12/04/2026
DARE IL BUON ESEMPIO
Un tempo lo si diceva ai figli, e spero che qualcuno lo dica ancora. Vuol dire due cose: dare il meglio di sé e diffonderlo negli altri.
Negli ultimi anni il merito è diventato un bersaglio ideologico. Quando si smette di pensare con la propria testa e insieme agli altri, quando si spegne la coscienza, nascono mostri: prepotenze, presunzioni, aggressività, modelli sbagliati. Abbiamo esaltato figure discutibili, favorito alcuni lasciando indietro altri, e in nome di una “mala inclusione” abbiamo creato nuovi esclusi. Alcune ideologie hanno prescritto disimpegno, guadagno facile, rifiuto della gavetta e persino dello studio. È cresciuta una rivolta confusa, guidata più dalla pancia che dal rigore del pensiero.
Si è attaccata perfino l’idea di aggiungere “merito” al Ministero dell’Istruzione. Intanto scuole e università sono diventate spesso “macchine aziendali”, più attente ai numeri e al denaro che alla formazione di persone e a quelle che potranno essere le nuove classi dirigenti. L’offerta formativa, resa accattivante e competitiva, si è talvolta abbassata, entrando in un circuito prevalentemente economico. Open day, fondi legati al numero degli iscritti e poi ai laureati hanno innescato una svolta che può diventare pericolosa se gestita male.
Il finanziamento statale si compone di una quota storica, di una quota premiale basata su didattica, ricerca e internazionalizzazione, e una quota perequativa per ridurre squilibri territoriali. È proprio la quota premiale che si presta ad una fragilità preoccupante: qui contano tassi di completamento (quanti laureati, con il rischio dei “laureifici” facili), laureati in corso, occupabilità e attrattività degli atenei (quale?). Basta leggere questi criteri per capire quali comportamenti non virtuosi possono facilmente emergere o passare sotto traccia. Chi ci sta dentro, lo sa. O fa finta di non saperlo.
Sorvolo sulle università telematiche e su certi meccanismi di carriera accademica: formalmente qualcosa è cambiato, ma è rimasto quasi tutto uguale.
Eppure il merito, quello vero, va difeso. In ogni contesto di vita. Anche la scienza lo conferma: i neuroni specchio mostrano che si apprende attraverso l’imitazione di esempi, speriamo virtuosi. Ma se esaltiamo “cattivi maestri e maestre”, poi dobbiamo curare gli esclusi e il disagio che producono.
Imitare non significa copiare, ma impegnarsi mettendoci del proprio, prendendo a modello chi pensa, studia e agisce seriamente. Non chi fa il furbo, chi si adegua al potente di turno, chi cerca il minimo sforzo in un sistema dove tutto deve cambiare affinché nulla cambi.
Chi e come si recluta il personale? Controlla le carriere? Premia davvero i più meritevoli? Meritevoli, poi, per e con quali criteri? Qui è cambiato quasi nulla.
Il merito non esclude nessuno e non è né di destra né di sinistra. Appartiene alla saggezza, all’onestà, al buon senso umano.
E allora bravi a questi ragazzi e ragazze premiati: sono da esaltare per il bene che hanno voluto e saputo fare. E ce ne sono altri come loro, nascosti nell’ordinario. Moltiplicatevi, create reti, fate delle vostre vite un capolavoro. Superate l’individualismo imposto.
Molti giovani soffrono perché non si adeguano a coetanei che scelgono “strade oscure” e per questo vengono marginalizzati. Altri, più resilienti, restano accanto a chi sbaglia non per imitarlo, ma per amicizia vera: quella che darebbe la vita per salvare un compagno. Sono proprio loro a raccontarci quanto disagio c’è in giro.
Questo è il vero peer to peer.
Raccontiamolo più spesso, senza fingere che vada tutto bene: sarebbe un’altra diavoleria.
Non da ultimo, grazie al Presidente Mattarella e a chi ha avuto il coraggio di rimettere il merito al centro. Anche per distinguere chi non dovrebbe starci e ha bisogno di un aiuto vero.
La speranza è che si possa cambiare e percorrere strade di sana virtù per molti: difficili, ma di gioia piena.
Mattarella ha conferito gli Attestati d'onore a giovanissimi che si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Ecco le loro storie https://buff.ly/9NuP9ei