18/01/2026
Il lattuccio la notte…
“Dottore senza latte non dorme!”
“Dottore la notte si sveglia e vuole il latte! Che faccio non glielo do?”
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Il latte la sera per addormentarsi è una consuetudine molto diffusa.
Il bambino succhiando in braccio alla sua mamma si tranquillizza, il latte fornisce grandi quantità di Triptofano che è un precursore della Melatonina e l’idea che il senso di sazietà indotto dal latte aiuti il sonno rafforzano questa abitudine.
Spesso (direi anche molto spesso!) poi la risposta al risveglio notturno dei bambini anche più grandi è l’offerta di un biberon nella convinzione che il sonno sia interrotto dalla fame.
Domanda: ma i bambini devono mangiare la notte? E nei piccoli fino a quando è consigliata “la poppata notturna”?
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Quando i bambini sono piccoli il ritmo circadiano non è ancora stabilizzato, lo stomaco è piccolo e il fabbisogno calorico per sostenere la crescita è molto alto, quindi molto spesso “la poppata notturna” è necessaria.
Dopo i sei mesi però il ritmo circadiano si stabilizza, i tempi si dilatano e i pasti diventano più consistenti.
I bambini si svegliano, ma non per fame quanto piuttosto perché i cicli del loro sonno sono più brevi e possono essere intervallati da risvegli.
Possono ancora richiedere il latte, ma la necessità di nutrirli di notte non è più indispensabile.
Dopo i 12 mesi invece il digiuno notturno diventa progressivamente importante: non solo non c’è più la necessità di “saziare” per affrontare la notte, ma dopo i 18-24 mesi e per tutta l’età adulta il riposo non dovrebbe essere turbato da uno sforzo digestivo!
Perché?
Mangiare molto la sera o la notte aumenta i picchi glicemici e facilita un aumento del peso.
Succede perché il cambio di assetto neuroendocrino gestito dal ritmo circadiano, riduce la sensibilità all’insulina e quindi il controllo della glicemia.
La notte poi è più lento lo svuotamento gastrico e quindi la digestione è più prolungata e difficile.
Il digiuno notturno però permette per tutti noi anche un’altra funzione importante: la “autofagia” cioè un processo di “pulizia e rigenerazione cellulare”.
Che significa?
Significa che la notte il corpo elimina proteine danneggiate, tossine e residui metabolici di cellule vecchie per rigenerarne di nuove!
Ma per funzionare bene questo processo ha la necessità non far arrivare nutrienti dall’esterno.
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Il latte vaccino, che è un alimento molto ricco di proteine e grassi, ha un grande potere saziante e nell’economia della alimentazione generale del bambino squilibra completamente l’input nutrizionale delle 24 ore.
Troppo latte infatti significa poco ferro, poco acido folico, poche fibre, troppe proteine e grassi animali, input calorico troppo alto.
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Ma succhiare un biberon per addormentarsi (e la notte!) è responsabile della formazione di carie!
I residui del latte nella bocca chiusa durante la notte infatti causano la proliferazione di una flora batterica aggressiva.
Durante il sonno poi il lavaggio della saliva, che di giorno ne limita la proliferazione, viene meno e inevitabilmente i dentini sono esposti a un danno.
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Tutti i bambini si svegliano la notte perché i cicli del loro sonno sono più brevi e meno profondi di quelli degli adulti.
Quando si svegliano il loro bisogno è quello di ritrovare i riferimenti per essere rassicurati e riprendere il ciclo di sonno successivo.
Il vero bisogno è il morbido liscio caldo dell’abbraccio della mamma che dopo i sei mesi non ha il “compito” di svegliarsi e svegliare definitivamente il bambino per fare “la poppata notturna”, ma solo quello di farsi trovare con il morbido dolce del suo seno per aiutare il bambino a ritrovare la quiete necessaria per riprendere il suo sonno!
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“Ma al seno il bambino non assume latte?” Si, ma non è la stessa cosa.
Diversamente dal biberon che riempie la bocca di latte, la suzione al seno è attiva e richiede un “lavoro” di spremitura tra lingua e palato. Appena il bambino si tranquillizza questa azione viene meno.
Ma la cosa importante è che il latte succhiato al seno defluisce dall’orofaringe posteriore per essere rapidamente ingerito senza ristagnare anteriormente nella zona dei dentini!
Il latte materno poi ha molte sostanze antibatteriche che riducono la crescita dei batteri cariogeni: la lattoperossidasi, il lisozima, la lattoferrina, le IgA secretorie… E ha anche un effetto tampone sulla acidità del cavo orale che è una concausa delle carie.
Quindi anche se il latte materno ha un ricco contenuto di lattosio, la suzione al seno anche notturna, non è cariogena.
Per questo il consiglio di scoraggiare la tranquillizzante suzione al seno per un rischio carie non è corretto.
La responsabilità delle carie è legata al mancato lavaggio dei dentini la sera che è una raccomandazione importantissima anche per bambino che assume ancora latte materno.