02/08/2021
Dietro quella porta ci sono semplicemente io...☺️
"Proprio non avevo idea di cosa sarebbe successo dietro a quella porta. Non avevo idea nemmeno di che faccia avesse lei. Sì, perché di una lei si tratta, pensandoci non so se ci sarei andata da un uomo. Meglio una donna… porco cane, avessi almeno chiesto quanti anni ha. Spero che non sia una troppo giovane, che di sicuro non potrebbe capirmi. Magari giovane e pure single e senza figli, che ne può sapere e capire della mia vita? Ma non la voglio nemmeno vecchia, che la mamma ce l’ho già e una mi basta. E se ha la mia età che faccio? Racconto i cazzi miei a una mia coetanea, chissà cosa penserà poi, chissà che belle risate si farà a vedere che io, alla sua età, non ho fatto tutte le cose che lei ha fatto, non sono arrivata nemmeno a uno dei traguardi che lei invece ha raggiunto? Forse sarebbe stato meglio un uomo, che le donne quando sono stronze, sono stronze forti. Un uomo invece se ne frega di tutte quelle cose, il confronto, la competizione femminile, il soffitto di cristallo. Sì, forse avrei dovuto scegliere un uomo, però poi magari mio marito ci sarebbe stato male o si sarebbe ingelosito. Va beh ormai…
Mi sentivo un po’ come si sentono le donne incinte che si chiedono che faccia avrà il figlio. Avrei potuto anche chiedere qualche informazione in più alla mia amica, ma un po’ l’imbarazzo, un po’ che non mi veniva in mente niente ed è andata così. Chiarirò i miei dubbi solo quando la conoscerò. So che devo pure fare attenzione a non arrivare in anticipo, ho letto che gli strizzacervelli controllano tutto quello che fai: se arrivi prima sei ansiosa, se arrivi tardi sei depressa, se arrivi in orario sei ossessiva. Ecchecazzo, lo sapevo che se me ne stavo a casa facevo meglio. Ormai ci sono. Suono il citofono. Nessuno risponde, ma qualcuno mi apre il portone."
Racconto tratto da
"Flavia Cavalero, Mi ci hanno mandata. Ovvero un approccio possibile alla psicoterapia"