23/04/2026
C’è un fenomeno, già consolidato negli ultimi anni: quello delle relazioni virtuali.
Molti sapranno già l’iter: si approda su un sito di incontri, si apre un profilo più o meno veritiero, e si sfoglia un data base di volti e descrizioni. Ci si contatta in privato e si inizia una conoscenza virtuale che al momento tale resta a causa del distanziamento sociale.
Questi incontri online hanno un format preciso, si spediscono foto, video, filmati. Il tutto ha una forte portata evocativa, facendo leva su fantasie, immaginazione e sogni.
La persona dall’altra parte dello schermo non è incarnata.
Resta a lungo un volto, un corpo negato, a cui manca la tridimensionalità. Non solo, rimane un altro ipotizzato, che nulla spesso ha a che vedere con la persona reale.
Dopo un po’ il rapporto virtuale necessita di novità, si affloscia in un soffio. Per cui si passa alla dimensione concreta, all’incontro fisico. E qui accade spesso la disillusione, il pensato e il reale non coincidono e questi amori scoppiano subito come una bolla di sapone.
Oppure se l’intensità immaginifica cala, si procede comunque a un’altra chat e la bolla si riforma.
Per poi riesplodere.
La caratteristica di queste forme di conoscenza è la velocità con cui avvengono e sfumano. Al punto che si potrebbe dire che una persona vale l’altra, perché si avrà la percezione di parlare da soli, quasi a un “amico” immaginario.
Sì, talvolta funziona e qualcuno si sposa.
Talvolta.
Occorre essere molto abili nel riconoscere dettagli anticipatori, passare al concreto, darsi un tempo vero del conoscersi nella vita reale.
Perlopiù, questi incontri non nutrono e quasi mai sfociano in conoscenze vere, approfondite e durature. Partono da un sogno e si afflosciano in un batter d’occhi. Nascono sulla base di un vuoto da riempire compulsivamente, da una fame di illusioni, da una falsa promessa di relazione e hanno l’effetto dello zucchero filato: vanno a finire in niente
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