Eugenio Lampacrescia

Eugenio Lampacrescia Pedagogista e Logopedista
Direttore scientifico de
IL FILO DI ARIANNA SRL
Docente a c. UNIVPM

FALSI D’AUTORE IN PILLOLE(…”lasciatemi divertire”)“Ogni volta che mi perdo, scopro che ero già a casa.”Lia Ombrosacartog...
26/02/2026

FALSI D’AUTORE IN PILLOLE
(…”lasciatemi divertire”)

“Ogni volta che mi perdo, scopro che ero già a casa.”

Lia Ombrosa
cartografa dell’invisibile.

Terzo incontro di ascolto e dialogo a cura di PARADIGMA - scuola di educazione -Venerdì 6 marzo 2026, ore 21. “Educarci ...
24/02/2026

Terzo incontro di ascolto e dialogo
a cura di PARADIGMA
- scuola di educazione -

Venerdì 6 marzo 2026, ore 21.
“Educarci alla presenza”

Il numero dei partecipanti è limitato, ed è necessario prenotarsi, sia in presenza che online.
it
ph. 393/9053333




pedagogia, educazione permanente, Blog personale

TRA TRADIZIONE e PROGRESSOTradizione non significa tornare indietro, ma trasmettere. È continuità, non nostalgia.Il prog...
22/02/2026

TRA TRADIZIONE e PROGRESSO

Tradizione non significa tornare indietro, ma trasmettere. È continuità, non nostalgia.

Il progresso non è il rifiuto del passato, bensì uno sviluppo coerente con esso. Diventa possibile solo se radicato nella tradizione; altrimenti produce rotture, divisioni, rivolte, eresie.

Questi due fronti diventano rigidi e contrapposti, devianti, quando degenerano in tradizionalismo e progressismo. Accade nella cultura umana quanto nella vita della Chiesa.

Continuo ad essere convinto che per un credente, in sinergia non semplice tra fede e opere e di un etica che ne discende, sia necessario parlare di valori non negoziabili. Sono quelli senza "se" e senza "ma", quando interpellano la coscienza ben oltre la semplice consapevolezza. In primis, la tutela della vita, dal suo inizio in grembo fino alla sua naturale conclusione.

Negli ultimi decenni, questi valori sono stati troppo spesso accantonati, balbettati, offuscati. Ho compreso questo in ritardo. Ed è stata proprio l'accelerazione del loro decadimento a permettermi di osservarne gli effetti nefasti, sia personali che sociali.

Trovo molta gente, anche giovane, stanca della fluidità, con il bisogno di solido, di speranza e di fede che supera questi schieramenti opposti. Vale anche per chi è nei territori di confine dalla Chiesa e attende da essa il ritorno a una spiritualità non disincarnata, che risponda alle domande di senso e alla resilienza che ne scaturisce. Credo che non ci si aspetti una Chiesa mondana, sia tra chi crede e pure nei segmenti di non credenti, distanti da quelli che cercano giustificazioni alle loro idee e ideologie. Una chiesa che parli chiaro, prossima all’umano e maestra, non con-fusa.

Il suicidio dell’Occidente è evidente. Passa attraverso l’avvelenamento anche delle sue radici culturali. In questo scenario, la crisi del cristianesimo è un tratto ben visibile: oggi si vive da "cristiani senza cristianesimo". Una “purga”, immagino utile, ma da osservare e maneggiare con cura.

L’umano non basta a se stesso e per sua natura è caduco. Da sempre ha un nome preciso: si chiama e si dice peccato. Non dovremmo annacquarlo con vocaboli che lo sostituiscono rendendolo "floscio" a noi e al mondo. Fragilità è una di queste parole, quando usata e compresa male. Perché la fragilità non sempre la si “fugge con orrore” e si corre ai ripari. Così dolce, la si coccola pure e ci si imbatte nel rischio di farla diventare quasi una virtù. Il peccato invece è altro, è un’infedeltà. La fragilità di certo è umana, ma potrebbe non far cogliere il senso dell’aver rotto un impegno, un patto con Dio, con l’umano e la nostra coscienza. Altro termine volutamente sostituito.

A tal riguardo bisogna ricordare due cose: la prima è che le parole sono fatti e modellano pensiero e azione; la seconda è che, almeno per chi crede, il peccato ha una porta sempre aperta che si chiama “scusa” e che apre alla misericordia del perdono e all'impegno di trasformazione. Un errore riconosciuto può farci crescere, se non cosciente, lasciarci nella stasi, persino farci regredire. E la derubricazione del male come presenza e limite umano, è una tentazione sempre presente, che offusca pure il suo contrario.

Sono anche convinto che la Geena non è solo la discarica di Gerusalemme, per descrivere un inferno che non esiste e se esiste è vuoto. C’è chi lo afferma o si limita a dire che è già presente in terra, la qual cosa può essere solo in parte vera.
Azione non distante da chi dubita o o relativizza la natura divina di Gesù Cristo, senza disdegnare il prendere fattezze umane. Lo “predicano”, in modi attrattivi e magnetici, alcuni teologi, creando un clima di inclusione confusiva. È un attimo, eliminando la presenza viva del male e riducendolo ad allegoria, che scompaia, persino nel Dio incarnato, il Sommo Bene. Ateismo strisciante tra alcuni credenti, pure di un certo peso intellettuale.

L’intelligenza non basta. Ce lo ricorda Sant’Agostino che valorizza il dono della ragione per cercare Dio, che la ritiene utile a cercarlo, ma non bastevole a trovarlo. Fino a fargli affermare “crede ut intelligas” - credi per capire. E, piuttosto, abbandonarsi per lasciarsi trovare da Lui.

Non è distante dal cammino dove il buon Dio cerca condurci, sempre in corso e da comprendere. Si concluderà nel vederlo “faccia a faccia”, per godere della sua eterna presenza svelando il suo volto. Non scriverei più, come ho fatto, “sine condizio”, accettazione senza giudizio e condizioni. Pezzo omessi, che non mi convincono più.

Andando avanti. I sogni di un benessere facile e fatuo, dominato dal primato dell'io-dio, si stanno via via svelando e, per fortuna, trasfigurando. Per un credente, la risposta è tornare all’origine: la preghiera incessante, personale e comunitaria, che illumina la presenza in questo tempo "oramai alla fine", dove però si scorgono germogli di novità, talvolta con persone e in luoghi inattesi.

In questo continuum tra tradizione e progresso che si sta dipanando oltre gli estremismi, vedo un ritorno forte a Dio, non solo all’uomo. Un passaggio "sacrosanto", che forse riporterà la Chiesa e il Concilio Vaticano II alle loro origini, lontano da certi deragliamenti e per progredire senza rotture.

Mi pare che Papa Leone - come percepito da una prima impressione - sia una guida sicura, un traghettatore verso questa integrazione in cui possono coesistere la forza del discernimento degli et-et e il coraggio degli aut-aut. Entrambi evangelici. Ho speranza che anche la saggezza umana torni a fare lo stesso, pur senza la fede, che rimane un dono e una scelta.

Auguro a tutti e a tutte una felice domenica.

Sottoscrivo quanto scrive Leonardo Becchetti.Gli algoritmi non sono democratici. L’obiettivo dei social non è costruire ...
20/02/2026

Sottoscrivo quanto scrive Leonardo Becchetti.
Gli algoritmi non sono democratici.
L’obiettivo dei social non è costruire relazioni sane. Ma potenziare conflitto e rabbia. E da tempo che mi chiedo se abbia senso stare qui. E ogni volta rimango perché credo che sia un “ambiente” da abitare educativamente e con responsabilità.

Quello che sostiene questo articolo lo vedo e ne faccio esperienza da tempo. Pure con qualche piccolo esperimento.

Se si si paga per diffondere un post qualcosa cambia, ma non troppo.

Senza dire che potenzia certo vojerismo, mentre aumenta il sospetto e riduce le relazioni in presenza.

Un danno socio-relazionale enorme.
Immaginiamo per la politica, ed anche per la scienza e la cultura. E non risparmia nessuno.

Il modo più efficace per catturare attenzione è far litigare le persone, così gli algoritmi premiano chi litiga. Per questo dobbiamo regolamentare e rendere trasparenti le formule delle piattaforme digitali
Continua a leggere l'editoriale di Leonardo Becchetti
https://buff.ly/ic1vG1t

PARITÀ DI CENEREA marginedell’esistereuna tracciasi lascia intravedere.Un movimento lieves’apresenza ferire.Mi volto den...
18/02/2026

PARITÀ DI CENERE

A margine
dell’esistere
una traccia
si lascia
intravedere.

Un movimento
lieve
s’apre
senza ferire.

Mi volto
dentro.

Nel silenzio
il respiro
trova
la sua
profondità.

Quaresima
è so-stare
nei digiuni
finché la brace
non cede
e, finalmente
pronunzia
il suo nome
a tutti.

Cenere.
Tutto è cenere.
Vanità di vanità.

Dagli incendi
umani
si sollevano
speranze
d’umiltà
pertugi
di conversione.

NON C’È FUTURO?Quando si dà credito ai “cattivi maestri e alle cattive maestre”, non c’è futuro. E certe idee malsane, g...
18/02/2026

NON C’È FUTURO?

Quando si dà credito ai “cattivi maestri e alle cattive maestre”, non c’è futuro. E certe idee malsane, girano così. Con una frase e un disegno. Appiattiti nel “qui ed ora”, sulla noia del non senso e un’assente speranza. Che invece è motore personale, delle relazioni, della vita, del mondo.

Di primo acchito mi verrebbe da dire: “non fate girare”.

Invece credo che la disperazione vada educativamente svelata. Per andare in direzione diversa e imboccare altre strade.

A meno che Altan non voglia mettere in scena quello che spesso si ascolta, si legge, si osserva.

Per dare uno scossone o produrre e rinforzare un disagio?

Bisognerebbe chiederglielo.

Oppure, “per vedere di nascosto l’effetto che fa?”

Ed allora, che vi suscita questa vignetta?

A me: un “Vengo anch’io?…no tu no”. Non ti seguo.

Sempre pronto ad ascoltare un disagio mio e altrui; per camminare insieme, per trovare “un senso a questa vita” che, invece, ce l’ha.

Perché il senso e la direzione da dare all’esistenza non è solo, come in Vasco, un residuo appiglio per ti**re avanti.

Ma a chi, davvero, la vuole trovare, con accoglienza amorevole e impegno necessario, senza aiuti non richiesti. Perché anche chiedere aiuto implica una dose di coraggio e responsabilità.

15/02/2026

La riflessione che propongo è anzitutto un invito al rispetto e alla garbatezza, per difendersi dalla barbarie comunicativa che i social hanno volutamente amplificato; algoritmi per nulla democratici esaltano certi conte...

TRATTORIA DIONEA-OFFICINA GEMINII paesi e le piccole città si stanno via via “spegnendo”. I motivi sarebbero troppi per ...
13/02/2026

TRATTORIA DIONEA-OFFICINA GEMINI

I paesi e le piccole città si stanno via via “spegnendo”. I motivi sarebbero troppi per elencarli tutti qui.

Ma stasera, rivedere la luce di un’insegna, le finestre illuminate, la gente che entra ed esce dal portone d’ingresso, mi ha riportato indietro nei ricordi… Dionea, Raffaele (Lello), Mirella, Simona, Daniele e ora Andrea, Laura, i loro tre figli e chi collabora con loro, che ridanno vita a un luogo storico di Castelfidardo, fatto di amicizia, cibo casareccio, allegria. Un buco nero finalmente scomparso. Così come Gemini padre, rivenditore e meccanico Piaggio che rivive dentro il locale con la vecchia insegna e le foto d’epoca.

In bocca al lupo, ragazzi. La tradizione culinaria e l’amicizia di tempi andati tornano a vivere attraverso il vostro coraggio, perché aprire un’attività in proprio lo richiede davvero.

Ed è anche un’azione eminentemente sociale, perché restituisce un po’ di vita alla città, a chi la abita e a chi verrà a visitarla.

Impegniamoci a sostenerla.

Ci lascia un grande scienziato e un convinto e convincente credente: Antonino Zichichi.Scienza e fede non sono in contra...
09/02/2026

Ci lascia un grande scienziato e un convinto e convincente credente: Antonino Zichichi.

Scienza e fede non sono in contrasto.

Immagino si sia spento con la certezza che se esiste una logica e un ordine esiste anche un’intelligenza superiore che li ha creati.

Immagino che da uomo di scienza, la starà finalmente contemplando.

Ben altro e ben oltre il caos.

Fisico e divulgatore scientifico, ha contribuito alla scoperta dell'antimateria nucleare. Fu l’ideatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso

Ma cosa ha prodotto tutto questo? Non siamo diventati stupidi all’improvviso. Questa non è solo una crisi culturale: è u...
09/02/2026

Ma cosa ha prodotto tutto questo? Non siamo diventati stupidi all’improvviso. Questa non è solo una crisi culturale: è un addestramento sistematico che premia l’idiozia ed esalta l’ignoranza.

Io vengo da un tempo in cui le parole pesavano. Prima di parlare si ascoltava, prima di giudicare si cercava di capire. Negli ultimi decenni invece ho assistito a un progressivo imbarbarimento non dirò della cultura, ma proprio dell’essere umano.

I social media ne sono l’esempio perfetto.
I social non informano: eccitano.
Non spiegano: semplificano.
Non creano il dialogo: mettono gli uni contro gli altri.

Sono lo specchio di una società che ha reso ridicola la critica, sospetto il dubbio, noiosa la competenza. Ci vuole una resistenza quasi eroica per sottrarsi a tutto questo. In un mondo che ti vuole stupido, pensare è già una forma di disobbedienza. Perché mentre tutto spinge verso l’idiozia, pensare resta l’ultima forma di resistenza.

Umberto Eco

"Attraversare e trasformare: oltre gli slogan vuoti e le macerie del presente. Una riflessione personale sulla fine di u...
08/02/2026

"Attraversare e trasformare: oltre gli slogan vuoti e le macerie del presente. Una riflessione personale sulla fine di un ciclo storico e sulla necessità di uno sguardo educativo nuovo. "

ATTRAVERSARE E TRASFORMARE

Esistono cicli che si esauriscono ed epoche che cambiano nel profondo. Prendo solo due esempi paradigmatici, tra loro strettamente legati.

Nella nostra storia recente abbiamo assistito al tentativo di conciliare il marxismo con il cattolicesimo: il sogno del Compromesso Storico, della mediazione, dell’et-et. Un progetto mai pienamente realizzato e oggi, nei fatti, concluso. All’epoca, sia tra i cattolici che tra i comunisti, le resistenze erano forti e fondate su ragioni speculari. Guardando a come sono andate me cose, dobbiamo riconoscere che entrambe avessero motivi validi. È necessario accettare che quella stagione appartenga definitivamente al passato. Non ho timore di dire che il colpo di grazia finale sia giunto, in buona parte, da Elly Schlein: la sua "linea unica" ha davvero poco di democratico e, accanto agli estremismi della restante sinistra, sancisce la fine delle trasmissioni.

Lo stesso vale per il ’68. Se da un lato ha lasciato segni positivi, dall’altro ha alimentato esasperazioni e derive che ancora oggi, purtroppo, tendono a moltiplicarsi. Tuttavia, la storia procede e le persone mostrano una crescente insofferenza verso chi confonde cosa è bene e cosa è male. I segnali non mancano. Emerge un’esigenza di chiarezza che nasce da una lettura laica - e per me anche cristiana, senza paura né vergogna di dirlo - razionale e non scissa della realtà. Una visione lontana da ogni moralismo d’accatto, che coglie piuttosto l’urgente necessità di uno sguardo educativo ed etico, ormai sfigurato dall’individualismo imperante che però inizia a mostrare i primi segni di sfaldamento. Non amo i falsi buonismi, né i perdoni concessi senza un esame di coscienza e senza la seria volontà di cambiare. Le possibilità vanno date a tutti, ma questo non significa un’accettazione incondizionata sempre e a priori.

Perché siamo alla fine?
Osservando i segnali generali, le civiltà e le epoche volgono al termine per ragioni strutturali evidenti:
• Scomparsa di sogni, missione e visione: le parole e le idee guida perdono aderenza con la realtà.
• Frammentazione sociale e politica: viene meno la coesione necessaria per realizzare progetti comuni e manca un’opposizione costruttiva, sostituita da una conflittualità faziosa e di corto respiro.
• Decadimento etico: si assiste a una crisi morale e dei costumi in cui spesso vengono scambiati per "maestri" figure prive di reale spessore; modelli che non meritano imitazione, un fenomeno reso incontrollato dall'accesso alla rete.
• Crisi demografica: la mancanza di figli sottrae al futuro la spinta propulsiva e il capitale umano indispensabile per costruire un mondo migliore.

È da tempo che osservo e cerco di condividere queste riflessioni, consapevole di non incontrare il favore di tutti, compresi amici di vecchia data con i quali ho condiviso “miraggi e viaggi”. Ma va bene così. Quando un’amicizia è sincera e intima, sa reggere anche la distanza delle idee.

Vivere in una maggiore solitudine è spesso il segnale e l’effetto di un bisogno profondo: quello di volgere lo sguardo verso qualcosa di più solido e autentico. Non è una posizione facile da sostenere oggi, dentro i "pensieri unici", del dentro o fuori, degli approcci ipersolutivi; eppure, non sempre si ha la pretesa di avere ragione. Accade però che ci sia chi abbandona ancor prima di aver compreso, prima ancora di aver provato a rimanere. È l’effetto dei giudizi di chi, talvolta paradossalmente, fa del “non giudizio” una bandiera di accoglienza.

Per quel che mi riguarda, sento la necessità di dare spazio allo sforzo di uscire dalle secche di ideologie ormai esauste, prendendo le distanze da slogan svuotati di ogni valore semantico e storico. Li ho voluti e dovuti attraversare per comprendere bene quale strada intraprendere.

Siamo ai fuochi d’artificio finali, ai titoli di coda di un periodo che ci ha attraversato. E ancors più ampiamente di un cambio d’epoca.

Attraversare e trasformare sono azioni attive, responsabili, ben lontane dal “lasciarsi trasportare dalla corrente del fiume”, appiattiti nei “qui ed ora”. Ma sono distanti anche dalle rigidità di chi resta fisso in nome di un’apparente coerenza, ormai slegata da ciò che accade.

Ho speso la mia vita nel mondo dell’educazione, che ha plasmato il mio essere e la mia fiducia nel cambiamento. Conservo la speranza per tempi migliori che si stanno costruendo sopra certe macerie e attraverso macerie certe. Come è accaduto molte altre volte. E, con buona pace di molti, non sarà un semplice ricorso storico. Anche questo, certa parte politica fa fatica a comprenderlo.
_____________________________
Il saggio Attraversamenti: dalla Pedagogia all'educazione permanante è acquistabile, presso la libreria Aleph a Castelfidardo, anche con spedizione a domicilio.
Per info:
librerialeph@gmail.com
librerialeph.wordpress.com

Indirizzo

Via Martiri Della Libertà 3
Castelfidardo
60022

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

+393388432994

Sito Web

http://ilfilodiarianna.studio/

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