Studio Psylogy - Catania e Adrano

Studio Psylogy - Catania e Adrano Il 1° COWORKING di professionisti
PER IL BENESSERE PSICOFISICO,
con sedi a Catania e Adrano. Noi ci mettiamo anche il cuore!

Medici, psicoterapeuti, psicologi, counsellor, nutrizionisti, avvocati:
ci prendiamo cura di te a 360°. La parola “Cura” deriva da “cuore”: non c’è cura senza cuore. L’angoscia che talora accompagna l’esistenza umana è una domanda d’amore. E’ il grido dell’Io che attende, da un Tu, una risposta d’amore: la risposta è il “Noi” della relazione terapeutica. L’essere umano entra in contatto con l’amor

e attraverso l’Altro che risponde alla sua angoscia, con un gesto di cura che, pur rimanendo clinico, lo coinvolge come persona. Se, nell’atto clinico, non c’è amore, non si arriva a conoscere l’Altro nella sua alterità (dotata di senso): semmai ci si illude di “possederlo” attraverso le svariate “diagnosi di pazzia”! Solo se c’è amore, c’è comprensione e cura. Ecco perché, per noi, la relazione terapeutica è “per sempre”! PSYLOGY è il luogo in cui imparerai a comprendere che, se soffri, non sei né “malato”, né “pazzo”: i tuoi “sintomi” hanno un senso.

Figlio mio,ti scrivo perché vedo il tuo cuore diviso tra troppe rotte, come una bussola impazzita che cerca la stella pi...
12/05/2026

Figlio mio,
ti scrivo perché vedo il tuo cuore diviso tra troppe rotte, come una bussola impazzita che cerca la stella più luminosa senza accorgersi che la luce vera è quella che ti permette di tornare a casa.

Scegliere non è un calcolo matematico tra i pregi di diversi partner, ma l'atto coraggioso di decidere dove piantare le tue radici.
Non cercare la perfezione che brilla, ma la gentilezza che resta. Quando ti trovi davanti a un bivio, la domanda che devi farti non è "quale di queste persone brilla di più?", ma "accanto a quale di loro io divento la versione migliore di me stesso?".
Amare "per sempre" non è un incastro magico: è la scelta paziente di due pietre che si smussano insieme fino a diventare lisce.

C’è una bellezza potente e segreta nel decidere di chiudere tutte le altre porte e convogliare ogni tua energia su una sola persona.
Se dividi il tuo cuore tra mille possibilità, non vedrai fiorire nulla; ma se versi tutta l'acqua in un solo vaso, assisterai a un miracolo.
Vedi, la psicologia dell'amore ha leggi che la logica del mondo non comprende.

Forse chi sceglierai non sarà la persona più splendida o la più brillante agli occhi degli altri, ma quando diventerà la tua Unica, i tuoi occhi cambieranno.
Smetteranno di essere quelli di un giudice o di un critico d'arte, e diventeranno quelli di un custode.
Gli occhi degli altri vedranno i suoi lineamenti, i suoi difetti o la sua età. Ma i tuoi occhi, gli occhi di chi ha scelto di restare, vedranno la storia che state scrivendo insieme.
Non la confronterai più con nessuno, perché sarà fuori categoria, incommensurabile.

Amerai i suoi limiti perché sono i confini della tua pace, e la sua intelligenza sarà quella, rarissima, di saperti capire senza parlare.
Scegliere significa rinunciare, è vero, ma è proprio quella rinuncia a rendere sacro il tuo legame.
Non temere di lasciare andare altre luci: solo quando la tua mente si riposa in un unico volto, scoprirai che l'amore non è trovare una persona perfetta, ma vedere perfetta una persona reale.
E' proprio questa visione, il miracolo dell'amore, inaccessibile a chi non ama.

Scegli chi vuoi avere accanto quando cala il buio, non solo quando splende il sole.
E una volta scelto, figlio mio, non guardarti più indietro o a fianco.

Con la saggezza di chi ha smesso di cercare perché ha trovato tutto in un solo volto.

Perché avere due donne (o due uomini) ti rende più povero/a (e una sola ti rende un Re)Nella clinica dell’anima, esiste ...
07/05/2026

Perché avere due donne (o due uomini) ti rende più povero/a (e una sola ti rende un Re)

Nella clinica dell’anima, esiste una matematica diversa, che sfida la logica comune: nella relazione, due donne (o due uomini) sono meno di una.
Mentre il mondo moderno celebra la quantità e la varietà come sinonimi di libertà ed emancipazione, la verità fenomenologica ci dice che solo nella monogamia (spesso vissuta come soffocante, difficile, mutilante), intesa come consegna totale di sè, l'essere umano può sperimentare la propria pienezza.

L'idea che l'amore monogamico sia l'unico a poter essere definito "sacro" non è una posizione moralistica, ma una constatazione della fisiologia dello spirito.
Per comprendere perché solo l'unità sia sacra, dobbiamo guardare a cosa accade quando l'energia psichica non viene più frammentata, ma canalizzata in un unico punto focale.

1. La Funzione della "Soglia": L'Amore che apre gli occhi
Il detto latino Amor caecus est descrive l'amore di chi non sceglie, ma subisce un istinto o un'infatuazione superficiale; un ruscello torbido che nasconde il fondo.
Al contrario, l'amore autentico è l'esatto opposto: è l'unica forza capace di aprire realmente gli occhi.
Nella poligamia, l'occhio è distratto: cerca continuamente la novità per evitare di affrontare il vuoto interno.
È una "cataratta spirituale" che condanna a una visione orizzontale e superficiale.
Saltando da un’anima all'altra, non vedi mai nessuno, vedi solo riflessi (sia dell'altro che di te): ti vedi scisso, diviso.
Nella monogamia, invece, lo sguardo diventa verticale.
Solo restando fermi davanti a un unico volto, l'occhio si educa e impara a vedere oltre l'apparenza.
Si inizia a scorgere il Divino nei dettagli, nelle ombre e nella storia dell’altro.
È una bellezza che non appassisce, perché fatta di anima nuda e storia condivisa.

2. La Monogamia come "Spazio Sacro" (Temenos)
In psicologia analitica, il temenos è il recinto sacro dove avviene la trasformazione.
Senza un confine, non c'è trasformazione, ma solo dispersione.
La consegna totale a una donna (o a un uomo) non è un recinto che limita, ma un atto liturgico che potenzia.
Quando un uomo smette di dividere il proprio fiume in mille rivoli, la pressione dell’acqua aumenta e scava il letto della personalità.
In questo alveo unico, la pressione emotiva permette al "piombo" delle nostre nevrosi di trasformarsi nell' "oro" della Personalità Strutturata.
È la differenza tra "Assaggiare" e "Possedere".
Nella monogamia non chiudi una porta, scavi un pozzo: e più scavi, più l'acqua diventa pura, inesauribile.
La potenza non sta nel numero di conquiste, ma nella profondità del solco che lasci in un'unica anima.

3. La Psicologia della Potenza e l'Integrità del Sé
Cosa perde chi non sceglie la via dell'unico?
Perde la possibilità di conoscersi interamente, e di conoscere l'altro interamente.

Poligamia = Parzialità e Frammentazione: Se hai due donne, a una mostrerai la tua forza e all'altra la tua fragilità. Sei costretto a una continua recitazione parziale. Il risultato è sentirti frammentato: alla fine della giornata, sei solo la somma delle tue maschere. Sei un nomade: se sorge un problema, scappi nell'altra. Questa è fuga, non è potenza.

Monogamia = Integrità e Tenuta: Solo consegnando tutto se stesso a una sola donna, l'uomo è costretto a portare alla luce ogni suo angolo buio. La personalità si tempra perché affronti la tempesta senza uscite di sicurezza. Diventi un uomo tutto d'un pezzo, un argine che non crolla. Sperimentare il massimo e il minimo di una donna è l'unica esperienza divina concessa in terra: è toccare il fondo dell'oceano mentre gli altri si bagnano i piedi a riva.

4. La Devastazione del Divorzio: Il Sacro Profanato
Cosa rimane di un uomo o di una donna dopo la scelta del divorzio, sul piano del sacro e del divino?
Il divorzio non è solo una pratica legale; è un’esondazione distruttiva.
Quando l’alveo che avevi scelto come unico viene spezzato, non si rompe solo un contratto, si frantuma lo specchio in cui vedevi la tua interezza.
Il divorziato vive un'ontologia del naufragio.
Si sente come chi ha subito una mutilazione del Sé: continua a percepire il dolore di un "arto fantasma" dove prima c'era l'unione. Non si sente più "intero", ma un frammento che vaga senza meta, impossibilitato a riconoscersi perché l'unico specchio che rifletteva la sua natura divina è andato in pezzi.
Lo sguardo, un tempo luminoso, torna a spegnersi in una "cecità di ritorno".
La vista si appiattisce e il mondo diventa un freddo catalogo di oggetti di consumo.
La sensazione dominante è quella di un ristagno della corrente: senza più l'argine della promessa, l'energia vitale si disperde in pozze isolate, perdendo la forza motrice che solo la certezza dell'unico sapeva alimentare.
È un esilio dal sacro: ci si sente psicologicamente sbiaditi, espulsi dal giardino dove l'umano toccava l'assoluto, condannati a una fame che nessuna nuova parzialità potrà mai saziare.

In sintesi: L'Economia dell'Anima
Poligamia: Tante piccole scintille che fanno fumo ma non scaldano. Ti senti sempre un po' affamato, diviso, stanco di recitare.
Monogamia: Un unico fuoco che arde costante. Ti dà calore, sicurezza e una direzione chiara. Ti senti intero. È lì che l'uomo comune diventa un uomo straordinario.

5. La Rinascita, nel nostro Metodo:
Il recupero di chi ha vissuto la devastazione del divorzio o di chi è stanco di vivere nella poligamia passa per la ricostruzione delle Mura e delle Radici.
Bisogna ricomporre i frammenti del Sé per tornare a essere un "Uno" capace di una nuova consegna.
Guarire significa capire che avere una sola donna (o un solo uomo) non significa rinunciare alle altre, ma aver trovato quella che le riassume tutte.
È passare dal rumore della folla alla musica di un'orchestra.
E' possedere l'altro ed essere posseduti dall'altro, per l'eternità: di un possesso che non soffoca ma che diventa quella patria in cui l'Io si ricompone e si riconosce intero e pieno.
Perché solo chi è integro può guardare il mare senza aver paura di annegare.

Alleria: La rivoluzione di restare umani 🌊​La vita non si lascia cambiare: ci attraversa, ci spettina e, a volte, ci fer...
05/05/2026

Alleria: La rivoluzione di restare umani 🌊

​La vita non si lascia cambiare: ci attraversa, ci spettina e, a volte, ci ferisce nel profondo. Stare bene non significa essere senza problemi, ma imparare a non farsi inghiottire dal dolore.
​L’Alleria non è una risata superficiale.
È una scelta esistenziale, un "sentire" coraggioso che ci permette di restare in piedi anche sotto la tempesta.

​L'Alleria è la capacità di stare nel presente. Non è scappare dal dolore, ma è decidere di non farsi inghiottire da esso.
È un abbraccio alla vita così com'è, in questo preciso istante.

​L’Amor Fati: Amare la propria storia 🦅
​Friedrich Nietzsche lo chiamava Amor Fati: amare il proprio destino non perché sia perfetto, ma perché è l'unico che abbiamo.
​La vera maturità?
Ritrovare la serietà del bambino che gioca.
Il bambino cade, si sbuccia le ginocchia e piange, ma un istante dopo è già lì a inventare un nuovo mondo.
L’Alleria è proprio questo: trasformare la fatica quotidiana in un "gioco serio", dove il dolore viene accolto, ma non ha mai l’ultima parola.

​Protagonisti, non vittime ✨
​Come cantava Pino Daniele, la vita ci cambia e noi non possiamo farci nulla.
Ma possiamo decidere come stare in quel cambiamento.
​Non siamo vittime del nostro passato, ma protagonisti consapevoli del nostro presente.
Anche dentro una ferita può nascere un senso nuovo; anche nel buio più fitto, si può ancora sentire il profumo dell’Alleria.

​Insieme, possiamo imparare a guardare le tue ferite non come interruzioni, ma come parte di quel disegno unico che è la tua esistenza.
​Insieme, possiamo imparare a guardare i tuoi frammenti spezzati non come scarti, ma come pezzi unici di una storia che aspetta solo di essere vissuta.

4.5K likes, 129 comments. "Alleria (Remastered 2020)"

L’Ombra del Sole: Quando l’Estate non è Vacanza, ma Ansia​Mentre il mondo si prepara alle spiagge e alla luce, per molti...
03/05/2026

L’Ombra del Sole: Quando l’Estate non è Vacanza, ma Ansia

​Mentre il mondo si prepara alle spiagge e alla luce, per molti l'arrivo della bella stagione accende un interruttore diverso: quello della paura.
Se l'idea del caldo che incombe ti toglie il respiro prima ancora che arrivi l'afa, sappi che non sei solo e, soprattutto, che c’è una spiegazione profonda a quello che provi.

​Perché il caldo ci fa paura?
​Non è solo una questione di "fastidio".
Per chi soffre di ansia, il calore estivo agisce come un potente ingannatore biologico.
Ecco cosa succede nel nostro corpo:
​Il "Cortocircuito" dei Segnali:
Quando sentiamo caldo, il nostro cuore accelera, sudiamo e il respiro si fa corto per regolare la temperatura.
Questi sono gli stessi identici segnali di un attacco di panico.
La nostra mente, già allertata, interpreta il sudore come un pericolo imminente, innescando un circolo vizioso di paura.
​La perdita di controllo:
Il caldo è un elemento che non possiamo "spegnere".
Questa sensazione di essere in trappola sotto un sole implacabile alimenta l'ansia anticipatoria: iniziamo a temere luglio quando siamo ancora ad aprile.
​Il peso della "Festa Obbligatoria":
L'estate porta con sé l'imperativo sociale di essere felici, attivi e all'aperto.
Chi non tollera il caldo si sente "sbagliato", isolato o giudicato, aggiungendo al disagio fisico un profondo senso di colpa esistenziale.

​L'Approccio del Metodo Psylogy: Oltre il Termometro
​Nel nostro metodo, non vediamo l’ansia per il caldo come un "guasto" da riparare con un semplice sedativo.
La guardiamo come una visione di vita che in quel momento si sente fragile.
​"Non è il sole a farti paura, ma la sensazione di non avere più un argine fresco dove riposare la tua anima."

​Ecco come affrontiamo insieme questa sfida:
​L'Umanità che Accoglie:
La prima cura è smettere di sentirsi "strani".
In Psylogy, accogliamo il tuo rifiuto per l'estate con la presenza umana, non con fredde diagnosi.
Capire che il tuo corpo sta solo cercando di proteggersi è il primo passo per tornare a fluire.
​L'Équipe Integrata:
Non ti lasciamo solo con il tuo termometro. Il nostro lavoro unisce il supporto psicologico a consigli nutrizionali specifici (perché l'idratazione e i sali minerali sono i primi alleati del sistema nervoso) e, se necessario, una modulazione farmacologica minima e mirata, con l'obiettivo di toglierla non appena avrai ritrovato il tuo "fresco interiore".
​Mura e Radici:
Creiamo per te uno spazio protetto.
Se il mondo fuori scotta, qui trovi una presenza stabile e puntuale.
Sapere che c’è un porto sicuro dove il tuo malessere viene ascoltato senza giudizio riduce drasticamente l'intensità dell'ansia anticipatoria.

​Un piccolo consiglio per oggi:
​Non lottare contro la corrente del tuo sentire.
Se oggi l'idea del sole ti spaventa, non forzarti a "goderti la giornata".
Accetta questa tua fragilità come una parte del tuo fiume che in questo momento cerca l'ombra.
​La tua visione di vita può tornare a splendere, ma con i tuoi tempi e la tua temperatura.

01/05/2026
L'Illusione del "Grande Amore": La Cecità Affettiva nel Disturbo Borderline 📉💔​Esiste un paradosso molto doloroso che ab...
23/04/2026

L'Illusione del "Grande Amore": La Cecità Affettiva nel Disturbo Borderline 📉💔

​Esiste un paradosso molto doloroso che abita il cuore delle personalità con tratti borderline: la convinzione incrollabile di possedere una capacità d’amare superiore, più profonda e totale rispetto agli altri. Queste persone si percepiscono spesso come eroine del sentimento, "vittime e martiri" di un mondo arido o di partner "senza cuore". Ne sono assolutamente convinte; ne consegue che soffrono e, inevitabilmente, fanno soffrire terribilmente le persone più intime. Tuttavia, dietro questa maschera di dedizione assoluta, si nascondono spesso gravi incapacità affettive che rendono il loro amore non un dono, ma una prigionia.

​1. La Trappola della "Vittima Eterna"
​La persona borderline vive l'affettività attraverso la lente della scissione. Finché il marito o i figli soddisfano il suo bisogno vorace di conferme, sono idealizzati; non appena manifestano autonomia o pongono un limite, diventano "carnefici". In questo meccanismo, il soggetto si sente sempre dalla parte del giusto e della vittima, confermando la narrativa di una vita spesa ad amare chi non lo merita.

​2. Verso i Mariti: Il Controllo travestito da Devozione
​In coppia, questa "iper-capacità" amorosa si traduce in un test di fedeltà perenne, dove la fusione è l'unica moneta accettata.
​L’altro come regolatore: Il partner smette di essere una persona con i propri bisogni e diventa un "farmaco" per regolare l'umore instabile dell'altro.
​La cecità verso la reciprocità: Convinta di dare tutto, la personalità borderline non si accorge di quanto stia prosciugando l'altro. L'amore diventa unidirezionale, finalizzato esclusivamente a colmare un vuoto interiore che nessuna attenzione esterna potrà mai colmare davvero.

​3. Verso i Figli: Il Sacrificio che Soffoca
​È qui che la distorsione percettiva diventa più pericolosa, spesso celata dietro una dedizione impeccabile al dovere quotidiano.
​Il "Dovere" come scudo: Spesso si tratta di madri (o padri) che non fanno mancare nulla — casa ordinata, pasti, impegni scolastici — ma che usano questo attivismo per sottrarsi al confronto reale. Se il figlio soffre, la risposta difensiva è: "Dopo tutto quello che faccio per te? Io che do la vita per te? Non è possibile che tu stia così per colpa mia!".
​La fuga dalla colpa: La colpa è la loro vera bussola. Sono più interessate a evitare di sentirsi in difetto che a "decentrarsi" per porre realmente in primo piano le esigenze emotive dei figli.
​Figli come "genitori": I figli diventano precocemente i "custodi" del genitore, perché ne temono le reazioni e l'instabilità. Questa inversione di ruoli impedisce al minore di costruire un'identità serena, privandolo di quella Base Sicura di cui ha vitale bisogno.

​4. La Resa Silenziosa: Il Vuoto dei Familiari
​L'aspetto più tragico è la resa di chi vive accanto a loro. Partner e figli, dopo anni di tentativi falliti di farsi ascoltare, smettono di lottare. Non dicono più nulla non perché siano felici, ma perché sono prosciugati da un buco nero. Preferiscono il silenzio e l'anestesia emotiva piuttosto che scatenare l'ennesima tempesta di colpevolizzazione.

​La Riparazione: Dallo Scandalo della Verità alla Guarigione
​Il vero punto di svolta clinico non è "amare di più", ma imparare a restare nel reale. Rendersi conto di avere delle gravi lacune affettive non significa essere persone "cattive", ma ammettere che la propria bussola emotiva è gravemente danneggiata.
​Accettare il limite: Amare davvero significa rispettare il diritto dell'altro di essere diverso da come lo vorremmo.
​Uscire dal ruolo di vittima: Finché ci si sente vittime, non ci si assume la responsabilità del danno che la propria instabilità arreca a chi si dice di amare.
​Il paradosso della cura: La guarigione inizia quando si accetta che il proprio "troppo amore" è stato, in realtà, un disperato bisogno di sé. Solo attraverso questa onestà si può costruire un legame basato sul rispetto e sulla libertà, invece che sulla paura dell'abbandono.

​🆘 Nota Clinica: Nelle dinamiche di separazione, queste personalità tendono a descriversi come genitori esemplari distrutti dalla crudeltà altrui, trascinando i figli in conflitti di lealtà laceranti. La nostra equipe lavora per proteggere i minori e guidare gli adulti verso una consapevolezza che permetta di trasformare il bisogno di possesso in una reale capacità di cura.

Solitudine o Relazione? Come capire se cerchi l’altro per "Bisogno" o per "Arricchimento"​Ti è mai capitato di sentire l...
18/04/2026

Solitudine o Relazione? Come capire se cerchi l’altro per "Bisogno" o per "Arricchimento"

​Ti è mai capitato di sentire l'urgenza di chiamare qualcuno, non tanto per il piacere di sentirlo, quanto per il timore di restare soli con i tuoi pensieri? Di cercare la compagnia di qualcuno solo per "mettere a tacere" il silenzio di una stanza? Oppure di chiederti perché, nonostante si sia circondati da persone, avverti comunque un senso di incompletezza?

​Nella pratica clinica, una delle sfide più comuni non è tanto imparare a stare con gli altri, quanto imparare a stare con se stessi. Spesso viviamo la solitudine come una mancanza, un deficit da sanare il prima possibile.

Ma cosa succederebbe se la guardassimo come la condizione necessaria per ogni incontro autentico?
​La capacità di stare soli è la base della nostra salute mentale.
Storicamente, figure come Gesù hanno rivoluzionato il concetto di individuo proprio attraverso l'elogio del ritiro (il deserto): la solitudine non come isolamento, ma come spazio per definire se stessi prima di incontrare il mondo.
​Eppure, distinguere tra il desiderio di condividere e la paura di mancare non è sempre facile.

Ti aiuterò a farlo, evitando di iniziare relazioni "tossiche".
Per orientarti, puoi osservare tre momenti chiave del tuo vissuto: il Prima, il Durante e il Dopo.

​1. IL PRIMA: L’impulso alla ricerca
​È Bisogno tossico se:
Senti una sorta di "fame" o ansia. Il silenzio in casa sembra assordante e cerchi qualcuno per "mettere un tappo" a quel vuoto. Se l'altro non risponde, provi frustrazione, smania o un senso di allarme. E magari cerchi subito qualcun altro. In questo caso, l'altro è un regolatore esterno della tua ansia.
​È Arricchimento se:
Nasce dalla curiosità. Ti senti centrato e pensi: "Sarebbe bello condividere questa cosa con lei/lui". Se l'altro non è disponibile, provi un lieve dispiacere, ma il tuo equilibrio interiore rimane intatto. La spinta nasce dall'abbondanza, non dalla carenziale.

​2. IL DURANTE: La qualità dell’incontro
​È Bisogno tossico se:
Il focus è su di te. Usi l'altro come uno specchio per sentirti ancora attraente, valido o importante. Non ascolti davvero chi hai di fronte, perché sei troppo occupato a monitorare l'effetto che fai. L'altro è una funzione del tuo benessere, non una persona separata.
​È Arricchimento se:
Sei sinceramente interessato al mondo dell'altro. C’è scambio, scoperta e rispetto della reciproca diversità. L'incontro non serve a confermare chi sei, ma a scoprire qualcosa di nuovo che nasce tra voi due, nel "qui e ora". A stupirti del nuovo che è in quell'incontro tra voi.

​3. IL DOPO: Il residuo emotivo
​È Bisogno tossico se:
Quando l'incontro finisce o si chiude la porta di casa, provi un senso di "astinenza". Il vuoto torna prepotente e la solitudine sembra ancora più fredda di prima. È il segno che l'incontro è stato un anestetico temporaneo, ma non ha nutrito le radici.
​È Arricchimento se:
Ti senti energeticamente nutrito. La solitudine che ritrovi non è più un vuoto, ma uno spazio "abitato" dalle sensazioni e dai pensieri nati durante lo scambio. L'esperienza dell'altro ti accompagna, rendendo il tuo tempo da solo più ricco e consapevole.

​Conclusione: Il valore del vuoto fertile
​Imparare ad abitare la propria solitudine — quella che i grandi maestri definivano il luogo della libertà — è l'unico modo per garantire che i nostri prossimi incontri siano scelte e non necessità.
Solo chi sa "bastare a se stesso" può realmente donarsi all'altro senza chiederne la salvezza, evitando di iniziare relazioni tossiche.
​Trasformare il vuoto che spaventa in un vuoto fertile è un percorso di crescita che richiede tempo e coraggio.

​Se senti di muoverti spesso nell'area del "bisogno" e questo ti genera sofferenza o relazioni insoddisfacenti, intraprendere un percorso con uno specialista può aiutarti a riscoprire la tua autonomia e la bellezza di un incontro autentico.

𝐈𝐋 𝟏° 𝐂𝐎𝐖𝐎𝐑𝐊𝐈𝐍𝐆 𝐀 𝐂𝐀𝐓𝐀𝐍𝐈𝐀PSYLOGY è il Centro in coworking, fondato dal dr. Giuseppe Catalfo, in cui medici di diverse sp...
16/04/2026

𝐈𝐋 𝟏° 𝐂𝐎𝐖𝐎𝐑𝐊𝐈𝐍𝐆 𝐀 𝐂𝐀𝐓𝐀𝐍𝐈𝐀

PSYLOGY è il Centro in coworking, fondato dal dr. Giuseppe Catalfo, in cui medici di diverse specializzazioni, psicoterapeuti, psicologi, counselor ed avvocati, cooperano per rispondere alle tue esigenze di benessere psicologico e relazionale, limitando al necessario l'uso di psicofarmaci.

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