Prof.ssa Roberta Venturella

Prof.ssa Roberta Venturella Professore di II Fascia di Ginecologia e Ostetricia - Università Magna Graecia di Catanzaro. Responsabile Centro PMA III Livello Ospedale Pugliese Ciaccio

Del 2025, come ginecologa, come medico e come donna, c’è molto che sono felice di lasciare indietro.Lascio la paura che ...
19/01/2026

Del 2025, come ginecologa, come medico e come donna, c’è molto che sono felice di lasciare indietro.

Lascio la paura che guida le decisioni cliniche.
Lascio la disinformazione sulla menopausa e sulla terapia ormonale.
Lascio l’idea che le donne debbano “resistere”, stringere i denti e andare avanti, invece di essere ascoltate e curate.

Ogni giorno seguo donne in menopausa e donne sopravvissute a un tumore al seno. Donne diverse, con storie diverse, ma troppo spesso accomunate dalla stessa esperienza: sentirsi dire che sono “troppo giovani” o “troppo grandi”, che i loro sintomi sono normali, inevitabili, o che “non c’è molto da fare”.

La menopausa non è un dettaglio.
Non è una fase marginale.
Non è un destino da sopportare in silenzio.

È una fase della vita che ha un impatto reale sulla salute fisica, sul benessere psicologico, sulla sessualità, sul lavoro, sulle relazioni e sull’invecchiamento complessivo della donna. Ignorarla significa fare cattiva medicina.

Nel 2025 voglio lasciare indietro anche un linguaggio vecchio e riduttivo. Le ovaie non sono solo “organi riproduttivi”: sono regolatori della salute e dell’invecchiamento femminile. Le parole che usiamo contano, perché guidano il modo in cui pensiamo, studiamo e curiamo.

Le donne in menopausa, soprattutto le più fragili, le più dimenticate, le sopravvissute a un tumore, non hanno bisogno di pietà né di slogan rassicuranti. Hanno bisogno di cure appropriate, di informazioni corrette, di medici formati.

Le soluzioni esistono.
Le evidenze scientifiche esistono.
La formazione fa la differenza.

Nel 2025 scegliamo una medicina che non sia guidata dal terrore, ma dalla conoscenza. Una medicina che non escluda per paura, ma che valuti, personalizzi e accompagni. Una medicina che restituisca alle donne dignità, ascolto e qualità di vita.

Perché medici preparati rendono le pazienti più forti.
E una donna curata è una donna che può vivere meglio.





18/01/2026

La fertilità ha bisogno di energia.
E spesso questo è il pezzo che manca.

Nella pratica clinica incontro molte donne che, nel tentativo di “fare tutto nel modo giusto”, finiscono per mangiare troppo poco, saltare pasti o seguire regimi alimentari molto restrittivi mentre cercano una gravidanza.

Il corpo però manda messaggi chiari.
Quando l’apporto energetico è insufficiente o discontinuo, l’organismo interpreta la situazione come non sicura per una gravidanza.

L’ovulazione non è un evento automatico: dipende da
– un apporto calorico adeguato
– una glicemia stabile
– una quantità sufficiente di tessuto adiposo
– un’assunzione regolare di nutrienti

Essere molto magre o cronicamente “sottoalimentate” può alterare l’ovulazione, accorciare la fase luteale e allungare i tempi per concepire.
Esattamente come può accadere in caso di eccesso di peso.

Non è una questione di colpa.
È fisiologia.

Il sistema riproduttivo è estremamente intelligente: prima garantisce la sopravvivenza, poi la riproduzione.
Se percepisce carenza, stress o instabilità, mette la fertilità in secondo piano.

Se l’obiettivo è una gravidanza, il nutrimento conta davvero.
Pasti bilanciati, proteine adeguate, grassi “buoni”, regolarità.

La fertilità non richiede perfezione.
Richiede risorse.

17/01/2026

Hai finalmente ottenuto la prescrizione per estrogeni va**nali, ma i sintomi non migliorano?

Succede molto più spesso di quanto si pensi, soprattutto nelle donne in menopausa e nelle sopravvissute a tumore della mammella.
Molte ricevono la terapia, ma non vengono istruite correttamente su come usarla.
E quando i sintomi della GSM – sindrome genitourinaria della menopausa sono severi, questo fa davvero la differenza.
Ecco alcuni punti chiave.

Consiglio n.1 – Abbandona l’applicatore
Il fatto che la crema venga fornita con un applicatore non significa che sia il modo migliore per usarla.
Usarla “in profondità” spesso porta solo a sprechi e meno beneficio.

Meglio:
– applicare la crema con il dito
– distribuirla nella parte iniziale della va**na, soprattutto sulla parete anteriore (verso la vescica)
– applicarla anche esternamente: grandi e piccole labbra, clitoride
– essere costanti: il miglioramento può richiedere fino a 12 settimane

Consiglio n.2 – Usa una dose adeguata
Usare “il minimo indispensabile per il minor tempo possibile” non è l’obiettivo della terapia estrogenica locale.
Questa non è una cura di poche settimane: è una terapia di mantenimento a lungo termine.
La costanza conta più di tutto.

Consiglio n.3 – Cambia formulazione se necessario
Le compresse va**nali di estradiolo due volte a settimana possono andare bene nei casi lievi o per mantenimento,
ma spesso non sono sufficienti nei quadri più severi.

Alternative possibili:
– capsule va**nali oleose
– crema va**nale (la più versatile, perché utilizzabile sia internamente che esternamente)

Quando l’estradiolo da solo non basta
Se, nonostante tutto, i sintomi persistono:
– è fondamentale una buona valutazione clinica per escludere altre condizioni (es. lichen sclerosus)
– ricordiamo che il tratto genitourinario è ricco di recettori androgenici (va**na distale, clitoride, labbra, vescica)
– in alcuni casi può essere utile discutere con il medico terapie alternative come DHEA va**nale o altre formulazioni personalizzate

La terapia locale funziona.
Ma solo se viene usata bene, abbastanza a lungo e senza paura ❤️


**nali

💪 Allenamento di forza in gravidanza: cosa dice davvero la scienza?Per anni alle donne in gravidanza è stato detto di “s...
16/01/2026

💪 Allenamento di forza in gravidanza: cosa dice davvero la scienza?

Per anni alle donne in gravidanza è stato detto di “stare ferme” o di limitarsi a camminare.
Oggi sappiamo che non è così.

Una review scientifica del 2024, pubblicata su International Journal of Women’s Health, ha analizzato gli studi clinici sull’allenamento di resistenza in gravidanza e i risultati sono chiari:

🔹 le donne che praticano allenamento di forza hanno una maggiore probabilità di parto va**nale
🔹 riferiscono meno mal di schiena e meno affaticamento
🔹 mostrano un miglior benessere mentale, con riduzione di stress e sintomi ansiosi

Ma non solo.

La stessa revisione evidenzia che un allenamento di forza appropriato e supervisionato:
✔️ migliora il flusso di sangue uterino, favorendo ossigenazione e nutrimento del feto
✔️ non aumenta alcun rischio per la salute o lo sviluppo fetale
✔️ è associato a minore rischio di macrosomia
✔️ migliora gli outcome metabolici, grazie a un migliore controllo glicemico materno

👉 Il punto chiave è uno solo: allenarsi sì, ma nel modo giusto, adattando carichi, esercizi e intensità alla gravidanza e alla singola donna.

La gravidanza non è una malattia.
È una condizione fisiologica che, se ben accompagnata, può beneficiare anche del movimento intelligente.

📚 International Journal of Women’s Health, 2024
PMID: 38912201

**nale

15/01/2026

Desideri un bambino per questo nuovo anno?
Ci sono 4 cose fondamentali che spiego alle mie pazienti prima ancora di iniziare a cercare una gravidanza.

Come ginecologa, vedo spesso questo errore: ci si concentra sulla fertilità solo quando si “inizia a provarci”, ma in realtà il lavoro vero comincia mesi prima.

1️⃣ Conosci il tuo ciclo.
L’ovulazione conta più di quanto si pensi.
Se l’obiettivo è una gravidanza, il corpo ha bisogno di tempo dopo la sospensione di contraccettivi ormonali o farmaci che interferiscono con l’assetto ormonale — idealmente almeno 2-3 mesi — per ristabilire cicli naturali regolari.
Parti dalle basi: segna il primo giorno del ciclo, osserva la durata, presta attenzione ai segnali di ovulazione (come il muco cervicale). Se non sai quando o se ovuli, il timing diventa un’ipotesi, non una strategia.

2️⃣ L’alimentazione conta più degli integratori.
Una dieta prevalentemente vegetale, varia e colorata fa la differenza.
Verdure di stagione, ogni giorno: verdi, crucifere, rosse, arancioni, viola.
Gli integratori possono aiutare, ma non sostituiscono il cibo. Utile un multivitaminico con folati ben assorbibili (non solo acido folico) e un adeguato apporto di vitamina D, coinvolta nella funzione ormonale e riproduttiva.

3️⃣ Riduci infiammazione e stress cronico.
Lo stress persistente aumenta il cortisolo, che può interferire con ovulazione e regolarità del ciclo.
Non significa “eliminare lo stress”, ma regolare il sistema nervoso: sonno adeguato, movimento quotidiano (anche solo camminare), meno cibi ultraprocessati e zuccheri, alcol con moderazione, e abitudini calmanti come respirazione, tempo all’aperto, pause senza schermi.

4️⃣ Affronta subito i segnali d’allarme.
Cicli molto abbondanti, dolore importante, irregolarità, anemia, fibromi o endometriosi vanno valutati prima, non dopo mesi di tentativi frustranti.
Intervenire in modo proattivo migliora spesso gli esiti.

La fertilità non si improvvisa. Si prepara.
In bocca al lupo ❤️☘️

14/01/2026

Negli ultimi mesi si parla moltissimo dei farmaci GLP-1 (Ozempic, Wegovy, Mounjaro…) soprattutto su TikTok e Instagram, spesso associandoli a PCOS, dimagrimento e fertilità. Ma cosa dice davvero la scienza, al di là degli slogan?

👉 Cosa sono i GLP-1
Sono farmaci nati per il diabete, oggi usati anche per il controllo del peso e dell’insulino-resistenza. Agiscono riducendo l’appetito, migliorando la sensibilità insulinica e il metabolismo.

👉 Perché interessano nella PCOS
Nelle donne con PCOS e insulino-resistenza:
• favoriscono una perdita di peso più efficace rispetto alla sola metformina
• migliorano i parametri metabolici
• alcuni studi suggeriscono un possibile beneficio su regolarità mestruale e ovulazione
• l’associazione GLP-1 + metformina può amplificare gli effetti metabolici

👉 Ma attenzione ai limiti
⚠️ Nessuno di questi farmaci è approvato specificamente per la PCOS
⚠️ Non sono farmaci “per la fertilità”
⚠️ La sicurezza in gravidanza NON è stabilita
⚠️ Devono essere sospesi prima di cercare una gravidanza

👉 Effetti collaterali più comuni
Nausea, vomito, capogiri, disturbi gastrointestinali. Alcune segnalazioni preliminari parlano anche di effetti cutanei (come acne), ma servono dati più solidi.

🔎 In sintesi
I GLP-1 possono essere strumenti metabolici utili in alcune donne con PCOS, quando peso e insulino-resistenza sono ostacoli importanti.
Ma non sostituiscono un percorso riproduttivo, né vanno banalizzati o usati senza una valutazione medica personalizzata.

La PCOS non si cura con una scorciatoia, ma con strategie su misura.





Il primo ciclo mestruale non arriva sempre “nel momento giusto”.Spesso succede a scuola, fuori casa, lontano dai genitor...
13/01/2026

Il primo ciclo mestruale non arriva sempre “nel momento giusto”.
Spesso succede a scuola, fuori casa, lontano dai genitori.

Per una bambina può essere un evento destabilizzante:
il corpo cambia, il cuore accelera, la paura di non sapere cosa fare prende spazio.

👉 Ma la differenza la fa la preparazione.

Parlare del ciclo prima che arrivi non anticipa nulla, non spaventa, non “rovina l’infanzia”.
Al contrario: protegge.

Sapere cosa sta succedendo al proprio corpo, conoscere i passaggi pratici, avere gli strumenti giusti nello zaino trasforma un momento potenzialmente traumatico in un’esperienza gestibile, persino di crescita.

Un gesto semplice, ma potentissimo, è preparare insieme un kit del ciclo:
– un cambio di biancheria e pantaloni
– assorbenti adatti
– salviettine
– un sacchetto
– un biglietto di supporto

E poi fare una cosa fondamentale: provare insieme.
Raccontare cosa fare, passo dopo passo.
Normalizzare emozioni come paura, vergogna, confusione.

Il primo ciclo non è solo un fatto biologico.
È un passaggio di vita.
E ogni passaggio, se accompagnato, pesa meno.

Preparare una bambina oggi significa renderla più sicura domani.
E questo, come ginecologa, come madre, come adulta, lo considero un atto di cura profonda.
Condividi questo messaggio. Aiuterai tante bambine a diventare donne ❤️





Adenomiosi e cervello: cosa succede davvero quando il dolore è cronico?L’adenomiosi non è solo “un ciclo più doloroso”. ...
12/01/2026

Adenomiosi e cervello: cosa succede davvero quando il dolore è cronico?

L’adenomiosi non è solo “un ciclo più doloroso”. È una condizione complessa, che può causare dismenorrea severa, sanguinamenti abbondanti e spesso anche ansia e umore depresso 😞.
Un recente studio di neuroimaging ha analizzato cosa accade nel cervello delle donne con adenomiosi e dolore mestruale cronico, confrontandole con donne sane.
I risultati aiutano a capire perché il dolore sia così totalizzante.

🔍 Cosa hanno scoperto?
Le donne con adenomiosi mostrano alterazioni della materia grigia in aree che regolano:
• la percezione del dolore 🔥
• le emozioni 😥
• memoria e attenzione
• il collegamento tra sensazioni corporee e risposta emotiva

🧠 Le regioni più colpite sono:
• Fusiform gyrus e giro paraippocampale → riduzione di volume, associata a dolore più intenso, ansia e depressione.
• Talamo → il “centralino del dolore”, risultato ingrandito per iperattivazione.
• Giro linguale ingrandito e corteccia frontale superiore ridotta → il sistema del dolore “accelera”, quello di controllo “frena meno”.

💡 Cosa significa tutto questo?
Il dolore dell’adenomiosi non è solo periferico: coinvolge il sistema nervoso centrale. Stimoli dolorosi ripetuti mese dopo mese possono rendere il cervello più sensibile (sensibilizzazione centrale) e modificarne alcune strutture.

Questo spiega perché molte pazienti riferiscono:
• dolore sempre più intenso
• mente annebbiata 😵‍💫
• ansia anticipatoria del ciclo
• maggiore sensibilità emotiva

💬 Messaggio importante
Queste modifiche NON significano che il dolore “sia nella testa”. Al contrario: dimostrano che l’adenomiosi è una malattia reale, complessa, che coinvolge corpo e cervello. Riconoscerlo permette percorsi di cura più completi, anche per il benessere psicologico.

Wu Y et al., Neuroimaging Perspective

11/01/2026

Se hai pensato di usare i nuovi farmaci in commercio per dimagrire, è meglio che leggi questo 👇
Perché un nuovo studio pubblicato su The Lancet eClinicalMedicine mostra che quando si interrompe la terapia con agonisti del recettore GLP-1, nella maggior parte dei casi il peso perso viene recuperato e i benefici metabolici svaniscono ⚠️.

In pratica, i GLP-1 non sono una scorciatoia, ma spesso una terapia cronica.
Funzionano molto bene per persone con obesità, diabete tipo 2 o alto rischio cardiometabolico, e in questi casi possono davvero cambiare la salute.

Il problema nasce dall’uso indiscriminato: milioni di persone li assumono senza una reale indicazione medica. In queste situazioni il rapporto rischio-beneficio cambia. Una volta iniziati, molti dovranno proseguire a lungo (o per sempre) per evitare un forte effetto di rimbalzo, spesso tornando al peso iniziale o anche oltre.

C’è poi un punto chiave: i GLP-1 migliorano il controllo metabolico, ma non ricostruiscono la capacità metabolica.
Senza allenamento di resistenza, adeguato lavoro metabolico e sufficiente apporto proteico, l’uso prolungato può portare a perdita di massa magra, riduzione del dispendio energetico e maggior fragilità con l’età 💪.

E ancora mancano dati solidi a lungo termine sugli eventuali effetti su pancreas, tiroide e neurotrasmettitori.

Sono strumenti potenti, ma non soluzioni autonome. Il vero successo richiede l’integrazione tra farmaco, educazione, movimento e resilienza metabolica.

Chi sceglie di iniziarli deve sapere che probabilmente sta assumendo un impegno a lungo termine, con tutte le implicazioni che comporta ❤️

Riferimento: Tzang C-C, Wu P-H, Luo C-A, et al. Metabolic rebound after GLP-1 receptor agonist discontinuation: a systematic review and meta-analysis. The Lancet eClinicalMedicine, 2025.

10/01/2026

Settimana bianca in gravidanza? ❄️ Sì, spesso è possibile… ma non per tutte e non in qualsiasi momento.

Dipende da tre fattori fondamentali:
1. Settimane di gravidanza 📅
2. Condizioni materne 🤰🏻
3. Livello di rischio dell’attività ⬆️

La montagna può essere un ambiente meraviglioso: aria pulita, ritmi più lenti, contatto con la natura. Ma comporta anche altitudine, rischio di cadute, temperature estreme e talvolta difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Cosa valutare prima di partire:
1. In che momento della gravidanza sei?
– Primo trimestre: in genere si può viaggiare, ma la stanchezza e la nausea possono rendere tutto più pesante.
– Secondo trimestre: è il periodo più “sicuro” e confortevole.
– Terzo trimestre: attenzione a spostamenti lunghi, rischio di contrazioni, difficoltà a trovare assistenza immediata.

2. Qual è la tua condizione clinica?
Meglio evitare la settimana bianca se hai:
– minaccia d’aborto o perdite recenti
– placenta previa
– ipertensione o preeclampsia
– diabete non controllato
– rischio di parto pretermine
– gravidanza gemellare con complicazioni
– problemi di coaguli o terapia anticoagulante
– precedenti interventi uterini a rischio
– ridotta crescita fetale o monitoraggi in corso

3. Che cosa puoi fare… e cosa no?
– Sci no: il rischio di cadute e traumi addominali è troppo alto, anche per le sciatrici esperte. 🚫
– Snowboard assolutamente no. 🚫
– Passeggiate sì, se il terreno non è ghiacciato ⚠️
– Relax in SPA con attenzione: evitare sauna, bagno turco e idromassaggi troppo caldi 🧖‍♀️
– Sì alla funivia, se l’altitudine non supera i 2.000–2.500 m e non hai disturbi respiratori o cardiaci 🚡
– Sì al riposo, aria buona e ritmi lenti.😴

4. Domanda fondamentale:
Dove si trova il centro medico più vicino? Se serve una visita urgente, quanto impieghi ad arrivare? 🚑

Quindi..
La settimana bianca in gravidanza può essere tranquilla e benefica, ma va programmata con buon senso e personalizzata sul tuo stato di salute. Quando hai dubbi, confrontati sempre con il tuo ginecologo: prevenire è meglio che sottovalutare ❤️

08/01/2026

Donne, salute, fertilità…Capisco profondamente quanto sia difficile orientarsi oggi.
Siamo immersi in una società in cui chi è onesto spesso sembra “perdere terreno” rispetto a chi dice ciò che piace, ciò che rassicura o ciò che conferma convinzioni già presenti. E capisco anche la fatica di capire a chi credere: informazioni ovunque, opinioni contrastanti, racconti personali che sembrano valere quanto dati scientifici solidi. È umano sentirsi confusi.

Ma proprio questa confusione sta creando qualcosa di pericoloso: una perdita di fiducia nella scienza e nei professionisti della salute ogni volta che dicono una verità che non coincide con l’idea comune o con ciò che si spera.

Accade spesso in tema di fertilità. Il desiderio di credere che “tutto sia possibile a qualunque età” è comprensibile, perché parla al cuore. Ma quando si vedono gravidanze a 48, 50, 52 anni e nessuno racconta che sono quasi sempre ovodonazioni, il risultato è un’illusione che, pur non intenzionale, rischia di ferire chi ci crede davvero.

Io lo so quanto questo tema sia sensibile. So cosa rappresenta per una donna sentirsi dire che la fertilità ha limiti biologici, anche se non coincide con ciò che vorrebbe sentire. Lo vivo ogni giorno nel mio lavoro fuori da qui.
Ma la verità, detta con rispetto e umanità, è un atto di cura. Non serve a negare speranze, serve a proteggerle. Perché solo con informazioni corrette si possono prendere decisioni che non deludano, non lascino ferite e non creino aspettative impossibili.

Non tutto ciò che conforta è vero. Ma tutto ciò che è vero può essere detto con delicatezza. Ed è quello che cerco di fare ogni giorno: offrire una verità che accompagni, non che giudichi.

Indirizzo

Via Lucrezia Della Valle 19/27
Catanzaro
88100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:30

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