11/01/2026
15. La Fiducia: è un’emozione silenziosa, spesso invisibile finché non viene tradita.
È uno stato interno che ci permette di affidarci all’altro e alla realtà, sospendendo il controllo e il sospetto. Non nasce dall’assenza di rischio, ma dalla disponibilità ad accettarlo.
Dal latino fidere, “avere fede”, la fiducia implica un atto: credere che l’altro non userà la nostra vulnerabilità contro di noi. È un’emozione profondamente relazionale, che si costruisce nell’esperienza ripetuta di essere visti, accolti e rispettati.
In termini psicoanalitici, la fiducia affonda le sue radici nelle prime relazioni di accudimento. Erik Erikson la colloca come il primo grande compito dello sviluppo: fiducia di base vs sfiducia.
Il bambino impara a fidarsi quando l’ambiente risponde in modo sufficientemente prevedibile ai suoi bisogni. Quando questo non accade, può svilupparsi una visione del mondo come luogo inaffidabile, minaccioso o incoerente.
La fiducia non è ingenua idealizzazione. Non significa “non vedere” i limiti dell’altro, ma tollerarli senza vivere ogni imperfezione come una minaccia. Per questo è sempre intrecciata alla delusione: non esiste fiducia senza il rischio di essere delusi.
💭 Come osservava Winnicott, solo in un ambiente percepito come affidabile il Sé può emergere in modo autentico. Dove manca fiducia, il soggetto impara a proteggersi, adattandosi o controllando.
La fiducia nell’Analisi Transazionale
In Analisi Transazionale, la fiducia è strettamente legata alla possibilità di intimità.
Eric Berne definisce l’intimità come una relazione libera da giochi psicologici, in cui le persone possono mostrarsi per ciò che sono, senza manipolazioni né copioni difensivi. Ma l’intimità, senza fiducia, non è possibile.
Quando la fiducia è fragile, l’individuo si protegge attraverso giochi relazionali: controllo, sospetto, richieste indirette, prove d’amore. Sono tentativi di ottenere sicurezza senza esporsi davvero.
Claude Steiner collega la fiducia alla circolazione delle carezze: fidarsi significa poter dare e ricevere riconoscimento senza paura di esserne privati o di diventarne dipendenti. Nei copioni di vita segnati dalla sfiducia, le carezze vengono trattenute, svalutate o rese condizionate.
💡 In termini di Stati dell’Io, la fiducia nasce quando il Bambino può esporsi e l’Adulto è in grado di valutare il presente, distinguendolo dalle esperienze passate.
Non è l’assenza di rischio a generare fiducia, ma la capacità di stare nella relazione senza ricorrere ai giochi come difesa.
🔍 Mi sto fidando o sto giocando per non espormi?
🔍 Che cosa temo di perdere se rinuncio al controllo?
🔍 Mi sto permettendo di entrare in intimità?