30/03/2026
Verde, blu, ocra.
Non è mai la stessa cosa.
Come si rappresenta ciò che non è facilmente rappresentabile?
Come si dà forma a qualcosa che non ha una forma fissa, ma oscilla, si trasforma, appare e scompare nel tempo dell’incontro?
Sono queste le domande che guidano e accompagnano il mio lavoro.
La stanza di analisi è, per me, uno spazio vivo.
Uno spazio che non si lascia definire o catalogare, ma che prende forma ogni volta nella relazione, nel movimento, nelle associazioni.
Ci sono cose che, all’inizio, non esistono ancora.
Si manifestano come sensazioni, immagini, frammenti difficili da trattenere. E solo nel tempo, possono trovare, non una forma possibile ma tante forme.
Per me questo è il senso della psicoterapia:
dare ospitalità a ciò che è ancora informe,
restare in ascolto di ciò che si muove,
permettere che qualcosa, lentamente, possa trasformarsi e diventare pensabile.
Questo dipinto prova ad avvicinarsi a tutto questo.
Non rappresenta, ma accoglie.
Non definisce, ma apre.
Grazie a per aver reso possibile non un oggetto, ma uno spazio:
uno spazio di trasformazione, di pensabilità, di presenza. Quanto di meglio potessi immaginare per la mia stanza.
E quindi non verde, non blu e non ocra ma tanti verdi, blu, ocre, terre e ombre.
Non è mai la stessa cosa e può non esserlo.