Annalisa Caravaggi Nutrizionista

Annalisa Caravaggi Nutrizionista Migliora salute e benessere attraverso un’alimentazione antinfiammatoria personalizzata!

Quante volte ti è capitato di evitare un dolce…non perché non ti andasse,ma perché sai già come ti sentiresti dopo?Panci...
08/05/2026

Quante volte ti è capitato di evitare un dolce…non perché non ti andasse,
ma perché sai già come ti sentiresti dopo?

Pancia gonfia.
Pesantezza.
Quella sensazione che “forse non era il caso”.

Il problema non è il dolce in sé: conta come viene fatto e in che contesto viene assunto.

In questa ricetta trovi ingredienti strategici come:

🌰 Farina di mandorle → ricca di omega 3 e fibre

🍓 Fragole → naturalmente dolci, ma più leggere

🍋 Limone → supporta digestione e da un senso di freschezza

🚫 Senza glutine e senza lievito → da meno senso di gonfiore

👉 Quando un dolce è strutturato così, cambia completamente la risposta del corpo dopo averlo mangiato.

Questa torta è perfetta se tendi a:

gonfiarti facilmente
sentire pesantezza dopo i pasti
evitare i dolci per paura di stare male dopo
📝 RICETTA

Ingredienti

• 3 uova
• 150 g farina di mandorle
• 15 g amido di riso
• 50 g zucchero di canna integrale
• 30 ml olio extravergine d’oliva delicato
• scorza di 1 limone bio + 2 cucchiai di succo
• 60 g fragole a pezzetti
• ½ cucchiaino bicarbonato
• 1 pizzico di sale

Procedimento

1️⃣ M***a le uova con lo zucchero per 3–4 minuti fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

2️⃣ Aggiungi olio, scorza e succo di limone e mescola.

3️⃣ Incorpora farina di mandorle, amido e sale.

4️⃣ Aggiungi le fragole a pezzetti (tamponate).

5️⃣ Unisci il bicarbonato e mescola velocemente.

6️⃣ Versa nello stampo.

7️⃣ Cuoci a 170°C per 40–45 minuti.

8️⃣ Lascia raffreddare completamente prima di sformare.

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Quando si parla di alimentazione e tiroide, c’è sempre molta confusione.Chi ti dice di eliminare il glutine.Chi demonizz...
07/05/2026

Quando si parla di alimentazione e tiroide, c’è sempre molta confusione.

Chi ti dice di eliminare il glutine.
Chi demonizza la soia.
Chi ti consiglia di evitare cavoli, broccoli…
E qualcuno che arriva perfino a dirti di togliere il caffè.

A quel punto inizi a togliere, limitare o evitare cibi a caso, a seconda di quello che senti dire o che leggi qua e là.

Ma più vai avanti, più l’alimentazione per chi soffre di ipotiroidismo sembra essere complicata e difficile da gestire.

Il problema è che nell’ipotiroidismo non è quasi mai il singolo alimento a fare la differenza.

Ciò che conta di più sono elementi come:

- il contesto in cui viene assunto quel cibo
- il momento in cui mangi
- la quantità
- in che stato del tuo organismo in quel momento.

Ti faccio qualche esempio concreto.

Il GLUTINE non va eliminato automaticamente.

Può avere senso ridurlo o sospenderlo solo in situazioni specifiche, ad esempio quando parliamo di tiroidite autoimmune associata a disturbi intestinali e infiammazione attiva.

In questi casi, il problema non è il glutine in sé, ma il suo possibile impatto sulla permeabilità intestinale e sulla risposta immunitaria.

La SOIA non è “vietata”.

Il punto non è eliminarla, ma quando la consumi.
Può interferire con l’assorbimento del farmaco tiroideo solo se assunta troppo vicino.

È sufficiente consumarla dopo 2-3 ore dall'assunzione del farmaco evitare questo problema.

Più che la soia in sé, l’attenzione va posta su un suo consumo eccessivo o su integratori ad alta concentrazione di isoflavoni, i fitonutrienti che possono creare eventualmente problemi.

Le CRUCIFERE (cavoli, broccoli, verza…) non “bloccano la tiroide” come spesso si sente dire.

Contengono sostanze chiamate gozzigene, cioè composti che, in alcune condizioni, possono ridurre la capacità della tiroide di utilizzare lo iodio, un elemento fondamentale per il suo funzionamento.

Ma questo effetto diventa rilevante solo in situazioni molto specifiche:

- se ne consumi troppe e troppo spesso
- se le mangi crude
- se c'è una carenza di iodio nella dieta.

Nella pratica quotidiana, queste condizioni sono piuttosto rare.

Inoltre, la cottura inattiva gran parte di queste sostanze, mantenendo invece tutti i benefici nutrizionali e antinfiammatori di questi alimenti.

Tradotto: non sono alimenti da evitare, ma da inserire con criterio.

Le UOVA, al contrario, sono spesso sottovalutate.

Sono una fonte completa di proteine e apportano nutrienti utili anche per la tiroide, come selenio e iodio, in quantità equilibrate.

Inserite nel contesto giusto, possono essere un alimento assolutamente funzionale.

E il CAFFÈ?

Può interferire con l’assorbimento del farmaco tiroideo solo se assunto troppo vicino.
Basta aspettare 20-30 minuti dopo l’assunzione del farmaco per evitare qualsiasi interferenza.

Capisci il punto?

Non si tratta di fare una lista di “cibi sì” e “cibi no”.

Si tratta di capire come funziona il tuo corpo e di inserire gli alimenti nel modo giusto.

Ed è qui che molte persone si bloccano.

Perché cercano la regola semplice…quando in realtà serve un approccio più ragionato.

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Mangi bene tutto il giorno…poi la sera perdi il controllo.No,non è “mancanza di volontà”.È quello che succede quando, du...
06/05/2026

Mangi bene tutto il giorno…
poi la sera perdi il controllo.

No,non è “mancanza di volontà”.

È quello che succede quando, durante la giornata, il corpo riceve segnali sbagliati.

Il problema non è quello che succede la sera, ma come gestisci il tuo corpo nelle 24 ore.

Se vuoi evitare questi crolli, devi partire da come strutturi i tuoi pasti durante la giornata.

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Con esempi pratici per costruire pasti più bilanciati e arrivare a sera senza quei crolli.

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05/05/2026

Altro giro altra data 💪

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Cucini, provi, sperimenti cosa significhi preparare piatti e pasti antinfiammatori che uniscono gusto e benessere in tavola.

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E mentre prepareremo insieme le ricette, la nostra nutrizionista di fiducia, Dott.ssa Annalisa Caravaggi, ti spiegherà:

👉🏻come alcuni alimenti influenzano i processi infiammatori

👉🏻come costruire piatti equilibrati che sostengano il metabolismo

👉🏻cosa cambia davvero tra “mangiare sano” e mangiare in modo funzionale.

Sarà un’esperienza pratica, concreta e immersiva.

Non solo cucina.

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Ti riconosci in qualcuno di questi sintomi?- Gonfiore addominale- Digestione difficile- Stanchezza continua- Fame nervos...
04/05/2026

Ti riconosci in qualcuno di questi sintomi?

- Gonfiore addominale
- Digestione difficile
- Stanchezza continua
- Fame nervosa
- Sonno disturbato
- Pancia sempre gonfia.

Spesso vengono trattati come problemi separati.

In realtà, molto spesso, hanno un filo conduttore comune:
uno stato di infiammazione cronica legato a stress e stile di vita non corretto.

E qui arriva il punto che crea più confusione.

Molte persone pensano che per “ridurre l’infiammazione” basti mangiare più frutta e verdura, muoversi un po’ di più o aggiungere qualche integratore.

Per ca**tà, può aiutare, ma non basta!

Perché il problema non è il singolo comportamento, è il contesto complessivo in cui vive il tuo corpo ogni giorno.

Puoi mangiare “bene”…ma farlo in modo disordinato.

Puoi fare attività fisica…ma in un corpo già sotto stress e senza recupero.

Puoi scegliere alimenti sani…ma con pasti sbilanciati che alterano glicemia ed energia.

E il risultato è che il corpo continua a mandare gli stessi segnali.

È inutile concentrarsi su “cibi sani” e "cibi meno sani", senza guardare come funziona davvero il loro corpo.

Per iniziare a ridurre davvero l’infiammazione, serve un approccio più completo.

Serve lavorare su numerosi aspetti, tra cui:

✔️ struttura dei pasti
✔️ ritmi di vita e orari de pasti
✔️ gestione dello stress
✔️ qualità e abbinamenti degli alimenti
✔️ tipo, quantità e qualità dell'allenamento.

Non si tratta di fare tutto alla perfezione, ma di iniziare a dare al corpo segnali coerenti.

Perché è da lì che inizia il cambiamento vero.

Se vuoi smettere di mandare segnali confusi al tuo corpo e iniziare a fare più chiarezza, qui trovi la mia guida gratuita “Spesa antinfiammatoria”.

Una guida pratica per orientarti tra gli alimenti e iniziare a fare scelte più coerenti nella quotidianità.

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ABBRACCI RIVISITATI (che aiutano l’intestino)No, non sono i soliti biscotti.Quelli confezionati che trovi al supermercat...
01/05/2026

ABBRACCI RIVISITATI
(che aiutano l’intestino)

No, non sono i soliti biscotti.

Quelli confezionati che trovi al supermercato non aiutano il tuo intestino, anzi, spesso lo mettono ancora più in difficoltà!

Poche fibre, zuccheri rapidi, ingredienti molto lavorati.

Risultato: gonfiore addominale e fame o voglia di dolci nel giro di poco.

Questa versione è diversa:

🌿 I semi di lino macinati apportano fibre che aiutano la regolarità intestinale.

🌾 La farina integrale fornisce struttura e supporta il transito.

🍫 Il cacao amaro apporta polifenoli con effetto antinfiammatorio.

In pratica, stai dando al tuo intestino qualcosa che spesso manca, ovvero fibre + segnali più equilibrati.

E questo cambia davvero le cose:

- meno gonfiore, meno stipsi e meno quella sensazione di pancia “ferma”.

- Più regolarità, più leggerezza e un’energia più stabile durante la giornata.

E non riguarda solo l’intestino.

Perché quando l’intestino lavora meglio:

👉 cambia anche la gestione della fame
👉 cambia la risposta glicemica
👉 cambia come ti senti durante la giornata

Non sono biscotti “miracolosi”, ma almeno NON ostacolano il lavoro dell’intestino, anzi, lo supportano.

Quando mangiarli?

👉 colazione o merenda

📝 RICETTA
(20–24 biscotti)

• 1 uovo
• 60 g olio extravergine d’oliva
• 60 g zucchero di canna integrale
• 250 g farina integrale
• 15 g semi di lino macinati
• cacao amaro q.b.
• 40–60 ml latte di riso
• 1/2 cucchiaino bicarbonato
• 1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

1. Mescola gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto omogeneo.

2. Dividi l’impasto in due: ad una parte aggiungi il cacao, l’altra mettila da parte.

3. Forma i biscotti creando la classica forma “abbraccio”.

4. Cuoci in forno a 180°C per 12–15 minuti.

💚 Vuoi altre idee pratiche per aiutare intestino, gestire l’infiammazione partendo da cose semplici?

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“10 ricette antinfiammatorie”

Se pensi che allenarti serva solo a bruciare calorie, stai guardando il problema nel modo sbagliato.E probabilmente è an...
30/04/2026

Se pensi che allenarti serva solo a bruciare calorie, stai guardando il problema nel modo sbagliato.

E probabilmente è anche il motivo per cui fai fatica a vedere risultati.

Il punto è questo:

non è solo quanto ti muovi,
ma che tipo di segnali stai dando al tuo corpo.

Perché puoi anche allenarti…ma se poi:

👉 mangi in modo disordinato
👉 salti i pasti o li improvvisi
👉 passi da “tutto perfetto” a “tutto a caso”

stai semplicemente mandando segnali opposti al tuo corpo, creando solo casino.

È come premere contemporaneamente acceleratore e freno.

E il risultato è che il corpo resta bloccato.

👉 Infiammazione che non si spegne
👉 Energia che non migliora
👉 Metabolismo che non risponde

Il vero cambiamento arriva quando inizi a dare al corpo segnali coerenti.

Ed è lì che tutto inizia a funzionare meglio.

Salva questo post, perché è uno di quelli che vale la pena rileggere.

E se vuoi iniziare da qualcosa di pratico, puoi partire dal mio mini ricettario gratuito:

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👉🏻 Soia e tiroide: cosa serve sapere.Quando si parla di tiroide, la soia viene spesso trattata come un alimento da evita...
28/04/2026

👉🏻 Soia e tiroide: cosa serve sapere.

Quando si parla di tiroide, la soia viene spesso trattata come un alimento da evitare a prescindere.

Il punto è che in nutrizione ragionare per divieti assoluti porta quasi sempre a più confusione che chiarezza.

La soia, di per sé, non è un alimento da demonizzare. Quello che conta davvero è il contesto in cui viene consumata, cioè:

- la quantità complessiva
- l’apporto di iodio nella dieta
- l’eventuale uso di integratori ad alta concentrazione di isoflavoni
- la presenza di una terapia tiroidea (es. Eutirox).

Nella maggior parte dei casi, non serve eliminare del tutto gli alimenti a base di soia. Serve piuttosto valutarne quantità, frequenza e contesto.

L’attenzione diventa più importante soprattutto in 3 SITUAZIONI.

La prima è quando l’apporto di iodio nella dieta è basso, perché in questo caso la gestione della soia richiede più cautela.

La buona notizia è che spesso è facile ovviare al problema: basta usare regolarmente sale iodato, che rappresenta la principale fonte raccomandata per garantire un adeguato apporto di iodio.

La seconda è quando si ricorre a integratori concentrati a base di soia o di isoflavoni, che sono molto diversi dal semplice consumo di tofu, tempeh, edamame o bevanda di soia inseriti in modo moderato all’interno dell’alimentazione.

La terza è quando si assume levotiroxina (Eutirox o similari).
In questo caso gli alimenti a base di soia non andrebbero consumati a ridosso del farmaco: meglio lasciare passare almeno 2-3 ore, così da non ostacolarne l’assorbimento.

Spesso però, molti tendono a togliere alimenti per paura, senza una vera strategia e senza capire se quell’eliminazione abbia davvero senso nel loro caso.

Un approccio nutrizionale serio non si basa sulle esclusioni fatte per paura, ma su scelte ragionate e personalizzate.

Per questo, prima di eliminare un alimento, ha più senso capire quando serve davvero fare attenzione e quando invece no.

Se vuoi iniziare a fare più chiarezza nelle tue scelte quotidiane, scarica il mio manuale gratuito “SPESA ANTINFIAMMATORIA”!

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27/04/2026

Ceni fuori… poi il giorno la bilancia segna 1-2 kg in più!

Ed ecco che inizia a pensare:
“Ok, ho rovinato tutto.”

Ma attenzione: quello che vedi sulla bilancia è solo un numero!
Dietro a quel numero c’è molto di più

E non è quello che pensi.

Ci sono motivi precisi per cui succede!

Nel video ti spiego cosa accade davvero nel tuo corpo il giorno dopo un “pasto libero” o uno “sgarro importante” e perché non dovresti farti condizionare da quel numero sulla bilancia

Se vuoi evitare di entrare nel loop:

“sgarro → mi sento gonfia → provo a rimediare a caso”

devi iniziare a dare al tuo corpo segnali diversi.

Per questo ho creato un mini ricettario gratuito
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Un primo passo semplice per rimettere equilibrio,
senza estremismi.

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Mangiare “bene” non basta.Non conta solo COSA metti nel piatto, ma anche come combini gli alimenti tra loro in ogni sing...
24/04/2026

Mangiare “bene” non basta.

Non conta solo COSA metti nel piatto, ma anche come combini gli alimenti tra loro in ogni singolo pasto.

Ed è proprio qui che tante persone fanno confusione: si concentrano sul singolo alimento, su una mera lista di “cibi SI” e “cibi NO”, perdendo di vista il contesto.

Un pasto può essere più o meno funzionale anche in base a come vengono combinati gli alimenti.

Scorri le slide per scoprire 5 esempi semplici da tenere a mente, utili per portare più equilibrio, sazietà e varietà nella quotidianità.

Salvalo, perché può tornare utile quando mancano idee pratiche.

E se vuoi passare dalla teoria alla pratica, puoi scaricare il mio mini ricettario gratuito:
“10 ricette antinfiammatorie”

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Sabato scorso abbiamo replicato la seconda edizione del corso di “CUCINA ANTINFIAMMATORIA”.Anche questa volta SOLD OUT!M...
23/04/2026

Sabato scorso abbiamo replicato la seconda edizione del corso di “CUCINA ANTINFIAMMATORIA”.

Anche questa volta SOLD OUT!

Ma la cosa più interessante è quello che succede durante il corso.

Le persone non stanno a guardare.
Non ascoltano e basta.

👉 CUCINANO.

Provano, sperimentano, mettono insieme gli ingredienti e iniziano a capire davvero cosa significa unire gusto e benessere a tavola.

Ed è lì che cambia tutto.

Perché seguire un’alimentazione sana e antinfiammatoria non significa avere una lista di cibi sì e cibi no.

Significa saper costruire i piatti e fare scelte più consapevoli ogni giorno.

Ed è proprio questo che cerchiamo di trasmettere nel nostro corso io e lo Chef Luca Sbarbada.

Ed è anche il motivo per cui, ogni volta, i posti finiscono così in fretta.

Dopo questa seconda edizione, viste le numerose richieste, abbiamo già deciso di organizzare una nuova data.

📅 23 maggio

Se ti interessa partecipare,
👉 tieni d’occhio i prossimi contenuti.

Indirizzo

Corso Matteotti, 41
Castel San Giovanni
29015

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