24/04/2026
Cara mamma io un po' ti conoscevo.
Ti vedevo sempre in chiesa.
Il Giovedì Santo siamo state proprio una accanto all'altra.
Eri sorridente mentre onoravi un rito così importante che celebrava la lavanda dei piedi, il Servizio agli altri.
Non sembravi abbattuta.
Seguivi la messa ma nello stesso tempo eri attenta ai tuoi bambini. Li curavi e li accudivi e io ti guardavo perché eravate proprio belli insieme.
Cara mamma non giustifico affatto il tuo gesto che considero profondamente sbagliato e sono un bel po' arrabbiata con te.
Eravate così teneri insieme.
Potevate funzionare.
Poteva essere ancora tanta vita insieme.
Cara mamma ti penso tanto e mi arrabbio con me stessa per non aver colto un segnale dietro quel sorriso o quel gesto quotidiano di cura. Ma non lascerò che il finale di questa storia cancelli la purezza di ciò che ho visto in chiesa, perché quel momento di tenerezza che ho osservato era vero. Non era un'illusione.
Tu eri anche questo. Luce e buio. Sole e gelo. Come tutti noi, esseri complessi, fatti di parti.
Nessuno è solo l'errore che commette, nemmeno il più terribile e la sofferenza che può annientare anche chi sa amare profondamente non deve essere l'unica cosa da ricordare.
Cara mamma in questi giorni mi stai facendo tanto riflettere, perché dobbiamo impegnarci a PREVENIRE e perché dobbiamo coltivare ogni giorno quelle parti di noi che sanno essere custodi della vita, per noi e per gli altri.
Ciao mamma A., la nostra sfida gentile sarà quella di costruire una rete di protezione ancora più forte per chi, accanto a noi, sta lottando in silenzio, tra buio e luce. Lo faremo per te e per tutte le altre mamme ❤️