Dott.ssa Dania Marchetti Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Dania Marchetti Psicologa-Psicoterapeuta Offro consulenza psicologica individuale, di coppia, familiare

PAROLE CHE FANNO MALE“Non ti vorranno nemmeno i cani.” Era la frase che sua madre ripeteva ogni volta che i figli si com...
10/02/2025

PAROLE CHE FANNO MALE

“Non ti vorranno nemmeno i cani.” Era la frase che sua madre ripeteva ogni volta che i figli si comportavano male. Prima il pizzicotto, poi quelle parole taglienti. Se le avessero chiesto, avrebbe detto di averli educati con amore…

“Chi vuole un altro panino?” chiese Carlo al compleanno della figlia. Lei festeggiava i suoi 19 anni e lui si era offerto di fare il barbecue. “Tu no, amore, sei già abbastanza grassa.” Tutti risero. Lei no. Si alzò in silenzio e si chiuse in camera fino all’alba. Il padre morì senza capire cosa avesse fatto di sbagliato quella sera.

“Dai, non fare la femminuccia!” le disse il maestro di nuoto quando lui, a sei anni, chiese un asciugamano perché aveva freddo. I compagni iniziarono a ridere e il maestro non li fermò. Non nuotò mai più. E in 34 anni, non posò mai le labbra su quelle di una donna.

“Sei un elefante in classe!” le disse la professoressa di disegno il primo giorno di scuola. Lei adorava quella materia e aveva sempre avuto ottimi voti. Quell’anno la rimandò a dicembre. Riprese a disegnare 28 anni dopo, quando la terapia le fece capire quanto l’avesse bloccata quella frase.

Una coppia, per i loro dieci anni di matrimonio, lui le disse ridendo: “Il tuo sedere mi copre tutto il sole!” Quella notte, lei pianse chiusa in bagno.

Sono parole che non ti uccidono, ma ti segnano per sempre. Frasi che, anche dopo anni di terapia, restano lì, pronte a riemergere. A volte le racconti e ti sembra di esagerare, di ricordarle male. Ma poi capisci quanto siano state crudeli.

Un giorno, però, arriva il momento in cui ti liberi da quei coltelli piantati nell’anima. E scopri che chi ti ha ferito portava a sua volta il peso di altre parole. Allora perdoni. E, molto più tardi, arriva anche la compassione. È lì che torni a essere felice, senza vergognarti del tuo corpo, senza paura di dire: “Ho freddo, dammi una coperta.”

Le parole che feriscono restano nel cuore per anni, a volte per sempre. Pensiamo prima di parlare. Perché chi amiamo merita parole d’amore, non cicatrici.

"La gentilezza nelle parole crea confidenza; la gentilezza nel pensiero crea profondità; la gentilezza nel dare crea amo...
13/11/2024

"La gentilezza nelle parole crea confidenza;
la gentilezza nel pensiero crea profondità;
la gentilezza nel dare crea amore".

Lao Tzu

“E quando trovi il coraggiodi raccontarla, la tua storia, tutto cambia. Perché nel momento stesso in cui la vita si fa r...
13/02/2024

“E quando trovi il coraggio
di raccontarla, la tua storia, tutto cambia.
Perché nel momento stesso in cui la vita si fa racconto,
il buio si fa luce
e la luce ti indica una strada.
E adesso lo sai...
il posto caldo sei tu".

FERZAN ÖZPETEK

Ogni tantoil mostro che ci portiamo dentroha bisogno di sapereche di lui ci fidiamo. Ci chiede di non aver paura.Di asco...
02/05/2023

Ogni tanto
il mostro che ci portiamo dentro
ha bisogno di sapere
che di lui ci fidiamo.
Ci chiede di non aver paura.
Di ascoltare.
Perché il massimo che ci potrà succedere
sarà scoprire chi siamo.

Ogni tanto
il mostro che ci portiamo dentro
ci ricorda che le battaglie
quelle importanti
si vincono in silenzio.
E di non credere alla perfezione
ma di puntare alla felicità.
E che la fragilità è poesia
quando la mostri alla persona giusta.
E di non temere di restare soli
ma di tenerci distanti
da chi non vogliamo accanto.
Di non aver paura
di quel piccolo dolore
che ci portiamo a spasso.
L’importante è fare spazio
è saper lasciare andare
quando arriva il momento.
Saper cambiare il passo.

Ogni tanto
il mostro che ci portiamo dentro
non sa come farsi sentire.
Per questo è costretto ad urlare.
E ci ricorda di vivere.
Di sbagliare.
Di pensare di meno e di lasciarci andare.
Di non allontanarci troppo da chi ci Ama
e di Amare spietatamente
anche a costo di farci male.

Andrew Faber

"Chi va da uno psicologo entra credendo di dover risolvere un problema dovuto ad un fatto o ad una persona. Crede cioè c...
19/10/2022

"Chi va da uno psicologo entra credendo di dover risolvere un problema dovuto ad un fatto o ad una persona. Crede cioè che il suo star male sia dovuto a qualcosa di concreto, un fatto tangibile, una persona in carne ed ossa. Invece, più spesso in questo momento storico, soffrono i sensi. Sì, soffrono i sensi. Il senso di colpa, il senso di solitudine, il senso di abbandono, il senso di inadeguatezza, il senso di vuoto, il senso di inferiorità, il senso di incompiutezza, il senso di dipendenza.

Non sono le cose che ci accadono il problema e neanche le persone che ci circondano. Ma il senso che smuovono in noi quei fatti e quelle persone. È il nostro vissuto che crea mostri, ferite e paure. E, per fortuna, proprio perché ci appartiene, su quel vissuto si può lavorare.
Ogni tanto il mostro che ci portiamo dentro ha bisogno di sapere
che di lui ci fidiamo. Ci chiede di non aver paura.
Di ascoltare.
Perché il massimo che ci potrà succedere sarà scoprire chi siamo."

_Marinella Cozzolino

"Maestro, come faccio a guarire dalla mia malattia?""Non è della guarigione che ti devi occupare ora. In questo momento ...
13/10/2022

"Maestro, come faccio a guarire dalla mia malattia?"

"Non è della guarigione che ti devi occupare ora. In questo momento sei chiamato a rimanere nel tuo sintomo, nel tuo fastidio, nel tuo malessere. Non cercare vie di fuga. Resta in quello che c'è ora. Contemplalo, dipingilo, custodiscilo nel tuo cuore, parlaci, dagli attenzione. Per tutto il tempo necessario. Non avere fretta. E' il momento dell'ascolto profondo. Di te stesso."

"Ma io ho paura della mia malattia."

"Perché ci hanno insegnato a cancellare qualsiasi sintomo del nostro corpo, come la gomma che corregge nell'immediato un errore della matita. Quando invece è proprio l'errore stesso il nostro più grande maestro. Senza di esso non potremo fare esperienza e crescere, sempre di più. La malattia e l'errore sono dei grandi spiriti che giungono a noi per destarci. Sono gli ambasciatori dell'anima."

"Maestro, ma la malattia fa male."

"Non è la malattia a fare male. Ma il nostro tentativo di fuggire da essa. Pensa alla donna che partorisce: se riesce a danzare con il suo dolore il male si attenua, se lo respinge lo sente ancora di più. Siamo chiamati a vivere la malattia con il cuore. Non più con la mente."

"E la guarigione arriverà?"

"Arriverà la cura. Di te stesso. E non t'importerà più guarire dalla tua malattia. Vorrai solo vivere. E dedicarti all'ascolto di ogni richiamo della tua anima. Non è questa forse la vera guarigione?"

Elena Bernabè

Cosa ci insegna l'autunno?Che dobbiamo lasciar andare le cose che non ci nutrono più.Che nella malinconia c'è una bellez...
09/10/2022

Cosa ci insegna l'autunno?
Che dobbiamo lasciar andare le cose che non ci nutrono più.
Che nella malinconia c'è una bellezza struggente.
Che per voltare pagina bisogna trovare il coraggio di far cadere le foglie secche, a costo di lasciar spoglio e freddo il nostro ramo.
Solo così un giorno potranno nascerci nuovi germogli.

C. Black

Grazie Arianna Rebecchi per aver realizzato questi paesaggi meravigliosi per il mio nuovo studio!!
03/04/2022

Grazie Arianna Rebecchi per aver realizzato questi paesaggi meravigliosi per il mio nuovo studio!!

Ci si accorge di un vestito troppo stretto solo dopo averlo tolto.Accade così anche con le relazioni, con le situazioni,...
17/03/2022

Ci si accorge di un vestito troppo stretto solo dopo averlo tolto.
Accade così anche con le relazioni, con le situazioni, con i pensieri.
Non ci si rende conto dei segni di pressione
che quell'abito provoca sulla pelle,
e nemmeno di quelli sull'anima.
Noi resistiamo. Ed essi, pian piano, si formano.
Li percepiamo e li possiamo anche vedere,
ma solo dopo esserci completamente svestiti,
dopo aver tolto tutte le maschere
della nostra interiorità.
Capita, a volte, di non riuscire a vederli mai
questi solchi del cuore,
troppo profondi e bui
per poterli ammettere.

La promessa che ognuno di noi dovrebbe fare a se stesso
è di imparare a fidarsi
di ogni impercettibile vibrazione che sente:
quel niente che profuma di tutto,
quel "mi sembra" che è evidenza,
quel piccolo malessere che riaffiora di continuo solo per avere attenzione.
Si gioca proprio in questi microscopici movimenti d'anima
la scelta dell'abito da indossare:
se è troppo stretto non ci permette di respirare,
se troppo largo non risulta comodo.
La nostra pelle merita un vestito all'altezza del suo sacro compito:
essa è il veicolo della nostra anima,
ponte tra il divino e il terreno,
antenna del nostro cuore.
Che siano banditi per sempre gli abiti che non ci appartengono:
scegliamo solo quelli creati con fili d'amore,
cuciti dalle mani esperte e sagge
dell'unica sarta che sa come prenderci le misure:
la nostra anima!

(Elena Bernabè)

Immagine: Zachar Rise

"Se cresci senza nessuno che ti dica che sei bello o che sei bravo,senza una parola di conforto che ti rassicuri dandoti...
25/08/2021

"Se cresci
senza nessuno che ti dica
che sei bello o che sei bravo,
senza una parola di conforto
che ti rassicuri
dandoti il tuo posto al sole
nel mondo,
niente sarà mai abbastanza
per ripagarti di quel silenzio.
Dentro
resterai sempre
un bambino
affamato di gentilezza,
che si sente brutto,
incapace e manchevole,
qualsiasi cosa accada.
E non importa se,
nel frattempo,
sei diventato
la più bella delle creature."

Ferzan Ozpetek"

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Cavezzo
41032

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Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
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