11/01/2026
Ricordare Paolo Quattrini ci fa immediatamente entrare in uno spazio vivo, uno spazio di presenza, di libertà, di profondità, uno spazio che respira. È stato un maestro, sì, ma prima ancora uno spirito libero: anticonvenzionale, curioso, capace di attraversare sentieri non battuti senza mai perdere il senso della responsabilità verso l’umano.
Nel suo lavoro il piano logico, etico ed estetico si intrecciavano con naturalezza in un unico gesto, tenuti insieme da una finissima attenzione fenomenologica. Il suo era uno sguardo capace di cogliere l’essenziale senza mai ridurlo, profondamente rispettoso della libertà, del corpo, della possibilità di una scelta consapevole. Al rigore del pensiero univa un’ironia pungente e luminosa, che non chiudeva mai, ma apriva costantemente spazi di senso, domande vive, possibilità.
Fondatore di un approccio originale alla Psicoterapia della Gestalt, Paolo è stato soprattutto un generatore di pensiero e di relazioni. Per noi, una presenza costantemente incoraggiante, stimolante, generosa. Sapeva sostenere senza idealizzare, provocare senza ferire, e trasmettere fiducia come si trasmette un respiro.
Oggi lo salutiamo con profonda gratitudine. Il suo modo di stare nel mondo, di pensare, di incontrare l’altro continua a vivere in noi, ogni volta che scegliamo la presenza, la responsabilità e la libertà come forma di cura.
Claudio Billi e Francesca Belforte