoi saperlo.

Martedì mattina ho iniziato un percorso di supervisione con l'équipe di un centro diurno.
Ragionando su un episodio, abbiamo affrontato una questione che chi lavora in ambito educativo conosce bene: la tendenza a supporre di sapere l'altro.

Fare un mestiere di relazione è (anche) interpretare parole, gesti e azioni delle altre persone. Dedurne i motivi e i ragionamenti. Anticiparne le possibili reazioni. Talvolta, addirittura presumerne la storia.
Questo meccanismo è inevitabile: non possiamo smettere di cercare di capire le altre persone. Dobbiamo però tenere a mente che tutto ciò che supponiamo è soltanto una nostra ipotesi.
Cosa intendeva dire Tizia con quella frase, perché Caio si è comportato in quel modo, come reagirà Sempronia a quella comunicazione... non lo sappiamo. Non possiamo saperlo.
Per (avvicinarci a) scoprirlo, chiediamolo a loro.

Facciamo domande e lasciamoci stupire dalle risposte.

07/10/2025

Come stai vivendo il tuo tempo?

Ricorriamo a strumenti che deumanizzano il tempo: lo rappresentano in un modo che ha poco a che fare con la nostra esperienza e con il nostro funzionamento. Lo dividono in ore, giorni, settimane e mesi convertiti graficamente in spazi (righe, slot, caselle) da riempire.
Ma quegli spazi sono tempo. E per ciascuna di noi esiste soltanto un tempo: il suo tempo, il tempo della sua vita.
Il tempo non è una sequenza di spazi da riempire con cose (attività, compiti, abitudini, esperienze) di due tipi (lavorative e personali). Il tempo è vita da vivere.
E allora invece di preoccuparci di come gestire, organizzare e ottimizzare il tempo per poter fare meglio e/o di più, possiamo occuparci di cosa fare del tempo che ci è dato vivere.

Questo è un estratto della newsletter di settembre, in cui ho proposto una breve riflessione sul rapporto con il tempo.
Se ti interessa ragionare sul tuo sistema di relazioni, puoi iscriverti a frammenti - la mia newsletter - cliccando qui:

Ci vediamo a fine mese nella tua casella di posta elettronica. Intanto, a breve riceverai una mail di benvenuto. Se non la vedi, cercala nella spam.

26/09/2025

Amo il mio lavoro e voglio poter dire di essere stanca.

Chi fa un lavoro che ha scelto, e ancor di più chi fa un lavoro che ha costruito, viene spesso additata dall'esterno come fortunata.
Seppur la fortuna possa aver giocato un ruolo - di certo insieme ad altri fattori - questa non deve diventare un motivo per silenziare difficoltà e momenti critici.
Anche i lavori che abbiamo scelto o costruito, persino i lavori che amiamo, implicano talvolta condizioni avverse, situazioni complesse, periodi delicati.

Capita che, rispetto al mio lavoro, io mi senta sconfortata, sopraffatta, inadeguata, demotivata, incerta. O, più spesso, semplicemente stanca.
E voglio poterlo dire. Voglio poter rispondere con onestà alla domanda: come stai? come vanno le cose?

La mia stanchezza non è in alcun modo in contraddizione con il fatto che faccio un lavoro che ho scelto e mi sono costruita su misura.

16/09/2025

Solo un piccolo promemoria gentile per te, per me, per noi.

Se anche tu, come me, stai preparando o vivendo un cambiamento professionale, ricordati che:
• i cambiamenti richiedono tempo e fiducia,
• spesso mettere a fuoco la direzione è il passo più complesso,
• talvolta consideriamo traguardi quelli che poi si rivelano solo tappe intermedie,
• la paura va ascoltata: ha sempre cose importanti da dirci e sovente è un buon metro di importanza.

Se stai costruendo un nuovo progetto o modificando la tua offerta di servizi o ripensando il tuo modello di business o trasformando la tua identità professionale o aggiustando il rapporto con il tuo mestiere o scalpitando per fare un salto evolutivo, allora sappi che faccio il tifo per te.

09/09/2025

Quest'estate, ho trascorso circa sei settimane in montagna. Dal 29 luglio al 6 settembre, per la precisione.

Non è stata una vacanza. Ho lavorato - poco, ma ho comunque lavorato.
Ho fatto colloqui, consulenze, riunioni. Ho predisposto un piano formativo e visionato dei materiali. Ho seguito due corsi, scritto la newsletter, aggiornato il sito, iniziato a ragionare sul 2026.

Insomma, ho mantenuto la mia "normale" routine, solo modificando le proporzioni: meno lavoro e studio, più sonno e pensiero; meno sedie e schermi, più romanzi e movimento; meno spazi chiusi, più prati e boschi.

Per farla breve: ho cambiato contesto e ho rallentato.
Non è stata una vacanza, eppure pare abbia funzionato, visto che sono tornata vibrante di energie e idee.
E forse è la prima estate (da partita iva) che succede, a riprova del fatto che avere tempo (e modo) di riposare non basta a riaccenderci.

03/09/2025

Amo il mio lavoro e non sempre mi appassiona.

Crediamo che chi fa un lavoro che ha scelto e costruito debba avere con quel lavoro una relazione sempre appagante.
Talvolta lo crediamo persino noi, tanto da sentirci a disagio quando non è così.

Eppure, la normalità è un'alternanza di stabile tranquillità, sconfortante stanchezza ed entusiastico slancio. Come per tutte le relazioni, del resto.

Non sempre il mio lavoro mi appassiona.
Talvolta perdo la passione, per noia o dubbio o fatica. Ma poi, presto o tardi, la ritrovo. Per poi perderla ancora, e di nuovo ritrovarla.
E in questo ciclo, il mio lavoro continuo ad amarlo. E no, non c'è contraddizione.

Indirizzo

Casteggio

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