Dott.ssa Francesca Zappa - Psicologa Clinica

Dott.ssa Francesca Zappa  - Psicologa Clinica Psicologa clinica | Psicoterapeuta in formazione
Supporto emotivo e crescita personale

Disregolazione emotiva e paralisi del lunedìNella pratica clinica con gli adolescenti e i giovani adulti, il lunedì non ...
20/04/2026

Disregolazione emotiva e paralisi del lunedì

Nella pratica clinica con gli adolescenti e i giovani adulti, il lunedì non è solo una convenzione temporale, ma un trigger di disregolazione emotiva.

Per un giovane che vive una fase di fragilità, il passaggio dai ritmi soggettivi del fine settimana alle richieste oggettive della società (scuola, università, lavoro) innesca una risposta di iper-attivazione dell'amigdala. Quando il sistema di minaccia percepisce un divario troppo ampio tra le proprie risorse interne e le richieste ambientali, la risposta non è sempre l'attacco o la fuga, ma il freezing (congelamento).

Quello che osserviamo non è disinvestimento, ma sovraccarico cognitivo:
• Dissonanza tra Sé Ideale e Sé Reale: Il lunedì agisce come uno specchio che riflette l'incapacità di aderire a standard performativi elevati, alimentando il nucleo depressivo.
• Disregolazione del ritmo circadiano: Spesso il "social jetlag" del weekend aggrava la stanchezza cronica, riducendo le funzioni esecutive della corteccia prefrontale necessarie per pianificare la settimana.
• Ritiro come strategia di coping: Per molti giovani, l'evitamento (non alzarsi dal letto, non rispondere ai messaggi) è un tentativo disfunzionale, ma protettivo, di regolare un'ansia che è diventata intollerabile.

Come psicologa, il mio approccio non mira a "forzare la ripartenza", ma a lavorare sulla finestra di tolleranza del ragazzo. Validare scientificamente questa fatica significa toglierla dal piano del "capriccio" e portarla su quello della salute mentale.

Comprendere i meccanismi neurofisiologici dell'ansia è il primo passo per trasformare il blocco in movimento.

🌪️ Perché la tempesta sembra “casa” e la pace ci spaventa?Capita spesso in seduta di sentirselo dire: “Dottoressa, so ch...
19/04/2026

🌪️ Perché la tempesta sembra “casa” e la pace ci spaventa?
Capita spesso in seduta di sentirselo dire: “Dottoressa, so che questa relazione mi fa male, ma quando sono in una situazione serena mi annoio. Mi sento vuota. Mi sembra di non vivere davvero.”

È un paradosso doloroso, ma ha una spiegazione profonda. Se siamo cresciuti nel disastro — inteso come un ambiente instabile, imprevedibile o emotivamente turbolento — il nostro sistema nervoso si è letteralmente “allenato” a sopravvivere sotto stress.

🧠 Cosa succede dentro di noi?
• L’adrenalina confusa con l’amore: Nelle relazioni tossiche, i picchi di ansia e i momenti di “pace” improvvisa creano montagne russe emotive. Il cervello finisce per scambiare quella tachicardia per passione.
• La quiete come minaccia: Per chi è abituato a stare sempre in allerta, la serenità non è rilassante, ma sospetta. “Cosa sta per succedere?” ci chiediamo. Il vuoto che sentiamo non è assenza di vita, ma assenza di conflitto, a cui non siamo abituati.
• Il valore di sé: A volte sentiamo di “esistere” solo quando lottiamo per l’attenzione o l’amore di qualcuno. Senza quella lotta, temiamo di sparire.

🌱 Riabituarsi alla “calma”
Uscire da questo schema non significa solo lasciare una persona, ma rieducare il proprio sentire. Significa imparare che la pace non è noia, è sicurezza. Che l’amore non deve necessariamente “bruciare” o far male per essere reale.
Guarire significa darsi il permesso di non dover più sopravvivere a un disastro, ma iniziare finalmente a vivere.

Spesso l’Amore non capitaSpesso crediamo di scegliere chi amare, ma la verità è che stiamo solo cercando di risolvere un...
13/04/2026

Spesso l’Amore non capita

Spesso crediamo di scegliere chi amare, ma la verità è che stiamo solo cercando di risolvere un sospeso. Senza rendercene conto, cerchiamo partner che ripropongano le dinamiche avute con i nostri genitori. Perché? Perché speriamo che, stavolta, quel copione finisca con un lieto fine.

Il rischio? Preferiamo essere "amati male" pur di non ammettere che chi ci ha cresciuti ha fallito in qualcosa. Accettare un amore sano significherebbe smettere di proteggere il passato e guardare in faccia la realtà.
• L’amore non è un caso.
• L’amore è la nostra storia che si ripete.

Solo quando ci affranchiamo davvero dalle nostre radici, smettiamo di cercare "riparazioni" negli altri e iniziamo finalmente a scegliere.
L'amore vero inizia dove finisce il bisogno di guarire il passato attraverso l'altro.

l paradosso della produttività: perché non ci sentiamo mai "abbastanza"?Un paziente in seduta mi ha detto: "Sento di non...
12/04/2026

l paradosso della produttività: perché non ci sentiamo mai "abbastanza"?

Un paziente in seduta mi ha detto: "Sento di non fare mai abbastanza, nonostante sia esausta".
Questa frase non è solo lo sfogo di una persona stanca, ma il sintomo di un corto circuito bio-psicologico molto comune oggi. Perché, anche quando il corpo è sfinito, la mente continua a chiedere di più?

La spiegazione scientifica: Il loop della Dopamina
A livello neurobiologico, siamo immersi in quello che definiamo rinforzo intermittente. La nostra società premia la performance costante, stimolando il rilascio di dopamina ogni volta che "spuntiamo" una voce dalla lista dei compiti.
Il problema? La dopamina è il neurotrasmettitore del desiderio, non dell'appagamento. Ci spinge a cercare il prossimo obiettivo, ma non ci dice mai: "Ok, ora basta, hai fatto bene". Quando il valore personale viene ancorato esclusivamente all'output (ciò che produciamo), il cervello smette di riconoscere il punto di sazietà.

Il suggerimento clinico
A chi vive questa condizione, suggerisco spesso di lavorare sul distacco cognitivo (cognitive detachment).

La ricerca scientifica dimostra che l'incapacità di "staccare" mentalmente è il principale predittore del burnout. Non è una questione di gestione del tempo, ma di ri-educazione del sistema di ricompensa:
1. Validazione del carico: Riconoscere oggettivamente le ore di lavoro e lo sforzo cognitivo impiegato.
2. Recupero attivo: Capire che il riposo non è "tempo perso", ma una necessità biologica per permettere al sistema nervoso di tornare in omeostasi.
La mia riflessione di oggi:
Se ti senti in colpa quando ti fermi, non è perché sei pigro/a, ma perché il tuo sistema di monitoraggio interno è tarato su standard neurobiologicamente insostenibili. Imparare a dire "è abbastanza per oggi" è un atto di salute mentale basato sull'evidenza.

Sulle LacrimeEsiste un momento esatto, nella penombra della stanza di terapia, in cui le parole siarrendono. È lì che ar...
11/04/2026

Sulle Lacrime

Esiste un momento esatto, nella penombra della stanza di terapia, in cui le parole si
arrendono.
È lì che arrivano loro: le lacrime.

Spesso le accogliamo con scuse, cercando un fazzoletto come se dovessimo pulire una
macchia. Ma come psicologa, ho imparato a guardarle con un rispetto profondo.
Le lacrime non sono un segno di debolezza, né una semplice reazione fisiologica.
“Sono il corpo che finalmente smette di trattenere il fiato.”
Oltre il sale e l’acqua
Ci sono lacrime diverse, ognuna con la sua grammatica:
Le lacrime di scarico: quelle che arrivano dopo una lunga tensione, come la pioggia
che rompe l’afa estiva.
Le lacrime di verità: quelle che sgorgano quando finalmente diamo un nome a un
dolore che avevamo sepolto sotto mille impegni.
Le lacrime di guarigione: quelle che bruciano meno, perché portano con sé
l’accettazione.
Il potere del “lasciar fluire”
In clinica diciamo spesso che ciò che non viene espresso a parole viene espresso dal
corpo. Piangere è un atto di coraggio. Significa permettersi di essere visti nella
propria vulnerabilità, abbassare le difese e dire a se stessi: “Sì, questo fa male. Sì,
questo è importante”.
Non aver paura delle tue lacrime. Sono bussole. Indicano dove si trova il cuore del
problema, ma anche dove risiede la tua incredibile capacità di sentire e, quindi, di
rinascere.
E tu, quando è stata l’ultima volta che ti sei concesso il lusso di un pianto
sincero?

Una mia paziente mi dice: "Sento che non sto vivendo la mia vita. Tra obblighi che odio, traumi del passato e una salute...
10/04/2026

Una mia paziente mi dice: "Sento che non sto vivendo la mia vita. Tra obblighi che odio, traumi del passato e una salute precaria, l'ansia e il panico mi stanno uccidendo. Mi sento incastrata in un futuro che mi terrorizza."

Dietro queste parole non c'è "debolezza", ma un preciso meccanismo neurobiologico. Quando viviamo per lungo tempo in un ambiente che percepiamo come coercitivo o minaccioso, il nostro sistema nervoso può entrare in uno stato di iper-attivazione (ansia cronica) o di freezing (congelamento).

Ecco cosa succede tecnicamente:
• Il peso dei traumi: Le esperienze traumatiche non elaborate restano stoccate nella memoria implicita. Questo mantiene l'amigdala in uno stato di allerta perenne, generando attacchi di panico apparentemente "senza motivo".
• L'impotenza appresa: Essere obbligati a fare ciò che non si vuole e restare dove non si desidera porta a quella che in psicologia chiamiamo Learned Helplessness. La mente smette di vedere vie d'uscita e il futuro viene percepito solo come un'estensione della sofferenza attuale.
• La somatizzazione: Quando il conflitto psichico tra "ciò che sono" e "ciò che devo fare" diventa insostenibile, il corpo parla attraverso la salute fisica e i sintomi neurovegetativi dell'ansia.

Il percorso terapeutico non serve a "farsi forza", ma a ricalibrare il sistema nervoso. L'obiettivo è passare dalla modalità di sopravvivenza alla modalità di esistenza, rielaborando i traumi passati per disinnescare l'allarme nel presente.
Comprendere il meccanismo è il primo passo per smettere di sentirsi vittima dei propri sintomi. 🧠🔬

Ti è mai capitato di sentirti “stanco dentro” anche quando fuori sembra tutto normale?Ansia che arriva all’improvviso.Pe...
03/04/2026

Ti è mai capitato di sentirti “stanco dentro” anche quando fuori sembra tutto normale?

Ansia che arriva all’improvviso.
Pensieri che non si fermano.
Relazioni che ti fanno sentire in dubbio, confuso o non abbastanza.

Spesso non è debolezza.
È il tuo sistema emotivo che sta cercando di dirti qualcosa.

👉 Ansia e depressione non sono solo “stati d’animo”: coinvolgono anche il corpo, il modo in cui pensiamo e le nostre relazioni.
E sì, si possono comprendere e gestire.

Nel mio lavoro come psicologa clinica (e psicoterapeuta in formazione) aiuto le persone a:
• dare un senso a ciò che provano
• interrompere i circoli di pensieri negativi
• migliorare le relazioni con gli altri… e con se stessi

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Non devi fare tutto da solo/a.

A volte non è “solo un periodo no”.È l’ansia che non si spegne mai.È quella stanchezza emotiva che ti accompagna anche q...
02/04/2026

A volte non è “solo un periodo no”.

È l’ansia che non si spegne mai.
È quella stanchezza emotiva che ti accompagna anche quando “va tutto bene”.
Sono relazioni che fanno male, che ti fanno dubitare di te, che ti lasciano con più domande che certezze.

Nel mio lavoro incontro spesso persone che si sentono così. E ogni volta parto da lì: da uno spazio in cui potersi fermare, capire e rimettere insieme i pezzi.

Sono una psicologa clinica e mi occupo di:
• ansia
• depressione
• difficoltà relazionali

Offro uno spazio di ascolto autentico, senza giudizio, in cui lavorare insieme per ritrovare equilibrio e maggiore serenità.

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La lettera di Gurdjieff alla figlia Reyna d’Assia:NON CONTRADDIRE MAI, TACI    "Se non approvi ciò che dice l'altro non ...
23/10/2023

La lettera di Gurdjieff alla figlia Reyna d’Assia:

NON CONTRADDIRE MAI, TACI

"Se non approvi ciò che dice l'altro non sollevare polemiche o voler a tutti i costi avere ragione, rimani nel silenzio.
Questo del silenzio non è un atto di sottomissione come la mente ti porta a credere, bensì un Atto di Regalità.
Perchè vuoi costringere l'altro a pensarla come te? Forse perchè tu stesso non credi davvero a ciò che dici e vuoi conferme "dall'esterno?", o forse perchè non tolleri di essere contraddetto?
Vedi... Si ignorano sempre alcune cose importanti quando non si è d'accordo con ciò che un altro dice...
La prima è il fatto che non sappiamo come l'altro "veda" la realtà e ancor meno sappiamo a che livello evolutivo egli si trova, la seconda è che ignoriamo spesso che ciò per cui oggi ci battiamo domani sarà mutato e la nostra opinione con lui.
Ognuno vede la propria realtà ed essa è per lui "reale" come la nostra lo è per noi, ecco il perchè del Silenzio, non tanto perchè se stiamo zitti ammettiamo di avere torto ma bensì perchè è sciocco voler che gli altri ci diano "ragione”…

💓
16/10/2023

💓

Vi siete mai chiesti il significato del Cristo Velato? Quest’incredibile scultura, una delle più famose al mondo, ha una storia ancora più incredibile dietro.

Guardate il velo che lo ricopre. Dà i brividi vero? È così morbido e realistico che non sembra possibile che sia fatto di marmo. Sembra addirittura che il lenzuolo si muova, come sospinto da un lieve soffio di vento. O da un respiro. Per secoli si credette che la sua incredibile trasparenza fosse opera dei poteri di Raimondo De Sangro, il quale avrebbe adagiato sulla statua un vero e proprio velo che si sarebbe marmorizzato attraverso un processo alchemico.

Adesso osservate il corpo di Cristo. È disteso su un materasso marmoreo, le ginocchia contratte, scavate dalla fatica e dal dolore, la testa sollevata sui cuscini, gli occhi socchiusi. Se guardate con attenzione, vedrete delle lacrime che tremolano sulle sue palpebre. Io ogni volta che la osservo provo un senso di commozione. E ho visto persone piangere e inginocchiarsi davanti a questa statua. Perché in questa scultura c’è tutta la sofferenza dell’uomo umiliato, percosso e trafitto.

Se però lo osservate con più attenzione, noterete un dettaglio che a molti sfugge. Sulla tempia di Cristo vedrete una vena che sembra ancora pulsare. E guardate i suoi arti. Sembrano ancora contratti, come se potessero muoversi da un momento all’altro. Perché? Perché quest’incredibile scultura non raffigura, come molti credono, un uomo morente, che ha appena esalato il suo ultimo respiro, ma un uomo che è sul punto di risvegliarsi e di emetterne uno nuovo: quello della rinascita dopo la morte!

Il Cristo Velato racchiude un messaggio di speranza e di riscatto, è il simbolo della rinascita alla quale l’anima, dopo aver attraversato la sofferenza (simboleggiata dalla Croce), può aspirare. Ed ecco anche perché il Cristo è velato. Il velo nasconde i misteri dell’esistenza agli occhi dei viventi. Cos'è la morte, sembra dirvi lo scultore, se non un leggerissimo velo, quasi impalpabile, che non attende altro che essere svelato?

26/09/2023

Il trattamento ayurvedico Swedana è una procedura per stimolare le ghiandole sudoripare per aumentare la sudorazione e la circolazione.
Allevia Vata e Kapha dosha alterati.

Aiuta a ridurre il dolore, rigidità, pesantezza e freddezza nel tuo corpo.

Swedana è un bagno di vapore alle erbe personalizzato.
Swedana è un trattamento ayurvedico unico in cui la testa è mantenuta fresca durante il bagno di vapore mentre il corpo viene riscaldato per rimuovere le impurità che si trovano all'interno dei tessuti.

In questa tecnica si resta sdraiarti sulla schiena dopo il massaggio ayurvedico.
Il trattamento Swedana comprende varie forme di terapie termiche che possono essere fatte umide o secche, localmente o per tutto il corpo. Il processo apre i tessuti del corpo con saturazione del calore e olio Quando i tessuti si aprono, le tossine o l'ama, profondamente radicate nel corpo, possono essere espulse dalla pelle. Questo aiuta a ridurre l'infiammazione, favorisce la guarigione e migliora la circolazione.
Si tratta di una terapia a vapore a base di erbe per tutto il corpo e viene somministrata dopo che l'abhyanga (massaggio completo con olio per il corpo) è stato completato per aumentare i benefici della terapia. Attraverso questo processo l'olio entra più a fondo nella pelle e rimuove le tossine radicali profonde (ama) negli strati della pelle.

In questo trattamento il vapore viene trasmesso in specifiche regioni del corpo, spesso lungo linee energetiche nel corpo chiamate nadi.

Allevia il dolore e il dolore delle articolazioni e dei muscoli, promuove anche la circolazione del sangue e ripristina la flessibilità nelle zone tese e colpite.

Questo trattamento è utile per l'artrite, l'immobilità e le condizioni neuromuscolari.
Swedana (riscaldamento corporale) è una modalità di trattamento comune alla pratica clinica ayurvedica.

Praticato sia come componente propedeutica al Panchakarma (cinque procedure di disintossicazione) sia come intervento indipendente,
Swedana viene lodato per i suoi effetti rilassanti e disintossicanti attraverso i classici testi ayurvedici. Swedana, rappresenta il metodo in cui il corpo viene riscaldato senza riscaldarsi direttamente.

Indicazioni e controindicazione del trattamento ayurvedico Swedana

Il trattamento Swedana bagno di vapore è indicato nell'asma, tosse, naso che cola, sinusite, flatulenza, stitichezza, pesantezza, rigidità, dolori articolari, dolore muscolo-scheletrico, spasticità e artrosi. rimuove eventuali blocchi dei canali del corpo, ringiovanisce la pelle e disintossica il corpo.

Benefici del trattamento Swedana:

🌺Purifica il tessuto ed elimina le tossine dal corpo.

🌺Migliora la circolazione sanguigna.

🌺Allevia la rigidità.

🌺Migliora la digestione.

🌺Rimuovere il blocco di canali o srotas.

🌺Riduce la ritenzione idrica.

🌺Riduce l'aumento di peso in eccesso.

Non dovresti subire la Swedana se sei disidratato, hai sete e debolezza, soffri di pelle molto secca, vertigini, ascite, infiammazione della pelle, edema, febbre, anemia e itterizia, dopo il consumo di alcol e le donne non dovrebbero subire la Swedana durante la loro gravidanza e mestruazioni.

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