Gaia Avella Psicologa - Psicoterapeuta

Gaia Avella Psicologa - Psicoterapeuta Sono una psicologa, psicoterapeuta sistemico - relazionale. Psicoterapeuta EMDR (Eye Movement Desen

Per i Colleghi… vi aspettiamo!
10/01/2026

Per i Colleghi… vi aspettiamo!

Avevo letto, tra le varie recensioni, che era probabile la commozione ma non immaginavo a questi livelli. Devastante emo...
01/01/2026

Avevo letto, tra le varie recensioni, che era probabile la commozione ma non immaginavo a questi livelli. Devastante emotivamente. Le scelte, i rimpianti, gli amori, le amicizie importanti.

“Ti ho amato per tutta la vita… ci vediamo dopo il prossimo Bang” ♥️

127 pagine divorate in un paio d’ore. Mi interessava, da clinica, capire come era stato impostato il tema della “violenz...
26/12/2025

127 pagine divorate in un paio d’ore. Mi interessava, da clinica, capire come era stato impostato il tema della “violenza”…la semantica prevalente secondo l’autore, i vari positioning. Non mi sono trovata d’accordo su tutto (clinicamente parlando… ma questo ci sta) ma l’ho trovato affascinante per diversi aspetti e ve lo suggerisco (e io andrò sicuramente a capire qualcosa di più della storia dell’autore).

“Se la libertà non è una rivincita allora non è una libertà, ecco come la penso… vedevo la nuca di mia madre qualche metro davanti a me, i suoi capelli messi in piega e tinti per l’occasione, il suo corpo sempre più libero, il pugno che aveva alzato verso il cielo, e mi ripetevo: ha vinto lei”.

Ha vinto lei.

21/12/2025

Caro me del 2025,
mettiti seduto:
che dobbiamo parlare.

Ti ho visto fare cose
che non avresti mai chiamato forza,
e invece lo erano,
solo che non facevano rumore.

Hai imparato
che il silenzio non è vuoto:
è solo pieno
di cose che non chiedono palco.

Ti ho visto capire
che non tutto si supera;
alcune cose si attraversano,
come si attraversa la vita:
a volte sognando
a volte morendo.

Hai smesso di voler sistemare tutto
e hai iniziato a scegliere
cosa valeva davvero:
la tua energia.

Hai imparato
che vincere non è arrivare,
ma smettere di tornare indietro
a chiederti se potevi fare meglio.

E che il passato
non va riscritto:
va smesso di consultare
come fosse un giudice.

Che crescere,
a volte, significa deludere
l’idea che avevi di te
per far spazio a quello che sei diventato.

Hai capito
che non sei qui
per essere come volevi,
ma come puoi.

Hai perso tempo,
hai perso pazienza,
hai perso persone;
ma non ti sei perso,
e non è poco.

Hai perso anche
l’urgenza di piacere,
e con quella
un sacco di stanchezza inutile.

Hai smesso di spiegarti troppo,
di giustificarti sempre,
di chiamare fallimento
ogni cambio di rotta.

Hai capito
che cambiare direzione
non è incoerenza:
è ascolto.

Hai capito
che la sensibilità non è un difetto:
è solo una lingua
che non tutti parlano.

E finalmente
hai smesso di tradurti
per chi non voleva capire.

E se oggi sei più lento,
più selettivo,
meno disposto,
è perché hai imparato
dove vale la pena restare.

E soprattutto
dove no,
senza più sentirti in colpa.

Caro me del 2025,
non sei uscito vincitore:
sei uscito vero.

E la differenza
è enorme

A. Faber

16/12/2025

Cari genitori, vi ritrovate? Vi risuona?

È un testo che definirei “delicato”. Forse lo consiglierei particolarmente a chi lavora nell’ambito della “cura”, sia a ...
15/12/2025

È un testo che definirei “delicato”. Forse lo consiglierei particolarmente a chi lavora nell’ambito della “cura”, sia a livello psichico/relazionale che fisico

17/10/2025

📰📰 NOTA STAMPA - EDUCARE ALLE RELAZIONI È PREVENZIONE, NON IDEOLOGIA 📰📰

🫂 Nel giorno in cui si discute di vietare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia ribadisce l’importanza di percorsi fondati su evidenze scientifiche e sulle linee guida internazionali dell’OMS e dell’UNESCO.
Aiutare bambini e adolescenti a conoscere sé stessi, le emozioni e il rispetto reciproco è un atto di responsabilità collettiva.

💬 “Proprio quando aumentano i segnali di violenza e disagio tra i più giovani, si parla di togliere spazio al dialogo e all’educazione.
Ma educare alle emozioni e alle relazioni significa prevenire, non ideologizzare.
È così che si costruisce una cultura del rispetto e della responsabilità.”
— Valentina Di Mattei, Presidente OPL

➡️ OPL sostiene la posizione del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che ha inviato al Ministro una lettera per riaffermare il valore educativo e preventivo dell’educazione affettivo-sessuale.
psyd


L’ho suggerito più volte nella stanza delle parole per affrontare il tema “sorelle”. Personalmente l’ho letto in più rip...
10/08/2025

L’ho suggerito più volte nella stanza delle parole per affrontare il tema “sorelle”. Personalmente l’ho letto in più riprese, non trovandolo particolarmente scorrevole in alcuni punti. Rimane comunque molto interessante e da suggerire. Qualcuno di voi lo ha letto?

Delicato. Lo definirei così. Si parla di famiglie, di genitorialità, di scelte, di segreti. Di “morale”, di ciò che è “g...
07/08/2025

Delicato. Lo definirei così. Si parla di famiglie, di genitorialità, di scelte, di segreti. Di “morale”, di ciò che è “giusto” o “sbagliato” (la domanda sarebbe: per chi lo è?). Del “qui ed ora” del “là e allora”.

Vi aspettiamo qui... Il viaggio, la psicologia, i sogni, le passioni. Non vediamo l'ora di vedervi. Un abbraccio
14/06/2025

Vi aspettiamo qui... Il viaggio, la psicologia, i sogni, le passioni. Non vediamo l'ora di vedervi. Un abbraccio

Il lasciamoci “bene”. Quante volte ne parliamo in terapia? La collega riporta le riflessioni di cui tanto discutiamo nel...
23/04/2025

Il lasciamoci “bene”. Quante volte ne parliamo in terapia? La collega riporta le riflessioni di cui tanto discutiamo nella stanza delle parole. Ve le lascio qui per ulteriori input.

C’è un meccanismo che accade frequentemente quando una relazione sta finendo o è agonizzante: il film del lasciamoci ‘bene’.
Non si regge il pensiero che ‘con tutto quello che c’è stato fra noi... come possiamo non restare in buoni rapporti, restare amici, mantenere l’affetto?’. In realtà si teme l’immagine di se stessi come brutti e cattivi, colpevoli di non aver fatto funzionare la relazione. Gestire una rottura significa anche avere il coraggio di chiudere con fermezza emotiva una porta. E smetterla con tutte le smancerie da baciperugina. Il ‘noi’ della coppia si può sciogliere. Importante è sapere che si esiste prima di tutto anche singolarmente. E che se la relazione è naufragata è perché uno dei due (o entrambi) non era felice. Restare agganciati all’ideale della coppia ‘perfetta’ che si separa con i cuoricini è deleterio. È già un enorme successo mantenere un bel ricordo, rispetto e gratitudine.
Allora accontentiamoci e mettiamo via il film

Aggiorno: temo non sia chiaro il post.
1- quando scrivo qualcosa so cosa scrivo perché sento centinaia di storie 🙂. Fidatevi
2- il fatto che l’esperienza del singolo sia positiva certo, evviva!
3- ovvio che chi ha figli resta una coppia genitoriale. E se i rapporti sono sereni e civili, evviva.
4- su un piano psicologico, molte persone restano in relazioni infelici per PAURA. Di rompere qualcosa già rotto, del giudizio. Di sentirsi sbagliate. Ecco, questo post è per loro.
Se sei felice di andarti a bere una birra con l’ex, questo post non fa per te.
Ma il mondo è grande, e le situazioni sono tante

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