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09/10/2024
31/01/2024
Cefalea cervicogenica: come posso riconoscerla?In questo post proviamo a riassumere le informazione più importanti per i...
31/01/2024

Cefalea cervicogenica: come posso riconoscerla?

In questo post proviamo a riassumere le informazione più importanti per inquadrare la cefalea cervicogenica.

Di che tipo di cefalea stiamo parlando?

Le cefalee secondarie, di cui fa parte anche la cefalea cervicogenica, sono quelle cefalee che presentano una causa ben identificabile.

Nel caso specifico della cefalea cervicogenica la sorgente del dolore è da ricercarsi nel rachide cervicale.

Il dolore cervicale è sufficiente?

I sintomi della cefalea cervicogenica sono spesso sovrapponibili a quelli di altre cefalee e per questo motivo capita che questo tipo di mal di testa non sia identificato.

Il dolore cervicale può essere una caratteristica predominante nel 68% dei pazienti con emicrania o cefalea di tipo tensivo.

Quali sono i sintomi principali?

I sintomi tipici di cefalea cervicogenica sono caratterizzati da un dolore unilaterale che non cambia lato, spesso ad insorgenza dal collo, tipicamente con uno sviluppo postero-anteriore, che comincia quindi dal rachide cervicale o dall’area sub-occipitale e arriva all’occhio o alla tempia.

Il dolore è di solito di intensità moderata o in alcuni casi severa ma non di tipo pulsante, caratteristica che permette di differenziarlo dal dolore emicranico.

Abbiamo dei test utili per migliorare l'ipotesi diagnostica?

Il singolo test con i più alti valori di validità, affidabilità e accuratezza diagnostica per la cefalea cervicogenica è il Cervical Flexion Rotation Test (CFRT) (Sensibilità 90% – Specificità 88%) che può quindi essere utilizzato come un ottimo strumento diagnostico

13/12/2023

Informazione di servizio:
Viste le richieste, specifichiamo che gli annunci immobiliari sono relativi alle vendita SOLO del salumificio adiacente ( non dell'intero edificio né tantomeno dello studio)

07/12/2023

Lo studio rimarrà aperto per tutto il periodo natalizio

24/11/2023

Le asimmetrie sono un problema?

È facile che un paziente si presenti da noi attribuendo il suo dolore ad una asimmetria (es. bacino storto, gamba più lunga).

Abbiamo dei dati a favore di questa ipotesi?

Attribuire l'origine di un dolore ad una asimmetria non è così facile.

Per fare un esempio: il nostro viso è asimmetrico, eppure non abbiamo dolore.

Ma vediamo come può aiutarci la letteratura nel comprendere meglio la questione.

🔸 La presenza di una leggera inclinazione pelvica anteriore (spesso associata alla causa del dolore del paziente) sembra essere presente anche i soggetti asintomatici.

🔸 La maggior parte delle persone presenta una differenza nella lunghezza delle gambe (in media si parla di 5mm). Questa disuguaglianza anatomica non sembra essere clinicamente significativa. (il discorso cambia se superiamo i 20mm)

🔸 L'allineamento femoro-rotuleo è estremamente variabile nei soggetti in salute.

Ad oggi è ancora necessaria una più precisa e approfondita conoscenza della relazione tra la rotula e troclea per determinare quando un tipo di allineamento è attribuibile direttamente all’origine del dolore.

👉 Molte asimmetrie (spesso correlate all'origine del dolore o del problema) sono normali e presenti anche in soggetti sani.

Ad oggi, definirle la causa diretta del dolore risulta troppo semplicistico.

Tra le patologie discali più note che possono causare sindromi radicolari troviamo le ernie discali.Qual è il loro decor...
12/11/2023

Tra le patologie discali più note che possono causare sindromi radicolari troviamo le ernie discali.

Qual è il loro decorso?

Premessa: avere un'ernia non significa avere una radicolopatia o un dolore radicolare!

L'ernia del disco non è considerata un segno patognomonico di radicolopatia o dolore radicolare. La letteratura scientifica è ricca di studi che mostrano la presenza di ernie, o anche altri tipi di degenerazione discale, in soggetti sani (privi di sintomi).

Qual è il decorso delle ernie discali?

Le ernie discali regrediscono del tutto o in parte in un numero elevato di casi.

Sembrerebbe che quelle di maggiori dimensioni si riassorbano meglio.

Visto che la presenza di ernia non è sempre collegata alla sintomatologia del paziente è vero anche il contrario.

Non vi è associazione diretta tra il riassorbimento dell'ernia ed una riduzione della sintomatologia.

Il paziente non è (solo) la sua ernia.

Ogni singolo individuo elaborerà i sintomi in base al proprio vissuto e alle proprie esperienze.

Nonostante ciò è bene dire che, qualora ci fosse il sospetto di un coinvolgimento radicolare, Il riscontro di un'ernia discale tramite una risonanza magnetica (RM) nella zona in cui si sospetta l'origine del problema, è utile per aumentare la probabilità di confermare l'ipotesi diagnostica.

09/11/2023
27/10/2023
16/10/2023

Un bravo fisioterapista lo riconosco da come massaggia?

Lo ha detto qualche giorno fa Antonio Conte in un‘intervista: “...per capire la bravura di un fisioterapista mi faccio massaggiare...”.

Ma basta davvero un massaggio per capire la bravura di un fisioterapista?

Ovviamente no!

Riconosciamo l’importanza della manualità del fisioterapista, ma le sue competenze vanno ben oltre il solo massaggio.

Il fisioterapista (anche quello sportivo) non fa solo massaggi, ma si occupa soprattutto di:

🔸 Prevenzione degli infortuni e riabilitazione;

🔸 Elaborare strategie di intervento post-infortunio dalla fase acuta al ritorno alla performance*;

🔸 Produzione scientifica nell’ambito della ricerca.

🔸Gestire (anche in accesso diretto) le problematiche muscolo-scheletriche.

(l’elenco non finisce di certo qui!)

Ricondurre il fisioterapista al solo massaggio è ormai obsoleto e del tutto ridutivo considerata l'evoluzione che la professione ha attraversato negli ultimi anni.

Oggi il fisioterapista ha un Ordine e un Profilo Professionale ben definito, arricchito da un ampio spettro di competenze specializzate.

Condividi il post per farlo arrivare a colleghi e pazienti!

Cosa sono le alterazioni neurodinamiche?Quando pensiamo ad un movimento spesso ci vengono in mente i rapporti articolari...
10/10/2023

Cosa sono le alterazioni neurodinamiche?

Quando pensiamo ad un movimento spesso ci vengono in mente i rapporti articolari, i muscoli, i tendini...ma anche i nervi devono adattarsi!.

Le alterazioni neurodinamiche sono i disturbi legati ad una inadeguata capacità delle strutture nervose periferiche di adattarsi al movimento.

Stiamo parlando di problematiche neuropatiche.

Ma perché un nervo può andare incontro a queste problematiche?

Il nervo può ricevere stress di tipo metabolico

- Infiammazione
- arousal
- sindrome dolorosa regionale complessa

Oppure stress di tipo meccanico

- vibrazioni
- stiramenti
- movimenti ripetuti

Oppure per problematiche legate all'interfaccia dove scorre il nervo (ernie, restringimento dei canali, rigidità muscolari, cicatrici, edemi/ematomi, limitazioni del rom).

Tra le frasi tipiche del paziente con alterazioni neurodinamiche troviamo:

"ho la sensazione che qualcosa tiri"
"il dolore è accompagnato da bruciore/formicolio/intorpidimento"
"anche solo a toccarmi sento dolore" (allodinia)
"mi sembra di essere più sensibile agli stimoli" (iperalgesia)

Gli esercizi di neurodinamica sono ottimi alleati per ripristinare la funzione del nervo.

05/10/2023

Indirizzo

Strada Provinciale 17, 95
Castione De' Baratti
43029

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00

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