23/04/2026
"La creatività è un processo che nasce da un luogo di sofferenza, ma che porta alla liberazione": in questa frase si condensa l’essenza del lavoro di Marina Abramović, artista che ha trasformato il proprio corpo e la propria esperienza emotiva in materia viva dell’arte. Dalle performance estreme degli anni Settanta fino ai progetti più recenti, Abramović esplora il limite, la resistenza e la presenza, invitando lo spettatore a confrontarsi con sé stesso.
La sofferenza, nelle sue opere, non è mai fine a sé stessa, ma diventa un varco verso una consapevolezza più profonda. In questo senso, la sua ricerca assume quasi una dimensione rituale. L’attesa cresce ora per la sua imminente mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che inaugurerà il prossimo 6 maggio durante la Biennale