Studio Medico di Gastroenterologia ed Epatologia del Dott. Cavallaro

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Cosa succede se faccio la dieta senza lattosio sebbene non sia intollerante me lo penso?100 domande in gastroenterologia...
02/02/2026

Cosa succede se faccio la dieta senza lattosio sebbene non sia intollerante me lo penso?
100 domande in gastroenterologia. Numero 49.
Domanda super comune — e giusta 👀
Se segui una dieta senza lattosio pur non essendo intollerante, in genere non succede nulla di grave, ma ci sono alcune cose importanti da sapere.
Cosa può succedere 👇
1️⃣ Potresti non notare alcun beneficio
Se non sei intollerante, eliminare il lattosio non migliora gonfiore, digestione o energia. Se stavi male, la causa probabilmente è un’altra.
2️⃣ Rischi di eliminare alimenti utili
Latte e derivati forniscono calcio, proteine, vitamina D e B12. Se li togli senza sostituirli bene, nel tempo puoi avere carenze.
3️⃣ Il problema non è il lattosio, ma altro
Spesso il miglioramento che qualcuno percepisce dipende dal fatto che:
mangia meno cibi ultra-processati
riduce le quantità
presta più attenzione ai pasti
👉 non dal lattosio in sé.
4️⃣ Il microbiota può “disabituarsi”
Eliminandolo a lungo, i batteri che aiutano a digerirlo diminuiscono. Risultato? Potresti tollerarlo peggio in futuro, anche se prima non avevi problemi.
5️⃣ Effetto placebo (che funziona davvero)
Se pensi che ti faccia stare meglio, potresti sentirti meglio. Ma questo non significa che il lattosio fosse il colpevole.
In sintesi 🧠
👉 Togliere il lattosio senza diagnosi non è dannoso, ma spesso inutile e talvolta controproducente.
👉 Meglio capire la vera causa dei sintomi prima di eliminare un intero gruppo alimentare.

5 falsi miti sull'intestino.100 domande in gastroenterologia.  Numero 48.5 FALSI MITI SULL’INTESTINO 🚫🦠1️⃣ “L’intestino ...
01/02/2026

5 falsi miti sull'intestino.
100 domande in gastroenterologia. Numero 48.
5 FALSI MITI SULL’INTESTINO 🚫🦠
1️⃣ “L’intestino serve solo a digerire”
In realtà è un organo chiave per immunità, umore e benessere generale.
2️⃣ “Andare in bagno ogni giorno = intestino sano”
La normalità è soggettiva: conta come stai, non solo quante volte.
3️⃣ “I fermenti lattici fanno sempre bene”
Non tutti sono uguali e non sempre servono: vanno scelti con criterio.
4️⃣ “Se sono gonfio, ho un’intolleranza”
Spesso c’entrano stress, microbiota o intestino irritabile, non il cibo in sé.
5️⃣ “Togliere il glutine fa bene a tutti”
Solo a chi ne ha reale necessità. Altrimenti può essere inutile (o controproducente).
👉 Ascoltare l’intestino significa andare oltre i luoghi comuni.

Sonno e digestione: legame sottovalutato.100 domande di gastroenterologia. Numero 47.Sonno e digestione: un legame sotto...
01/02/2026

Sonno e digestione: legame sottovalutato.
100 domande di gastroenterologia. Numero 47.
Sonno e digestione: un legame sottovalutato
Sonno e digestione sono due funzioni profondamente collegate, anche se spesso vengono considerate separate. In realtà, ciò che accade durante la notte ha un impatto diretto sul funzionamento dell’apparato digerente e, in particolare, dell’intestino.
Durante il sonno l’organismo entra in una fase di regolazione e recupero. Il sistema nervoso autonomo si riequilibra, i livelli di cortisolo si riducono e l’intestino può svolgere le sue funzioni in modo più ordinato. È in questo momento che si consolidano i ritmi intestinali, si modula la sensibilità viscerale e si favoriscono i processi di riparazione della mucosa.
Quando il sonno è insufficiente, irregolare o frammentato, questo equilibrio si altera. L’intestino diventa più sensibile agli stimoli, la motilità può risultare accelerata o rallentata e sintomi come gonfiore, dolore addominale o irregolarità dell’alvo tendono a intensificarsi. Non perché “ci sia qualcosa che non va”, ma perché l’asse intestino–cervello non ha avuto il tempo di riequilibrarsi.
Molte persone notano che i disturbi digestivi peggiorano dopo notti insonni o periodi di sonno disturbato. Questo accade perché il sonno non è solo riposo, ma una vera e propria funzione regolatoria. Dormire poco o male mantiene il corpo in uno stato di allerta che l’intestino, organo altamente sensibile allo stress, percepisce immediatamente.
È importante sottolineare che non si tratta di debolezza o suggestione. È fisiologia. Il tratto gastrointestinale risponde ai ritmi biologici e alle condizioni generali dell’organismo, incluso il riposo notturno.
Per questo motivo, prendersi cura del sonno è parte integrante della salute digestiva. Migliorare la qualità del riposo, rispettare orari regolari e ridurre le fonti di stress serale può contribuire, nel tempo, a ridurre l’intensità dei sintomi e a migliorare il rapporto con il proprio corpo.
La digestione non dipende solo da ciò che mangiamo, ma anche da come viviamo e da come dormiamo. Riconoscere questo legame permette di adottare un approccio più completo e gentile alla salute intestinale, fatto non solo di regole, ma di equilibrio.

L'apparato digerente nell'anziano.Cosa cambia?100 domande in gastroenterologia. Numero 46.Nell’anziano l’apparato digere...
30/01/2026

L'apparato digerente nell'anziano.
Cosa cambia?
100 domande in gastroenterologia. Numero 46.
Nell’anziano l’apparato digerente va incontro a una serie di modificazioni progressive che non compromettono necessariamente la funzione in modo grave, ma la rendono più lenta e meno efficiente. A livello della bocca si osserva spesso una riduzione della produzione di saliva, dovuta sia all’invecchiamento sia all’assunzione di numerosi farmaci; questo, insieme a problemi dentari o all’uso di protesi, può rendere la masticazione meno efficace e rappresentare il primo ostacolo a una corretta digestione.
Proseguendo lungo il tubo digerente, l’esofago può presentare una riduzione della motilità e una minore efficienza dello sfintere esofageo inferiore, favorendo la comparsa di disfagia e reflusso gastroesofageo. Lo stomaco tende a produrre meno acido cloridrico e la mucosa gastrica diventa più fragile; inoltre lo svuotamento gastrico può risultare rallentato. Questi cambiamenti possono determinare una digestione meno efficace, in particolare delle proteine, e un aumento del rischio di gastriti e infezioni.
A livello dell’intestino tenue l’assorbimento dei nutrienti è generalmente conservato, ma può ridursi l’assorbimento di alcune sostanze fondamentali come la vitamina B12, il calcio e il ferro, aumentando il rischio di carenze nutrizionali. Nell’intestino crasso, invece, si osserva un rallentamento della peristalsi e una ridotta sensibilità rettale, fattori che rendono la stipsi uno dei disturbi gastrointestinali più frequenti nell’anziano e favoriscono la comparsa di diverticolosi.
Il fegato e il pancreas subiscono modificazioni più lievi: il flusso ematico epatico diminuisce e il metabolismo dei farmaci può risultare rallentato, mentre il pancreas può ridurre leggermente la produzione di enzimi digestivi. Nel complesso, molti dei disturbi digestivi dell’anziano non dipendono solo dall’età, ma sono aggravati da sedentarietà, alimentazione inadeguata, scarso apporto di liquidi e polifarmacoterapia.
In conclusione, l’apparato digerente dell’anziano è caratterizzato da una digestione più lenta, una motilità intestinale ridotta e una maggiore vulnerabilità a carenze nutrizionali; tuttavia, con uno stile di vita adeguato e una corretta gestione clinica, gran parte di questi cambiamenti può essere compensata.

Diarrea e stipsi: due facce dello stesso problema.100 domande in gastroenterologia. Numero 45.Diarrea e stipsi sembrano ...
29/01/2026

Diarrea e stipsi: due facce dello stesso problema.
100 domande in gastroenterologia. Numero 45.
Diarrea e stipsi sembrano due problemi opposti, ma in realtà spesso sono due manifestazioni dello stesso disturbo intestinale. L’intestino è un organo molto sensibile, regolato da un equilibrio complesso tra movimento, flora batterica, ormoni e sistema nervoso. Quando questo equilibrio si altera, il transito può diventare irregolare: a volte accelera troppo, causando diarrea, altre volte rallenta, portando alla stipsi.
In molte persone questo si traduce in periodi alterni, in cui le feci cambiano consistenza senza una causa apparente. Non è l’intestino che “impazzisce”, ma che reagisce in modo eccessivo a stimoli come stress, cambiamenti alimentari, infezioni passate o alterazioni del microbiota. È il motivo per cui, ad esempio, dopo una fase di diarrea può comparire stitichezza, e viceversa.
Il quadro più frequente in cui avviene questa alternanza è la sindrome dell’intestino irritabile, soprattutto nella forma mista. In questi casi non ci sono lesioni o infiammazioni evidenti, ma una disregolazione della motilità e della sensibilità intestinale: l’intestino percepisce e risponde in modo amplificato anche a stimoli normali.
Anche altri fattori possono contribuire, come una flora intestinale sbilanciata, alcune intolleranze alimentari, l’uso non mirato di lassativi o antidiarroici, oppure problemi ormonali. Per questo trattare solo la diarrea o solo la stipsi spesso non funziona: si rischia di spostare il problema da un estremo all’altro.
In sostanza, diarrea e stipsi non vanno viste come nemiche tra loro, ma come due segnali diversi di uno stesso intestino in difficoltà. Capire il meccanismo che le collega è il primo passo per un trattamento efficace e duraturo.

Esami delle feci che ci dicono il nostro stato di salute.100 domande in gastroenterologia.  Numero 44.Gli esami delle fe...
27/01/2026

Esami delle feci che ci dicono il nostro stato di salute.
100 domande in gastroenterologia. Numero 44.
Gli esami delle feci sono strumenti importanti per capire lo stato di salute dell’intestino e, in parte, dell’organismo. Ecco i principali, spiegati in modo semplice:
🔍 Esame chimico-fisico delle feci valuta:
consistenza, colore, pH, presenza di muco o residui anomali
👉 Può dare indizi su digestione e transito intestinale
🦠 Coprocultura
Ricerca batteri patogeni (es. Salmonella, Campylobacter)
Utile in caso di diarrea, febbre, sospetta infezione
🐛 Esame coproparassitologico
Individua parassiti intestinali
Indicato con diarrea cronica, viaggi in paesi a rischio, prurito a***e
🩸 Ricerca del sangue occulto
Evidenzia sanguinamenti non visibili
Fondamentale per la prevenzione del tumore del colon-retto
🔥 Calprotectina fecale
Marker di infiammazione intestinale
Aiuta a distinguere tra malattie infiammatorie (Crohn, rettocolite) e colon irritabile
🧪 Elastasi pancreatica
Valuta la funzione digestiva del pancreas
Valori bassi indicano difficoltà nella digestione dei grassi
🧬 Test del microbiota intestinale
Analizza l’equilibrio dei batteri intestinali
Utile per gonfiore, stanchezza, disturbi intestinali ricorrenti
🧂 Grassi fecali
Misura il malassorbimento
Indicato in diarrea cronica o perdita di peso inspiegata
🪱 test fecale per Helicobacter.
Ricerca dell'Hp responsabile di diversi disturbi gastrici.
👉 Importante: nessun esame va interpretato da solo. I risultati vanno sempre valutati insieme a sintomi, storia clinica e parere medico.

Gonfiore: non è solo ciò che mangi100 domande in gastroenterologia. Numero 43.Il gonfiore addominale è uno dei disturbi ...
26/01/2026

Gonfiore: non è solo ciò che mangi
100 domande in gastroenterologia. Numero 43.
Il gonfiore addominale è uno dei disturbi più comuni, a tutte le età, ma diventa particolarmente frequente con il passare degli anni. Spesso viene liquidato come una semplice reazione a un alimento “sbagliato”, ma in realtà il gonfiore è il risultato di un equilibrio complesso che coinvolge digestione, intestino, sistema nervoso, ormoni e stile di vita.
1. Il ruolo dell’alimentazione (ma non solo)
Alcuni cibi favoriscono naturalmente la produzione di gas (legumi, cavoli, latticini in caso di intolleranza al lattosio, dolcificanti). Tuttavia, anche alimenti sani possono causare gonfiore se:
vengono consumati in eccesso
sono difficili da masticare
vengono mangiati troppo velocemente
La masticazione insufficiente e i pasti frettolosi introducono aria nello stomaco e rendono la digestione più faticosa.
2. Come mangiamo conta quanto cosa mangiamo
Mangiare sotto stress, davanti a uno schermo o senza attenzione altera la risposta digestiva. Il sistema digerente funziona al meglio in uno stato di calma: se il corpo è in “modalità allarme”, la digestione rallenta e i gas tendono ad accumularsi.
3. Intestino e sistema nervoso: un dialogo continuo
L’intestino è spesso definito “secondo cervello”. Stress, ansia e tensioni emotive possono modificare la motilità intestinale, causando gonfiore, stitichezza o alternanza con diarrea. Non è raro che il gonfiore compaia anche in assenza di un vero problema organico.
4. Flora batterica e fermentazione
Il microbiota intestinale gioca un ruolo chiave. Un’alterazione della flora (dovuta a antibiotici, infezioni, dieta monotona o età avanzata) può aumentare i processi di fermentazione, producendo più gas e sensazione di distensione.
5. Età, ormoni e rallentamento fisiologico
Con l’età, la digestione diventa più lenta:
diminuisce la produzione di enzimi digestivi
l’intestino si muove meno efficacemente
la stitichezza diventa più frequente
Negli anziani, il gonfiore può essere anche il primo segnale di una difficoltà intestinale più importante.
6. Farmaci e condizioni mediche
Molti farmaci comuni (antidolorifici, gastroprotettori, antidepressivi, antipertensivi) possono favorire gonfiore e distensione addominale. Anche condizioni come diabete, ipotiroidismo o insufficienza cardiaca possono influenzare la digestione.
7. Quando il gonfiore va preso sul serio
Il gonfiore occasionale è generalmente benigno. Diventa invece un campanello d’allarme se:
è persistente e progressivo
si associa a dolore, vomito, anemia
compare perdita di peso involontaria
cambia improvvisamente l’alvo
In questi casi è fondamentale una valutazione medica.
In conclusione
Il gonfiore non è solo una questione di cibo, ma di ritmo, equilibrio e ascolto del corpo. È spesso un segnale che qualcosa, nella digestione o nella vita quotidiana, sta chiedendo attenzione. Capirne le cause significa andare oltre il piatto e guardare all’insieme della persona.

“Il colon irritabile: cosa non è”!100 domande in gastroenterologia.  Numero 42.Il colon irritabile, noto anche come sind...
25/01/2026

“Il colon irritabile: cosa non è”!
100 domande in gastroenterologia. Numero 42.
Il colon irritabile, noto anche come sindrome dell’intestino irritabile (IBS), è un disturbo molto diffuso, ma spesso viene frainteso. Per comprenderlo davvero è utile chiarire, prima di tutto, che cosa non è.
Il colon irritabile non è una malattia infiammatoria dell’intestino. A differenza di patologie come il morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa, non provoca infiammazioni visibili, ulcere o lesioni della mucosa intestinale. Gli esami diagnostici, come colonscopia o analisi del sangue, risultano infatti nella norma.
Non è nemmeno una malattia infettiva: non è causato da batteri, virus o parassiti e non è contagioso. Di conseguenza, non si trasmette da una persona all’altra né richiede terapie antibiotiche specifiche.
Il colon irritabile non è un tumore e non aumenta il rischio di sviluppare un cancro al colon. Anche se i sintomi possono essere fastidiosi e persistenti, non portano a degenerazioni maligne e non compromettono l’aspettativa di vita.
Inoltre, non è una patologia esclusivamente “psicologica”. Sebbene stress, ansia ed emozioni possano influenzare l’intensità dei sintomi, il disturbo non è “immaginario” né frutto della sola mente del paziente. Si tratta piuttosto di un’alterazione del funzionamento intestinale, legata a una maggiore sensibilità viscerale e a un’alterata comunicazione tra intestino e sistema nervoso.
Infine, il colon irritabile non provoca danni permanenti all’intestino. Non altera in modo irreversibile la struttura degli organi e, se correttamente gestito attraverso alimentazione, stile di vita e, se necessario, terapie mirate, permette di condurre una vita normale.
In conclusione, il colon irritabile non è una malattia grave o pericolosa, ma un disturbo funzionale cronico che richiede comprensione e gestione. Chiarire ciò che non è aiuta a ridurre paure infondate e a favorire un approccio più sereno e consapevole alla condizione.

Quando l'intestino parla. Sintomi da non ignorare.100 domande in gastroenterologia.  Numero 41.Quando l’intestino “parla...
25/01/2026

Quando l'intestino parla. Sintomi da non ignorare.
100 domande in gastroenterologia. Numero 41.
Quando l’intestino “parla”, raramente lo fa in modo drammatico. Più spesso manda segnali piccoli ma persistenti, che tendiamo a normalizzare o a ignorare. Il problema è che l’intestino non è solo un organo digestivo: è collegato al sistema immunitario, agli ormoni e perfino all’umore. Per questo i suoi messaggi vanno ascoltati.
Uno dei primi segnali è il gonfiore frequente, soprattutto se compare anche mangiando poco o cibi semplici. Non è solo “aria”: spesso indica difficoltà digestive, alterazioni della flora intestinale o infiammazione lieve ma costante. Allo stesso modo, dolori addominali ricorrenti, anche se non intensi, non andrebbero liquidati come stress o cattiva digestione abituale.
Anche i cambiamenti dell’alvo parlano chiaro. Alternanza tra stitichezza e diarrea, evacuazioni irregolari o una sensazione di svuotamento incompleto sono segnali che l’intestino sta faticando a mantenere il suo equilibrio. Se diventano la norma, non sono più “episodi”.
Ci sono poi sintomi meno intuitivi ma molto importanti: stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, mal di testa frequenti. Un intestino in sofferenza può assorbire male i nutrienti o mantenere uno stato infiammatorio di basso grado che si riflette su tutto il corpo.
Anche la pelle spesso fa da megafono: acne tardiva, dermatiti, prurito o arrossamenti ricorrenti possono avere un’origine intestinale. Lo stesso vale per un sistema immunitario debole, con raffreddori frequenti o infezioni che durano più del normale.
Infine c’è il linguaggio delle emozioni. Intestino e cervello comunicano in continuazione: ansia, irritabilità, umore instabile o una sensazione costante di “tensione interna” possono essere amplificati da uno squilibrio intestinale.
Ignorare questi segnali non li fa sparire, li rende solo più silenziosi e cronici. Ascoltarli, invece, significa intervenire quando il corpo sta ancora chiedendo attenzione, non aiuto urgente. L’intestino parla piano, ma dice cose importanti.

Le cellule intestinale si rigenerato. Perché è una buona notizia?100 domande in gastroenterologia.  Numero 40.Il fatto c...
24/01/2026

Le cellule intestinale si rigenerato. Perché è una buona notizia?
100 domande in gastroenterologia. Numero 40.
Il fatto che le cellule intestinali si rigenerino è una buona notizia perché l’intestino è una delle parti del corpo più esposte e più sollecitate. Ogni giorno deve gestire cibo, batteri, sostanze potenzialmente irritanti e cambiamenti continui. Se le sue cellule fossero “statiche”, i danni si accumulerebbero rapidamente. Invece il corpo ha scelto una strategia intelligente: sostituirle spesso.
Questo continuo rinnovamento permette all’intestino di mantenere una barriera efficiente tra ciò che entra dall’esterno e l’organismo. Cellule nuove funzionano meglio, assorbono i nutrienti in modo più efficace e riducono il passaggio di sostanze nocive o infiammatorie nel sangue. È anche per questo che un intestino sano ha effetti positivi su tutto il corpo, non solo sulla digestione.
Un altro aspetto importante è la capacità di recupero. Dopo periodi di alimentazione disordinata, stress, farmaci o infiammazione, l’intestino ha la possibilità di “ripartire” in tempi relativamente brevi. Quando le condizioni migliorano, anche le nuove cellule che si formano sono più funzionali, e questo rende i cambiamenti nello stile di vita sorprendentemente rapidi nei loro effetti.
Infine, il rinnovamento continuo aiuta a mantenere un buon rapporto con il microbiota intestinale e con il sistema immunitario. Cellule giovani comunicano meglio con i batteri benefici e contribuiscono a mantenere l’equilibrio e la protezione dell’organismo. In sostanza, la rigenerazione delle cellule intestinali è una forma di resilienza: un modo con cui il corpo si protegge, si adatta e si dà continuamente una seconda possibilità.

Perchè l'intestino peggiora nei momenti di relax?100 domande in gastroenterologia.  Numero 39.Molte persone notano che i...
22/01/2026

Perchè l'intestino peggiora nei momenti di relax?
100 domande in gastroenterologia. Numero 39.
Molte persone notano che i disturbi intestinali – come gonfiore, crampi, diarrea o stitichezza – compaiono o peggiorano proprio quando ci si rilassa, ad esempio nel weekend o in vacanza. Questo fenomeno è reale e ha spiegazioni fisiologiche e psicologiche.
1. Durante lo stress il corpo “tiene”
Nei periodi di stress o forte impegno, l’organismo attiva il sistema nervoso simpatico, quello della “reazione e controllo”.
In questa fase:
la digestione viene rallentata o messa in secondo piano
la sensibilità intestinale è attenuata
il corpo è concentrato su prestazione e resistenza
In pratica, l’intestino viene momentaneamente silenziato.
2. Nel relax si riattiva l’intestino
Quando finalmente ci si rilassa, entra in funzione il sistema nervoso parasimpatico, responsabile di:
digestione
riposo
recupero
Questa riattivazione fa sì che:
l’intestino riprenda a muoversi
la sensibilità viscerale aumenti
i sintomi prima “bloccati” emergano
Non è un peggioramento improvviso, ma una ripresa di attività.
3. Calano le difese di controllo
Durante lo stress prolungato, molte persone mantengono un forte controllo mentale.
Nel relax:
l’attenzione si abbassa
il corpo “si permette” di sentire
le tensioni accumulate vengono rilasciate
L’intestino, molto sensibile alle emozioni, reagisce a questo cambiamento.
4. Cambiano abitudini e ritmi
Nei momenti di relax spesso cambiano:
orari dei pasti
tipo di alimentazione
consumo di alcol o cibi più ricchi
ritmo sonno–veglia
Queste variazioni possono destabilizzare un intestino già sensibile.
5. L’asse intestino–cervello
L’intestino è strettamente collegato al cervello tramite l’asse intestino–cervello.
Emozioni, stress e rilassamento influenzano direttamente:
la motilità intestinale
la percezione del dolore
l’equilibrio del microbiota
Per questo l’intestino è spesso definito “il secondo cervello”.
In sintesi
L’intestino non peggiora per colpa del relax, ma perché:
durante lo stress i sintomi vengono mascherati
nel rilassamento l’intestino torna attivo
emergono tensioni e disfunzioni accumulate
Ascoltare questi segnali può essere il primo passo per prendersi cura del proprio equilibrio intestinale.

A cosa serve davvero il colon?100 domande in gastroenterologia. Numero 38.www.gastroenterologiacatania.it Il colon, chia...
22/01/2026

A cosa serve davvero il colon?
100 domande in gastroenterologia. Numero 38.
www.gastroenterologiacatania.it
Il colon, chiamato anche intestino crasso, è l’ultima parte dell’apparato digerente.
Non serve a “digerire il cibo”, ma svolge funzioni fondamentali per l’equilibrio dell’organismo.
1. Assorbimento: recuperare ciò che è ancora utile
Nel colon avviene soprattutto l’assorbimento di acqua e sali minerali (come sodio e potassio).
Grazie a questo processo:
le feci diventano più solide
si evita la perdita eccessiva di liquidi
si contribuisce all’equilibrio idrico del corpo
Una parte delle vitamine (in particolare vitamina K e alcune del gruppo B) viene resa disponibile grazie ai batteri intestinali.
2. Il ruolo del microbiota: un alleato invisibile
Nel colon vive il microbiota intestinale, formato da miliardi di batteri “buoni”.
Questi microrganismi:
fermentano le fibre non digerite
producono sostanze utili per la mucosa intestinale
aiutano il sistema immunitario
contribuiscono al benessere generale
Un microbiota in equilibrio favorisce una buona funzione intestinale e riduce infiammazione e disturbi.
3. Eliminazione: espellere ciò che non serve più
Il colon ha il compito di accumulare ed eliminare le feci, cioè i residui non utilizzabili dall’organismo.
Attraverso movimenti regolari (peristalsi), il contenuto viene spinto verso il retto ed eliminato in modo controllato.
Un corretto funzionamento del colon:
previene stitichezza e diarrea
favorisce una evacuazione regolare
riduce la sensazione di gonfiore e dolore
4. Equilibrio e salute generale
Il colon non è solo un “tubo di scarico”, ma un organo chiave per:
l’equilibrio dei liquidi
il sistema immunitario
la salute metabolica
il benessere intestinale e generale
Quando il colon non funziona bene, possono comparire disturbi che influenzano tutto l’organismo.
In sintesi
Il colon serve a:
assorbire acqua e sali
ospitare e sostenere il microbiota
eliminare i residui
mantenere l’equilibrio dell’organismo
Prendersi cura del colon significa prendersi cura della propria salute.

Indirizzo

Largo Bordighera 42
Catania
95127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 15:00

Telefono

330847900

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