02/02/2026
Immagina di essere un bambino al quale, una volta all'anno, in occasione del Carnevale, è concesso di essere tutto ciò che desidera...o di scoprire parti di sè ancora sconosciute...
“Non occorrono particolari capacità di introspezione per rendersi conto che la nostra mente funziona per sottosistemi o parti.
E’ esperienza comune riconoscere che al nostro interno albergano desideri e aspirazioni diverse, spesso in conflitto.
Vogliamo sposarci, ma vogliamo anche essere liberi come prima. Desideriamo una carriera di successo, ma non ci va di rinunciare alle comodità di una vita tranquilla. Aspiriamo ad essere bene in forma, ma siamo golosi e non siamo disposti a faticare.
Che ci piaccia o meno, dobbiamo arrenderci al fatto che non siamo padroni assoluti in casa nostra, ma che dobbiamo fare i conti con una moltitudine di voci interne, figure, personaggi, modelli interiorizzati, parti di noi rimaste ancorate al passato.
Non solo durante il sogno, ma anche in stato di veglia possiamo diventare consapevoli della loro esistenza: non occorre essere schizofrenici per avere al proprio interno irruzioni di voci o immagini spontanee, parallele o dissonanti con il corso principale dei nostri pensieri. Talvolta esse sembrano del tutto casuali, semplici distrazioni; in altri casi, invece, pare che esprimano una loro volontà e intervengano con uno scopo. Alcune volte questi interventi sembrano saggi ed evolutivi, altre volte regressivi o distruttivi. Così ci può capitare di sentire al nostro interno un’opposizione, una volontà contraria alla nostra che ci blocca, ci inibisce, ci spinge a comportamenti o scelte che non vorremmo fare..."
- Mauro Scardovelli -
La personalità è un insieme di maschere o di subpersonalità, ognuna delle quali può ve**re utilizzata a seconda delle situazioni che un individuo affronta sul palcoscenico della vita.
Se ciascuno osservasse se stesso in una giornata tipo, potrebbe notare quante parti di sé mette in campo.
Lo psicologo William James diceva che ci sono tante parti di noi quante sono le persone con cui entriamo in relazione, Walt Whitman recitava, attraverso una frase diventata estremamente famosa, “Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini...“, mentre Luigi Pirandello, in quasi tutta la sua opera, ha drammaticamente messo in evidenza l’incapacità dell’uomo moderno di scoprire chi egli sia veramente, fra le molteplici a contrastanti immagini che egli si forma di sé e che gli altri si formano di lui.
Karl Gustav Jung ha invece formalizzato il concetto di complessi intesi come insieme di elementi psichici – quali emozioni, pensieri, sensazioni, intuizioni – che essendo in relazione tra loro e a un nucleo profondo aggregante formano un insieme, si costellano.
È prassi comune, invece, nella maggior parte delle persone percepirsi attraverso un tutt’uno.
Come dice Roberto Assagioli, un teatro vero e proprio vive dentro di noi e, a volte, un personaggio prende il sopravvento oppure tutti parlano contemporaneamente.
Dice ancora Ferrucci che “le subpersonalità sono dei satelliti psichici che coesistono nell’ambito della nostra personalità, ognuna di esse con un suo stile e una sua motivazione, spesso assai diversa dalle altre.
Ognuno di noi è una folla. Ci possono essere il ribelle e l’intellettuale, il seduttore e la casalinga, il sabotatore e l’esteta, il sognatore e il perfezionista, ognuno con la sua mitologia, e tutti quanti più o meno comodamente stipati all’interno di un solo individuo“.
Le subpersonalità quindi, così come si intuisce dal nome, sono piccole personalità, personalità minori. Ognuna di loro con uno specifico bisogno, con una propria volontà e modo di funzionare, che esistono all’interno di un sistema più grande, l’essere umano. La letteratura e la cinematografia hanno raccontato in molte occasioni e forme diverse il fatto che in noi coesistono e si alternano più parti diverse.
Integrare le nostre subpersonalità è l'unico modo per non restare frammentati nel falso Sè come sosteneva Winnicott.
Con "Falso Sé" Winnicott intende l'inevitabile corazza narcisistica che il soggetto crea nel perenne conflitto tra istanze inconsce e regole sociali del mondo.
Come lavorarci?
Il connubio tra la Matrioska e le carte Dixit favorisce una presa di consapevolezza delle personalità che ci abitano, mentre la rappresentazione fotografica, l'integrazione tra le diverse parti del Sè.
Questo risulta particolarmente efficace in tutti quei contesti, in cui per aderenza a determinati costrutti familiari e sociali, ci si nega la propria identità o vocazione.
Per un giorno concediti la possibilità di essere tutto ciò che vorresti o avresti voluto, senza giudizio.
Ti aspetto!
Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa
“Una delle illusioni più ingannevoli in cui ci possiamo imbattere nel corso della nostra vita è la convinzione di essere un’entità monolitica e immutabile. E scoprire che invece è vero il contrario, che siamo un miscuglio di elementi contrastanti e mutevoli..."
-Piero Ferrucci-