10/05/2026
Ci sono momenti in cui mandare avanti una realtà come Agorà Salus sembra davvero impossibile.
Questo è uno di quei momenti.
Anche questo mese il pagamento per un servizio sanitario regolarmente svolto non è arrivato. La fattura di marzo non è stata lavorata nei tempi necessari e il mandato di pagamento è saltato. Questo significa restare senza liquidità mentre tutto continua ad andare avanti: stipendi, contributi, bollette, fornitori, farmaci, cibo, responsabilità.
Perché i ragazzi e la loro salute mentale non possono essere messi “in pausa” in attesa della burocrazia.
Eppure chi lavora seriamente in questo settore si ritrova schiacciato da ritardi e procedure che sembrano dimenticare che dietro quei numeri esistono persone.
Noi il nostro lavoro lo facciamo ogni giorno; anche quando economicamente sembra non esserci più spazio per resistere.
Per vent’anni, nei momenti più difficili, c’è sempre stata una persona che trovava il modo di aiutarci ad andare avanti.
Ad anticipare liquidità quando le istituzioni ritardavano i pagamenti.
A permetterci di pagare stipendi, bollette e fornitori.
Quella persona era Luca Simonassi.
E questo però è il primo mese senza di lui.
Mese nel quale, oltre al dolore, mi sono ritrovata da sola a cercare banche e prestiti.
Persone che magari ti aiutano, ma a condizioni pesantissime.
In questi anni abbiamo scelto di investire tutto sulla qualità della cura:
assumere psicoterapeuti dove sarebbe stato più semplice mettere operatori,
fare un lavoro profondo e umano,
non trasformarci in un luogo dove i ragazzi vengono semplicemente “gestiti”.
E questo ha un costo enorme.
Io stessa non prendo stipendio da mesi.
Ma quello che conta davvero è vedere giovani che arrivano distrutti e che, lentamente, tornano a vivere:
riprendono a studiare, a lavorare, a uscire, a desiderare qualcosa per sé.
È per questo che resistiamo.
Oggi però ho bisogno di chiedervi aiuto davvero.
La nostra raccolta fondi è attiva da anni e grazie a chi ha donato siamo riusciti a migliorare tanti aspetti della struttura.
Ora il nostro obiettivo è creare 2 nuovi posti letto, perché le richieste aumentano continuamente e non riusciamo più ad accogliere tutti.
Anche un solo euro, una condivisione, una parola, possono fare la differenza.
Io non sono una grande imprenditrice.
Non ho patrimoni o investitori alle spalle.
Ho solo una piccola struttura costruita pezzo dopo pezzo in vent’anni di lavoro, sacrifici e responsabilità.
E nonostante tutta la fatica, ne sono profondamente fiera.
Perché in questi vent’anni abbiamo restituito speranza a tanti giovani che pensavano di non avere più un futuro e che invece oggi possono dire “Io ce l’ho fatta.”
Perché non è un miracolo.
È il risultato di un lavoro immenso, quotidiano, di cura, relazione e psicoterapia.
questo è il link➡️ https://lnkd.in/ejVfXdmj