15/11/2025
Colpire un nucleo, per fermare gli altri, ma non si può fermare la consapevolezza.
Non conosciamo l'autore di questo post, ma sottoscriviamo ogni parola.
E’ da qualche giorno che volevo dire due parole a riguardo di questa vicenda.
Per chi ha ancora un cervello pensante è tutto chiaro dall’inizio, questo è un modello che non deve essere emulato.
Ma ci pensate a cosa accadrebbe se solo una piccola parte della popolazione sposasse questo modello di vita?
Persone che hanno e vivono le proprie idee?
Persone che trasmettono ai loro figli i propri valori e non quelli imposti alle scuole da governi controllati da poteri che non vogliono altro che una massa inerme da gestire in tutta tranquillità.
Sono anni che parlo di questi temi, li sostengo, li propongo e soprattutto li vivo.
Quando è esplosa questa vicenda mi sono sentito coinvolto ed allo stesso tempo orgoglioso di appartenere alla parte che il sistema non gradisce.
I motivi sono infiniti e non voglio fare un post di dimensioni Dantesche elencandoli, d’altronde chi segue questa pagina li conosce già, vorrei invece focalizzare l’attenzione su quegli aspetti di cui si parla meno. Gli effetti collaterali di una sana ribellione.
Situazioni come quelle della stupenda famiglia Abruzzese sono intrise di una quantità di elementi positivi ormai dati quasi per estinti.
Il saper decidere in autonomia senza dipendere costantemente da un qualsiasi tecnico o tuttologo che sia, riempito come un barattolo di melanzane sottolio di nozioni puramente teoriche, pensate da un sistema malato, ma che di pratico non sà nulla, non è più scontato.
Essere liberi di vivere i propri pensieri senza la paura di essere perseguitati dal sistema, non appartiene certo alla maggioranza delle persone.
Vivere liberi senza finanziamenti di ogni tipo, messi a disposizione di chiunque per comprare cose il più delle volte di una inutilità infinita, per la maggioranza è una conquista sociale, quando invece è il meccanismo più usato per tenere le persone alla catena.
Se non hai debiti, il sistema non ti può spegnere con un click, come già sta facendo da anni, rendendoti un fantasma che aleggia nell’aria.
Vivere come la bellissima famiglia abruzzese, vuol dire semplicemente essere liberi di vivere la propria vita, senza ledere quella altrui.
Libertà non vuol dire poter andare in vacanza, a cena, o comprare ogni cavolata che viene proposta per mantenere in vita un malato agonizzante.
Far crescere i propri figli a contatto con ciò di più puro e sano che Madre Terra abbia creato, la Natura.
Far crescere i propri figli in un ambiente libero da contaminazioni di ogni tipo, dandogli la possibilità crescere mangiando cibo vero, non certo ciò che l’industria continua a propinare.
Far crescere i propri figli senza fobie e paturnie che da adulti si paleseranno in infinite paure che non fanno altro che creare generazioni sempre più fragili.
E sapete cosa serve per fare una scelta di vita come quella di Catherine e Nathan?
Non incoscienza come vogliono far credere, ma amore, consapevolezza, dignità, intelligenza, altruismo, passione, bontà d’animo e soprattutto tanto coraggio.