Luisa Granato - Psicoterapeuta

Luisa Granato - Psicoterapeuta Psicologa, Psicoterapeuta di formazione familiare e sistemico relazionale. Terapeuta EMDR.

La dottoressa Luisa Granato, psicologa e docente, specialista in psicologia clinica, offre servizio di consulenza e sostegno psicologico individuale, alla coppia e alla famiglia. L’intervento mira ad offrire un aiuto concreto per:
- Risolvere problemi specifici;
- Prendere decisioni;
- Accrescere l’autostima e sviluppare una migliore conoscenza di sé;
- Acquisire strumenti per la gestione di momenti di crisi, conflitti personali e/o relazionali.

Il caos spesso spaventa, ma è il terreno più fertile per rinascere. L'ordine perfetto dà sicurezza, ma rischia di divent...
16/05/2026

Il caos spesso spaventa, ma è il terreno più fertile per rinascere.
L'ordine perfetto dà sicurezza, ma rischia di diventare una gabbia dorata.
Le vite perfette e lineari non esistono. Anzi, spesso sono proprio i momenti più confusi e caotici a nascondere il potenziale di crescita più alto.
L’ordine estremo è statico. Mantiene tutto fermo, non porta novità e lascia le cose esattamente come sono. È una palude comoda.
Il caos, invece, è dinamico:
Rompe i vecchi schemi inutili.
Costringe a cercare nuove strade.
Genera opportunità che non avevi previsto.
Certo, il potenziale da solo non basta. È come un seme nella terra smossa: va coltivato con pazienza, scelta dopo scelta. Ma senza quel disordine iniziale, non ci sarebbe spazio per nulla di nuovo.

Come psicoterapeuta, incontro spesso mamme e papà esausti, schiacciati dal peso di un’aspettativa irrealistica: quella d...
04/05/2026

Come psicoterapeuta, incontro spesso mamme e papà esausti, schiacciati dal peso di un’aspettativa irrealistica: quella di non sbagliare mai.

Ma voglio dirvi una verità che vedo ogni giorno in studio: i genitori perfetti non esistono.
E, paradossalmente, è una fortuna.

Le difficoltà maggiori nascono proprio lì dove tutto sembra (o deve sembrare) impeccabile.
Quando ci sforziamo di essere "senza macchia", togliamo spazio all'autenticità.
La perfezione crea distanza, mentre sono proprio le nostre fragilità e i nostri errori a insegnare ai figli la resilienza, l'empatia e la capacità di rialzarsi.
Non serve essere perfetti. Serve essere presenti, consapevoli e pronti a riparare i legami quando si incrinano. È nelle crepe della nostra imperfezione che passa la luce della crescita reale.

C’è chi passa la vita a pulire e chi a vivere. In psicologia, sappiamo che l’ossessione di "pulire", controllare o scrut...
21/04/2026

C’è chi passa la vita a pulire e chi a vivere.

In psicologia, sappiamo che l’ossessione di "pulire", controllare o scrutare la vita degli altri è spesso un tentativo disperato di gestire un vuoto interiore.
C’è chi resta fermo a lucidare la propria invidia, prigioniero delle proprie mura, concentrato a monitorare ogni movimento altrui.
Ma la verità è che non si può pulire uno specchio che è sporco dentro.

Poi c’è chi sceglie di vivere. A volte vivere significa avere il coraggio di lasciare le chiavi di un conflitto che non ci appartiene e cambiare aria. Non è una fuga, è igiene mentale. È capire che la nostra serenità vale più di qualsiasi mattone o indirizzo.

Mentre qualcuno resta prigioniero , bloccato a guardare fuori dallo spioncino, c’è chi ha già spalancato porte nuove. Perché la vera vittoria non è restare a difendere un territorio tossico, ma scoprire che "casa" è ovunque ci si senta finalmente liberi di respirare, lontano dal rumore e dalla polvere di chi non sa essere felice.

A chi ha avuto il coraggio di ricominciare: avete lasciato un guscio, ma avete salvato la vita.

     "Terapia di Coppia" è il nuovo spettacolo teatrale del duo comico PanPers (Andrea Pisani e Luca Peracino), incentra...
16/04/2026



"Terapia di Coppia" è il nuovo spettacolo teatrale del duo comico PanPers (Andrea Pisani e Luca Peracino), incentrato con ironia sulle dinamiche, screzi e contraddizioni di una lunga convivenza artistica.
Ed io non potevo non andare a vederlo!

Perché consigliarlo?
Non vi aspettate una presentazione su cosa sia la terapia di coppia, o su come venga condotta.

Tuttavia è un modo divertente per riflettere su un elemento fondamentale della coppia, ovvero il suo essere formata non da due, ma da tre elementi: IO, TU e NOI.

Ciascuno nella coppia porta idee, modi di fare, storie e tradizioni. Cambiarle non solo è estremamente difficile, ma anche estremamente rischioso per la coppia stessa.

Il punto non è annullare ciascun elemento della coppia per crearne uno unico, quanto piuttosto preservare se stessi riconoscendo però anche l’esistenza di un terzo: il NOI di COPPIA.

Questo NOI va nutrito, alimentato, co-costruito. Come?
Anche con i compromessi, con le vie di mezzo, comprendendo che la coppia non è un gioco di potere tra chi vince e chi perde, tra chi non ha problemi e chi ce li ha, tra chi ha ragione e chi ha torto. Quanto piuttosto la possibilità di percorrere le proprie strade, uniche e irripetibili, insieme.

Ma durante lo spettacolo si intravede anche quello che è l’obiettivo della terapia di coppia, che non necessariamente è quello di restare insieme, ma anche di poter arrivare, in un modo costruttivo, alla scelta di lasciarsi. Perché essere coppia non è un obbligo, né tantomeno deve essere un sacrificio. E lasciarsi non è un fallimento. Anzi, può essere una scelta coraggiosa di cura, per sé e per l’altro.

Andare al teatro e vedere così tante persone, sentire parlare di terapia di coppia, e vedere tante mani alzate alla domanda “chi di voi va in terapia” è la conferma che la psicoterapia si stia sempre più spogliando di tutti quei pregiudizi che per troppo tempo l’hanno relegata a mera “cura dei pazzi”.

Dal 2020 il numero di coloro che iniziano un percorso psicoterapico è in forte aumento, e si prevede lo sarà ancor di più in futuro... perché stiamo peggio? Forse… ma in ogni caso ciò che è evidente è la scelta che numerosissime persone oggi fanno di poter stare meglio!

01/04/2026

Piccolo promemoria per le piccole e grandi "avventure"quotidiane...

C'è un sacco di gente là fuori arrogante e presuntuosa.
Nonostante conosca le proprie mancanze, prova a fare sentire manchevoli gli altri... il mondo ne è pieno.

In tutte quelle situazioni dove fare domande è un diritto, e rispondere è doveroso.

Quando ti troverai davanti situazioni in cui qualcuno vuole farti passare per l'esageratə di turno, il fissatə, il paranoicə... Ricorda:

È un meccanismo di difesa classico:
chi agisce con superficialità spesso si sente minacciato dalla precisione altrui, perché quest'ultima mette in luce le loro lacune. Cercano di far passare la tua cura per i dettagli come una "fissa" o un peso per non dover ammettere di essere stati pigri o approssimativi.

La verità è che la qualità richiede tempo e testa, cose che non tutti sono disposti a investire. Non farti scalfire: la tua integrità e il tuo standard lavorativo (o personale) sono valori, non difetti. Conta il giudizio di chi ha lo spessore per capire la differenza tra un lavoro fatto e un lavoro fatto bene.
Quindi continua ad andare avanti, e non permettere a nessuno di farti sentire chi non sei.
Questo metterà ognuno al suo posto, oltre il tuo confine.

    LASCIARE ANDARE non è dimenticare e non è minimizzare.Non cancella ciò che è successo, né riduce l’intensità di quel...
30/03/2026



LASCIARE ANDARE non è dimenticare e non è minimizzare.
Non cancella ciò che è successo, né riduce l’intensità di quello che hai provato.

È un atto attivo. Significa dirsi:
“Questo mi ha fatto male. Riconosco il valore che aveva, riconosco il dolore che mi ha causato… ma scelgo di non restarne prigioniero.”

Significa non restare più fermə dentro quel dolore, ma avanzare.
Lasciarlo in un posto dove possiamo ancora vederlo,
ma dove non ci tiene più stretta la mano fino a lasciarci i segni ai polsi.

Significa poter dire:
“Tu esisti. Ma io scelgo di non restare con te.”

Posso voltarmi, guardarti,
e allo stesso tempo continuare a camminare.

E, passo dopo passo, accorgermi che, mentre ti guardo da lontano,
vedo sempre di più la strada che ho fatto.

PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTAHo conseguito la laurea magistrale presso l’Università di Palermo con votazione 110/110 e lode. ...
27/03/2026

PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA

Ho conseguito la laurea magistrale presso l’Università di Palermo con votazione 110/110 e lode. Successivamente, mi sono specializzata in Psicoterapia ad orientamento sistemico-relazionale presso il CTR (Centro di Terapia Relazionale) di Catania, con sede principale a Roma, sotto la direzione del Professor Luigi Cancrini.

Ho completato la formazione di primo e secondo livello in terapia con metodo EMDR presso l’Associazione EMDR Italia.

Sono coordinatrice dell'attività formativa presso l'associazione ERIS di Catania, e svolgo attività clinica presso il mio studio professionale, rivolgendo il mio intervento a individui, coppie e famiglie.

L’approccio sistemico-relazionale mi consente di lavorare in profondità sui sistemi relazionali, andando oltre il sintomo visibile per intervenire sulle radici del disagio. Questo permette di operare efficacemente in tutti quei contesti che richiedono un’attenzione particolare alle dinamiche familiari e relazionali.

L’integrazione del metodo EMDR mi consente di intervenire in modo mirato sul trauma, anche nei casi di traumi complessi e ferite profonde legate all’attaccamento.

Pur considerando la formazione continua un elemento fondamentale della mia pratica professionale, ritengo che nessuna tecnica possa essere realmente efficace senza una relazione terapeutica solida. Per questo motivo, la mia priorità è offrire uno spazio accogliente, basato sulla fiducia, in cui la persona possa sentirsi libera di esplorare e ritrovare sé stessa. Uno studio che diventa un luogo sicuro, un “pezzo di mondo” in cui potersi riconnettere.

Il mio lavoro per me è senza dubbio una professione, ma ancora prima è una missione: una passione che dà senso alla mia vita e che metto al servizio degli altri.

La psicologia non è una bacchetta magica capace di trasformare la vita in qualcosa di perfetto e privo di difficoltà. È piuttosto uno strumento per costruire risorse interiori e relazionali, che permettano di affrontare la vita con maggiore flessibilità, affinché le inevitabili tempeste possano piegare, ma non spezzare.

AMBITI DI INTERVENTO
Per me, il disagio psicologico non si riduce a una semplice diagnosi, ma è un universo complesso di esperienze soggettive. Ogni percorso è unico e non esistono confini rigidi. Tuttavia di seguito elenco alcuni ambiti in cui spesso accompagno le persone, senza che questo limiti le possibilità di intervento, e nell'idea che il disagio psicologico non sia una rigida etichetta, ma un insieme di sfumature uniche e soggettive.

- Disturbi d’ansia, attacchi di panico e stress
- Disturbi dell’umore
- Traumi psicologici, traumi complessi e ferite dell’attaccamento
- Disturbi del comportamento alimentare
- Elaborazione del lutto e delle perdite
- Difficoltà relazionali, familiari
- Problematiche di coppia
- Bassa autostima, insicurezza
- Momenti di crisi, cambiamenti di vita e transizioni evolutive
- Disagio legato a malattie croniche (es. fibromialgia) e somatizzazioni
- Dipendenza affettiva e difficoltà nelle relazioni interpersonali
- Stalking e violenza psicologica
- Burnout e stress lavorativo
- Difficoltà legate alla genitorialità e alla gestione dei ruoli familiari
- Crescita personale e percorsi di consapevolezza

Per qualsiasi dubbio o domanda, non esitare a contattarmi.

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19/03/2026


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15/03/2026

🟣 Il 15 marzo ricorre la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Accanto alle forme più conosciute e visibili, esiste una sofferenza spesso meno riconosciuta: quella di chi vive disturbi come bulimia, binge eating o altre forme di rapporto disfunzionale con il cibo. Condizioni che, proprio perché possono restare a lungo invisibili, rischiano di essere sottovalutate o intercettate tardi, mentre la sofferenza psicologica cresce nel silenzio.

Diverso, ma altrettanto problematico, è lo sguardo sociale che spesso accompagna l’obesità. Sempre più la letteratura scientifica e clinica invita a considerarla anche all’interno dello spettro dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, per i numerosi correlati psicologici, emotivi e relazionali che possono caratterizzare il rapporto con il cibo e con il proprio corpo. Eppure continua spesso a essere letta con superficialità come mancanza di volontà, “vizio” o scarsa disciplina alimentare, riducendo una condizione complessa a un semplice giudizio sul comportamento individuale.

Come Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana riteniamo fondamentale spostare lo sguardo dal giudizio alla comprensione, riconoscendo che i disturbi della nutrizione coinvolgono dimensioni psicologiche, relazionali e sociali e richiedono ascolto, competenza e percorsi di cura adeguati ed integrati, con il supporto di diversi professionisti della salute.

La sofferenza psichica non chiede giudizi superficiali e affrettati, urla in silenzio, attraverso i sintomi del corpo e comportamenti disfunzionali, il bisogno di essere vista, riconosciuta e abbracciata. 💜

       Agire in emergenza significa agire come professionisti della salute mentale nei momenti immediatamente successivi...
15/03/2026



Agire in emergenza significa agire come professionisti della salute mentale nei momenti immediatamente successivi a situazioni traumatiche come incidenti, violenze, aggressioni, morti, terremoti, alluvioni, diagnosi mediche.
In questi momenti le reazioni possono essere diverse e soggettive, ma tutte sono, prima di ogni altra cosa:
una reazione normale a un evento anormale.

Dopo un trauma è comune infatti provare paura, confusione, rabbia, tristezza o sentirsi disorientati. Sono risposte umane e naturali.

Il problema nasce quando quell’evento non viene elaborato.

Se nel tempo si tende a evitare, rimuovere o non dare spazio a ciò che è accaduto, quella reazione inizialmente normale può trasformarsi in qualcosa di diverso: una risposta anormale a normali eventi della vita.
Ansia, attacchi di panico, preoccupazioni, dinnanzi a eventi innocui e privi di reale pericolosità.

In questo senso non solo il tempo non permette automaticamente di guarire, ma può addirittura aggravare, facendola diventare un vero e proprio disturbo, una reazione che inizialmente invece è assolutamente normale e fisiologica.

Per questo costituisce un'importante risorsa intervenire sin dalle prime fasi, offrendo ascolto, supporto e strumenti per affrontare ciò che è successo.
In quest'ottica il metodo EMDR è uno strumento che dimostra di essere efficace e scientificamente valido.

Agire in emergenza psicologica non significa solo gestire il momento critico:
significa anche prevenire che il trauma si cronicizzi.

In questo senso il nostro lavoro è oltre che un lavoro di cura, un importante lavoro di prevenzione, affinché le persone possano, nonostante gli eventi di vita avversi, godere del più alto livello possibile per loro di qualità della vita.

Due giornate di studio e formazione preziose grazie a Associazione EMDR Italia

La frase: “il tempo guarisce tutte le ferite” è molto diffusa, ma dal punto di vista psicologico è incompleta. Il tempo ...
15/03/2026

La frase: “il tempo guarisce tutte le ferite” è molto diffusa, ma dal punto di vista psicologico è incompleta.
Il tempo da solo spesso non guarisce le ferite emotive, soprattutto quando si tratta di eventi ad alto impatto emotivo o traumatico.

Non solo non guarisce le ferite, ma il tempo, se non accampagnato da un profondo lavoro di rielaborazione, può addirittura portare all'emergere di nuovi sintomi, e nuove ferite. E questo può avvenire anche a distanza di molto tempo dall'evento traumatico. Tanto da rendere difficile talvolta riuscire a collegare come ci si sente nel presente, dal cosa lo ha scatenato.

Nella ricerca in psicologia e psicotraumatologia si osserva che, dopo un evento molto intenso (lutto, violenza, incidente, tradimento profondo, ecc.), possono comparire:

- Pensieri intrusivi o ricordi che tornano involontariamente

- Iperattivazione emotiva o corporea (ansia, allerta, irritabilità)

- Disregolazione emotiva

- Evitamento di persone, luoghi o ricordi

- Sensazione che l’evento sia “ancora presente”

Queste reazioni sono tipiche delle risposte al trauma.

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Perché il tempo da solo spesso non basta?

Il cervello, dopo un evento traumatico, può immagazzinare il ricordo in modo non integrato. Invece di diventare un normale ricordo autobiografico, rimane “attivo” nel sistema di allarme.

Come dire che il tempo passa, ma il sistema nervoso resta bloccato nella risposta di minaccia.

Quello che la ricerca mostra è che il recupero avviene quando oltre al tempo c’è anche processo attivo di elaborazione attraverso il:

- Dare significato narrativo all’esperienza

- Regolare il sistema nervoso (sicurezza, relazioni, corpo)

- Elaborare i ricordi in modo guidato

- Ricevere supporto relazionale o terapeutico

Il tempo può aiutare.
Ma spesso ciò che fa davvero la differenza è come attraversiamo quel tempo.

Indirizzo

Catania
95028

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
Sabato 16:00 - 20:00

Telefono

+393294219444

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