06/03/2026
A volte la vita ti ferma proprio nel punto in cui pensavi di essere più forte.
Per me è stato con la schiena.
Chi mi conosce lo sa: per me lo non è mai stato solo sport.
La è sempre stata il mio , il mio sfogo, il mio modo di , di pensare, di attraversare i momenti difficili. Negli ultimi anni poi si era aggiunto anche il tennis.
Muovermi, per me, non è mai stato solo allenarmi.
È sempre stato un modo per ritrovarmi.
Poi è arrivato un dolore devastante, che mi ha portata a non riuscire più a fare nemmeno le cose più semplici: allacciarmi le scarpe, fare una salita, vivere la quotidianità senza soffrire.
Fino all’intervento.
E il colpo più duro, oltre al dolore, è stato sentirmi dire che forse ai miei sport non sarei più tornata. Che avrei dovuto rinunciare. Limitarmi. Accontentarmi.
No.
Io quella sentenza non l’ho mai accettata davvero.
Non perché volessi sfidare il mio corpo, ma perché sentivo che dovevo imparare ad ascoltarlo, ricostruirlo, rafforzarlo. E soprattutto perché non ero pronta a dire addio a una parte così profonda di me.
Da lì è iniziato un percorso fatto di pazienza, fatica, costanza e persone meravigliose.
E qui voglio dire anche una cosa in cui oggi credo profondamente: la palestra viene ancora troppo spesso vista con sospetto, come se fosse solo un posto da esagerazioni, carichi assurdi e corpi portati oltre il limite.
Ma non è questo. O almeno, non è solo questo.
La palestra, se affrontata con intelligenza, competenza e con una guida giusta, può essere uno strumento potentissimo di cura, recupero e rinascita.
La massa muscolare non è un capriccio estetico: è salute, sostegno, protezione, stabilità.
E su questo devo dire grazie in modo speciale ad Andrea Tiburzi, il mio osteopata di fiducia, perché è stato essenziale.
Non si è limitato a seguirmi: è stato lui a indicarmi con convinzione questa strada, dicendomi chiaramente che dovevo fare palestra, rafforzare il core addominale, le gambe, la schiena, tutto il corpo.
Che dovevo costruire un nuovo sostegno.
E aveva ragione.
Un grazie enorme a Michela Vargiu, la personal trainer che mi accompagna in questo percorso.
Per me è stata fondamentale, perché non mi ha solo fatta allenare: mi ha seguita davvero, passo dopo passo, con competenza, pazienza, gradualità e incoraggiamento.
Mi ha aiutata a non avere paura del movimento, a fidarmi di nuovo del mio corpo, a fare un passo alla volta senza forzare, ma senza fermarmi.
E questa, secondo me, è una cosa rarissima e preziosa.
Perché spesso nelle palestre quello che manca davvero non è l’allenamento.
È il sostegno.
È la presenza.
È qualcuno che sappia accompagnarti davvero in un percorso personalizzato, anche quando segue tante persone e riesce comunque a far sentire ognuno visto, capito e seguito bene.
Con Michela ho trovato proprio questo: una capace di farmi sentire al sicuro e di restituirmi fiducia, passo dopo passo.
Grazie anche alla palestra Body Mind 2011 dove mi alleno e dove ho trovato un ambiente serio e professionale.
Grazie alle mie sorelle, Fra Ferrari e Maria Sole Ferrari, sempre presenti, anche attraverso il loro supporto e il lavoro con lo yoga al Centro CAMI - Centro Artistico Mindfuldance Italia.
E grazie alla mia famiglia, che mi è stata accanto in tutto questo.
Oggi, dopo più di un anno dall’intervento e sei mesi di palestra fatta con costanza, quattro volte a settimana, posso dire una cosa che fino a poco tempo fa sembrava lontanissima.
Fino a due mesi fa avevo ancora dolore di notte, perché il recupero è lento e l’infiammazione si faceva ancora sentire.
Adesso non ho più neanche quello.
Sono tornata a correre.
Sono tornata a giocare a tennis.
E soprattutto sono tornata a sentirmi bene nel mio corpo.
Questo post è un .
Perché certi traguardi non si raggiungono mai da soli.
Ma è anche un messaggio per chi sta attraversando un momento difficile, per chi si sente fermo, spaventato, limitato: non sempre quello che oggi sembra finito, è finito davvero.
Con impegno, volontà, pazienza e soprattutto con le persone giuste accanto, a volte si può tornare.
E a volte si torna persino più forti di prima.
Io oggi mi sento così: felice, grata, più forte.
E questo, sento, è solo l’inizio. ❤️
Mi scuso perché non è il primo post sulla mia schiena che può interessare poco giustamente 😅.
Ma certe rinascite meritano di essere raccontate. E SOPRATTUTTO certe persone di essere .