Dott.ssa Lucia Privitera Psicologa - Psicoterapeuta

Dott.ssa Lucia Privitera Psicologa - Psicoterapeuta Psicologa ~ Psicoterapeuta

10/05/2026

A volte alcuni sogni diventano realtà proprio perché li si realizza insieme alle persone giuste ❤🌈
Ieri ha preso vita una nuova realtà, l'Associazione di Promozione Sociale FEMM IMPULS APS, di cui per me è un onore esserne la vicepresidente.
La nostra associazione, ente del terzo settore senza scopo di lucro, si pregia di poter avere uno sguardo innovativo su ciò che concerne la promozione del benessere femminile ma che, in realtà a partire da ciò, allarga il suo raggio d'azione all'intera comunità. Vogliamo regalare uno spazio alla collettività dove ogni persona può essere protagonista del proprio benessere, attraverso l'ascolto, le relazioni e la consapevolezza di se stessi. In un momento storico in cui questi valori sembrano essere messi in crisi, dove oggettivamente soprattutto il sentire femminile trova difficoltà ad affermare la sua voce, noi vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro: QUANDO UNA DONNA SI PRENDE CURA DI SÉ L'INTERA COMUNITÀ FIORISCE. Ed è per questo che la nostra missione è dar valore e sostegno a tutto ciò, promuovendo inoltre altrettante iniziative rivolte a tutti, in qualsiasi fascia d'età.
Ieri è stata una giornata di gioia immensa, certe che ci saranno tantissimi altri giorni così in cui tutti voi potrete esserne i protagonisti diretti. Ad maiora 🪷🫶 e un grazie immenso alle mie compagne di viaggio 🫂

06/05/2026

Il CNOP celebra il 6 maggio 2026 la Giornata mondiale della salute mentale materna, che ricorre ogni anno il primo mercoledì di maggio, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza del benessere psicologico in gravidanza e nel post-partum, promuovendo prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, questa giornata invita a superare stigma e tabù, sostenendo le madri e il nuovo nucleo familiare.

Diventare genitori è un processo complesso e trasformativo, spesso accompagnato da emozioni contrastanti, stress e cambiamenti profondi. L’idea di una maternità sempre serena non riflette la realtà: secondo l’OMS, circa 1 donna su 5 sperimenta ansia o depressione nel periodo perinatale, con possibili conseguenze anche gravi per la salute della madre e per lo sviluppo del bambino.

Nonostante ciò, il disagio psichico perinatale è ancora poco riconosciuto, anche a causa di condizionamenti culturali e aspettative idealizzate che rendono difficile chiedere aiuto. I sintomi possono emergere durante la gravidanza e nei primi anni dopo il parto e riguardano donne di ogni età, cultura e condizione sociale.

Riconoscere precocemente i segnali, promuovere una cultura del supporto e rafforzare le reti di sostegno, a partire dal ruolo dei partner, è fondamentale per intervenire in modo efficace. Allo stesso tempo, è necessario un impegno delle istituzioni per garantire servizi adeguati e accessibili, aumentando la consapevolezza e il sostegno alla salute mentale materna, che riguarda l’intera famiglia e la comunità.

“𝑃𝑒𝑟 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑐𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑣𝑖𝑙𝑙𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜.”
𝐸̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑣𝑒𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖𝑑𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎, 𝑖𝑙 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑠𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑜 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑠𝑢𝑡𝑖.
𝑅𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 “𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒” 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑙 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜.

✨ C’è un nuovo spazio dedicato a TE. ✨Stiamo per inaugurare non solo una sede, ma diamo vita a un sogno: un luogo dove o...
04/05/2026

✨ C’è un nuovo spazio dedicato a TE. ✨

Stiamo per inaugurare non solo una sede, ma diamo vita a un sogno: un luogo dove ogni donna può riscoprire la propria forza, prendersi cura del proprio benessere e sentirsi accolta senza giudizio. 🫂

La nostra missione? Promuovere un’idea di benessere che abbracci corpo, mente e spirito. Perché quando una donna sta bene, l’intera comunità fiorisce. 🌸🌍

📍 Ti aspettiamo il 9 Maggio 2026, dalle ore 18.00 alle 20.30, ad Aci sant'Antonio (CT) in Via Don Luigi Sturzo 7d, per conoscerci e iniziare questo viaggio insieme.

Durante l'evento ti aspettano:
•visita degli spazi;
•presentazione delle attività associative;
•aperitivo di benvenuto.

👉 Seguici per scoprire i nostri primi laboratori e attività!

CommunityFemminile

01/05/2026

Il lavoro non è solo ciò che facciamo.
È il modo in cui abitiamo il mondo.

Ogni anno, il 1° maggio richiama parole che rischiano di diventare rituali: diritti, sicurezza, dignità.
Eppure, oggi più che mai, queste parole chiedono di essere rimesse a terra, dentro la complessità dei contesti reali.
Perché il lavoro cambia.
Si trasforma con le tecnologie, si frammenta nelle forme contrattuali, si intensifica nei ritmi, si espone a nuove vulnerabilità.
E insieme al lavoro, cambia anche ciò che spesso resta invisibile: la qualità delle relazioni, il peso delle responsabilità, la tenuta emotiva delle persone.
Non si può parlare di sicurezza senza includere la dimensione psicologica.
Non si può parlare di produttività ignorando lo stress, il burnout, la fatica delle lavoratrici e dei lavoratori.
Non si può parlare di futuro senza interrogarsi sul senso che il lavoro assume per le nuove generazioni.

La Festa del Lavoro oggi, ci chiede uno sguardo più ampio.
Ci chiede di riconoscere che il lavoro è anche un luogo di costruzione – o di erosione – della salute, della dignità, dei legami sociali.

Come comunità professionale, siamo chiamati a presidiare questo spazio.
A portare competenze nei contesti organizzativi, nei servizi, nei luoghi della cura e della formazione.
A contribuire a costruire ambienti di lavoro più sostenibili, più consapevoli, più umani.

Perché tutelare il lavoro significa, prima di tutto, tutelare le persone.

Buona Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

Per poter risorgere dalle proprie ceneri bisogna ritornare al proprio luogo sicuro, oggi ve ne condivido uno dei miei. L...
05/04/2026

Per poter risorgere dalle proprie ceneri bisogna ritornare al proprio luogo sicuro, oggi ve ne condivido uno dei miei. Le tempeste della vita possono sì devastare, ma l'anima è destinata a rigenerarsi sempre. Auguro una serena Pasqua a tutti voi, che possiate sempre ritornare ai luoghi sicuri del vostro cuore. 🪷🫂🫶

07/02/2026

Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo

In questa giornata dedicata a un fenomeno così complesso e multifattoriale scegliamo di fermarci a riflettere su un aspetto determinante e spesso trascurato: l’esempio degli adulti e la cultura diffusa che avvolge i nostri bambini e adolescenti molto prima che si parli esplicitamente di bullismo.

Il bullismo non nasce all’improvviso. È lo specchio di un clima sociale in cui la forza sembra contare più della delicatezza, la rapidità più dell’ascolto, la competizione più della cooperazione. Anche la scuola, a volte suo malgrado, assorbe questa impostazione: tutto corre veloce, tutto si misura, tutto sembra richiedere di “stare al passo”. Chi ha ritmi diversi, chi porta fragilità, sensibilità particolari o neurodivergenze, rischia di percepire la propria differenza come un errore. E in quel terreno si insinua facilmente l’esclusione. Chi vive in un contesto dove regnano violenza, prevaricazione, solitudine affettiva e trascuratezza emotiva rischia di farsi forte con la forza e con la sopraffazione del più debole. E in questo terreno possono attecchire gli atti di bullismo.

I ragazzi osservano gli adulti in ogni spazio della loro vita: nelle famiglie, nelle piazze digitali, nel dibattito pubblico. E in questo tempo storico, segnato da conflitti e guerre che ridisegnano il mondo, da una preoccupante deriva antidemocratica, da narrazioni polarizzate e da diffuse manifestazioni di intolleranza, il modello degli adulti non sempre è un approdo rassicurante. Basta scorrere i social per vedere come gli stessi adulti si parlino spesso con rabbia, odio, disprezzo, alimentati dall'invisibilità dietro uno schermo, con quella logica del “prevalere” che poi ritroviamo amplificata nelle relazioni tra i ragazzi.

In un clima simile, la gentilezza sembra quasi fuori moda, scambiata per fragilità. E invece è proprio lì che sta la vera forza: nella capacità di restare umani anche quando intorno si alimenta la durezza; nella scelta di non ferire quando sarebbe più facile farlo; nel riconoscere valore a chi procede diversamente da noi. La gentilezza è un atto adulto, consapevole e profondamente coraggioso.

Non si può negare che il primo terreno di prevenzione è proprio quello che costruiamo noi adulti, tutti: il modo in cui ci esprimiamo, le parole che scegliamo, la capacità di dissentire senza distruggere, la disponibilità a vedere l’altro senza incasellarlo. È questo che permette ai ragazzi di crescere in un contesto capace di rispetto, e non soltanto di giudizio. Fondamentale la presenza di adulti capaci di ascoltare autenticamente e di osservare in profondità, quello che uno sguardo, un gesto può dire a scuola e in famiglia.

Ma gli adulti, genitori ed insegnanti, non possono essere lasciati soli in questo difficile ruolo. Occorre un'intera comunità educante di adulti, inclusi i decisori politici, responsabili. Ed è per questo che l’educazione emotiva e sessuo-affettiva nelle scuole, sin dalla prima infanzia, deve essere affidata a professionisti competenti, a psicologi opportunamente formati. Perché aiutare i bambini a riconoscere le emozioni, i confini, le differenze, il senso delle relazioni, è forse l’investimento più importante che possiamo immaginare per il loro, e per il nostro, futuro.


Auguro  a tutti voi un Natale di riconnessione. Che ciascuno di voi possa simbolicamente sedersi accanto al suo bambino ...
24/12/2025

Auguro a tutti voi un Natale di riconnessione. Che ciascuno di voi possa simbolicamente sedersi accanto al suo bambino interiore, guardare il mondo attraverso i suoi occhi e rassicuralo che il tempo delle preoccupazioni, per lui, è finito: ora consapevolmente siete voi ad occuparvene e a proteggerlo.
Possiate ritrovare quella scintilla di puro stupore che non cerca doni e un'abbondanza da esibire, ma solo calore, presenza, autenticità e la libertà di essere esattamente se stessi, nel diritto di essere anche splendidamente vulnerabili talvolta.
Con affetto, Buon Natale a tutti voi 🎄🎁❄🎅
Dott.ssa Lucia Privitera.
💫🎄🎁❤️🎅

Questo studio aderisce al bonus psicologo.
02/09/2025

Questo studio aderisce al bonus psicologo.

25/07/2025

Va bene avere paura.
Va bene aver bisogno di aiuto.
Va bene chiedere aiuto.
Va bene essere fragili.
Va bene piangere.
Va bene essere vulnerabili.
Va bene avere un cuore.
Va bene avere un’anima.
Va bene non essere perfetti.
Va bene essere delicati.
Va bene provare empatia e sentire tutto tra spirito e carne.
Va bene sentire mancanze.
Va bene dire “no”.
Va bene rinascere e salvarsi.

Siamo esseri umani.
È meraviglioso racchiudere universi rari ed unici.

Siamo forza.
Inimitabile. Inimmaginabile. Imprevedibile.

Non permettere a nessuno di confondere la tua dolcezza con la debolezza.

Non sei debole quando abbracci e quando hai bisogno di un abbraccio.
Non sei debole quando ti fermi per respirare un po’
o quando piangi senza riuscire a controllarti.

Non sei debole.
Sei prezioso.

Sei da proteggere.
E se non gli altri non sanno farlo,
impara ad amarti prima di amare.

Va tutto bene.
Respira.
Va tutto bene.

(Natascja Di Berardino)

21/07/2025

“Chi sceglie l’anima rinuncia all’approvazione.”

S. Zani

27/06/2025

La mamma pecora nera

La mamma pecora nera è quella che sceglie di rompere con le imposizioni patriarcali e con un’educazione centrata sugli adulti.
È quella che osa seguire il proprio istinto, anche quando la famiglia o chi le sta intorno la fa dubitare.

La mamma pecora nera è quella che, con piena consapevolezza, decide di tagliare i legami tossici — anche se di sangue — non appena si rende conto che quei rapporti disfunzionali possono nuocere ai suoi figli.

È quella che affronta ogni tipo di percorso terapeutico per guarire le ferite della propria infanzia e per prendersi cura del suo bagaglio femminile interiore, spesso appesantito da traumi mai risolti.

Le mamme pecore nere sono quelle che la gente guarda con sospetto. Quelle di cui si mormora alle spalle, che si mette in discussione, che si critica, si giudica, si isola.

In ogni famiglia c’è sempre una mamma pecora nera: una donna coraggiosa, che spesso si è sentita sola, che ha spesso dubitato di sé stessa, ma che ha deciso di fidarsi del proprio sesto senso, delle proprie viscere, della propria intuizione.

In ogni famiglia c’è una mamma pecora nera che, oltre a lavorare su se stessa, si ritrova a portare il peso del trauma familiare che gli altri — il partner, i parenti, gli amici — non vogliono o non riescono a vedere.

Essere una pecora nera è un cammino solitario…
Ma, un giorno qualunque — forse prima di quanto pensi — quando la mamma pecora nera decide di alzare la testa e guardare lontano, nella prateria,
scorge altri pecore che, come lei, stanno andando nella direzione opposta al gregge. Controcorrente.

E quando si ferma a osservarle, una ad una, con calma, dalla prima all’ultima…
accade qualcosa di magico:
si accorge che non sono davvero nere.

Sono pecore con una luce unica.
La luce che nasce dall’amore per sé stesse, dall’empatia, dalla consapevolezza e da un cammino di evoluzione interiore.

Indirizzo

Via Luigi Pirandello 4
Catania
95128

Telefono

+393500495030

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