Pediatria e PS Pediatrico Cannizzaro

Pediatria e PS Pediatrico Cannizzaro Pronto Soccorso Pediatrico per i bambini dai 0 ai 14 anni

16/01/2026

La calzamaglia si o no?

10/01/2026
31/12/2025
Tra i tanti post sulla salute dei vostri bambini mamme leggete anche questo. https://www.facebook.com/share/p/17fSiUA1ow...
06/11/2025

Tra i tanti post sulla salute dei vostri bambini mamme leggete anche questo.

https://www.facebook.com/share/p/17fSiUA1ow/?mibextid=wwXIfr

“𝑺𝒆 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂 𝒂 38,5°𝑪 𝒔𝒐𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐, 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐, 𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒆 𝒑𝒐𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒐𝒈𝒏𝒊 4 𝒐𝒓𝒆”.

La stagione è alle porte. Ripropongo un mio post di gennaio particolarmente apprezzato, un po’ rivisitato.

Buona parte degli accessi in Pronto Soccorso Pediatrico è dovuta alla famigerata “febbre alta”. Senza difficoltà respiratoria, senza cefalea insolita e importante, senza vomito ripetuto, senza dolore (pancia, orecchie, gola), senza alterazione dello stato di coscienza.
Quasi tutti codici bianchi, quasi tutti accessi impropri.

Ma andiamo con ordine partendo dalla terminologia:
- 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂: tra i 37-38 °C;
- 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒆: tra i 38-40 °C;
- 𝒊𝒑𝒆𝒓𝒑𝒊𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒂: oltre i 40 °C.

Parlando di 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒆 è stato dimostrato che “𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑛𝑖𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑝𝑖𝑠𝑜𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑚𝑎𝑐𝑖 𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑔𝑒𝑛𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑠𝑖 𝑎𝑚𝑚𝑎𝑙𝑎𝑣𝑎”. Fonte 1.

Ecco perché credo molto in quel che mi impegno a fare su questa pagina e durante gli incontri che tengo a titolo gratuito, togliendo tempo alla mia vita privata.

Cosa ci dicono le linee guida riguardo la 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒆 nel bambino? Lo riassumo in 10 punti (Fonti 2 e seguenti).

1. 𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 ma una risposta fisiologica dell'organismo all’infezione;

2. Nei bambini senza patologie di base, la maggior parte delle febbri sono autolimitanti e benigne, a condizione che la causa sia nota e 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐫𝐞𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐚;

3. 𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐨𝐜𝐚 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐫𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨;

4. 𝐒𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐞 (dolore importante, difficoltà respiratoria, eccessiva sonnolenza o agitazione, vomito ripetuto o scariche numerose con conseguente contrazione della diuresi per impossibilità a integrare le perdite bevendo) o se si tratta di un 𝒏𝒆𝒐𝒏𝒂𝒕𝒐 (primi 30 giorni di vita) o di un 𝒍𝒂𝒕𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 (dal primo mese all’anno di età e in particolare nei primi 6 mesi di vita) 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐟𝐚𝐫 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐢 (se sta abbastanza bene non serve precipitarsi in Pronto Soccorso dopo un'ora dall'insorgenza della febbre!);

5. 𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚, anzi, serve a combatterla. Durante la fase iniziale di rialzo febbrile in cui il bambino trema e/o sente freddo con mani e piedi freddi e talvolta pallore periorale, è possibile coprirlo: sta generando calore! Una volta che la temperatura avrà raggiunto il valore massimo, è bene scoprirlo e offrire spesso da bere.

6. 𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐯𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐚 coi farmaci (paracetamolo o ibuprofene) 𝐬𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞/𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨𝐬𝐨, e non se ha solo bisogno di riposare e stare “in pace” per lasciare che il suo sistema immunitario (aiutato dalla febbre!!) possa contrastare al meglio l'infezione.

7. 𝐈𝐥 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐩𝐢𝐫𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚 𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧'𝐢𝐧𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐨 𝐯𝐢𝐫𝐚𝐥𝐞. Se però, dopo l'effetto antipiretico del farmaco (da somministrare sempre per bocca quando possibile, e ci vuole almeno un'ora perché agisca) il bambino sta meglio, è sempre un buon segno.

8. 𝐒𝐞 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐪𝐮𝐢𝐥𝐥𝐨, è evidente non sia sofferente e quindi 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐚 per questo 𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐨 (e tantomeno condotto in Pronto Soccorso a qualunque ora del giorno o della notte!): la febbre infatti non è una malattia, punto 1.

9. 𝐋𝐚 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐩𝐢𝐫𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐮𝐥𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐢𝐥𝐢 (nei bambini predisposti): inutile accanirsi (Fonte 9). Al massimo riduce il rischio di episodi successivi al primo nell'ambito di quello stesso episodio febbrile.

10. 𝐈 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐩𝐢𝐫𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐨𝐬𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐭𝐚̀ e, possibilmente, somministrati dopo che la temperatura avrà raggiunto il valore massimo. Consideriamo una buona risposta al farmaco una diminuzione di temperatura di almeno 1°C (es. da 40°C a 38,9°C). Se si somministra il farmaco appena superati i 38,5°C (come spesso viene fatto senza un razionale) non sapendo quale sarebbe stato il valore massimo (magari 40°C), si potrebbe restare “delusi” dall'effetto antipiretico del farmaco: “la febbre non scende”. In realtà non è salita ulteriormente, ma è come se fosse scesa.

Se il bambino presenta dolore o è sofferente/lamentoso, è bene scegliere un farmaco 𝒕𝒓𝒂 paracetamolo e ibuprofene.
Il paracetamolo è ripetibile ogni 6 ore, l'ibuprofene ogni 8 ore.
Se non fosse possibile attendere i rispettivi intervalli (in quanto il bambino è sofferente/ha male, non perché la febbre sta salendo nuovamente!), i 2 farmaci possono essere alternati ogni 4 ore per qualche giorno. Ma per la gestione del dolore che va SEMPRE risolto, non della febbre!

La febbre alta può essere indicativa di una infezione severa? Sì, ma anche le infezioni di poco conto (es. faringite) possono presentarsi con febbre superiore a 40°C (iperpiressia).
Come anche una setticemia o una grave insufficienza respiratoria virale potrebbero presentarsi in apiressia o con poche linee di febbricola.

Preferibile la classica 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 alle altre (auricolare, frontale, rettale): non mente.

Chiudo con un calcolo semplice per dosare sempre precisamente paracetamolo sciroppo e ibuprofene sospensione orale in base al peso:

- Paracetamolo sciroppo (24 mg/mL, es Tachipirina): peso x 0,625 ripetibile ogni 6 ore. Es. Bimbo di 10 kg, deve assumere 6,25 mL.

- Ibuprofene sospensione orale 100 mg/5 mL (“classica”, es. Momentkid, Nurofen con confezione arancione, Algidrin): peso diviso 2 ripetibile ogni 8 ore. Es. bimbo di 10 kg deve assumere 5 mL.

- Ibuprofene sospensione orale 200 mg/5 mL (es. Nurofen con confezione verde, più concentrata della “classica”): peso diviso 4 ripetibile ogni 8 ore. Es. bimbo di 10 kg deve assumere 2,5 mL.

Buon proseguimento a tutti,
Dott. Giorgio Cuffaro

Fonti.
1. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27432451/
2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/6333668/
3. www.nice.org.uk/guidance/ng143CG160
4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18562453/
5. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21357332/
6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3324040/
7. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3627881/
8. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8344044/
9. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23702315/

Immagine: https://dottoremaeveroche.it

14/10/2025

MANI BOCCA PIEDI - POST DA CONDIVIDERE

NESSUNA PSICOSI NELLE SCUOLE DI INFANZIA

La malattia mani-piedi-bocca è altamente contagiosa, soprattutto tra i bambini sotto i 5 anni.

Quindi se c’è un caso in classe, è molto probabile che lo prenderà anche il tuo bambino.

È una patologia fastidiosa. Si!

Ma non grave! Relax…

Si cura con il tempo. Il paracetamolo per la febbre. L’idratazione orale.

La trasmissione avviene principalmente per via fecale-orale, tramite contatto diretto con secrezioni respiratorie, saliva, liquido delle vescicole, feci di soggetti infetti, oppure attraverso superfici e oggetti contaminati come giocattoli, utensili e aree comuni.

La contagiosità è favorita dalla capacità degli enterovirus di sopravvivere a lungo nell’ambiente e dalla frequente presenza di soggetti asintomatici che possono comunque diffondere il virus.

La prevenzione si basa su accurata igiene delle mani e disinfezione delle superfici e dei giochi. Facile a dirlo. Impossibile a farlo negli asili.

Quindi rassegnatevi un po’!

NON È PREVISTA QUARANTENA/ISOLAMENTO dei soggetti affetti.

Il periodo di massima contagiosità della malattia coincide con i primi giorni dopo la comparsa dei sintomi, quando la carica virale nelle secrezioni orali, feci e liquido delle vescicole è più elevata.

In sostanza il bambino lo tenete a casa nei primi 3-5 giorni dall’esordio clinico, quando febbre, lesioni cutanee e orali sono presenti.

Poi… il bambino continua ad essere contagioso perche l’eliminazione virale può persistere per diverse settimane - si avete letto bene: SETTIMANE - dopo la risoluzione dei sintomi.

Per questo - anche se le scuole lo richiedono - non potete essere certi che il bambino NON sia contagioso per gli altri…

…salvo che non vogliate ritirarlo dall’asilo per diverse settimane 🤪

26/09/2025

📞 Dubbi sui vaccini? Risponde la SIP!

Da mercoledì 1° ottobre 2025 al 31 gennaio 2026, ogni mercoledì dalle 15 alle 17 puoi parlare direttamente con gli esperti del Tavolo tecnico Vaccinazioni della SIP.

Un servizio pensato per i genitori: risposte chiare, affidabili e sicure. Perchè sapere è proteggere.

📞 3894945150

26/09/2025

La Società Italiana di Pediatria e la SIN - Società Italiana di Neonatologia presentano la seconda edizione dell’opuscolo dedicato a prevenzione e vaccinazioni nei primi anni di vita.

Un documento chiaro, affidabile e tradotto in 7 lingue, pensato per rispondere ai dubbi più comuni e contrastare la disinformazione, così che tutti i genitori possano fare scelte consapevoli per la salute dei propri figli.

📲𝗦𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝗹𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗶 👇
https://sip.it/2025/09/19/nuovo-opuscolo-informativo-per-i-genitori-proteggi-il-tuo-bambino/

10/09/2025

il rientro a scuola è il momento giusto per pensare alla salute di tuo figlio?
Piccoli gesti quotidiani possono fare una grande differenza per affrontare l’anno scolastico con energia, serenità e sicurezza.

📌 Il Pediatra di famiglia è un alleato prezioso per accompagnare bambini e ragazzi in questo percorso: chiedi a lui consigli utili per iniziare l’anno scolastico al meglio.

Scopri di più su 👉 www.fimp.pro

15/08/2025
🦟  Il West Nile virus si trasmette attraverso la puntura di alcune zanzare infette ed è presente anche in Italia, soprat...
05/08/2025

🦟 Il West Nile virus si trasmette attraverso la puntura di alcune zanzare infette ed è presente anche in Italia, soprattutto nei mesi estivi. Nei bambini si manifesta raramente e quasi sempre in forma lieve o senza sintomi, ma è importante sapere come si trasmette e come proteggere i più piccoli.
Non esistono vaccini né cure specifiche, ma la prevenzione funziona: ridurre l’esposizione alle zanzare, usare le zanzariere e scegliere con attenzione i repellenti in base all’età del bambino può fare la differenza.
In caso di febbre non spiegata e sintomi neurologici, soprattutto nei mesi caldi, è sempre bene rivolgersi al pediatra ma senza allarmismi.
Sfoglia il carosello per saperne di più o segui il link per approfondire.
https://sip.it/2025/08/05/west-nile-virus-cosa-devono-sapere-i-genitori/

Giochiamo coi nostri figli e non facciamoli giocare davanti a uno schermo. La frustrazione, il pianto e il disagio sono ...
29/07/2025

Giochiamo coi nostri figli e non facciamoli giocare davanti a uno schermo. La frustrazione, il pianto e il disagio sono stimoli alla crescita verso la maturità e il saper affrontare gli ostacoli.

Condividiamo il post del Dott Di Mauro nella speranza che qualche mamma legga con attenzione.
18/07/2025

Condividiamo il post del Dott Di Mauro nella speranza che qualche mamma legga con attenzione.

Ah, la magica triade: mucolitico, cortisone e antibiotico, l’equivalente pediatrico della Panacea per tutti i mali?!

Perché mai aspettare che il sistema immunitario faccia il suo mestiere - o cercare un pediatra anche in vacanza (loro sono in Salento, e si, anche in Salento ci sono bambini e pediatri!😅) quando possiamo affogare il povero bimbo in un cocktail farmaceutico auto-prescritto?

Vediamo punto per punto:



1. Mucolitici:

La scienza dice che nei bambini sotto i 2 anni sono controindicati. E sopra i 2? Beh, non funzionano granché nemmeno lì.

In una bimba di due anni e mezzo come questa - che non sa neanche espettorare - possono addirittura peggiorare la sintomatologia.

In definitiva i mucolitici hanno una utilità clinica trascurabile nella tosse pediatrica.



2. Cortisone:

Il cortisone, poverino, viene chiamato in causa più spesso di un idraulico in un condominio anni ’60. 

Ma nei casi di tosse virale senza broncospasmo o laringite, l’uso del cortisone è come usare un estintore per spegnere una candela.

L’effetto collaterale più diffuso? L’illusione che serva a qualcosa.

E attenzione: usarlo a sproposito può anche sopprimere le difese proprio quando servirebbero.



3. Antibiotico:

Il 90% delle tossi infantili sono virali.

Ma se ha la BRONCHITE? Anche la bronchite non si cura con l’antibiotico. La bronchite acuta da antibiotico NON esiste (vero Dott. Giorgio Cuffaro pediatra?)



La risposta (con sarcasmo, ma con affetto):

Cara mamma, capisco l’ansia.

Per la tosse grassa di tua figlia l’approccio migliore è l’attesa vigile, non un trattamento alla cieca. Una prescrizione su whatsapp.

Se c’è qualcosa che non ti convince, cerca un pediatra nel luogo dove sei in vacanza (basta google Maps), usa il lavaggio nasale, l’idratazione, magari anche miele (se ha più di un anno!), e… respira.

Tu, non lei.😂😜

MORALE DELLA FAVOLA
Non tutto ciò che tossisce va curato con l’artiglieria pesante.

Indirizzo

Via Messina 829
Catania
95126

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