04/12/2025
La psiche è estesa nel tempo e perciò a livello intergenerazionale e transgenerazionale.
Nella trasmissione intergenerazionale le modalità identificatorie, i pattern di funzionamento della relazione madre-bambino, delle relazioni familiari e i vissuti psichici vengono trasmessi tra le generazioni grazie a un processo di elaborazione e ripresa trasformativa che presuppone alterità e differenziazione negli scambi intersoggettivi. Nella trasmissione transgenerazionale i vissuti trasmessi sono invece impensabili; avviene un attraversamento tra le generazioni di contenuti la cui elaborazione e trasformazione non è stata possibile. I traumi che hanno caratterizzato la storia familiare sono trasmessi in forma bruta come segreti o non detti (Nicolò, 1993). Queste trasmissioni diventano perciò introietti alieni, incorporazioni patogene e patologiche. Ciò che viene trasmesso non viene introiettato, ma piuttosto incorporato. I concetti di identificazioni alienanti (Cahn, 1991; Faimberg, 1985), quelli di cripta di Abraham e Torok (1978) sono una descrizione accurata dell’estensione transgenerazionale nel tempo della psiche; per questi autori, esperienze traumatiche non elaborate possono essere organizzate come segreti familiari e creano una “cripta” nell’inconscio della persona che può produrre “fantasmi”, sintomi, nelle generazioni successive.
[…] funzionamenti traumatici del gruppo in più generazioni intrudono nel singolo, sottomettendolo, minacciando i suoi processi di soggettivazione, rendendo il suo Sé sempre più fragile.
Anna Maria Nicolò, Gli inconsci che ci abitano