31/12/2025
Per il 2026, ti auguro UNA FELICITA' SPECIALE.
La felicità che trovi quando splende il sole non è conquistata, ma ricevuta in eredità dalle circostanze favorevoli, dalle conferme, dal fatto che "i conti tornino", come sempre.
È una felicità fragile, esterna, dovuta spesso al controllo ed al perfezionismo.
Quando capita, però, di cadere negli "inferi" (la Katabasis)...
Quando le tue etichette ti vengono strappate via...
Quando muore tutto ciò che credevi di essere...
Quando ti ritrovi n**o ed esiliato dai tuoi ruoli...
Beh, da quegli inferi non puoi scappare: devi per forza starci, tra mille emozioni dolorose e rabbiose, finché la nebbia non si diradi, e non scopri che il tuo mondo interiore è l'unico territorio che possiedi davvero.
La felicità che trovi negli inferi, però, è solo tua:
proviene dal tuo corpo soltanto e, come tale, è inattaccabile.
È la scoperta che, anche quando hai perso tutto, tu sei rimasto.
Hai trovato una sorgente interna che non dipende da niente e da nessuno.
È la felicità della resilienza: una volta che impari a respirare sott'acqua, non hai più paura del mare grosso.
La felicità trovata nel buio nasce dal fatto che hai toccato il fondo e non ti sei spezzato.
Una volta che hai visto il peggio e hai scoperto che dentro di te c'è ancora luce, diventi imbattibile.
È una felicità che non teme più le perdite, perché sai di avere in te la capacità di rigenerarti.
È la differenza tra chi ha una casa e chi è la propria casa.
Proprio così.
Quando mastichi il fango in cui sei caduto, sei "costretto" a evolverti.
Quando un veterano torna dalla guerra, ferito, diventa un uomo pericolosamente libero: uno che non può più essere ricattato dal dolore, perché il dolore lo ha già visitato e lui gli ha offerto un caffè, sorridendo.
Ti auguro un 2026,
pieno di questa incrollabile felicità che non proviene dagli altri,
ma da te stesso, negli inferi.