17/01/2026
Un anno fa mi operavo alla schiena.
E in questi ultimi anni mi è entrata dentro, in modo ancora più netto, una cosa: non siamo “solo” un corpo da aggiustare. Siamo una storia vivente, fatta di tessuti, sistema nervoso, emozioni, stress… e di come tutto questo si parla ogni giorno.
Non è stato “solo” un intervento: è stato un periodo lungo, duro, con un dolore fisico che per mesi non mi ha dato tregua. Prendere un barattolo dentro la dispensa, legarmi le scarpe, camminare, dormire: erano tutte cose che non riuscivo più a fare e che consideriamo scontate il più delle volte.
Oggi, a distanza di un anno, mi sento meglio. E soprattutto mi sento diversa: più consapevole.
Perché alcune esperienze lasciano tracce. Il corpo ricorda, la mente pure. A volte lo vedi nella postura, a volte nel modo in cui ti muovi, a volte nelle emozioni che riaffiorano senza preavviso.
Però c’è una cosa che oggi mi sembra chiarissima: i momenti più difficili, anche quando sembrano eterni, possono essere parentesi. Non per magia. Non perché “passa da solo”. Ma perché possiamo lavorarci.
Sto recuperando con un’idea che per me è diventata centrale: niente miracoli, niente scorciatoie.
Il cambiamento vero è lento, progressivo, si costruisce. E ha bisogno di tempo, amore , pazienza.
Quello che sto facendo adesso (muovermi meglio, rinforzarmi, rispettare i tempi, lavorare sulla gestione dello stress, ascoltarmi) non è un “programma per tornare come prima”: è un’igiene di vita. E voglio che resti.
Perché la pillolina magica non esiste.
Esiste la cura quotidiana. E quando entri in quest’ottica, inizi ad accorgerti che anche le piccole differenze… sono enormi.
Oggi mi guardo indietro con gratitudine e con rispetto per me stessa.
Il corpo ricorda. E noi possiamo imparare a riscrivere un passo alla volta. 🌿