15/01/2026
🧠 : le terapie non farmacologiche,
perché sono fondamentali e quali sono le principali?
Le terapie non farmacologiche sono oggi riconosciute come un elemento centrale perché contribuiscono a mantenere le funzioni cognitive residue, migliorare la qualità di vita e ridurre i sintomi comportamentali.
Le più recenti revisioni sistematiche mostrano che interventi non farmacologici strutturati – come stimolazione cognitiva, attività fisica, terapie occupazionali e interventi psicosociali – hanno un impatto positivo molto significativo sul benessere globale della persona con demenza e sul carico assistenziale dei caregiver.
(Bibliografia e raccomandazioni alla fine del post)
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🧩 Stimolazione cognitiva
La stimolazione cognitiva è uno degli interventi non farmacologici più studiati ed efficaci nella malattia di Alzheimer.
Consiste nel proporre attività strutturate e giochi cognitivi pensati per allenare memoria, attenzione, linguaggio e ragionamento, in un contesto sereno e non competitivo. L’obiettivo non è “mettere alla prova” la persona, ma stimolare le capacità residue attraverso attività piacevoli e significative.
🔴Come si fa?
Attraverso esercizi e giochi cognitivi, come ad esempio:
🔹giochi di memoria (abbinamenti, ricordare parole o immagini)
🔹giochi di attenzione (trovare differenze, completare sequenze)
🔹giochi di parole (indovinelli semplici, categorie semantiche)
🔹quiz di cultura generale adattati
🔹attività di problem solving quotidiano (organizzare una giornata, fare una lista)
🔴 Benefici
🔹rallenta il declino cognitivo
🔹migliora il funzionamento mentale globale
🔹favorisce autostima e socializzazione
🔴 Frequenza consigliata*
2–3 sessioni a settimana
30–60 minuti
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🧭 Terapia di Orientamento alla Realtà (ROT)
La terapia di orientamento alla realtà si basa sul rinforzo quotidiano di elementi come data, ora, luogo e persone significative.
È utile soprattutto nelle fasi iniziali e moderate della malattia per contrastare disorientamento e confusione e dare un quadro di riferimento affidabile alla persona.
🔴 Come si fa
🔹calendario e orologio ben visibili
🔹richiami gentili e costanti alla data e al luogo
🔹routine quotidiane prevedibili
🔴 Benefici principali
🔹riduce confusione e ansia
🔹migliora il senso di sicurezza
🔹favorisce l’orientamento quotidiano
🔴 Frequenza consigliata*
tutti i giorni, con richiami di 5–15 minuti distribuiti nella giornata.
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📖 Terapia della reminiscenza
La reminiscenza si basa sul fatto che i ricordi del passato remoto spesso restano meglio conservati rispetto alle memorie recenti nelle persone con Alzheimer.
Attraverso oggetti, fotografie e racconti, questa terapia rafforza il senso di identità e promuove benessere emozionale.
🔴Come si fa
🔹guardare album di foto e oggetti del passato
🔹ascoltare musica significativa
🔹raccontare storie di vita personale
🔴 Benefici principali
🔹migliora umore ed emozione
🔹rinforza l’autostima e la continuità identitaria
🔹aiuta a ridurre segni di depressione
🔴 Frequenza consigliata*
1–2 sessioni a settimana
30–45 minuti
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🏃♂️ Attività fisica adattata
L’attività fisica non è solo movimento: è una terapia che coinvolge il corpo e il cervello.
Una attività fisica regolare, strutturata e personalizzata è risultata capace di migliorare la cognizione globale e la qualità di vita nelle persone con Alzheimer.
🔴 Come si fa
🔹camminate regolari
🔹ginnastica dolce per anziani
🔹esercizi di equilibrio e coordinazione
🔴Benefici principali
🔹migliora cognizione globale e umore
🔹aiuta equilibrio e mobilità
🔹può aumentare la qualità del sonno
🔴 Frequenza consigliata*
2–4 volte a settimana
20–40 minuti
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🧑🍳 Terapia occupazionale
La terapia occupazionale incoraggia la persona a rimanere attiva nelle attività di vita quotidiana, adattando compiti e ambiente alle capacità residue.
È utile sia per mantenere autonomia che per dare senso di utilità e partecipazione alla vita quotidiana.
🔴 Come si fa
🔹vestirsi, cucinare e sistemare insieme
🔹attività creative leggere
🔹adattamento dell’ambiente domestico
🔴 Benefici principali
🔹preserva l’autonomia
🔹riduce frustrazione e passività
🔹sostiene qualità di vita
🔴 Frequenza consigliata*
brevi attività ogni giorno
10–20 minuti, integrate nella routine
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💙 In sintesi: le terapie non farmacologiche non sostituiscono i farmaci, ma sono strumenti potenti per prendersi cura della persona nella sua globalità, favorendo benessere, autonomia e relazione. Le evidenze più recenti confermano che, combinate e ben somministrate, migliorano funzione cognitiva, qualità di vita e aspetti emotivi nella malattia di Alzheimer.
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❗Le terapie non farmacologiche descritte possono offrire benefici significativi, ma devono sempre essere adattate alla singola persona. Per questo è fondamentale ascoltare il parere dei professionisti sanitari (medico, neuropsicologo, terapista occupazionale, fisioterapista), che possono valutare lo stadio della malattia, le condizioni di salute generali e indicare il percorso più adeguato e sicuro.
Ogni intervento funziona meglio quando è personalizzato, monitorato e inserito in un progetto di cura condiviso.
❗*(La maggior parte degli articoli scientifici non fornisce una “dose standard universale”, ma descrive frequenze usate nei protocolli sperimentali, range di durata delle sessioni, numero totale di settimane di intervento)
[Bibliografia di riferimento]
👉Bennett S, Laver K, Voigt-Radloff S, et al.
Occupational therapy for people with dementia and their caregivers. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2019
👉Cammisuli et al., Emotion-oriented interventions (inclusa reminiscenza) migliorano cognition e qualità di vita. BMC Geriatrics 2025.
👉Min He, Systematic review on exercise interventions in Alzheimer’s disease, BMC Geriatrics 2025.
👉Oliveira D, Bosco A, et al. Systematic review of the efficacy of pharmacological and non-pharmacological interventions for improving quality of life of people with dementia. Ageing Research Reviews. 2025
👉Oliveira et al., Systematic review of non-pharmacological interventions for dementia (inclusa ROT). PubMed 2025.
👉Woods B, et al. Cognitive stimulation to improve cognitive functioning in people with dementia. Cochrane Database Syst Rev. 2012.
👉Xiang C, Zhang Y. Comparison of cognitive intervention strategies for Alzheimer’s disease: a systematic review and network meta-analysis. Ageing Research Reviews. 2024.
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