Dott.ssa Dominique D'Ambrosi- Psicologa/Psicoterapeuta

Dott.ssa Dominique D'Ambrosi- Psicologa/Psicoterapeuta Studio di Psicologia e Psicoterapia a Cava de' Tirreni ed Eboli

Psicologa clinica, Psicodiagnosta clinica e forense, Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Da anni svolge attività clinica presso l' UOSM di Eboli e presso i suoi studi privati incontrando individui adulti, famiglie con bambini e adolescenti e coppie in difficoltà. Riceve su appuntamento in
Via Eduardo De Filippis, 7, Cava de' Tirreni
Via XXIV Maggio, 9, Eboli

Procrastinare non è solo “rimandare”.Spesso è proteggersi.Molti studenti pensano di avere un problema di organizzazione....
03/03/2026

Procrastinare non è solo “rimandare”.
Spesso è proteggersi.
Molti studenti pensano di avere un problema di organizzazione.
In realtà, molto più spesso, hanno un problema di emozioni non ascoltate.

L’esame non rappresenta solo una prova.
Rappresenta:
• il giudizio
• il confronto
• la paura di deludere
• il timore di non essere abbastanza
• l’idea di fallimento

E allora la mente cosa fa?
Evita.

La procrastinazione diventa un meccanismo di difesa.

Se non studio, non rischio.
Se rimando, non entro davvero in contatto con quella paura.
Il punto è che nel breve termine l’evitamento abbassa l’ansia.
Nel lungo termine la amplifica.

E così si entra in un circolo:
ansia → rimando → senso di colpa → più ansia → ancora rimando.

Per questo non basta dire a uno studente:
“Devi organizzarti meglio”.
Serve capire cosa quell’esame rappresenta dentro di lui.

Nel mio lavoro con gli studenti universitari vedo spesso questo:
non è mancanza di volontà, è sovraccarico emotivo.

E proprio da qui nasce il libro che uscirà a breve.
Un testo dedicato a chi vive l’ansia da esame, il blocco, la procrastinazione, il perfezionismo.
Non un manuale di tecniche.
Ma uno spazio per comprendere cosa succede dentro quando lo studio diventa minaccia.
Presto vi racconterò di più 💜

Intanto ti chiedo:
quando procrastini, cosa stai cercando di evitare davvero?

Questa riflessione nasce dagli incontri sulla genitorialità che sto tenendo nelle scuole. Nasce dalle parole delle madri...
20/02/2026

Questa riflessione nasce dagli incontri sulla genitorialità che sto tenendo nelle scuole.
Nasce dalle parole delle madri.
Ma soprattutto nasce dalle pause.
Da quel momento in cui, parlando, si fermano e dicono:
“Non ce la faccio più… sono stanca.”
Ma non è solo stanchezza fisica.
È il carico mentale.
Il carico mentale non si vede.
Non è fare la lavatrice o accompagnare a calcio.
È ricordarsi che la lavatrice va fatta.
È sapere che giovedì c’è il dentista.
È anticipare che serviranno le scarpe nuove.
È scrivere alla maestra.
È organizzare la settimana mentre si è al lavoro.
È tenere insieme orari, bisogni, emozioni.
È avere sempre la mente accesa.
Molte madri non sono solo stanche.
Sono sature.
Perché non è il fare che pesa di più.
È il pensare costantemente per tutti.
Il carico mentale è silenzioso.
Non si misura.
Non ha orari.
Non finisce alle 18.
Non va in ferie.
E spesso non è condiviso.
Negli incontri emerge una solitudine sottile.
Non l’assenza di partner.
Ma l’assenza di una mente che condivida davvero la responsabilità.
Perché aiutare non è la stessa cosa che condividere.
Aiutare è intervenire quando serve.
Condividere è pensare insieme.
E quando una madre si sente sola nel pensiero,
si sente sola anche nella relazione.
E allora la domanda non è:
“Perché sei così nervosa?”
La domanda è:
“Quanto peso stai portando da sola?”
Forse il tema non è essere madri migliori.
Ma madri meno sole.

E tu, quando è stata l’ultima volta che qualcuno ha condiviso davvero il tuo carico mentale — non aiutandoti, ma pensando con te?

Da oggi prende inizio una nuova esperienza professionale allo SCUP – Servizi Clinici Universitari Psicologici dell’Unive...
28/01/2026

Da oggi prende inizio una nuova esperienza professionale allo SCUP – Servizi Clinici Universitari Psicologici dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

È un passaggio che sento profondamente legato al mio lavoro clinico di questi anni: all’ascolto quotidiano delle storie, alle fragilità incontrate, alle domande che studenti e giovani adulti portano quando il peso diventa troppo difficile da sostenere da soli.

È proprio da questo lavoro, dall’osservazione clinica e dall’incontro con tante vite, che è nato anche il desiderio di mettere parola a ciò che spesso resta invisibile, attraverso un lavoro editoriale che sta prendendo forma.

Entro in questo ruolo con il senso di responsabilità che nasce quando il lavoro clinico incontra una fiducia istituzionale, e con un’attenzione rispettosa alla delicatezza delle storie che emergeranno.



Un buon proposito per il nuovo anno?Crescere figli che sanno pensareAll’inizio di un nuovo anno ci auguriamo salute, ser...
31/12/2025

Un buon proposito per il nuovo anno?
Crescere figli che sanno pensare

All’inizio di un nuovo anno ci auguriamo salute, serenità, protezione.
E spesso, guardando il mondo che ci circonda, facciamo fatica a immaginare il futuro che attende i nostri figli.
Forse allora il nostro buon proposito può essere un altro.
Più silenzioso, ma profondamente trasformativo.

✨ Aiutare i bambini a sviluppare il pensiero critico.

Non per renderli diffidenti, ma consapevoli.
Non per prepararli a un mondo perfetto, ma per affrontare un mondo complesso.

Allenare il pensiero critico significa crescere bambini che imparano a:

✨fare domande, invece di adeguarsi automaticamente;
✨riconoscere le proprie emozioni e dar loro un significato;
✨distinguere ciò che sentono, ciò che pensano e ciò che viene loro detto;
✨costruire un punto di vista personale, anche quando è scomodo.

Questo non si insegna con le regole, ma nella relazione quotidiana.
Accade quando un adulto ascolta senza giudicare, accoglie il dubbio, non teme il confronto.
Quando un genitore rinuncia ad avere sempre l’ultima parola e sceglie di dire:
“Pensiamoci insieme.”

Forse non possiamo promettere ai nostri figli un futuro semplice.
Ma possiamo offrire loro una mente libera, flessibile, capace di orientarsi.
E crescere figli che sanno pensare
è uno dei doni più grandi che possiamo fare a loro
e uno dei motivi più autentici per guardare al futuro con speranza.

✨ Buon anno. Che sia un anno di domande, ascolto e crescita condivisa.

Dominique D'Ambrosi Psicoterapeuta

#2026

❌𝗟𝗮 𝗖𝗵𝗮𝗿𝗹𝗶𝗲 𝗖𝗵𝗮𝗿𝗹𝗶𝗲 𝗖𝗵𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗴𝗲Negli ultimi giorni sta tornando virale tra bambini e preadolescenti la Charlie Charlie Cha...
15/11/2025

❌𝗟𝗮 𝗖𝗵𝗮𝗿𝗹𝗶𝗲 𝗖𝗵𝗮𝗿𝗹𝗶𝗲 𝗖𝗵𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗴𝗲

Negli ultimi giorni sta tornando virale tra bambini e preadolescenti la Charlie Charlie Challenge, un “gioco” che promette di evocare uno spirito attraverso due matite che dovrebbero muoversi da sole per rispondere alle domande.

👉 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮?

Si mettono due matite una sull’altra, a croce. Si chiede: “Charlie, sei qui?” e si aspetta che la matita si muova. In realtà il movimento viene spesso generato da micro-spostamenti d’aria, dall’instabilità naturale delle matite o da movimenti impercettibili… ma a occhi inesperti sembra un fenomeno paranormale.

❗𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗶?

Perché il loro cervello non è ancora maturo per distinguere la suggestione dalla realtà.

🧠 Tra i 6 e i 10 anni, le aree cerebrali coinvolte in pensiero critico,regolazione emotiva, distinzione tra fantasia e realtà sono ancora in pieno sviluppo.

Questo significa che una semplice suggestione può essere vissuta come reale; ciò che per un adulto è solo un gioco, per un bambino può trasformarsi in paura intensa e possono emergere ansie, difficoltà a dormire, eccessiva vigilanza o timore di restare soli.

𝗜 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Se aggiungiamo: i video virali sui social, il clima di gruppo, la curiosità verso ciò che è “misterioso”, il loro sistema nervoso può reagire come se il pericolo fosse reale.

📵 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗡𝗢𝗡 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝗺𝗮𝗿𝘁𝗽𝗵𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗶

I bambini accedono a queste challenge tramite contenuti virali sui cellulari e sui social network.

Un bambino piccolo non ha gli strumenti cognitivi ed emotivi per gestire contenuti pensati per un pubblico più grande.

Per loro, il dispositivo non è un semplice passatempo: può diventare una porta verso paure reali e reazioni emotive intense.

🛡️ 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶?

Ritardare l’uso dello smartphone il più possibile e nei momenti in cui lo usano, monitorare attentamente cosa guardano.

Parlare apertamente, spiegare che il gioco non è magico ma fisico e che le paure devono essere condivise e affrontate.

Accogliere eventuali paure senza banalizzarle: un bambino potrebbe aver vissuto un’esperienza che interpreta come “vera”.

Rimanere vicini, offrire presenza, rassicurazione e creare spazi di dialogo.

✨ Non è solo “un gioco innocente”: quando un fenomeno virale entra nel mondo dei bambini poco difesi, il rischio diventa reale.
I nostri piccoli hanno bisogno di adulti attenti, che sappiano dire no allo schermo quando serve e sì alla presenza, alla guida, alla comprensione.

Dominique D'Ambrosi Psicoterapeuta

20/10/2025

DDL Educazione sessuale e affettiva, vietarla non protegge i giovani: li espone alla disinformazione.

La Presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino, richiama l’attenzione del Legislatore sul valore dell’educazione affettiva e sessuale come tutela della salute psicologica e prevenzione della violenza. In assenza di percorsi educativi adeguati, ragazze e ragazzi rischiano di apprendere modelli disfunzionali e stereotipi dannosi.

La scuola deve restare luogo di conoscenza, dialogo e crescita emotiva, nel rispetto della dignità di ogni persona.

Leggi il comunicato stampa ---> https://www.psy.it/ddl-educazione-affettiva-gulino-cnop-vietarla-significa-esporre-i-giovani-a-disinformazione/

🧠 Ti senti bloccato prima di un esame?Ti batte il cuore forte, perdi il sonno, e più studi più ti sembra di non sapere n...
07/08/2025

🧠 Ti senti bloccato prima di un esame?

Ti batte il cuore forte, perdi il sonno, e più studi più ti sembra di non sapere nulla?

👉 Non sei solo.
E no, non sei sbagliato.
L’ansia da esame colpisce tantissimi studenti, ma pochi ne parlano davvero.

🎓 Ho creato uno spazio gratuito e sicuro su Telegram dove possiamo parlarne insieme:

senza giudizio

in forma anonima

con il supporto di una psicoterapeuta (cioè io 😉)

Troverai:
✨ Strategie pratiche per gestire l’ansia

💬 Uno spazio dove condividere senza vergogna

🧘‍♀️ Tecniche di rilassamento e grounding

📖 Spoiler dal mio libro in arrivo

---

🔗 Entra ora nel gruppo privato su Telegram:

👉 https://t.me/+3NU8JGyv2Z41Y2Nk

Nessuno vede il tuo numero. Puoi leggere in silenzio, se vuoi. Ma se deciderai di parlare, qualcuno ti ascolterà.

🩵 Ti aspetto.

🖍️ Due disegni. Una trasformazione silenziosa, ma profonda.Nella prima immagine, un bambino disegna la sua famiglia come...
22/07/2025

🖍️ Due disegni. Una trasformazione silenziosa, ma profonda.

Nella prima immagine, un bambino disegna la sua famiglia come figure stilizzate, quasi fantasmi: pochi tratti, nessun dettaglio, poca presenza.

Nella seconda immagine — dopo solo due sedute di elaborazione con l’EMDR — le stesse figure prendono vita: volti, mani, vestiti, espressioni. Sono diventate persone, con un corpo e un’identità. Sono diventate presenti.

✨ Questo bambino è stato adottato. Il suo viaggio terapeutico è anche un cammino verso l’integrazione: del passato, delle emozioni, delle memorie. Grazie all’EMDR, ha potuto lavorare sui vissuti traumatici precedenti all’adozione, elaborando esperienze che ancora oggi influenzavano il modo in cui percepiva sé stesso e gli altri.

💛 Solo dopo aver dato spazio e senso a quelle ferite, ha potuto iniziare a vedere i suoi genitori adottivi per ciò che sono davvero: una presenza stabile, affettuosa, oggi non più una minaccia.

🎯 Il cambiamento non riguarda solo un disegno. È il riflesso di un mondo interno che si ricompone, un pezzetto alla volta.

🧠 “Non ce la farò mai…”Quante volte te lo sei detto?Guardando questa immagine, vediamo un ragazzo sommerso non solo dai ...
11/07/2025

🧠 “Non ce la farò mai…”
Quante volte te lo sei detto?

Guardando questa immagine, vediamo un ragazzo sommerso non solo dai libri… ma soprattutto dai pensieri autosvalutanti.

📖 “Sono un fallimento.”
📖 “Non sono all’altezza.”
📖 “Non ce la faccio.”

Frasi che spesso si insinuano nella mente quando l’ansia da prestazione prende il sopravvento, quando si confonde il proprio valore con un voto, un esame, un errore.

🔍 Questi pensieri non dicono chi sei.
Sono il riflesso di una fatica, di un momento difficile. Ma non sono la verità.

👉 In terapia lavoriamo proprio su questo: riconoscere i pensieri disfunzionali, comprenderli, e poi imparare a rispondere ad essi in modo più realistico e compassionevole.

💬 Se anche tu ti ritrovi in queste frasi, sappi che non sei solo. E che da questi pensieri si può uscire.

📘 Il primo passo? Iniziare a scrivere un nuovo capitolo. Uno dove impari a dirti: “Sto facendo del mio meglio. E questo vale già tanto.”

Cena Emdr in riva al mare✨Una serata speciale tra colleghi EMDR, tra sorrisi, condivisione e confronto. 🫂Grati per l’occ...
05/07/2025

Cena Emdr in riva al mare✨

Una serata speciale tra colleghi EMDR, tra sorrisi, condivisione e confronto. 🫂

Grati per l’occasione di ritrovarci fuori dal setting terapeutico, accompagnati dalla presenza preziosa della Presidente dell’Associazione EMDR Italia.

La passione comune per il nostro lavoro continua a nutrirsi anche in momenti come questi. ❤️

✨ Ce l’ha fatta. E non è solo un esame. ✨Qualche anno fa, un giovane studente di medicina arrivò nel mio studio profonda...
04/07/2025

✨ Ce l’ha fatta. E non è solo un esame. ✨

Qualche anno fa, un giovane studente di medicina arrivò nel mio studio profondamente bloccato. L’ansia da esame lo aveva tenuto fermo per mesi, paralizzandolo ogni volta che cercava di andare avanti.
Dietro a quella difficoltà c’erano paure, aspettative, giudizi interiorizzati. Ma c’era anche tanta voglia di farcela.

Abbiamo lavorato insieme per riconoscere quelle emozioni, dare loro uno spazio sicuro, trasformarle.
Non è stato facile. C’erano ricadute, momenti di scoraggiamento. Ma in questi giorni ha superato il suo ultimo esame di medicina.

📌 Sì, ha superato l’esame.
📌 Ma soprattutto ha superato la paura di non essere abbastanza.

Questa non è solo la sua vittoria. È il segno che l’ansia non definisce chi siamo.
Con il giusto supporto, strumenti adeguati e tanto coraggio, si può tornare a credere in sé stessi. E ricominciare.

💬 Se stai lottando con l’ansia, se ti senti fermo mentre tutto sembra andare avanti, sappi che non sei solo.
Il cambiamento è possibile. Anche per te. Anche adesso.

Indirizzo

Via E. De Filippis, 7
Cava De' Tirreni
84013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 17:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Dominique D'Ambrosi- Psicologa/Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare