Dott.ssa Emanuela Ferrari - Biologa Nutrizionista ad orientamento PNEI

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Dott.ssa Emanuela Ferrari - Biologa Nutrizionista ad orientamento PNEI La mia Missione: Aiutare le persone a vivere a proprio agio con se stesse, Salvaguardare la loro sal

👶🧠 COME NASCE LA SALUTE DI UN BAMBINO?Il 23 maggio 2026 a Roma si terrà il pre-congresso nazionale SIPNEI aperto a TUTTI...
24/04/2026

👶🧠 COME NASCE LA SALUTE DI UN BAMBINO?

Il 23 maggio 2026 a Roma si terrà il pre-congresso nazionale SIPNEI aperto a TUTTI:

“Cambiare per non soccombere: accompagnare la crisi evolutiva tra risorse e opportunità”

Una giornata aperta a tutti dedicata alle prime fasi della vita: gravidanza, nascita, infanzia, adolescenza e sviluppo.

Si parlerà di temi attualissimi:

✨ epigenetica
✨ microbiota intestinale
✨ stress precoce
✨ meditazione e gravidanza
✨ neurosviluppo
✨ movimento e crescita
✨ genitorialità
✨ adolescenza e nuove fragilità

Oggi sappiamo che i primi anni di vita influenzano profondamente salute fisica, emotiva e cognitiva dell’adulto di domani.

👉 Evento aperto non solo ai professionisti sanitari, ma anche a genitori, insegnanti, educatori e a chiunque voglia capire meglio come favorire salute e resilienza nelle nuove generazioni.

📍 Roma – Centro Riabilitativo Vaclav Vojta
💻 In presenza e online
📅 23 maggio 2026

Condividete con chi può essere interessato 💛

Pasqua è  .  “Nascere non basta.  È per rinascere che siamo nati.  Ogni giorno.”  — Pablo Neruda  Nella vita non rinasci...
04/04/2026

Pasqua è .

“Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.”
— Pablo Neruda

Nella vita non rinasciamo una volta sola.
Rinasciamo ogni volta che cambiamo strada,
ogni volta che ci rimettiamo in piedi,
ogni volta che scegliamo di prenderci cura di noi.

La rinascita non è perfezione.
È direzione.

È scegliere, ogni giorno, qualcosa che ci faccia stare un po’ meglio…
senza dimenticare che il nostro benessere è sempre intrecciato con quello degli altri.

E a volte la rinascita parte proprio da lì:
dal corpo.
Da come mangiamo, da come ci trattiamo,
dalle piccole scelte quotidiane che, sommate, cambiano tutto.

Ti auguro una Pasqua di rinascita consapevole.
Tua. Vera. E anche un po’ coraggiosa. 🌿

Capita spesso. ✨Sai perfettamente cosa dovresti fare:  mangiare meglio, dormire di più, muoverti un po’, prenderti del t...
31/03/2026

Capita spesso. ✨

Sai perfettamente cosa dovresti fare:
mangiare meglio, dormire di più, muoverti un po’, prenderti del tempo. 🌿

Lo sai.
Non è che ti manca l’informazione.

Eppure non parti.

E allora inizi a pensare:
“non ho volontà”
“non ho costanza”
“sono fatta/o così” 😔

Ma spesso non è questo il problema.

Il problema è che sei stanca/o
Sei sotto stress.
Dormi poco.
Mangi come capita. 😵‍💫

E in queste condizioni… è già tanto stare in piedi.

Quando sei così, il tuo corpo va in modalità automatica.
Non sceglie, reagisce.
Cerca solo di “tirare avanti” con meno sforzo possibile. ⚙️

E quindi succede questo:
sai cosa dovresti fare → non lo fai → ti senti peggio → fai ancora più fatica 🔁

E il circolo continua.

Per questo non basta “decidere”.
Perché se il corpo non è nelle condizioni giuste, la testa da sola non basta. 🧠

Il cambiamento non parte da una rivoluzione.
Parte da una cosa piccola. 🌱

Molto piccola.

Tipo:
💧 bere un bicchiere d’acqua appena sveglia
🚶‍♀️ fare 5 minuti di camminata invece di zero
🌬️ fermarti 1 minuto e fare 5 respiri lenti
🥗 aggiungere una cosa “buona” a un pasto, invece di cambiarlo tutto
😴 andare a dormire 15 minuti prima, non un’ora

Sembrano banalità.

Ma sono queste cose che cambiano lo stato del corpo.

E quando cambia come ti senti…
diventa più facile fare il passo dopo. ✨

Non è mancanza di volontà.
È che stai chiedendo troppo a un corpo che è già stanco.

Inizia piccolo.
E lascia che sia il corpo, piano piano, a rimettersi in moto 🤍.

   ,     🌿✨Con l’equinozio, la primavera fa il suo ingresso.E ogni anno porta con sé qualcosa che non riguarda solo la n...
21/03/2026

, 🌿✨

Con l’equinozio, la primavera fa il suo ingresso.
E ogni anno porta con sé qualcosa che non riguarda solo la natura, ma anche noi.

Fuori lo vediamo bene: la luce cambia, le giornate si allungano, l’aria si fa più mite, compaiono i primi fiori, i colori tornano più vivi. Tutto sembra rimettersi in movimento 🌸☀️

Ma la primavera non accade solo fuori.

Accade anche dentro.

Perché mentre la natura si risveglia, anche il corpo cerca un nuovo assetto. Cambia il ritmo, cambia l’energia, cambia il tono con cui abitiamo le giornate. Possiamo sentirci più vitali, più aperti, con più voglia di uscire, di muoverci, di stare al sole, di incontrare gli altri.

A volte si risveglia anche il desiderio: quella spinta sottile verso la vita, verso il nuovo, verso ciò che ci rimette in contatto con il piacere di esserci 💛

Ma non è solo il corpo a risvegliarsi.
Anche la mente, in questa stagione, sembra aprirsi a qualcosa di nuovo. Nasce più facilmente il desiderio di immaginare, progettare, ricominciare. Come se, uscendo dalla rigidità dell’inverno, sentissimo di nuovo il bisogno di dare forma a idee, intenzioni, possibilità.

Eppure questo passaggio non è sempre lineare.
Insieme allo slancio può esserci anche una certa sonnolenza, un bisogno di riassestamento, quasi un adattamento interno al cambiamento di stagione. Ed è naturale: ogni risveglio richiede un tempo.

La primavera comincia nel mese di marzo, accompagnato dai Pesci, il più mutevole dei segni dello zodiaco. E questa mutevolezza racconta bene il clima di questo passaggio: non qualcosa di fermo e definito, ma un movimento fluido, sottile, profondo. Un attraversamento.

Forse è proprio questo che la primavera ci ricorda: che non siamo separati da ciò che accade fuori.
La luce che cambia, il verde che ritorna, i rami che si riempiono di gemme, parlano anche a qualcosa dentro di noi 🌱

Ogni anno questo ritorno ci visita in modo diverso, eppure segue un ritmo antico, ciclico. È sempre un nuovo inizio, ma non completamente nuovo: è un reiniziо della vita, che torna a chiamarci in avanti.

Come fuori, così dentro.

La primavera non è soltanto una stagione da guardare.
È una stagione da sentire. Da accompagnare. Da vivere, nel corpo e nella mente 🌷

A volte la vita ti ferma proprio nel punto in cui pensavi di essere più forte.Per me è stato con la schiena.Chi mi conos...
06/03/2026

A volte la vita ti ferma proprio nel punto in cui pensavi di essere più forte.
Per me è stato con la schiena.
Chi mi conosce lo sa: per me lo non è mai stato solo sport.
La è sempre stata il mio , il mio sfogo, il mio modo di , di pensare, di attraversare i momenti difficili. Negli ultimi anni poi si era aggiunto anche il tennis.

Muovermi, per me, non è mai stato solo allenarmi.
È sempre stato un modo per ritrovarmi.

Poi è arrivato un dolore devastante, che mi ha portata a non riuscire più a fare nemmeno le cose più semplici: allacciarmi le scarpe, fare una salita, vivere la quotidianità senza soffrire.
Fino all’intervento.

E il colpo più duro, oltre al dolore, è stato sentirmi dire che forse ai miei sport non sarei più tornata. Che avrei dovuto rinunciare. Limitarmi. Accontentarmi.

No.
Io quella sentenza non l’ho mai accettata davvero.

Non perché volessi sfidare il mio corpo, ma perché sentivo che dovevo imparare ad ascoltarlo, ricostruirlo, rafforzarlo. E soprattutto perché non ero pronta a dire addio a una parte così profonda di me.
Da lì è iniziato un percorso fatto di pazienza, fatica, costanza e persone meravigliose.

E qui voglio dire anche una cosa in cui oggi credo profondamente: la palestra viene ancora troppo spesso vista con sospetto, come se fosse solo un posto da esagerazioni, carichi assurdi e corpi portati oltre il limite.
Ma non è questo. O almeno, non è solo questo.

La palestra, se affrontata con intelligenza, competenza e con una guida giusta, può essere uno strumento potentissimo di cura, recupero e rinascita.
La massa muscolare non è un capriccio estetico: è salute, sostegno, protezione, stabilità.

E su questo devo dire grazie in modo speciale ad Andrea Tiburzi, il mio osteopata di fiducia, perché è stato essenziale.
Non si è limitato a seguirmi: è stato lui a indicarmi con convinzione questa strada, dicendomi chiaramente che dovevo fare palestra, rafforzare il core addominale, le gambe, la schiena, tutto il corpo.
Che dovevo costruire un nuovo sostegno.
E aveva ragione.

Un grazie enorme a Michela Vargiu, la personal trainer che mi accompagna in questo percorso.
Per me è stata fondamentale, perché non mi ha solo fatta allenare: mi ha seguita davvero, passo dopo passo, con competenza, pazienza, gradualità e incoraggiamento.
Mi ha aiutata a non avere paura del movimento, a fidarmi di nuovo del mio corpo, a fare un passo alla volta senza forzare, ma senza fermarmi.
E questa, secondo me, è una cosa rarissima e preziosa.
Perché spesso nelle palestre quello che manca davvero non è l’allenamento.
È il sostegno.
È la presenza.
È qualcuno che sappia accompagnarti davvero in un percorso personalizzato, anche quando segue tante persone e riesce comunque a far sentire ognuno visto, capito e seguito bene.

Con Michela ho trovato proprio questo: una capace di farmi sentire al sicuro e di restituirmi fiducia, passo dopo passo.

Grazie anche alla palestra Body Mind 2011 dove mi alleno e dove ho trovato un ambiente serio e professionale.

Grazie alle mie sorelle, Fra Ferrari e Maria Sole Ferrari, sempre presenti, anche attraverso il loro supporto e il lavoro con lo yoga al Centro CAMI - Centro Artistico Mindfuldance Italia.

E grazie alla mia famiglia, che mi è stata accanto in tutto questo.

Oggi, dopo più di un anno dall’intervento e sei mesi di palestra fatta con costanza, quattro volte a settimana, posso dire una cosa che fino a poco tempo fa sembrava lontanissima.
Fino a due mesi fa avevo ancora dolore di notte, perché il recupero è lento e l’infiammazione si faceva ancora sentire.
Adesso non ho più neanche quello.

Sono tornata a correre.
Sono tornata a giocare a tennis.
E soprattutto sono tornata a sentirmi bene nel mio corpo.

Questo post è un .
Perché certi traguardi non si raggiungono mai da soli.

Ma è anche un messaggio per chi sta attraversando un momento difficile, per chi si sente fermo, spaventato, limitato: non sempre quello che oggi sembra finito, è finito davvero.

Con impegno, volontà, pazienza e soprattutto con le persone giuste accanto, a volte si può tornare.
E a volte si torna persino più forti di prima.

Io oggi mi sento così: felice, grata, più forte.
E questo, sento, è solo l’inizio. ❤️

Mi scuso perché non è il primo post sulla mia schiena che può interessare poco giustamente 😅.
Ma certe rinascite meritano di essere raccontate. E SOPRATTUTTO certe persone di essere .

Oggi rubrica: non prendiamoci troppo sul serio 😄Il segreto della vita (secondo me) è questo: un po’ di ironia, tanta aut...
03/03/2026

Oggi rubrica: non prendiamoci troppo sul serio 😄
Il segreto della vita (secondo me) è questo: un po’ di ironia, tanta autoironia… e si campa meglio.

Io faccio la nutrizionista: quindi ascolto diete, abitudini… e anche un sacco di italiano creativo.
E tranquilli: qui si ride con affetto, non per cattiveria (permalosi, vi vedo 👀).

🥣 Scuscus
(non è un rimprovero: è cous-cous. Giuro.)

🥑 Avvogado
(l’avocado che ti fa causa. “Ci vediamo in tribunale, guacamole!”)

🌰 Tacina
(è tahina: crema di sesamo. “Tacina” sembra “zia Tina” che ti offre i biscotti.)

🌱 Cia
(è chia, non “ciao” senza la O. I semi non salutano: si gonfiano.)

🍪 Craccher / Cracker / Craker
(va bene tutto: tanto dopo 3 minuti nel sacchetto diventano “briciole”.)

🏊‍♀️ Acquagin
(Quando sento acquagin io capisco sempre acqua + gin 🍸.
Poi scopro che è acquagym… e niente, delusione.)

🍠 Batata (paTATA dolce!)
(ogni volta che dico “batata” vedo sguardi strani. È la patata dolce.
Fine: non è una parolaccia e non è un rito esoterico e no, non sono RAFFREDDATA.)

🩺 LA diabete
(ma una parola maschile dovevamo metterla al femminile… proprio questa?!
È IL diabete. Lui. Maschio. Fine.)

Morale: mangiare bene non significa diventare perfetti. E nemmeno parlare perfetto.
Però se mi dite “avvogado”… io vi guardo con il sopracciglio alzato 😌

🤣🤣🤣 Sapevatelo! Mi fate morire 🤣🤣
02/03/2026

🤣🤣🤣 Sapevatelo! Mi fate morire 🤣🤣

 .  . ✨In studio lo vedo ogni giorno.Ci sono persone che arrivano e sono lì. Con lo sguardo, con il respiro, con il corp...
25/02/2026

. . ✨

In studio lo vedo ogni giorno.
Ci sono persone che arrivano e sono lì. Con lo sguardo, con il respiro, con il corpo.
E persone che sono già altrove: l’orologio ⏰, il telefono acceso 📱, la mente che corre alla prossima cosa da fare.

Non è una questione di educazione.
È una questione di sistema nervoso.

Quando non riusciamo a stare, non è perché “non vogliamo”.
È perché siamo in modalità controllo. Allerta. Prestazione.

Restare presenti implica una piccola perdita di controllo.
E il controllo, biologicamente, è una strategia di sopravvivenza.

La PNEI ci mostra qualcosa di molto concreto:
quando percepiamo sicurezza, il sistema nervoso autonomo si regola 🧠
Si abbassa l’attivazione cronica, si modula l’asse dello stress, cambiano cortisolo, infiammazione, risposta immunitaria.

La presenza non è un concetto poetico.
È un segnale di sicurezza biologica.

Un abbraccio vissuto davvero 🤍
una conversazione in cui sei totalmente lì
un momento in cui smetti di performare

attivano circuiti di connessione e regolazione.

Non è spiritualità new age.
È fisiologia.

Ma per stare davvero serve vulnerabilità.
Perché quando smetti di controllare, smetti anche di proteggerti con la distrazione.

La domanda allora non è:
“Sei capace di stare?”

La domanda è:
“Ti concedi di farlo?”

Perché la salute non passa solo da ciò che mangiamo 🥦
o da quanto ci alleniamo 🏋🏻‍♀️

Passa anche dalla qualità della nostra presenza.

E tu, quando abbracci qualcuno… sei lì? 💛

🧠🦠  : perché è un   interessante quando parliamo di  In un percorso nutrizionale, a volte i miglioramenti si vedono non ...
24/02/2026

🧠🦠 : perché è un interessante quando parliamo di

In un percorso nutrizionale, a volte i miglioramenti si vedono non solo nei sintomi, ma anche nei marker. 📊✨

Uno di questi è la , una proteina coinvolta nella regolazione delle giunzioni tra le cellule (tight junctions), e per questo viene spesso utilizzata come indicatore di permeabilità intestinale (il famoso leaky gut). 🌿

📌 Però c’è un punto importante:
la zonulina va considerata come un marcatore aspecifico di permeabilità/barriera.
Questo significa che non parla solo di intestino, ma segnala un tema più ampio legato all’alterazione della permeabilità delle membrane/barriere biologiche.

👉 Per questo, in alcuni contesti, si inserisce anche nel ragionamento sull’asse intestino-cervello e sul tema della barriera ematoencefalica (leaky brain), sempre con la dovuta cautela e senza semplificazioni. 🧠↔️🫀

⚠️ Come sempre, la zonulina non si interpreta mai da sola.
Va letta dentro un quadro più ampio:
✅ sintomi
✅ storia clinica
✅ disbiosi / alterazioni intestinali
✅ infiammazione
✅ stile di vita, stress, sonno
✅ altri marker utili

💡 In altre parole: il focus non è “inseguire un numero”, ma lavorare sul terreno biologico della persona.

E quando, all’interno di un percorso ben costruito, un marker inizialmente alterato rientra nel range…
beh, sì: è un bellissimo segnale. 💙🙌

🌱 L’intestino non è solo digestione.
È barriera, comunicazione, regolazione.
E spesso è uno dei primi posti da cui vale la pena ripartire.

📚 È arrivato “La rete nascosta” di    .Un libro che parla di qualcosa che oggi abbiamo bisogno di imparare a osservare e...
24/02/2026

📚 È arrivato “La rete nascosta” di .

Un libro che parla di qualcosa che oggi abbiamo bisogno di imparare a osservare e comprendere meglio: psiche, sistema nervoso, sistema immunitario ed endocrino non sono compartimenti separati, ma un’unità dinamica che influenza profondamente la nostra salute 🧠❤️🛡️

Viviamo ancora spesso dentro un paradigma riduzionista: si spezzetta, si isola, si tratta il “pezzo”. Questo tipo di letture invece ci invita a ricomporre la mappa, a vedere le connessioni, a comprenderle e anche a sperimentarle nella vita reale 🔍🧩

Per me questo libro ha un valore speciale: Bottaccioli è stato ed è un Maestro. Con gratitudine 🙏 perché il suo insegnamento mi ha cambiato lo sguardo: su salute e malattia, ma soprattutto su come osservare la persona nella sua interezza. E mi ha aperto anche la dimensione della filosofia antica, quella che dà profondità e senso alla scienza 📖✨

Inizio questa lettura con curiosità e riconoscenza 🌿

Ci immaginiamo  . In realtà siamo  .Per anni ho evitato la palestra.Non perché non volessi allenarmi, ma perché me la im...
19/02/2026

Ci immaginiamo . In realtà siamo .

Per anni ho evitato la palestra.
Non perché non volessi allenarmi, ma perché me la immaginavo come un ambiente competitivo, egoico, poco nelle mie corde.
Io sono sempre stata più da sport all’aria aperta.

Poi ci sono entrata per necessità.

E non è che “la palestra” sia diventata improvvisamente il mio mondo.
È che, nel momento e nel modo in cui la frequento io, si è creato un contesto che funziona.

La mattina presto trovi spesso le stesse persone. Si lavora, si suda, ma c’è anche un clima amichevole: due parole, una risata, quell’entusiasmo che non ti fa pesare la fatica.
C’è la personal trainer: una presenza che guida, carica, ti tiene lì sul pezzo senza farti sentire “sbagliata”.

E questa cosa, apparentemente semplice, è potentissima: ti fa ve**re voglia di continuare.

Perché il punto è qui:
non è solo quello che fai. È l’ in cui provi a farlo.

Se l’ambiente è tossico, competitivo, svalutante o caotico, non è che sei debole: semplicemente non riesci a esprimere quello che potresti.
A volte ti perdi, ti spegni, molli… non perché ti manchi valore, ma perché ti manca quel contesto che, in quel momento, ti fa sentire viva e ti sostiene mentre fai fatica.

E la cosa incredibile è che lo vediamo anche di .

Nel nostro intestino c’è un ecosistema di batteri.
Quei batteri producono sostanze: alcune sono utili, protettive, come l’acido . Ma anche una sostanza “buona” può fare il suo lavoro solo se trova il contesto giusto.

Se il terreno intestinale è infiammato, irritato, sbilanciato, quella stessa molecola non riesce a esprimere davvero i suoi effetti.
Non basta che sia valida di per sé: ha bisogno dell’ambiente adatto per funzionare.

E questa è una regola che vale ovunque.
Nel e nel .
Dentro di noi e fuori di noi.

Allora forse la domanda non è solo:
“Cosa devo fare?”

Ma anche:
“In che contesto sto cercando di farlo?”

Perché il è il .
E senza un terreno giusto, anche il .

“Quanti chili hai perso?”È la domanda più fatta quando qualcuno si mette a dieta.Non:Hai più energia?Dormi meglio?Ti sen...
19/02/2026

“Quanti chili hai perso?”

È la domanda più fatta quando qualcuno si mette a dieta.

Non:
Hai più energia?
Dormi meglio?
Ti senti più forte?
Hai migliorato le analisi?

No.
Quanti chili hai perso?

Perché il numero sulla bilancia è semplice. È immediato. È chiaro. Sale o scende. Vince o perde.
La composizione corporea no.
La ricomposizione no.
La massa muscolare no.

Sono concetti più complessi. Non stanno in una frase veloce.
E allora ci aggrappiamo al numero.
Anche quando facciamo sport.
Anche quando sappiamo che il muscolo pesa più del grasso.
Anche quando la BIA ci dice che la massa grassa è scesa e quella magra è salita.

Se la bilancia non scende… ci dà fastidio.

Perché quel numero è diventato identità.
È diventato giudizio.
È diventato valore.

Non è solo cultura.
È bisogno di controllo.
È bisogno di una misura chiara in un mondo complicato.
È il cervello che ama ciò che è semplice, misurabile, confrontabile.

Ma il corpo non è semplice.
È adattamento.
È qualità del tessuto.
È funzionalità.

Puoi pesare uguale…
…ed essere metabolicamente un’altra persona.

La verità scomoda?
Finché chiediamo “quanto hai perso?” continueremo a ridurre il corpo a un numero.

Forse la domanda giusta è un’altra:
Cosa è cambiato davvero dentro?
E lì inizia un’altra conversazione.

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Viale Giorgioli 30
Cave
00033

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Biologa Nutrizionista

L’amore per la natura e l’urgenza di comprenderla sono stati i motivi che mi spinsero a iscrivermi alla facoltà di Biologia.

Ho guardato l’infinitamente piccolo studiando ciò che accade all’interno delle cellule in un laboratorio di biologia molecolare fino a quando non ho sentito l’esigenza di spostare lo sguardo verso una visione più ampia, in cui quel tanto piccolo fosse messo in relazione al nostro sistema mente-corpo e all’Universo intero. In questa “ottica” hanno inizio i miei studi di nutrizione.

La mia Missione:

Aiutare le persone a vivere a proprio agio con se stesse, Salvaguardare la loro salute attraverso una corretta educazione alimentare, Aiutarle ad affrontare le varie fasi della vita alimentandosi in modo sano e corretto.