08/01/2026
L’intolleranza alimentare può essere definita come una lenta e graduale intossicazione, che si manifesta con una sintomatologia assai varia.
Le intolleranze alimentari possono essere classificate, a seconda delle cause, in:
➡️ intolleranza enzimatica: determinata dall'incapacità dell'organismo di digerire determinati nutrienti, per assenza, diminuzione o ridotta attività dell'enzima (= molecola che facilita e velocizza le reazioni chimiche del corpo) responsabile della loro metabolizzazione. L’intolleranza enzimatica più frequente è l'intolleranza al lattosio (di cui parleremo ampiamente in un prossimo appuntamento);
➡️ intolleranza farmacologica: dovuta alla presenza, nel cibo ingerito, di componenti farmacologicamente attivi. Ne sono un esempio le cosiddette “ammine vasoattive” (tiramina, istamina e caffeina), contenute in pesce, cioccolato e prodotti fermentati, oppure le sostanze aggiunte agli alimenti (additivi alimentari) come coloranti, esaltatori di sapore, conservanti, aromi naturali e artificiali;
➡️ intolleranza alimentare con causa indefinita: dovuta ad una risposta dell'organismo su base psicologica e psicosomatica;
➡️ intolleranza alimentare secondaria: conseguente a malattie. In genere, essa coinvolge il tratto gastrointestinale di persone che soffrono di malattie infiammatorie dell'intestino (come gastrite, reflusso gastroesofageo, calcoli della colecisti).
Il sopraggiungere di una intolleranza alimentare dipende dall’integrità della mucosa intestinale: se le sue condizioni sono buone, la sua attività di filtro sarà efficace, quindi nel sistema linfatico e sanguigno saranno trasferiti solo elementi che gli anticorpi riconosceranno come nutrienti biodisponibili (“Self”).
In caso contrario, una mucosa danneggiata, con una eccessiva permeabilità, lascerà passare macromolecole (alimenti non completamente digeriti), che saranno marcati dalle cellule immunitarie come elementi estranei, e, come tali, aggrediti (“Non Self”): da quel momento si svilupperà l'intolleranza verso quel dato alimento.
Il venir meno della corretta funzione-barriera selettiva dell'intestino prende il nome di “LEAKY GUT SYNDROME”, letteralmente “Sindrome dell'intestino gocciolante”.
L'intestino “colabrodo” permette, infatti, il passaggio di alimenti non completamente digeriti attraverso la mucosa intestinale. Queste macromolecole alimentari, entrando nell'organismo, innescano una risposta difensiva da parte del sistema immunitario: l'intolleranza alimentare, appunto.