Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa

Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa Psicologa, Costellatore familiare, specializzata in arti-terapie e tecniche bioenergetiche.

Psicologa specializzata in Psicosomatica, Psicogenealogia e Costellazioni familiari, Floriterapeuta, Master Reiki, Mindfulness Educators, Cristalloterapia, Aromaterapia, Riflessologia Plantare, Cromopuntura, EFT, Naturopatia animale.

La mamma è la chiave di tutte le relazioni, il nutrimento e la protezione primaria. Una separazione da lei può produrre ...
11/03/2026

La mamma è la chiave di tutte le relazioni, il nutrimento e la protezione primaria.
Una separazione da lei può produrre molte risposte, anche profonde, il cui effetto si espande a vari ambiti della vita.
A partire dai fenomeni fisici, per proseguire con problemi nelle relazioni, fino al rapporto con il denaro.

Che cosa conduce al nostro successo e ci prepara ai prossimi successi nella nostra vita e nella nostra professione?
Prendere lei – in quanto fonte della vita – con tutto ciò che fluisce da lei verso di noi. Con lei prendiamo la nostra vita.
E questo prendere è attivo.
Dobbiamo succhiare perché il suo latte fluisca. Dobbiamo chiamare perché lei venga. Dobbiamo gioire di ciò che lei ci dona.
Con lei noi diventiamo ricchi.

Più tardi nella vita vediamo che chi è riuscito a prendere la madre in questo modo pieno, avrà successo e sarà felice.
Perché come una persona si pone di fronte alla madre, così si pone di fronte alla vita e alla professione.
Se rifiuta la madre, rifiuterà anche la vita, il lavoro e la professione.
Come qualcuno gioisce della madre, così gioisce della vita e del proprio lavoro.
Così come sua madre gli dà, gli dà sempre di più – se prende da lei con amore – così avrà successo nella vita e nel lavoro - allo stesso modo.

Chi ha riserve nei confronti della madre, ha riserve anche verso la vita e la felicità.
Così come sua madre si ritira da lui e dal suo successo come conseguenza delle sue riserve e del suo rifiuto, anche la vita e il successo si ritirano.

Bert Hellinger

Magic Mindfulness ⭐🧸🙏🏻I bambini con ADHD spesso sperimentano alti livelli di stress, ansia e frustrazione a causa delle ...
11/02/2026

Magic Mindfulness ⭐🧸🙏🏻

I bambini con ADHD spesso sperimentano alti livelli di stress, ansia e frustrazione a causa delle sfide quotidiane che devono affrontare.
La mindfulness può aiutare a promuovere il loro benessere emotivo.

Attraverso la pratica della consapevolezza, i bambini imparano a riconoscere e accettare le proprie emozioni senza giudicarle.
Imparano a gestire lo stress in modo più efficace, adottando una prospettiva più equilibrata e adattiva.

La mindfulness può anche fornirgli strumenti per sviluppare una maggiore resilienza emotiva, consentendo loro di affrontare in modo più positivo le sfide che incontrano.

Il training di Mindfulness per i bambini con ADHD ha come scopo principale quello di offrire un percorso che sia di supporto all’autoregolazione emotiva e comportamentale, all’attenzione, all’autocontrollo e all’impulsività.

Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa
Studio Kintsugi, via del rotolo 44/46.
Lungomare Catania

Immagina di essere un bambino al quale, una volta all'anno, in occasione del Carnevale, è concesso di essere tutto ciò c...
02/02/2026

Immagina di essere un bambino al quale, una volta all'anno, in occasione del Carnevale, è concesso di essere tutto ciò che desidera...o di scoprire parti di sè ancora sconosciute...

“Non occorrono particolari capacità di introspezione per rendersi conto che la nostra mente funziona per sottosistemi o parti.
E’ esperienza comune riconoscere che al nostro interno albergano desideri e aspirazioni diverse, spesso in conflitto.
Vogliamo sposarci, ma vogliamo anche essere liberi come prima. Desideriamo una carriera di successo, ma non ci va di rinunciare alle comodità di una vita tranquilla. Aspiriamo ad essere bene in forma, ma siamo golosi e non siamo disposti a faticare.
Che ci piaccia o meno, dobbiamo arrenderci al fatto che non siamo padroni assoluti in casa nostra, ma che dobbiamo fare i conti con una moltitudine di voci interne, figure, personaggi, modelli interiorizzati, parti di noi rimaste ancorate al passato.
Non solo durante il sogno, ma anche in stato di veglia possiamo diventare consapevoli della loro esistenza: non occorre essere schizofrenici per avere al proprio interno irruzioni di voci o immagini spontanee, parallele o dissonanti con il corso principale dei nostri pensieri. Talvolta esse sembrano del tutto casuali, semplici distrazioni; in altri casi, invece, pare che esprimano una loro volontà e intervengano con uno scopo. Alcune volte questi interventi sembrano saggi ed evolutivi, altre volte regressivi o distruttivi. Così ci può capitare di sentire al nostro interno un’opposizione, una volontà contraria alla nostra che ci blocca, ci inibisce, ci spinge a comportamenti o scelte che non vorremmo fare..."
- Mauro Scardovelli -

La personalità è un insieme di maschere o di subpersonalità, ognuna delle quali può ve**re utilizzata a seconda delle situazioni che un individuo affronta sul palcoscenico della vita.
Se ciascuno osservasse se stesso in una giornata tipo, potrebbe notare quante parti di sé mette in campo.

Lo psicologo William James diceva che ci sono tante parti di noi quante sono le persone con cui entriamo in relazione, Walt Whitman recitava, attraverso una frase diventata estremamente famosa, “Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini...“, mentre Luigi Pirandello, in quasi tutta la sua opera, ha drammaticamente messo in evidenza l’incapacità dell’uomo moderno di scoprire chi egli sia veramente, fra le molteplici a contrastanti immagini che egli si forma di sé e che gli altri si formano di lui.

Karl Gustav Jung ha invece formalizzato il concetto di complessi intesi come insieme di elementi psichici – quali emozioni, pensieri, sensazioni, intuizioni – che essendo in relazione tra loro e a un nucleo profondo aggregante formano un insieme, si costellano.
È prassi comune, invece, nella maggior parte delle persone percepirsi attraverso un tutt’uno.

Come dice Roberto Assagioli, un teatro vero e proprio vive dentro di noi e, a volte, un personaggio prende il sopravvento oppure tutti parlano contemporaneamente.

Dice ancora Ferrucci che “le subpersonalità sono dei satelliti psichici che coesistono nell’ambito della nostra personalità, ognuna di esse con un suo stile e una sua motivazione, spesso assai diversa dalle altre.
Ognuno di noi è una folla. Ci possono essere il ribelle e l’intellettuale, il seduttore e la casalinga, il sabotatore e l’esteta, il sognatore e il perfezionista, ognuno con la sua mitologia, e tutti quanti più o meno comodamente stipati all’interno di un solo individuo“.

Le subpersonalità quindi, così come si intuisce dal nome, sono piccole personalità, personalità minori. Ognuna di loro con uno specifico bisogno, con una propria volontà e modo di funzionare, che esistono all’interno di un sistema più grande, l’essere umano. La letteratura e la cinematografia hanno raccontato in molte occasioni e forme diverse il fatto che in noi coesistono e si alternano più parti diverse.

Integrare le nostre subpersonalità è l'unico modo per non restare frammentati nel falso Sè come sosteneva Winnicott.
Con "Falso Sé" Winnicott intende l'inevitabile corazza narcisistica che il soggetto crea nel perenne conflitto tra istanze inconsce e regole sociali del mondo.

Come lavorarci?
Il connubio tra la Matrioska e le carte Dixit favorisce una presa di consapevolezza delle personalità che ci abitano, mentre la rappresentazione fotografica, l'integrazione tra le diverse parti del Sè.

Questo risulta particolarmente efficace in tutti quei contesti, in cui per aderenza a determinati costrutti familiari e sociali, ci si nega la propria identità o vocazione.

Per un giorno concediti la possibilità di essere tutto ciò che vorresti o avresti voluto, senza giudizio.

Ti aspetto!
Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa

“Una delle illusioni più ingannevoli in cui ci possiamo imbattere nel corso della nostra vita è la convinzione di essere un’entità monolitica e immutabile. E scoprire che invece è vero il contrario, che siamo un miscuglio di elementi contrastanti e mutevoli..."
-Piero Ferrucci-

Il mio piccolo "Nuovo Cinema Paradiso" ❤️Non sarà il super 8 di Papà, non ha quel suono magico di un proiettore antico m...
29/01/2026

Il mio piccolo "Nuovo Cinema Paradiso" ❤️

Non sarà il super 8 di Papà, non ha quel suono magico di un proiettore antico ma anche questo connubio fra un animo retrò e tecnologico, mi contraddistingue e rappresenta il mio studio, il mio orientamento, quell'equilibrio tanto ricercato nella dualità di tutte le cose.

Così anche il mio progetto di Mindfulness Cinematografica ha trovato il suo spazio, in un luogo di cura pensato per chi ama il cinema e predilige il canale visivo come stile di apprendimento e comunicazione.

Studio Kintsugi, via del rotolo 44/46.
Lungomare Catania

La parte del mio nuovo studio di cui vado più orgogliosa è certamente questa…il set fotografico!Poter integrare la mia e...
27/01/2026

La parte del mio nuovo studio di cui vado più orgogliosa è certamente questa…il set fotografico!

Poter integrare la mia esperienza lavorativa nell’ambito della fotografia in un contesto clinico.

Dopo aver esaminato le evidenze scientifiche riportate nelle mie tesi di laurea, in qualità di Psicologa e Arte-terapeuta, gli obiettivi che mi sono posta sono:

✅ Presentare una nuova modalità di promozione del benessere attraverso le immagini.
✅ Sviluppare narrazioni personali.
✅ Favorire il benessere e la crescita psicologica del paziente.

Perché le fotografie rappresentano una risorsa all’interno di una relazione d’aiuto?

✅ Permettono insight specifici grazie alla rapidità e all’efficacia del visivo rispetto al verbale.
✅ Bypassano il sistema di controllo verbale conscio.
✅ Cambio del punto di vista.
✅ Rielaborazione di esperienze traumatiche.

Come?
Attraverso le 5 tecniche di Fototerapia di Judy Weiser ( Psicologa e Psicoterapeuta)

1 📷 Foto che sono state scattate o create dal paziente
2 📷 Foto fatte al paziente da altre persone
3 📷 Autoritratti
4 📷 Album di Famiglia
5 📷 Foto proiettive

Dove?
Studio Kintsugi, via del Rotolo 44-46. Lungomare Catania.
Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa

FARE PACE CON IL CIBO: Il set up da privazione e i sensi di colpa.Tentare di eliminare completamente una serie di alimen...
16/01/2026

FARE PACE CON IL CIBO: Il set up da privazione e i sensi di colpa.

Tentare di eliminare completamente una serie di alimenti considerandoli proibiti, aumenta il desiderio di essi e conduce ad un mindset di sacrificio e sofferenza che riporta automaticamente ad esperienze simili che non hanno nulla a che vedere con il cibo.

Si definisce "sindrome dell'altalena" la relazione inversamente proporzionale tra la sensazione di colpa e la pratica della deprivazione.
Il senso di colpa diminuisce quando si pratica la deprivazione.
Non appena si interrompe e ci si concede qualcosa della lista nera dei cibi bannati, la colpa inizia a crescere.
Inizialmente si ha la sensazione di restare in un terreno tollerabile.
Tuttavia, più intensa è stata la privazione, più sembra difficile ripristinarla.
Il permesso incondizionato di mangiare interrompe questa inutile ripetizione.

Essere liberi di scegliere significa poter gustare ciò che più sollecita il palato senza il rischio di divorare eccessive quantità di esso, evitando emozioni negative che portano inevitabilmente ad uno status di sofferenza che induce a mangiare di più per compensare una condizione emotiva poco sostenibile.
Ogni volta che ci si priva totalmente di qualcosa che si desidera o di cui si ha bisogno, il trasporto verso la cosa aumenta e il pensiero si fa ossessivo.
E non si tratta solo di voglia di cibi grassi e ipercalorici.
Ci sono diete che non prevedono frutta per un determinato periodo: di cosa si sente il bisogno in quel caso? Più di mele che di patatine!
Solo per fare un esempio.
Quando è la mente a parlare per prima, si resta prigionieri delle indicazioni della mentalità da dieta che invitano alla privazione aumentando il desiderio.

Fare pace con il cibo significa uscire da questo circolo vizioso.
Vuol dire togliere il concetto di moralità nelle scelte che riguardano il cibo.

Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa, Naturopatia, Costellazioni Familiari, Arti-terapie.

TEMPO DI DIETA?FERMATI E SINTONIZZATI SU CIO' CHE IL TUO CORPO VUOLE E DI CUI HA BISOGNO!Dopo le feste è consuetudine ar...
09/01/2026

TEMPO DI DIETA?
FERMATI E SINTONIZZATI SU CIO' CHE IL TUO CORPO VUOLE E DI CUI HA BISOGNO!

Dopo le feste è consuetudine armarsi di buoni propositi iniziando una nuova dieta che, puntualmente, nella maggior parte dei casi, non andrà a buon fine, generando frustrazione e sensi di colpa.

Cosa succede? Suona un campanello d’allarme nella percezione del proprio corpo: un commento esterno, un pantalone che risulta più stretto dell’ultima volta in cui è stato indossato, un suggerimento medico o la voglia di prendersi maggiormente cura di sé stessi, fanno scattare in automatico la leva della dieta.
Si entra così, senza esserne consapevoli, in un circolo vizioso da cui diventa sempre più difficile uscire.

Il desiderio di essere magri (A) coincide con l’idea, non necessariamente supportata, di aver bisogno di perdere peso: per sentirsi più dinamici, per fare le scale con meno fatica, per salvaguardare la propria salute. Ma anche per apparire più conformi ad uno standard, per sentirsi più belli e ammirati o perché non è ancora chiaro come prendersi cura di sé e del proprio corpo in modi diversi dalla restrizione alimentare.

E si inizia una dieta (B).
La prima fase di ogni dieta (in media dalle 3 alle 6 settimane) viene definita luna di miele (C).
È quella in cui tutto sembra andare per il meglio. Il controllo è ai massimi livelli e i buoni propositi vengono sostenuti dall’entusiasmo. Frasi come “non ho affatto fame” o “mangio più di prima” sono comuni. Finalmente sembra che la nave proceda a vele spiegate verso l’obiettivo e la convinzione che si fa strada è una: QUESTA DIETA FUNZIONA!

Proprio quando tutto sembra andare per il meglio, arriva la vita...
Una giornata difficile, un problema professionale, un momento di stanchezza importante o un litigio. In generale una situazione che mette alla prova per la quale si sente il bisogno di ricevere una coccola, di tacitare un’emozione intensa, di non pensare. Parallelamente è importante ricordare che il corpo si sta attivando: i campanelli d’allarme della mancanza di zuccheri o di grassi, in generale di calorie, iniziano a suonare e la sensazione di fame aumenta nel tentativo di ristabilire un equilibrio o la percezione dello stesso. Il controllo si abbassa perché altri problemi occupano spazio e il craving (desiderio ardente) aumenta (D).

Arriva a questo punto il momento in cui si cede, si sgarra (usando un termine da cancellare per l’alimentazione intuitiva ma molto in voga nelle diete). I pensieri che accompagnano e autorizzano questa decisione sono molteplici: "lo merito", "solo per questa volta", "ne approfitto ora" e "da domani torno in riga". Si desidera mangiare ciò che nella dieta in atto risulta proibito in quanto maggiormente seduttivo. Etichettando il momento come "eccezione" non si mangia per gustare, si divora. Non c’è tempo per selezionare ed apprezzare, si fa incetta di tutto ciò di cui ci si è sentiti privati nel periodo restrittivo e la licenza diventa perdita di controllo, spesso abbuffata (E).

Ci si promette di ricominciare la dieta il giorno successivo, magari il lunedì se si è prossimi al weekend. Di fatto ti**re una riga e ricominciare con lo stesso esercizio di controllo dell’inizio è difficilissimo. L’incanto è svanito.
Se nella fase definita luna di miele il successo sembrava attribuibile al tipo di dieta, gli insuccessi, la frustrazione e il senso di colpa che accompagnano la sensazione di aver abbandonato sono tutti auto-riferiti, proiettati contro sé stessi.
Si riprende il peso perso nel primo periodo e ci si sente a terra emotivamente (F).

Traci Mann, professoressa di psicologia dell'università del Minnesota, fino al 2007 professoressa associata dell'UCLA (University of California, Los Angeles) ha condotto e ripreso nel tempo numerose ricerche sulla possibilità di perdere perso seguendo una dieta restrittiva e, in generale, sugli effetti che le diete hanno sul peso e sulla percezione di se stessi.
La ricerca a cui fa riferimento in questa sede è quella pubblicata nel 2007 sulla rivista dell'American Psychological Association " Dieting does not work".
La domanda che si pongono i ricercatori è la seguente: " E' possibile perdere peso e mantenerlo stabile seguendo una dieta?"
La risposta è chiara: "No, probabilmente no. E' possibile perdere circa dal 5% al 10% del proprio peso corporeo in un arco temporale di 6 mesi, che tuttavia viene ripreso entro 5 anni nella maggior parte dei casi".

Nutrirsi in modo intuitivo vuol dire dare a sé stessi la libertà incondizionata di scegliere cosa e quanto mangiare nel rispetto della propria fame e nell’ascolto di una soddisfacente sazietà.
Mangiare incondizionatamente non vuol dire darsi il permesso di prendere qualsiasi cosa in qualsiasi momento ma significa ricercare nel cibo l’appagamento di un bisogno energetico, nutritivo ed emotivo che accompagna il soggetto verso un equilibrio efficace e sostenibile nel lungo periodo.

Gli aggettivi ‘intuitivo’ e ‘incondizionato’ sottolineano la soggettività dell’esperienza e rigettano le regole vincolanti dei consueti approcci dietetici i quali limitano la libertà individuale e creano una mentalità del controllo che porta inevitabilmente alla sua perdita.
Le abbuffate, soggettive o oggettive, legate ad un comportamento patologico o non riconducibili ad esso, sono spesso la conseguenza di un eccessivo esercizio di questo controllo o del tentativo ripetuto di applicarlo.

Richiedi maggiori informazioni per iniziare il tuo percorso di Intuitive Eating.

Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa, Naturopatia, Costellazioni Familiari, Arti-terapie.

Voglio inaugurare il mio studio e il nuovo anno con un gesto di cura e gentilezza verso coloro i quali sentano il bisogn...
05/01/2026

Voglio inaugurare il mio studio e il nuovo anno con un gesto di cura e gentilezza verso coloro i quali sentano il bisogno di migliorare la qualità della propria vita perché, come diceva Hemingway:
"Il mondo rompe tutti, poi qualcuno diventa forte nei punti spezzati!"

Questa è la mia cura, il mio modo di concepire le fratture, la sofferenza, la resilienza.

Chi lo desidera, può contattarmi in privato e prendere un appuntamento gratuito.

Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa.
Naturopatia, Costellazioni Familiari, Arti-terapie.

Lo studio Kintsugi vi augura buone feste! 🎄🥂🎄Un pensiero speciale a chi dovrà convivere con delle sedie vuote...Che poss...
25/12/2025

Lo studio Kintsugi vi augura buone feste! 🎄🥂🎄
Un pensiero speciale a chi dovrà convivere con delle sedie vuote...
Che possa essere un' occasione per trasformare i frammenti in oro!
Con affetto, Eleonora.

Il trattamento tossico corrisponde al peggioramento della malattia seppur di lieve entità ed è quindi un'evoluzione del ...
25/06/2025

Il trattamento tossico corrisponde al peggioramento della malattia seppur di lieve entità ed è quindi un'evoluzione del sistema endocrino di base.
Nella cromopuntura i colori che vengono utilizzati sono il giallo e il viola che rappresentano i colori del sistema immunitario.
In alcuni punti il Dr. Peter Mendel ha utilizzato anche il colore verde che è il disintossicante per eccellenza.
In questo sistema, le tossine si muovono ed intaccano il corpo, livello fisico, infatti la linfa necessita di movimento in quanto debella l'intossicazione dei reni.

Indirizzo

Catania
95100

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Eleonora Ambra-Psicologa:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram