Dott.ssa Anna Battista - Studio di psicologia e neuropsicologia

Dott.ssa Anna Battista - Studio di psicologia e neuropsicologia Cosa è la neuropsicologia? Lo studio delle conseguenze dei danni cerebrali ha anche lo scopo di trarre inferenze sui processi cognitivi normali.

La neuropsicologia studia le prestazioni cognitive negli individui che hanno subito una lesione cerebrale, cercando di capire quali aspetti dell’attività cognitiva siano rimasti intatti e quali, invece, siano stati danneggiati. La neuropsicologia cognitiva è perciò lo studio di disordini specifici con lo scopo di comprendere la funzione di base alterata e conseguentemente l’organizzazione normale

di un dato sistema cognitivo. La figura professionale dello psicologo che lavora con la neuropsicologia, solitamente evidenzia e valuta eventuali problemi cognitivi, affettivi e relazionali attraverso colloqui individuali, utilizzo di test neuropsicologici, osservazione e conduzione di attività di gruppo o sul singolo. In seguito alle valutazioni predispone gli interventi di sostegno per l’eventuale recupero o mantenimento delle abilità cognitive e relazionali e offre uno spazio di ascolto ed elaborazione delle problematiche legate alle varie fasi della vita.

❤️ Essere un “buon genitore” non significa combattere al posto dei propri figli.👶Ogni bambino, a ogni età, affronta le s...
17/04/2026

❤️ Essere un “buon genitore” non significa combattere al posto dei propri figli.

👶Ogni bambino, a ogni età, affronta le sue piccole (o grandi) battaglie: a 10 mesi può essere il provare a separarsi dalla mamma o fare i primi passi e cadere; a 8 anni affrontare le difficoltà della scuola o i conflitti con gli amici; a 16 anni fare i conti con chi è, con emozioni intense e il bisogno di appartenere.

❣️ Di fronte a queste sfide, è naturale voler intervenire, proteggere, risolvere. È un gesto che nasce dall’amore.

✋ Ma aiutare non è sostituirsi.

⚠️ Quando ci mettiamo al posto loro, togliamo ai nostri figli qualcosa di prezioso: la possibilità di sperimentarsi, di sbagliare, di trovare risorse dentro di sé.

🎉 È proprio attraversando le difficoltà che un bambino costruisce fiducia nelle proprie capacità, sviluppa autonomia e senso di efficacia personale.

💑 Il nostro ruolo, allora, non è quello di combattere le loro battaglie, ma di restare accanto mentre le affrontano.

⭐ Sostenere significa esserci senza invadere, incoraggiare senza dirigere, ascoltare senza giudicare.

🎖️ Significa trasmettere un messaggio fondamentale: “Io credo in te. So che puoi farcela.”

🎁 E forse è proprio questo il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli: non una strada senza ostacoli, ma la fiducia di avere dentro di sé gli strumenti per affrontarla.

01/04/2026

✋“Dai, mangia per farmi contenta.”
“L’ho cucinato apposta per te.”
“Se non mangi, non mi vuoi bene.”
“Se non assaggi questa cosa ci rimango male.”
“Sei cattivo se non mangi.”

⚠️ Frasi molto comuni, dette con amore… ma che possono avere effetti negativi sul rapporto dei bambini con il cibo.

👉 Qual è il problema?
Quando un bambino mangia per compiacere un adulto:
-impara a ignorare i segnali di fame e sazietà
-associa il cibo a emozioni, senso di colpa e approvazione
-può sviluppare nel tempo un rapporto poco sano con il mangiare (rifiuto, eccesso, o conflitto)

👉 Cosa passa davvero il messaggio?
“Le mie emozioni dipendono da quello che fai tu.”
“Devi mangiare per rendermi felice.”

⚠️E questo può portare il bambino a:
-sentirsi responsabile delle emozioni degli altri
-mangiare contro il proprio corpo
-vivere il momento del pasto con ansia o pressione

💡 Alternative più sane e rispettose:
“Ascolta la tua pancia: hai ancora fame?”
“Puoi fermarti quando ti senti pieno.”
“Vuoi assaggiare o preferisci di no?”
“Questo è il cibo che abbiamo oggi, scegli tu quanto mangiarne.”
“Capisco che non ti va, puoi riprovare un’altra volta.”

👉 L’obiettivo non è far mangiare di più, ma aiutare il bambino a:
-riconoscere i propri bisogni
-fidarsi del proprio corpo
-costruire un rapporto sereno con il cibo

❤️ Educhiamo all’ascolto, non al senso di colpa.

24/03/2026

Ci dimentichiamo troppo spesso di chiedere “come stai?” alle persone che per noi sono importanti.
Diamo per scontata la loro presenza, la loro forza, il loro sorriso… ma dietro può esserci molto di più.

Fermiamoci un attimo. Scriviamo quel messaggio, facciamo quella chiamata.
A volte basta poco per far sentire qualcuno visto, ascoltato, amato.

Oggi chiedilo davvero: come stai? 💙

21/03/2026

⚠️ Attenzione alla frase: *Bravo! Hai mangiato tutto!*

Dire “bravo” a un bambino perché ha mangiato tutto sembra naturale, può avere effetti dannosi nel lungo periodo.

1. Rischia di scollegare il bambino dai suoi segnali di fame. Se un bambino viene lodato perché finisce tutto, può imparare a mangiare per compiacere l’adulto invece che ascoltare il proprio senso di sazietà. Questo può portare, crescendo, a mangiare più del necessario.

2. Trasforma il cibo in una “prestazione”. Mangiare diventa qualcosa da fare “bene” o “male”, non un atto naturale. Il bambino potrebbe sentirsi giudicato o sotto pressione.

3. Può creare un rapporto poco sano con il cibo. Il messaggio implicito è: valgo di più se mangio tutto. Questo può influenzare il modo in cui il bambino vive il cibo e il proprio corpo.

4. Non rispetta sempre i suoi bisogni reali. I bambini hanno appetiti molto variabili. Un giorno mangiano tanto, un altro poco: è normale. Forzarli (anche indirettamente con elogi) a finire tutto non tiene conto di questo.

Cosa dire invece?

Puoi spostare l’attenzione su altri aspetti, ad esempio:

❤️ “Hai ascoltato la tua pancia?”
❤️“Ti è piaciuto?”
❤️ “Hai mangiato finché eri sazio?”

Oppure semplicemente evitare commenti sulla quantità e mantenere un clima sereno a tavola.

In sintesi: non è vietato dire “bravo”, ma è meglio evitare di collegarlo al fatto di aver svuotato il piatto. L’obiettivo è aiutare il bambino a sviluppare un rapporto sano e autonomo con il cibo.

Si inizia un nuovo percorso diagnostico ADHD adulto ❣️
12/03/2026

Si inizia un nuovo percorso diagnostico ADHD adulto ❣️

09/03/2026

Siamo esseri umani e tutti ci blocchiamo in determinati momenti.
Perciò, prima di ogni altra cosa, sii gentile, premuroso e di supporto a te stesso.
E se qualche volta perdi la lucidità mentale, perdonati..e perdona altrettanto chi lo fa con te ❣

🏋‍♂️ Oggi volevo andare in palestra dopo il lavoro.Motivazione ✔️Borsa ✔️Scarpe da ginnastica ❌"Noo, dalla fretta ho dim...
24/02/2026

🏋‍♂️ Oggi volevo andare in palestra dopo il lavoro.
Motivazione ✔️
Borsa ✔️
Scarpe da ginnastica ❌

"Noo, dalla fretta ho dimenticato di portare le scarpe da ginnastica, non quelle con la suola pulita per entrare in sala, ma quelle da mettere sotto la tuta per raggiungere la palestra!"

🤣 Risultato: pantaloni sportivi e… stivaletti da lavoro.

Il mio compagno mi guarda e scherzosamente fa:
“Se entri così in palestra io non ti conosco.”

Per un secondo ho pensato:
“Oddio, e se mi guardano? E se pensano qualcosa?”

😅 Poi mi sono chiesta: ma davvero voglio saltare un allenamento per paura di un ipotetico giudizio?

Spoiler: sono entrata lo stesso.

A volte la libertà inizia da un paio di stivaletti fuori contesto. 😄

E tu, quante volte ti fermi per paura di cosa potrebbero pensare gli altri?

“Non sento beneficio. Forse la terapia non fa per me.”È una frase che arriva spesso, dopo poco tempo dall’inizio.Ed è co...
17/02/2026

“Non sento beneficio. Forse la terapia non fa per me.”
È una frase che arriva spesso, dopo poco tempo dall’inizio.

Ed è comprensibile: quando stai male, vuoi stare meglio in fretta.

Viviamo in una cultura del tutto e subito: consegne in 24 ore, risposte immediate, soluzioni rapide.

È naturale aspettarsi che funzioni così anche con la sofferenza emotiva.

Ma la psicoterapia non è un antidolorifico.
Non agisce per spegnere rapidamente il sintomo.
È un processo di comprensione e ristrutturazione: degli schemi, delle difese, delle modalità relazionali, della regolazione emotiva.

E questo richiede tempo.

Non sempre “non mi sento meglio” significa “non sta funzionando”.
A volte significa che stai entrando nel lavoro.

La terapia non è una soluzione istantanea.
È un processo trasformativo.
E i processi, per definizione, hanno bisogno di tempo, continuità e coinvolgimento.

Quando imparerai ad amarti, succederà che gli altri ti ameranno ❤
14/02/2026

Quando imparerai ad amarti,
succederà che gli altri ti ameranno ❤

⚠️ In ambito educativo si parla spesso di responsabilità, ma meno di sicurezza emotiva.🙋‍♂️ Numerosi studi mostrano che ...
13/02/2026

⚠️ In ambito educativo si parla spesso di responsabilità, ma meno di sicurezza emotiva.

🙋‍♂️ Numerosi studi mostrano che bambini e adulti imparano ad assumersi le proprie responsabilità non quando hanno paura di sbagliare, ma quando sanno che l’errore non mette in discussione il loro valore come persone.

❌ Quando l’ambiente relazionale è giudicante, la reazione più frequente non è la crescita, ma l’evitamento: si nasconde, si minimizza, si tace.
❣️ Quando invece l’ambiente è sufficientemente sicuro, diventa possibile dire la verità, riparare, imparare.

💙 Educare non significa eliminare le conseguenze, ma separare l’errore dall’identità.
💙 Significa comunicare: “Hai sbagliato, e resti degno di fiducia e rispetto”.

👉 Costruire questo tipo di clima è una delle basi più solide per favorire autonomia, responsabilità e relazioni sane, oggi e nel futuro.

07/02/2026
❣️ Crescendo, molti di noi imparanoche per essere accolti bisogna somigliarsi. 🧦 Oggi il mio bimbo indossa calzini spaia...
06/02/2026

❣️ Crescendo, molti di noi imparano
che per essere accolti bisogna somigliarsi.

🧦 Oggi il mio bimbo indossa calzini spaiati per ricordare a te che leggi che:
🧦 Sei abbastanza anche quando non combaci,
🧦 Vai bene anche quando sei diverso, intenso, lento o veloce..

A te, amore mio auguro
🧦 che tu possa sentirti visto prima che corretto,
💛 compreso prima che cambiato
🧦 che tu possa crescere intero, anche quando sarai un po’ spaiato;

Non c’è nulla da aggiustare. 🧦💛

Io sarò lì a ricordartelo. Sempre. 🧦💛

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