Studio di Logopedia Dott.ssa Caterina Cataldi

Studio di  Logopedia Dott.ssa Caterina Cataldi Ricevo a Bologna, Castel Maggiore Castenaso e Budrio, per info. contattare il 3928387497 / caterina.cataldi@alice.it

Questa è la foto finale di una bellissima formazione : “la disartria evolutiva nella trisomia 21”. Un percorso prezioso,...
13/04/2026

Questa è la foto finale di una bellissima formazione : “la disartria evolutiva nella trisomia 21”.
Un percorso prezioso, guidato dalla Dott.ssa Caterina Apruzzese, dedicato a tutto il gruppo di logopediste coinvolte nel progetto Guarda Come Cresco.

Un progetto che accompagna i bambini con trisomia 21 dalle primissime fasi della vita, fino all’ingresso nella scuola primaria, con uno sguardo attento, competente e profondamente umano.

Questa formazione nasce da un bisogno reale: comprendere sempre meglio come sostenere le difficoltà, ma soprattutto come guardarle da prospettive nuove.
Perché ogni nuova conoscenza è un paio di occhiali in più: ci aiuta a vedere meglio, a cogliere dettagli, a fare scelte più consapevoli.
E anche a fermarci, prenderci il tempo per approfondire ciò che davvero conta.

Grazie alla per aver sostenuto questo percorso e alla Dott.ssa per averci accompagnate con competenza e sensibilità in questo importante momento di crescita.

Ci sono domande che sembrano organizzative, ma in realtà raccontano molto di più.Una di queste è: è giusto tenere i geni...
07/04/2026

Ci sono domande che sembrano organizzative,
ma in realtà raccontano molto di più.

Una di queste è:
è giusto tenere i genitori in stanza durante la terapia?

Negli anni mi sono fatta un’idea.
Ma prima ancora, ho iniziato a farmi delle domande.
Che cosa significa davvero “prendersi cura” di un bambino?
Possiamo pensarlo come qualcosa di separato dalla sua famiglia?
Possiamo lavorare sulle sue funzioni… senza considerare le relazioni in cui quelle funzioni vivono?

Negli ultimi anni, in ambito pediatrico e riabilitativo, si è sviluppato sempre di più il modello della Family Centered Care.
Un approccio che non mette al centro solo il bambino,
ma il sistema in cui cresce.

La letteratura ci dice che il coinvolgimento della famiglia: non solo facilita l’aderenza al trattamento,
ma migliora la generalizzazione nella vita quotidiana
e sostiene la competenza genitoriale.

E questo, soprattutto nei bambini piccoli, fa la differenza.
Questo significa che tenere i genitori fuori sia sempre sbagliato?
No.

Ci sono situazioni complesse,
dinamiche delicate,
momenti in cui il terapeuta può avere bisogno di creare uno spazio diverso.
Ma se allarghiamo lo sguardo,
l’idea che la separazione favorisca autonomia e crescita trova poco supporto nelle evidenze,
soprattutto nella prima infanzia.

L’autonomia non nasce dall’assenza.
Nasce da una presenza che sa accompagnare.
Per questo, nella mia pratica, scelgo di tenere la famiglia dentro.
Non come spettatrice, ma come parte attiva del percorso.
Perché quello che accade in terapia
ha senso solo se può continuare fuori.
E fuori, il bambino non è mai da solo.

Mi piacerebbe sapere come lo vivete voi,
da professionisti o da genitori.





Ci sono cose che per me sono sempre state automatiche.  Poi, lavorando, mi sono accorta che non lo sono per tutti.Una di...
01/04/2026

Ci sono cose che per me sono sempre state automatiche. Poi, lavorando, mi sono accorta che non lo sono per tutti.

Una di queste è molto semplice:
non entro nella bocca di un neonato che piange.

Non è solo una questione di “dolcezza”.
È prima di tutto una scelta clinica.
Quando un lattante piange, il suo corpo cambia davvero.
La lingua tende a retrarsi e irrigidirsi, spesso si solleva posteriormente.
Il pavimento orale perde la sua morbidezza e si attiva in modo difensivo.
Le tensioni aumentano in tutto il distretto oro-facciale.
La coordinazione suzione-deglutizione-respiro si altera.
In quel momento, quello che stiamo osservando non è più la sua organizzazione funzionale reale,
ma una risposta di stress.

Eppure, ancora oggi, si sente dire:
“Se piange, vedo meglio”.
In realtà vediamo qualcosa, sì.
Ma non è la sua verità.

E poi c’è un altro aspetto, ancora più profondo.
La bocca è un organo di memoria potentissimo.
È esperienza.
È relazione.
Quello che accade lì dentro non è mai neutro.
Viene registrato, associato, ricordato.
Anche una valutazione può lasciare una traccia.

Per questo, quando un bambino è agitato, mi fermo.
Aspetto. Cerco il suo tempo.
Perché in quel momento non sto solo “valutando”.
Sto entrando in uno spazio estremamente delicato.
E quella, per me, è fiducia.

E tu, come vivi questo momento nella tua pratica?




Nel nostro lavoro non dovrebbe esistere la logica del “tenersi i pazienti”.Prendersi cura significa anche sapere quando ...
17/03/2026

Nel nostro lavoro non dovrebbe esistere la logica del “tenersi i pazienti”.

Prendersi cura significa anche sapere quando è il momento di passare il testimone.
Significa fidarsi di altri professionisti.
Significa lavorare perché il percorso continui, anche quando non passa più dalle nostre mani.

La cura vera non è una gara tra professionisti.
È una rete che tiene i bambini e le famiglie al centro.

Qualche mese fa seguivo un bambino con trisomia 21 e difficoltà importanti nell’alimentazione.
Stavamo facendo un bel lavoro insieme, ma la distanza rendeva tutto complesso per la famiglia.

Così abbiamo deciso di cercare una collega più vicina a loro. Una professionista di cui avevo stima e fiducia.

Qualche mese fa ci siamo incontrate a un congresso.
E lei mi ha consegnato due piccoli biglietti.
Dentro c’era la lista di tutte le cose che quel bambino oggi riesce a mangiare.
Dentro c’era tutta la CURA!




Era davvero difficile da vedere…oppure non sempre è facile renderlo visibile?Molti frenuli linguali non sono evidenti qu...
13/03/2026

Era davvero difficile da vedere…
oppure non sempre è facile renderlo visibile?

Molti frenuli linguali non sono evidenti quando la lingua è a riposo.

Spesso diventano più chiari solo quando la lingua viene sollevata e quando si osserva la funzione.

Per questo la valutazione non dovrebbe fermarsi all’aspetto anatomico.

È importante osservare come la lingua si muove, come si solleva e come lavora durante la suzione.

Perché “funziona abbastanza” non è la stessa cosa di “funziona bene”.

E quando una funzione lavora con fatica, il corpo compensa.

Il problema è che i compensi, nel tempo, possono avere un costo.




logopedia

Respirare dal naso non serve solo per respirare.Serve anche per sentire davvero i sapori.Molti bambini che respirano abi...
10/03/2026

Respirare dal naso non serve solo per respirare.Serve anche per sentire davvero i sapori.

Molti bambini che respirano abitualmente con la bocca aperta, spesso a causa di adenoidi ingrossate o ostruzione nasale, possono avere una percezione alterata degli odori.

E quando l’olfatto funziona meno… anche il sapore del cibo cambia.

Gran parte di ciò che percepiamo come “gusto” dipende infatti dall’olfatto:se il naso è chiuso o infiammato, gli odori arrivano con più difficoltà ai recettori olfattivi e il cibo può sembrare più “piatto”, meno interessante.
A volte dietro a un bambino definito “selettivo” o “difficile con il cibo” può esserci anche questo.

Per questo durante la valutazione è importante osservare non solo come il bambino mangia, ma anche come respira.

Perché respirazione, olfatto e alimentazione fanno parte dello stesso sistema.

E aiutare un bambino a respirare meglio significa spesso aiutarlo anche a scoprire nuovi sapori.




Oggi non abbiamo partecipato a una formazione, l’abbiamo scelta. Noi, logopediste del Progetto Guarda Come Cresco, abbia...
27/02/2026

Oggi non abbiamo partecipato a una formazione, l’abbiamo scelta.
Noi, logopediste del Progetto Guarda Come Cresco, abbiamo fortemente voluto questo incontro con la Dottoressa Caterina Apruzzese e la ha sostenuto come sempre i nostri bisogni.

C’è una frase che ci siamo ripetute tante volte stamattina: “Vedi solo quello che sai.”

E allora abbiamo capito che il primo passo, quello più scomodo e più necessario, è proprio questo: accorgersi di quello che non si sa.
Sono arrivate conferme, e sono state carezze.
Sono emerse mancanze, e sono state scosse.
Entrambe necessarie.

Perché è solo quando riconosci i tuoi confini che puoi decidere di superarli.
Abbiamo scelto di aprire quello che qualcuno potrebbe chiamare un vaso di Pandora. Ma la verità è che dentro non abbiamo trovato solo dubbi.
Abbiamo trovato possibilità: possibilità di crescere, possibilità di vedere meglio, possibilità di fare meglio.

Per i nostri bambini, che meritano mani consapevoli, sguardi allenati, scelte pensate.
E meritano professionisti che continuino a chiedersi, ogni giorno:
“Perché lo sto facendo?”

Un grazie autentico alla Dott.ssa , per aver accolto i nostri dubbi, senza mai ridimensionarli,per averci accompagnate con competenza e rispetto e per averci ricordato che la conoscenza non è mai un punto di arrivo, ma un atto di responsabilità.

Quello che nascerà da oggi, dipenderà solo da noi.
Ma oggi, intanto, abbiamo iniziato a scavare, domani forse semineremo e poi staremo a guardare 🥰

Ci sono fatiche che chi lavora con i bambini nei primi mesi di vita conosce bene.La fatica di sostenere famiglie in mome...
16/02/2026

Ci sono fatiche che chi lavora con i bambini nei primi mesi di vita conosce bene.

La fatica di sostenere famiglie in momenti delicati.La fatica di prendere decisioni cliniche che avranno conseguenze importanti nel tempo.La fatica, a volte, di non avere uno spazio reale di confronto con altri professionisti che si occupano dello stesso ambito.

Nel territorio di Bologna e provincia esistono molte realtà che lavorano con grande competenza nell’ambito delle funzioni orali precoci: allattamento, deglutizione, preparazione allo svezzamento, accompagnamento delle famiglie nei primi mesi di vita.
Eppure, non sempre abbiamo occasioni per incontrarci davvero.
Qualche giorno fa, alcune di queste realtà hanno scelto di farlo.

È stato un primo momento di confronto autentico, dal quale è emersa in modo molto chiaro la necessità di rafforzare la rete tra professionisti, di costruire un linguaggio sempre più condiviso e di rendere il nostro lavoro maggiormente collegato e accessibile.
Perché quando la rete esiste, le famiglie lo sentono.E il loro percorso diventa più sostenuto.

Se sei un libero professionista che opera a Bologna e provincia nell’ambito della presa in carico del bambino tra 0 e 12 mesi, in particolare nelle funzioni orali, e senti il valore di questo tipo di confronto, puoi scriverci. Saremo felici di accoglierti.

E se ti va, puoi anche condividere la tua esperienza: quali sono oggi le principali criticità che incontri nel tuo lavoro in questo ambito?

La rete esiste solo se continuiamo a costruirla.




Questo post cade a pennello nella settimana che precede la Giornata Mondiale della Motricità Oro-Facciale (17 febbraio)I...
09/02/2026

Questo post cade a pennello nella settimana che precede la Giornata Mondiale della Motricità Oro-Facciale (17 febbraio)

Il tema di quest’anno è chiarissimo:
“Terapia miofunzionale orofacciale: molto più che semplici esercizi.”

Gli esercizi non sono standardizzati.
Non esiste un elenco valido per tutti.

Ogni persona porta con sé genetica, esperienza, compensi e adattamenti funzionali.

È la valutazione clinica accurata a guidare il progetto terapeutico.

Gli esercizi vengono selezionati, adattati e modificati in base alle caratteristiche funzionali della persona.

👉 È il progetto terapeutico a guidare la scelta degli esercizi.
👉 Non il contrario. E a voi é mai capitato? Raccontatemi … 🥰


Indirizzo

Via Primo Maggio 16 A/b Loc. Primo Maggio
Castel Maggiore
40013

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