Dott.ssa Lucia Cristina Aletta- Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Lucia Cristina Aletta- Psicologa e Psicoterapeuta Psicologia e psicoterapia Psicologa e psicoterapeuta Tavistock, ho conseguito la laurea in Psicologia presso L'Università degli Studi di Palermo.

Durante il mio percorso universitario ho svolto un Master in Psicologia Giuridica e Criminologia applicata. Dopo la laurea ho frequentato la Scuola di specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica per bambini, adolescenti e famiglie- modello Tavistock presso il Centro Stui Martha Harris di Palermo. Lavoro nel privato da 10 anni occupandomi di bambini, adolescenti, genitori e adulti. Attività e competenze:

1) Psicologo e psicoteraputa presso studio privato.

- Consulenze psicologiche e psicoterapia per adulti (disturbi d’ansi, attacchi di panico, depressione, disturbi dell’umore e altri disturbi o problematiche di natura psicologica)

- Consulenze psicologiche per bambini, adolescenti e famiglie finalizzate al trattamento di distrubi dello spettro autistico, disturbi del comportamento, distrubi dell'umore, ansia, depressone, disturbi psicosomatici, elaborazione del lutto e del trauma psicologico, disturbi dell'età evolutiva, etc....

- Sostegno psicologico alla genitorialità.

- Sostegno e terapia di coppia

- Sostegno psicologico alle donne in gravidanza, alla nuova coppia genitoriale e sostegno psicoloigico post partum.

- Sostegno alle coppie o al singolo con problemi d'infertilità

- Valutazioni psicolgiche per minori e adulti.

31/01/2026
27/01/2026

Una notte senza dormire non ti rende solo più stanco.
Cambia come il tuo cervello filtra la realtà.

La ricerca mostra che la deprivazione di sonno riduce drasticamente l’attività dell’area del cervello responsabile di logica, autocontrollo e regolazione emotiva.

Nel frattempo, l’amigdala entra in iperattivazione.
Il risultato non è “pensare male”, ma non riuscire più a fermare i pensieri negativi.

Paura, ansia, impulsi, pensieri intrusivi e cicli mentali ripetitivi diventano più intensi perché il cervello sta lavorando senza il suo filtro emotivo.
Ecco perché di notte tutto sembra più grave, più definitivo, più scuro.

Gli studi confermano che la mancanza di sonno compromette la capacità del cervello di inibire le informazioni emotive negative, aumentando il rischio di:

- depressione
- ansia
- impulsività
- rimuginio mentale persistente

Questo non significa che tu sia fragile.
Significa che il tuo cervello è biologicamente esposto.

Il sonno non è solo recupero fisico.
È un meccanismo di protezione neuro-emotiva.
Una vera e propria barriera che mantiene equilibrio tra ragione ed emozione.

A volte lo strumento più potente per la salute mentale non è la forza di volontà, né la motivazione.
È dormire.

Proteggere il sonno significa proteggere la capacità di pensare con chiarezza, regolare le emozioni e non identificarsi con i pensieri più bui.
Perché quando il cervello riposa, non combatte contro se stesso.

26/01/2026

A volte, la versione nuova di te sembra più cattiva.
Ma non lo è davvero.
È solo più lucida, più selettiva, più consapevole di ciò che merita.
Non sorride più forzatamente quando qualcosa le pesa.
Non resta dove l’aria è pesante, solo per non deludere.
Ha imparato che dire “no” non è egoismo, ma rispetto per sé stessa.
Non cerca più di piacere a tutti, perché ha capito che non serve.
Non chiede più conferme ma le trova dentro di sé.
Non si lascia più manipolare da chi confonde bontà con ingenuità.
Ha smesso di salvare chi non vuole essere salvato.
Ha smesso di spiegarsi a chi non vuole capire.
Questa versione di te è più ferma, più vera.
Forse meno accomodante, ma più libera.

23/01/2026

La delusione non arriva all’improvviso.
Si deposita lentamente, quando qualcosa che avevamo tenuto insieme con cura comincia a svuotarsi. Non è solo la fine di ciò che credevamo di avere, ma la scoperta che una parte di quella presenza viveva soprattutto dentro di noi.

Fa male perché costringe a rivedere lo sguardo. A separare ciò che è stato da ciò che avevamo immaginato. A lasciare andare non solo una persona, una promessa, una possibilità, ma l’idea che avevamo costruito per poterci abitare dentro.

È un dolore sordo perché non chiede spiegazioni né colpe. Chiede solo di essere attraversato. E, a volte, di imparare a credere con meno illusioni, ma con più verità.

21/01/2026

Se vogliamo prevenire le patologie dei figli, curiamo prima i genitori. È un titolo provocatorio che deve far riflettere.

Stiamo assistendo ad un fallimento del ruolo genitoriale di massa che indirettamente grava sulla salute mentale dei figli. Se mancano i punti di riferimento, i figli cresceranno senza una direzione e ci sarà chi compenserà e chi devierà. I disturbi psicopatologici di bambini e adolescenti stanno aumentando. Se vogliamo fare prevenzione, dobbiamo accettare questa condizione e cambiare ciò che non funziona, ma prima di fare i cambiamenti dobbiamo aggiustare ciò che non funziona (le fondamenta).

La prima infanzia è una fase estremamente delicata in cui si pongono le basi solide su cui si costruirà una identità stabile, una personalità forte, la capacità di adattamento del bambino, poi adolescente e poi adulto. È un periodo di plasticità neuronale e muscolare in cui il bambino è fortemente condizionabile in termini positivi e negativi, anche e soprattutto dall’apprendimento indiretto, dall'esempio delle figure che lo accudiscono e dalle esperienze di vita che caratterizzeranno la sua vita.
I bambini hanno bisogno di legami, del confronto con il genitore, delle relazioni sociali, dell’attività fisica, di esprimersi da un punto di vista emotivo e fisico, sentendosi contenuti da un adulto in grado da fungere da guida, di dargli la mano quando serve e di dire "vai, ce la puoi fare da solo" quando serve. C’è bisogno di chi non fa da paracadute solo per un egoismo personale, perché si fa prima, perchè è meno faticoso o perché non si ha voglia di discutere. Se il figlio cresce con la consapevolezza che avrà sempre e comunque un paracadute, non spiegherà mai le sue ali. Il figlio deve crescere con la consapevolezza di un legame stabile, di essere riconosciuto e accettato, di avere un porto sicuro che gli permetterà di partire, di osare, di sperimentarsi perchè sa che avrà dei pilastri su cui contare.
Ciò che invece vedo, tristemente, è che non si prende più in braccio un figlio per calmarlo, né ci si siede più con lui per farlo ragionare e capire cosa sta accadendo e di cosa ha bisogno. Si preferisce dare uno smartphone, un tablet, una sorta di ciuccio digitale che serve da calmante e da ansiolitico. È più facile, è più rapido. I bambini vengono anestetizzati davanti agli schermi e il genitore può fare i benemeriti affari suoi in santa pace. Posso comprendere i casi straordinari di necessità, ma ciò che distrugge un figlio è la continuità, la sistematicità, non l'occasionalità. Oggi siamo arrivati anche al punto di non far camminare più i figli, a non insegnargli neanche dove mettere i piedi.

I bambini hanno bisogno di sporcarsi le mani e di sbucciarsi le ginocchia; di confrontarsi con gli altri coetanei non solo con la tecnologia e con gli adulti. Non devono solo di competere a chi si mostra più bravo, bello o talentoso, o a chi si mettere meglio in posa, fa i video e i selfie più belli e ottiene tanti like sui social. Hanno bisogno di litigare e fare pace, di capire i propri limiti, il senso dell'amicizia reale (che non è un cuore su WhatsApp), le distanze, l'empatia e il rispetto. Devono crescere sviluppando le capacità di problem solving e tutte le capacità intellettive attraverso la sperimentazione e le prove e l’errore.

Maura Manca
Presidente Osservatorio Adolescenza

21/01/2026

Amati
quando ti alzi e il giorno ti pesa addosso
prima ancora di aver mosso un passo.
Quando il caffè è tiepido
e tu sei più stanca di quanto vorresti ammettere.
Amati con gli occhi gonfi,
con il cuore che fa fatica a rimettersi in ordine,
con quella sensazione sottile
di essere sempre un passo indietro rispetto alla vita.
Amati mentre lavi il tuo corpo
senza giudicarlo, senza correggerlo.
È l’unica casa che non ti ha mai lasciata,
nemmeno quando tu avresti voluto scappare.
Amati quando ti chiudi in bagno
solo per respirare cinque minuti in pace.
Quando piangi piano,
per non disturbare nessuno,
come se anche il dolore dovesse chiedere permesso.
Amati quando sei stanca di spiegarti,
quando sei arrabbiata e non sei gentile,
quando non hai parole alte
ma solo verità scomposte.
Amati quando qualcuno ti manca
in un modo che non sai raccontare,
quando una canzone alla radio
ti prende alla gola
e tu fai finta di niente.
Amati quando sbagli persona,
strada, tempo.
Quando inciampi tra le impalcature del cuore
e resti lì, seduta a terra,
senza sapere come si riparte.
Amati così.
Senza migliorarti.
Senza diventare altro.
Perché sei già abbastanza.
E il tuo essere -così fragile, così vero-
non chiede perfezione. Chiede presenza.
E merita, sempre,
tutto l’amore che sei capace di darti.

Oscar Travino

20/01/2026

L’amore non svanisce pian piano, si spegne di colpo e non perche' non provi piu' niente ma perche' IL TUO CERVELLO HA SMESSO DI CONSIDERARE QUELLA PERSONA IMPORTANTE....Questo succede quando qualcuno tradisce un'aspettativa che tu davi per scontata; in quel momento il cervello fa una scelta secca : NON POSSO PIÙ CONTARE SU DI TE. E' UN MOMENTO PRECISO IN CUI VEDI LA VERITÀ. Li comprendi una grande verità che non puoi piu' ignorare. La persona che avevi in testa non esiste, e dici : NON LO RICONOSCO PIÙ. E' una constatazione, non una frase emotiva. Il tuo cervello smette di prevedere le sue reazioni. SMETTE DI SENTIRLO FAMIGLIARE, SMETTE DI SENTIRLO CASA, E TU TI SENTI IMPROVVISAMENTE DISTANTE. Non perche' sei fredda ma perché IL CERVELLO TI STA PROTEGGENDO DA QUALCUNO CHE NON È PIÙ AFFIDABILE PER TE. La verita' che nessuno dice: i sentimenti non muoiono, si spostano. SE IL CERVELLO NON VEDE COERENZA, CHIAREZZA e CONTINUITA' CHIUDE L'ACCESSO EMOTIVO. Lo riapri solo quando torna la sicurezza. Occorre smetterla di continuare a sentirsi legati anche quando qualcosa si e inevitabilmente rotto.

19/01/2026

La tua stessa mente diventa l’arma più pericolosa contro il tuo corpo quando permetti alle preoccupazioni inutili di prendere il controllo totale. Uno stato costante di allerta trasforma l’organismo in un campo di battaglia invisibile, dove l’eccesso di cortisolo e adrenalina consuma il sistema immunitario e irrigidisce i vasi sanguigni giorno dopo giorno.

Non si tratta solo di uno stato emotivo opprimente, ma di un vero e proprio deterioramento fisico, che inizia con una digestione difficoltosa, tensione muscolare e sonno frammentato. Molti confondono questa preoccupazione cronica con il senso di responsabilità o con la preparazione, ma la realtà biologica indica una riduzione della qualità e della durata della vita.

La tua salute dipende direttamente dalla capacità di fermare gli scenari immaginari creati dalla paura e di accettare i limiti del tuo controllo. Calmarsi e regolare il sistema nervoso è una competenza fondamentale di sopravvivenza, non un semplice lusso. Imparare a rilassarsi significa, in realtà, scegliere di vivere in modo sano.

Buona domenica!
18/01/2026

Buona domenica!

Indirizzo

Catania

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
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