17/01/2026
Il VANICO di Castelvetrano compie 50 anni
Sono passati 50 anni dalla fondazione di quella che oggi è una delle strutture sanitarie più importanti in Sicilia. Il 17 gennaio 1976 apriva i battenti a Castelvetrano il Ginnic Club Vanico, un'opera fortemente voluta dal visionario fondatore On. Prof. Vito Li Causi.
“Una vita di tenaci passi, uno dietro l’altro, senza mai perdere il contatto con le esigenze e il calore della gente” Poche parole che esprimono la grande energia che alimenta da decenni la “famiglia” Vanico. Sono cambiate le tecnologie a supporto della struttura, si è arricchito il team di collaboratori e sono cresciuti i servizi ma l’energia, il calore e la tenacia sono valori immutati. Chiave di successo di un progetto che ha fondamenta molto solide e che oggi taglia un bel traguardo.
Oggi che la struttura supera la soglia del mezzo secolo di vita, i medici Valentina Li Causi e Daniele Clemente desiderano rivolgere un caloroso ringraziamento a tutti i collaboratori, a tutti i pazienti: "Il VANICO è oggi riconosciuto come eccellenza in riabilitazione a livello nazionale - queste le parole di Li Causi e Clemente - con migliaia di prestazioni ambulatoriali e la possibilità di ricovero con trasferimenti dall'Italia e dall'estero per patologie anche complesse come l’ictus cerebrale e il post-coma. Oggi la struttura è considerata una vera e propria Cittadella della Salute con l'immenso privilegio di avere oltre 120 collaboratori attivi. Abbiamo alle spalle una storia con radici solide fatte di investimenti e sacrifici fuori dal comune e grazie al sostegno di chi ha lavorato con perseveranza in tutti questi decenni, dal 1976 al 2026 e dei pazienti che giorno dopo giorno si affidano alle nostre cure, guardiamo al futuro con ottimismo e grande senso di responsabilità verso tutta la comunità".
I festeggiamenti sono rinviati perché il centro è in lutto per la prematura perdita di una massofisioterapista che da anni prestava servizio presso la struttura, 𝑴𝒆𝒍𝒂𝒏𝒊𝒂 𝑺𝒂𝒏𝒂𝒄𝒖𝒐𝒓𝒆. La scomparsa della donna ha lasciato un grande vuoto sia per i titolari che per i colleghi e i pazienti del centro che l’hanno conosciuta.