11/09/2021
Sono passati vent’anni da quella tragedia che ha cambiato il mondo, per sempre.
L’11 settembre del 2001 il mondo si è scoperto vulnerabile, ha fatto i conti con le proprie paure, ha visto in diretta televisiva come il cuore dell’Occidente potesse cadere sotto i colpi delle ideologie di morte e del terrorismo.
I corpi che cadevano nel vuoto dai grattacieli di New York, il fumo nero e l’eroismo dei Vigili del Fuoco e dei soccorritori, con i visi anneriti e il respiro corto, il senso di impotenza iniziale e la reazione straordinaria di Rudolph Giuliani, allora Sindaco della Grande Mela.
Il terrorismo islamico, anche per colpa della sottovalutazione spesso complice e di scelte ambigue da parte dei Governi occidentali, mostrò quel giorno il più assoluto disprezzo della vita umana e del concetto di libertà, come noi lo intendiamo.
Un anniversario che cade, per uno “scherzo” del destino, proprio nei giorni del ritorno al potere dei Talebani, tristi custodi dell’oscurantismo e del fanatismo religioso, che annulla il desiderio del popolo afgano di aspirare a una normalità mai conquistata, offende i giovani e le donne, riporta indietro le lancette della storia.
E allora mai più 11 settembre, certo; mai più ambiguità nella lotta al terrorismo; mai più indulgenza nei confronti di chi propaganda la morte come ideologia, nascondendosi dietro la religione. Un battaglia in nome della civiltà, in onore di quelle 2977 vittime, che si combatte, prima che con la scelta estrema delle armi, con la cultura, le radici, il senso profondo della storia e il rispetto delle differenti identità che formano i Popoli da millenni, la bellezza e la dimensione comunitaria intesa come senso di appartenenza a un comune destino.
Mai più, mai più 11 Settembre.